{"id":94974,"date":"2026-08-08T10:24:06","date_gmt":"2026-08-08T10:24:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=94974"},"modified":"2026-08-08T10:24:07","modified_gmt":"2026-08-08T10:24:07","slug":"lombra-dei-muri-di-schengen-tra-politica-distratta-e-la-memoria-corta-del-caldo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=94974","title":{"rendered":"L&#8217;ombra dei muri di Schengen: tra politica distratta e la memoria corta del caldo"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Carlo Di Stanislao<\/em><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Carlo-Di-Stanislao-1-1-1-1-1-1.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"960\" height=\"932\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Carlo-Di-Stanislao-1-1-1-1-1-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-94629\" style=\"width:274px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Carlo-Di-Stanislao-1-1-1-1-1-1.jpg 960w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Carlo-Di-Stanislao-1-1-1-1-1-1-300x291.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Carlo-Di-Stanislao-1-1-1-1-1-1-768x746.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p><br>\u200b<em>\u00abNon si costruiscono muri per proteggere la libert\u00e0, ma solo per nascondere la paura di ci\u00f2 che c&#8217;\u00e8 dall&#8217;altra parte.\u00bb<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u2014 Zygmunt Bauman<\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p>\u200bL&#8217;ombra dei&nbsp;<strong>muri<\/strong>&nbsp;che tornano gradualmente a stagliarsi lungo i confini storici di&nbsp;<strong>Schengen<\/strong>&nbsp;proietta un segnale profondamente inquietante e cupo sullo stato attuale di salute dell&#8217;intero progetto di integrazione dell&#8217;Unione Europea, rivelando in modo inequivocabile quanto sia estremamente fragile il sogno della libera circolazione quando la paura collettiva e il calcolo elettorale prendono il sopravvento sulla solidariet\u00e0 e sulla cooperazione transfrontaliera. Mentre l&#8217;Europa ridisegna in silenzio le sue frontiere interne e i controlli sistematici ritornano a dividere Paesi storicamente legati da un destino comune e da una profonda fratellanza come l&#8217;<strong>Italia<\/strong>&nbsp;e la&nbsp;<strong>Spagna<\/strong>, il dibattito politico e sociale della nostra penisola sembra irrimediabilmente ripiegato su dinamiche interne di brevissimo respiro, dimostrandosi incapace di sollevare lo sguardo per osservare oltre le imminenti scadenze delle urne o le polemiche quotidiane orchestrate a uso e consumo dei talk show.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">\u200bIl valzer della politica nazionale: leadership in evoluzione e crisi d&#8217;identit\u00e0 nell&#8217;opposizione<\/h2>\n\n\n\n<p>\u200bMentre alle frontiere dell&#8217;Europa si vanno progressivamente sgretolando decenni di faticose conquiste sul fronte delle libert\u00e0 fondamentali dei cittadini, il teatrino della politica italiana consuma la quasi totalit\u00e0 delle sue preziose energie in complessi tatticismi d&#8217;aula, vertici di maggioranza estenuanti e continui riposizionamenti strategici che stancano l&#8217;elettorato. In questo scenario in costante ed frenetica evoluzione, Giuseppe&nbsp;<strong>Conte<\/strong>&nbsp;guadagna sempre pi\u00f9 spazio e centralit\u00e0 come potenziale leader naturale e punto di riferimento strategico per un&#8217;ipotetica area di&nbsp;<strong>larghe intese<\/strong>, muovendosi con un pragmatismo felpato e felino che riesce a intercettare con efficacia la profonda stanchezza di una fascia di popolazione ormai delusa e disorientata. Dall&#8217;altro lato dello schieramento progressista, la segretaria Elly&nbsp;<strong>Schlein<\/strong>&nbsp;appare bloccata in un perenne affanno tattico, percepita ormai da una quota crescente di osservatori e di propri elettori come una figura politica che sbaglia quasi tutti i colpi decisivi, rivelandosi incapace di tracciare una linea programmatica chiara, netta e inclusiva per un partito strutturalmente lacerato tra pulsioni ideologiche radicali e una forte nostalgia per le responsabilit\u00e0 di governo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bQuesta paralisi identitaria dell&#8217;opposizione, unita al continuo galleggiamento tattico delle forze di centrodestra, lascia l&#8217;intero Paese del tutto privo di una visione strategica d&#8217;insieme con cui affrontare le enormi sfide geopolitiche e ambientali del nostro tempo. Ci si azzuffa quotidianamente su singole dichiarazioni estrapolate dal contesto o sui decimali dei sondaggi d&#8217;opinione della settimana, ignorando del tutto la trasformazione profonda in atto nei trattati europei, il ritorno dell&#8217;irrigidimento dei confini nazionali e la progressiva militarizzazione delle aree di frontiera che fino a poco tempo fa consideravamo un capitolo chiuso della nostra storia recente.