{"id":94716,"date":"2026-08-02T20:02:32","date_gmt":"2026-08-02T20:02:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=94716"},"modified":"2026-08-02T20:02:32","modified_gmt":"2026-08-02T20:02:32","slug":"marcinelle-70-anni-dopo-la-tragedia-che-cambio-lemigrazione-italiana-e-la-coscienza-del-lavoro-nel-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=94716","title":{"rendered":"Marcinelle, 70 anni dopo &#8211; La tragedia che cambi\u00f2 l\u2019emigrazione italiana e la coscienza del lavoro nel mondo"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Miniera-Bois-du-Cazier-tragedia-1956.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"899\" height=\"477\" data-id=\"94717\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Miniera-Bois-du-Cazier-tragedia-1956.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-94717\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Miniera-Bois-du-Cazier-tragedia-1956.jpg 899w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Miniera-Bois-du-Cazier-tragedia-1956-300x159.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Miniera-Bois-du-Cazier-tragedia-1956-768x407.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 899px) 100vw, 899px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/G.Palmerini-con-Elio-Di-Rupo-Hornu-2016.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"634\" height=\"432\" data-id=\"94718\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/G.Palmerini-con-Elio-Di-Rupo-Hornu-2016.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-94718\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/G.Palmerini-con-Elio-Di-Rupo-Hornu-2016.jpg 634w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/G.Palmerini-con-Elio-Di-Rupo-Hornu-2016-300x204.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 634px) 100vw, 634px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Marcinelle-Bois-du-Cazier-WhichMuseum.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"930\" height=\"590\" data-id=\"94719\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Marcinelle-Bois-du-Cazier-WhichMuseum.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-94719\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Marcinelle-Bois-du-Cazier-WhichMuseum.jpg 930w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Marcinelle-Bois-du-Cazier-WhichMuseum-300x190.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Marcinelle-Bois-du-Cazier-WhichMuseum-768x487.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 930px) 100vw, 930px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<p>3 agosto 2026<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Marcinelle, 70 anni dopo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La tragedia che cambi\u00f2 l\u2019emigrazione italiana e la coscienza del lavoro nel mondo<\/p>\n\n\n\n<p>di <strong>Goffredo Palmerini<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019AQUILA &#8211; L\u2019<strong>8 agosto 1956 <\/strong>\u00e8 una data che non appartiene solo alla storia dell\u2019emigrazione italiana, appartiene alla storia della dignit\u00e0 umana. Settant\u2019anni fa, nella miniera di <strong>Bois du Cazier<\/strong>, a <strong>Marcinelle<\/strong>, in Belgio, <strong>262 minatori<\/strong> persero la vita. Uno dei pi\u00f9 gravi disastri minerari per l\u2019emigrazione italiana, dopo quelli di <strong>Monongah<\/strong> (nel 1907 in West Virginia) e <strong>Dawson <\/strong>(nel 1913 in New Mexico). Delle <strong>262 vittime<\/strong> a Marcinelle, <strong>136 erano italiani<\/strong>. Ben <strong>60 provenivano dall\u2019Abruzzo<\/strong>: da Manoppello (23), Turrivalignani (9), Lettomanoppello (6), Farindola (6), Roccascalegna (6), Castel del Monte (2) e con una vittima da Alanno, Casoli, Castelvecchio Subequo, Elice, Isola del Gran Sasso, Ovindoli, Rosciano, Sant\u2019Eusanio del Sangro.<\/p>\n\n\n\n<p>Piccoli i paesi di provenienza, vite che scesero nel sottosuolo profondo, per risalire solo nella memoria. <strong>Marcinelle<\/strong> non \u00e8 solo un luogo, \u00e8 una ferita profonda. Una ferita che ha attraversato generazioni, che ha segnato la storia del lavoro italiano nel mondo, che ha rivelato la verit\u00e0 di un accordo &#8211; quello italo-belga del 1946 &#8211; che scambiava <strong>\u201cuomini per carbone\u201d<\/strong>, braccia per tonnellate di antracite, speranze di futuro per contratti capestro.