{"id":95069,"date":"2026-08-10T13:45:59","date_gmt":"2026-08-10T13:45:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=95069"},"modified":"2026-08-10T13:45:59","modified_gmt":"2026-08-10T13:45:59","slug":"francesco-e-le-pietre-del-sud","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=95069","title":{"rendered":"FRANCESCO E LE PIETRE DEL SUD"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/1000307290.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/1000307290-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-95070\" style=\"width:336px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/1000307290-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/1000307290-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/1000307290-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/1000307290-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/1000307290.jpg 1600w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p><em>di Pierfranco Bruni<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Le pieghe della sabbia fanno piccole dune lungo il percorso. C&#8217;\u00e8 il meriggio&nbsp; \u00c8 un meriggio di sole.&nbsp; Il cielo sopra Pompei \u00e8 azzurro, di quell\u2019azzurro che sa di mare e di cenere. Qualche nube si addensa all\u2019orizzonte, ma non piove. Piove luce.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>San Francesco d\u2019Assisi cammina tra le rovine.&nbsp; Non \u00e8 pellegrino di indulgenze. \u00c8 pellegrino di pietre.&nbsp; Pompei \u00e8 distrutta dalla lava del 79. Sono passati quasi mille e duecento anni. Eppure la citt\u00e0 respira ancora. Dalle case senza tetto escono affreschi. Rosso pompeiano, giallo, ocra. Volti di d\u00e8i, di venditori, di donne che versano vino.&nbsp; Francesco si ferma. Guarda. Non giudica.&nbsp; \u201cAnche qui c\u2019erano uomini\u201d, pensa. \u201cAnche qui ridevano, mangiavano, pregavano altri d\u00e8i\u201d.&nbsp; La distruzione non lo scandalizza. Lo educa.&nbsp; La lava ha fatto ci\u00f2 che fa il tempo: ha tolto il superfluo. Ha lasciato l\u2019essenza.<\/p>\n\n\n\n<p>La notte trova riparo l\u00ec dove, secoli dopo, sorger\u00e0 la chiesa della Madonna di Pompei.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Dorme per terra. Sente il freddo della pietra e il calore del cielo.&nbsp; Non sogna angeli. Sogna silenzio.&nbsp; E nel silenzio sente una voce che non parla: \u201cTutto passa. Resta solo ci\u00f2 che hai amato\u201d. Intanto il vento tira verso Sud. Ha sentito parlare di Sibari e delle feste di cui si custodisce la memoria.&nbsp; Infatti dopo qualche giorno riparte. Va pi\u00f9 a Sud.&nbsp; La strada \u00e8 polvere e ginestre. Il sole \u00e8 gi\u00e0 alto.&nbsp; Arriva a Sibari.&nbsp; O meglio, arriva dove Sibari \u00e8 stata.&nbsp; Perch\u00e9 la citt\u00e0 con la sua ricchezza, ovvero Sibari, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9. \u00c8 stata distrutta. Si dice per le troppe feste, per il lusso, per l\u2019ubriachezza.&nbsp; Francesco ascolta questa storia dai pastori. Annusisce l\u2019aria.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Qui non ci sono colonne. Ci sono campi.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure lui vede. Vede tavole imbandite, danze, corone di alloro.&nbsp; Vede un popolo che ha confuso la gioia con il rumore.&nbsp; \u201cLa gioia non fa rumore\u201d, mormora. \u201cLa gioia edifica\u201d.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Lascia Sibari senza voltarsi.&nbsp; Ha capito. Le citt\u00e0 muoiono quando smettono di amare e cominciano a consumare. Vuole ascoltare le pietre dei Bretti. Cammina. Cammina ancora.&nbsp; Il mare Ionio appare all\u2019improvviso. \u00c8 un taglio blu tra le colline.&nbsp; Ha uno sguardo, quel mare. Guarda verso Oriente. Di l\u00e0 c\u2019\u00e8 la Grecia. Di l\u00e0 c\u2019\u00e8 Damietta, dove Francesco \u00e8 gi\u00e0 stato nel 1219 a parlare con il Sultano al-K\u0101mil.&nbsp; Arriva alle mura di Castiglione di Paludi.&nbsp; Sono macerie. Pietre basse, spezzate, mangiate dal tempo e dall\u2019erba.&nbsp; \u00c8 un luogo abbandonato. Un luogo di confine tra Magna Grecia e mondo latino.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Francesco si siede.&nbsp; Non prega con le parole. Prega con le mani sulle pietre.&nbsp; \u201cAscoltare le pietre\u201d \u00e8 il suo mestiere.&nbsp; Le pietre raccontano guerre, esili, incendi, ritorni.&nbsp; Raccontano che nulla dura se non l\u2019amore. Vive la Natura.&nbsp; Un falco gira alto. Il vento porta odore di origano e di sale.&nbsp; \u201cFrate Sole, sora Terra\u201d.