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">\u200bIl paese della memoria corta di fronte alla sfida del clima che cambia<\/h2>\n\n\n\n<p>\u200bNel frattempo, mentre la geopolitica si sfilaccia e i diritti si riducono, noi italiani continuiamo incessantemente a parlare di un&nbsp;<strong>caldo<\/strong>&nbsp;che definiamo ogni volta come mai sentito prima, lasciandoci travolgere con puntuale regolarit\u00e0 da un&#8217;ondata di isteria collettiva e di sgomento estivo ogni qual volta la colonnina di mercurio sale di qualche grado oltre i livelli medi di guardia. Ci lamentiamo delle temperature afose e del sole picchiante come se ogni singolo picco estivo fosse un evento totalmente alieno, eccezionale e inatteso, una sorta di punizione inedita scagliata su di noi da un cielo improvvisamente ostile, rivelando cos\u00ec una sconcertante amnesia storica collettiva e un&#8217;incapacit\u00e0 cronica di contestualizzare i fenomeni ambientali a lungo termine.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">\u200bLa terra arsa dal sole e la rimozione collettiva della grande sete<\/h2>\n\n\n\n<p>\u200bCi dimentichiamo troppo facilmente di quanto fosse altrettanto terribilmente caldo in epoche e stagioni nemmeno troppo remote del nostro passato, quando per sopravvivere alla morsa soffocante dell&#8217;afa e riuscire a spostarci da una citt\u00e0 all&#8217;altra&nbsp;<strong>potevamo viaggiare solo di notte<\/strong>, aspettando con ansia che l&#8217;oscurit\u00e0 delle ore tarde concedesse un minimo e temporaneo refrigerio a un&#8217;atmosfera altrimenti del tutto irrespirabile lungo le strisce d&#8217;asfalto roventi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bLa memoria collettiva sembra infatti cancellare con colpevole fretta le drammatiche immagini di una&nbsp;<strong>terra<\/strong>&nbsp;letteralmente&nbsp;<strong>riarsa<\/strong>, spaccata e prosciugata, che mostrava crepe profonde e aride come ferite dolorose aperte sull&#8217;intero paesaggio agrario della Pianura Padana e delle campagne meridionali. Tendiamo a dimenticare con troppa facilit\u00e0 una serie di eventi estremi che hanno gi\u00e0 segnato la nostra storia idrica recente:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>\u200bI maggiori\u00a0<strong>fiumi<\/strong>\u00a0e i principali\u00a0<strong>laghi<\/strong>\u00a0della penisola ridotti a desolanti distese di fango essiccato, greti rocciosi e ciottoli roventi sotto il sole di luglio.<\/li>\n\n\n\n<li>\u200bLa portata dei grandi corsi d&#8217;acqua vitali per la nostra agricoltura e per l&#8217;approvvigionamento energetico crollata fino a livelli minimi mai registrati a memoria d&#8217;uomo.<\/li>\n\n\n\n<li>\u200bLa drammatica interruzione della navigazione commerciale e turistica fluviale, unita al blocco forzato dell&#8217;irrigazione canalizzata che ha messo in ginocchio intere filiere agroalimentari d&#8217;eccellenza.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>\u200bLa vera e propria tragedia ecologica ed economica si consumava per\u00f2 quando la forza della natura si invertiva drammaticamente: il&nbsp;<strong>mare<\/strong>, non trovando pi\u00f9 alcuna barriera o spinta idraulica contrastante proveniente dai torrenti e dalla montagna verso la pianura, risaliva inesorabilmente e&nbsp;<strong>rientrava nel Po per chilometri<\/strong>&nbsp;e chilometri nell&#8217;entroterra, avvelenando irrimediabilmente le falde acquifere sotterranee con la sua pesante carica salina e sterilizzando per lunghi anni centinaia di migliaia di ettari di terreno agricolo altamente produttivo. La risalita devastante del cuneo salino lungo l&#8217;asta del Po rappresenta il sintomo definitivo e drammatico di un equilibrio idrologico spezzato alla radice; una ferita ambientale profonda che la politica e la societ\u00e0 tendono sistematicamente a rimuovere non appena cade la prima pioggia autunnale.