<\/p>\n\n\n\n<p><a><\/a> Nel 1945, immediato dopoguerra, l\u2019<strong>Italia<\/strong> era un paese stremato, con l\u2019economia in ginocchio e la disoccupazione diffusa. Ferite materiali e morali ancora aperte, dopo 20 anni di dittatura fascista, cinque anni di guerra, di cui due di occupazione nazista e di lotta di Resistenza per liberare il Paese, riconquistare la libert\u00e0 e avviare la democrazia. Il <strong>Belgio<\/strong>, invece, pur con le distruzioni belliche, aveva bisogno di tanta manodopera per sfruttare le sue cospicue risorse minerarie, estrarre carbon fossile per alimentare le industrie e la ricostruzione del Paese. Nacque cos\u00ec l\u2019accordo del 23 giugno 1946. Per ogni italiano inviato nelle miniere belghe l\u2019Italia avrebbe ricevuto 2,5 tonnellate di carbone.<\/p>\n\n\n\n<p>Sui muri delle citt\u00e0 italiane comparvero manifesti rosa. Promettevano salari vantaggiosi, alloggi dignitosi, viaggi gratuiti, ferie pagate, carbone per le famiglie. La realt\u00e0 era ben diversa. I minatori venivano reclutati alla stazione centrale di <strong>Milano<\/strong>, sottoposti a visite mediche sommarie, caricati su treni speciali che attraversavano la <strong>Svizzera<\/strong> senza fermarsi &#8211; per evitare fughe &#8211; e spediti in <strong>Vallonia<\/strong>. Ad attenderli non c\u2019erano case, ma baracche di legno, bassi di vecchie case umidi e malsani e hangar di lamiera che pochi anni prima avevano ospitato prigionieri di guerra.<\/p>\n\n\n\n<p>E poi c\u2019erano chiari messaggi di pregiudizio xenofobo nei confronti degli immigrati. Sulle porte degli appartamenti di frequente un cartello crudele recitava <em>\u00abNi animaux, ni \u00e9trangers\u00bb<\/em>. N\u00e9 animali, n\u00e9 stranieri. Molti dei nostri emigranti erano braccianti e contadini, abituati al sole dei campi. In miniera li aspettava invece il buio, il caldo infernale, il gris\u00f9, cunicoli alti talvolta solo 40 centimetri, turni massacranti, silicosi e incidenti quotidiani. E un contratto capestro che non permetteva loro di tornare indietro. Chi abbandonava il lavoro veniva infatti rinchiuso in centri di detenzione. <strong>Marcinelle <\/strong>fu il punto di non ritorno.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u20198 agosto 1956fu l\u2019inferno sotto terra. Alle 7 del mattino, 274 minatori scesero nel pozzo per il primo turno. A 975 metri di profondit\u00e0 un carrello rimase incastrato nell\u2019ascensore. Nonostante l\u2019anomalia, la cabina fu fatta risalire. Il carrello tranci\u00f2 tubi dell\u2019aria compressa, condutture dell\u2019olio e cavi elettrici. Il fuoco divamp\u00f2 in un lampo. Il fumo invase i cunicoli. Il gris\u00f9 esplose. E la miniera divenne un inferno. Le operazioni di soccorso durarono due settimane. Il 22 agosto, alle tre di notte, un soccorritore risal\u00ec dall\u2019ultima galleria e pronunci\u00f2 le parole che chiusero ogni speranza: <em><strong>\u00abTutti cadaveri.\u00bb<\/strong><\/em>Marcinelle non fu solo un incidente, fu la rivelazione di un sistema. Di una sicurezza inesistente, di impianti obsoleti, di una gestione che sacrificava vite per la produzione. Fu la denuncia di un accordo che aveva trasformato uomini in numeri, famiglie in statistiche, speranze in carbone.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 2016, in occasione del Sessantennale, andai in <strong>Belgio<\/strong> per partecipare alla cerimonia conclusiva delle commemorazioni. A <strong>Hornu<\/strong>, presso Mons, il 16 dicembre ci fu l\u2019incontro conclusivo di un anno di eventi che di quella tragedia aveva fatto memoria e raccolto testimonianze. Presenti a quel convegno rappresentanti di associazioni che si occupano di emigrazione, di istituzioni pubbliche e del Ministero degli Affari Esteri italiano. Era presente anche <strong>Elio Di Rupo<\/strong>, figlio di un emigrato abruzzese, allora Sindaco di <strong>Mons<\/strong> e gi\u00e0 Primo Ministro del Belgio. Una testimonianza vivente di ci\u00f2 che gli italiani hanno saputo costruire, nonostante tutto. Nel mio intervento ringraziai gli emigrati per il servizio che avevano reso all\u2019Italia con il lavoro, la seriet\u00e0, la dignit\u00e0, la capacit\u00e0 di onorare la terra d\u2019origine. Per il rispetto guadagnato sul campo, contro ogni pregiudizio. Per aver mostrato al mondo il valore degli italiani, spesso pi\u00f9 riconosciuto all\u2019estero che in patria.