&nbsp; Qui il Cantico non deve essere scritto. \u00c8 gi\u00e0 scritto. Da Castiglione punta a Crotone.&nbsp; Vuole arrivare alla Colonna. L\u2019unica rimasta del Tempio di Hera Lacinia.&nbsp; Una pietra sola, dritta, contro il cielo e il mare.&nbsp; Crotone \u00e8 la citt\u00e0 di Pitagora. Qui il filosofo ha insegnato la magia dei numeri. Ha detto che il mondo \u00e8 armonia, proporzione, musica.&nbsp; Ha vestito il kitone bianco. Ha fondato una comunit\u00e0. Viveva in povert\u00e0, mangiava poco, parlava poco, ascoltava molto.<\/p>\n\n\n\n<p>Francesco arriva alla Colonna al tramonto.&nbsp; Il sole spacca il mare in due.&nbsp; Guarda quella pietra e pensa: \u201cAllora Cristo non aveva ancora abitato il Tempio, la Croce, la Resurrezione\u201d.&nbsp; Eppure qualcosa c\u2019era gi\u00e0.&nbsp; Pitagora.&nbsp; Era un mago? Uno sciamano? Il primo monaco che invece del saio portava il kitone?&nbsp; Francesco sorride. \u201cTutto potrebbe essere possibile\u201d.&nbsp; Perch\u00e9 Pitagora parlava di purificazione, di silenzio, di fraternit\u00e0, di rispetto per gli animali. Parlava di un\u2019etica.&nbsp; E l\u2019etica, quando \u00e8 vera, \u00e8 gi\u00e0 Vangelo prima del Vangelo. Francesco tocca la Colonna.&nbsp; \u00c8 calda.&nbsp; Sente che anche i pagani, se hanno cercato la verit\u00e0, sono stati cercati dalla Verit\u00e0. Pensa. Uscire dalla storia per entrare nell\u2019immaginario. Entrare nell\u2019immaginario \u00e8 saper uscire dalla storia.&nbsp; La storia dice date, guerre, crolli. L\u2019immaginario dice senso.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In fondo Francesco non \u00e8 storia.&nbsp; \u00c8 evento.&nbsp; Non appartiene al 1226. Appartiene a ogni meriggio di sole in cui un uomo si ferma davanti a una rovina e invece di maledire, benedice. A Pompei ha visto gli affreschi e ha pensato alla fragilit\u00e0.&nbsp; A Sibari ha sentito il vuoto delle feste e ha pensato alla sobriet\u00e0.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>A Castiglione ha ascoltato le pietre e ha pensato alla memoria.&nbsp; A Crotone ha guardato la Colonna e ha pensato all\u2019armonia. Quattro tappe. Quattro lezioni.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Distruzione, eccesso, abbandono, ricerca.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>E in mezzo sempre lui: un uomo in saio che cammina scalzo. La notte \u00e8 nel mare. La notte a Crotone \u00e8 piena di stelle.&nbsp; Il mare Ionio \u00e8 nero e lucente.&nbsp; Francesco dorme vicino alla Colonna.&nbsp; Sogna Damietta.&nbsp; Sogna il Sultano che lo ascolta senza convertirlo.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Sogna Assisi.&nbsp; Sogna il lupo di Gubbio.&nbsp; Poi si sveglia.&nbsp; \u00c8 l\u2019alba.&nbsp; Il cielo \u00e8 dello stesso azzurro di Pompei.&nbsp; Con qualche nube all\u2019orizzonte. Si alza.&nbsp; Non ha nulla da portare via.&nbsp; Ha solo da lasciare: un\u2019impronta, una preghiera, un nome detto sottovoce al vento.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLaudato si\u2019 mi\u2019 Signore per frate mare\u201d.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLaudato si\u2019 per sora pietra\u201d.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLaudato si\u2019 per frate Pitagora che ha cercato i numeri di Dio\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Trascorre altre ore accanto all&#8217;ombra di Pitagora. Poi riparte. Francesco riparte.&nbsp; Il Sud resta dietro di lui: Pompei, Sibari, Castiglione, Crotone.&nbsp; Quattro rovine. Quattro ascolti. Non ha convertito nessuno.&nbsp; Ha ascoltato tutti.&nbsp; Le pietre, il mare, i morti, i filosofi. Perch\u00e9 il santo non \u00e8 colui che spiega.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 colui che abita.&nbsp; E Francesco ha abitato il Sud come si abita una chiesa: in silenzio, con rispetto, con gioia.&nbsp; Entrare nell\u2019immaginario \u00e8 questo.&nbsp; Uscire dalla storia per ritrovare l\u2019uomo.&nbsp; Perch\u00e9 in fondo, Francesco non \u00e8 storia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Francesco \u00e8 strada. Lungo la strada ha catturato il religioso silenzio e le grida della cronaca conficcate nella storia. Sa che la vita si tocca in un istante sublime. Sa che gli esempi diventano testamentario. Sa il silenzio ha un senso pi\u00f9 di mille voci in una notte sola.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Pierfranco Bruni Le pieghe della sabbia fanno piccole dune lungo il percorso. 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