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">\u200bLa paralisi dei soccorsi: il caso emblematico di L&#8217;Aquila<\/h2>\n\n\n\n<p>\u200bA confermare e aggravare questo quadro di drammatica impreparazione e corto circuito istituzionale, si inserisce come simbolo&nbsp;<strong>emblematico il recente incendio di L&#8217;Aquila e dintorni<\/strong>. Nelle giornate in cui il fuoco divorava i boschi abruzzesi e minacciava da vicino i centri abitati, \u00e8 andato in scena il consueto e doloroso spettacolo della disorganizzazione sistemica: interventi pubblici apparsi fin dai primi momenti tragicamente inefficaci, lenti e deficitari, paralizzati da cavilli burocratici, carenze strutturali di mezzi e una catena di comando farraginosa.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bCi\u00f2 che rende la vicenda ancora pi\u00f9 amara \u00e8 la mortificazione della solidariet\u00e0 dal basso, con centinaia di&nbsp;<strong>volontari bloccati<\/strong>&nbsp;ai margini delle aree colpite, impossibilitati ad agire o costretti alla resa da veti normativi e veti procedurali proprio mentre la terra bruciava. In questo cortocircuito istituzionale, dove la macchina dei soccorsi pubblici arrancava impotente e l&#8217;iniziativa dei cittadini veniva imbrigliata, l&#8217;unico vero fattore risolutivo si \u00e8 rivelato l&#8217;imponderabile:&nbsp;<strong>solo la pioggia, giunta come vera e unica salvezza<\/strong>&nbsp;provvidenziale dal cielo, \u00e8 riuscita a spegnere i roghi e a scongiurare un disastro ancora pi\u00f9 imponente. Un episodo che dimostra, ancora una volta, come la nostra gestione del territorio sia del tutto affidata al caso anzich\u00e9 alla pianificazione.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">\u200bLa necessit\u00e0 di ritrovare uno sguardo critico sul futuro<\/h2>\n\n\n\n<p>\u200bCe ne siamo dimenticati perch\u00e9 la narrazione mediatica della perenne emergenza del momento ci impedisce in modo sistematico di sviluppare un pensiero critico articolato, profondo e duraturo, sia quando si discute delle grandi trasformazioni climatiche, sia quando si affrontano le questioni cruciali legate alla politica estera, alla tenuta delle istituzioni comunitarie e alla tutela dei diritti umani fondamentali. La progressiva frammentazione dello spazio di libera circolazione di&nbsp;<strong>Schengen<\/strong>, le rovinose falle nei sistemi di emergenza e soccorso e la cattiva gestione delle nostre risorse idriche e territoriali sono, a ben guardare, tre aspetti complementari della medesima crisi di visione: la totale e desolante incapacit\u00e0 delle classi dirigenti contemporanee di progettare e pianificare il futuro della societ\u00e0 al di l\u00e0 del brevissimo ciclo d&#8217;interesse di un post sui social network o di un sondaggio del luned\u00ec sera.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bFinch\u00e9 continueremo a stupirci ingenuamente del grande caldo d&#8217;estate, ad affidare la salvezza dei nostri boschi alla benevolenza del meteo o a rimanere spettatori passivi di fronte al lento e silenzioso smantellamento della libera circolazione europea, saremo ineluttabilmente condannati a subire tutte le pesanti conseguenze di una tripla e pericolosa illusione: credere ingenuamente che la costruzione di nuovi muri e barriere possa renderci davvero pi\u00f9 sicuri all&#8217;interno dei nostri confini, convincerci che la burocrazia possa sostituire l&#8217;efficienza della prevenzione e credere che lo stravolgimento del clima sia soltanto un innocuo argomento di conversazione estiva da fare sotto l&#8217;ombrellone in attesa dell&#8217;autunno.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Tutte l\u2019opinioni versati nel sito correspondono solo a chi la manifesta. Non e necessariamente l\u2019opinione della Direzione<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Carlo Di Stanislao \u200b\u00abNon si costruiscono muri per proteggere la libert\u00e0, ma solo per nascondere la paura di ci\u00f2 che [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[35],"tags":[],"class_list":["post-94974","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-opiniones"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/94974","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=94974"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/94974\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":94975,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/94974\/revisions\/94975"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=94974"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=94974"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=94974"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}