<\/p>\n\n\n\n<p>Il giorno dopo andammo visitare la miniera di <strong>Bois du Cazier<\/strong>, a Marcinelle. <strong>Alain Forti<\/strong>, <em>Conservateur<\/em> del sito nel 2012 riconosciuto <strong>Patrimonio dell\u2019umanit\u00e0<\/strong> &#8211; grazie alla lotta degli ex minatori che ne scongiur\u00f2 la trasformazione a supermercato e ne promosse il riconoscimento dall\u2019<strong>Unesco<\/strong> -, ci guid\u00f2 tra i luoghi della tragedia. La visita fu una <em>via crucis<\/em>, con il racconto degli ultimi testimoni della tragedia sui cunicoli, le attrezzature, i ricordi del caldo soffocante, del pericolo del gris\u00f9. Poi la visita al <strong>Memoriale,<\/strong> 262 fotografie. 262 vite perdute. 136 i minatori italiani. Davanti a quelle immagini il silenzio, non solo rispetto, ma dolore, memoria e responsabilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>La tragedia cambi\u00f2 molte cose. <strong>Marcinelle<\/strong> segn\u00f2 la fine degli accordi bilaterali tra <strong>Italia<\/strong> e <strong>Belgio<\/strong>. Segn\u00f2 la fine dell\u2019idea che il lavoro potesse essere barattato con carbone. Segn\u00f2 l\u2019inizio di una nuova consapevolezza: che la sicurezza non \u00e8 un <em>optional<\/em>, che la dignit\u00e0 non \u00e8 negoziabile, che la vita non pu\u00f2 essere sacrificata per la produzione. Nacque una nuova attenzione verso i diritti dei lavoratori all\u2019estero. Nacque la consapevolezza che l\u2019emigrazione italiana non \u00e8 solo una storia di partenze, ma una storia di sacrifici, di lotte, di conquiste civili. Una storia che non pu\u00f2 essere pi\u00f9 relegata a memoria circoscritta, ma riconosciuta come una delle grandi vicende nazionali.<\/p>\n\n\n\n<p>Da quella tragedia \u00e8 nata la <strong>Giornata del Lavoro Italiano nel Mondo<\/strong>, celebrata ogni 8 agosto. Ma da <strong>Marcinelle<\/strong> \u2013 aggiungo \u2013 dovrebbe nascere anche un dovere civile e un impegno politico corale e imprescindibile: che la storia dell\u2019emigrazione italiana entri nelle scuole, nelle universit\u00e0, nella cultura pubblica. Che diventi parte significativa della Storia d\u2019Italia, per essere stata una diaspora che in poco pi\u00f9 di un secolo ha visto partire 29 milioni di italiani per le terre d\u2019emigrazione in ogni angolo del mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Settant\u2019anni dopo<strong> Marcinelle <\/strong>continua dunque a parlare. Proclama un monito per l\u2019intera umanit\u00e0. Ci ricorda che il lavoro \u00e8 dignit\u00e0, ma pu\u00f2 diventare tragedia quando la dignit\u00e0 viene negata. Ci ricorda che gli emigrati italiani hanno costruito il mondo con le loro mani, spesso pagando un prezzo altissimo. Ci ricorda che la sicurezza non \u00e8 un lusso, ma un diritto. Ci ricorda che la memoria non \u00e8 un esercizio del passato, ma un impegno del presente. Settant\u2019anni dopo, Marcinelle non \u00e8 solo un luogo. \u00c8 un monito, \u00e8 una ferita, \u00e8 una responsabilit\u00e0, \u00e8 un tributo alla vita di 262 uomini che non devono essere dimenticati. E soprattutto \u00e8 un dovere, quello di continuare a raccontare e<strong> fare memoria.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>3 agosto 2026 Marcinelle, 70 anni dopo La tragedia che cambi\u00f2 l\u2019emigrazione italiana e la coscienza del lavoro nel mondo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[15],"tags":[],"class_list":["post-94716","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-italiani-allestero"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/94716","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=94716"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/94716\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":94720,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/94716\/revisions\/94720"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=94716"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=94716"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=94716"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}