{"id":95202,"date":"2026-08-15T14:00:10","date_gmt":"2026-08-15T14:00:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=95202"},"modified":"2026-08-15T14:00:10","modified_gmt":"2026-08-15T14:00:10","slug":"le-siege-de-corinthe-la-bellezza-va-in-fumo-e-noi-siamo-colpevoli-e-complici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=95202","title":{"rendered":"&#8216;Le Siege de Corinthe&#8217;: la bellezza va in fumo e noi siamo colpevoli e complici"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/1-Siege.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"571\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/1-Siege-1024x571.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-95203\" style=\"width:436px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/1-Siege-1024x571.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/1-Siege-300x167.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/1-Siege-768x428.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/1-Siege-1536x856.jpg 1536w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/1-Siege-2048x1142.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Ho assistito ieri sera a &#8216;Le Siege de Corinthe&#8217;, l\u2019opera che ha inaugurato il Rossini Opera Festival (dedicato al Compositore nato in citt\u00e0 il 29 febbraio 1792), giunto alla 47esima edizione (prossime repliche il 17 e il 21 agosto).<br>Nota in Italia come &#8216;L&#8217;assedio di Corinto&#8217;, &#8216;Le Si\u00e8ge&#8217; (trag\u00e9die lyrique in tre atti di Luigi Balochi (verseggiatore addetto al Th\u00e9\u00e2tre-Italien) e Alexandre Soumet) \u00e8 stata rappresentata per la prima volta il 9 ottobre 1826 presso l&#8217;Acad\u00e9mie Royale de Musique di Parigi che l\u2019aveva commissionata. Il libretto dell\u2019opera \u00e8 ambientato a Corinto, in quella Grecia dove infuriava la guerra di indipendenza argomento, quest\u2019ultimo, fortemente dibattuto nella Parigi dell\u2019epoca agitata dalla nascita di un vero e proprio movimento filoellenista.<\/p>\n\n\n\n<p>Nonostante la drammaticit\u00e0 del testo (Pamyra, la protagonista, si d\u00e0 la morte mentre tutto attorno a lei crolla e Corinto scompare tra le fiamme di un immenso incendio), l\u2019opera \u00e8 stata molto apprezzata dal pubblico che ha riconosciuto la bravura di tutti gli artisti.<br>Sul podio Carlo Rizzi (presente al ROF fin dal 1992) ha diretto in modo puntuale (talvolta con solennit\u00e0 marziale) l\u2019Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, il Coro del Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno (M\u00b0 Pasquale Veleno) e la compagnia di canto (eterogenea ma affiatata) che con grande impegno ha scritto una pagina drammatica della storia di Corinto, assediata nel 1459 dall\u2019esercito ottomano, alcuni anni dopo la caduta di Costantinopoli.<\/p>\n\n\n\n<p>Questi gli interpreti lungamente applauditi alla fine dello spettacolo: Vasilisa Berzhanskaya (Pamyra) in primo luogo, quindi Adrian S\u00e2mpetrean (Mahomet), Matteo Roma (Cl\u00e9om\u00e8ne) e Maxim Mironov (N\u00e9ocl\u00e8s), cui seguono Sim\u00f3n Orfila (Hi\u00e9ros), Tianxuefei Sun (Adraste), Giuseppe De Luca (Omar) e Anna-Doris Capitelli (Ism\u00e8ne).<\/p>\n\n\n\n<p>Il nuovo allestimento \u00e8 firmato da Davide Livermore (assistito da Sax Nicosia) che ha curato altres\u00ec le scene (assieme a Eleonora Peronetti e Paolo Gep Cucco). I costumi sono firmati da Gianluca Falaschi, i suggestivi disegni digitali che scandiscono le fasi della vicenda da D-Wok, le coreografie (applauditissime) da Erika Rombaldoni.<br>Limermore ha firmato quest\u2019anno la sua sesta regia al ROF, dopo \u2018Demetrio e Polibio\u2019 (2010 e 2019),\u2018Ciro in Babilonia\u2019 (2012 e 2016),\u2018L\u2019Italiana in Algeri\u2019 (2013),\u2018Il Turco in Italia\u2019 (2016),\u2018Elisabetta regina d\u2019Inghilterra\u2019 (2021).<\/p>\n\n\n\n<p>Come ha anticipato durante il primo ROF Talk &#8216;Oggi \u00e8 il giorno del gran viaggi&#8217; (11 agosto Sala della Repubblica del Teatro), il regista torinese ha ambientato lo spettacolo all\u2019interno di un deposito museale, dove casse di legno sparse disordinatamente custodiscono opere e rovine dell\u2019antichit\u00e0 greca. Mi \u00e8 piaciuto moltissimo. Livermore non delude mai.<br>Il regista ha messo in luce la deriva distruttiva della modernit\u00e0 nei confronti della bellezza costruita dall\u2019uomo nel passato: Corinto (inclusa in una degli scatoloni del deposito) \u00e8 rappresentata quale emblema dell\u2019ideale artistico (in questo caso, il mondo dell\u2019arte classica) che l\u2019umanit\u00e0 ha prodotto e che dovrebbe essere preservato e curato.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2018L\u2019assediante \u00e8 invece la modernit\u00e0, l\u2019uomo di oggi, che irrompe (con selfie, cellulari, sigarette e volgarit\u00e0 varie) in questo spazio, incapace -per ignoranza- di comprenderne il valore estetico, ma anche il valore e il sacrificio di coloro che l\u2019hanno prodotta. Fa di tutto tabula rasa e lo strumentalizza (quando possibile) per passerelle politiche\u2019- ha concluso.<br>La bellezza brucia e i colpevoli siamo noi, in poche parole. Concordo in pieno.<\/p>\n\n\n\n<p>E adesso un po\u2019 di storia\u2026<br>&#8216;Le Si\u00e8ge&#8217; segn\u00f2 l&#8217;adattamento in lingua francese di&#8217;Maometto II&#8217;, la cui premi\u00e8re si tenne al Teatro San Carlo di Napoli il 3 dicembre 1820 (Rossini ne scrisse una seconda versione per La Fenice di Venezia che and\u00f2 in scena il 26 dicembre 1822).<br>Storicamente rilevante perch\u00e9 rappresenta il primo grande lavoro del Compositore destinato espressamente ai teatri parigini, &#8216;Le Si\u00e8ge&#8217; \u00e8 stata oggetto di approfonditi studi filologici e di una complessa edizione critica curata dalla Fondazione Rossini in collaborazione con Casa Ricordi di Milano, a cura di Damien Colas Gallet (2017) che recuper\u00f2 oltre quattrocento battute di musica precedentemente tagliate o nascoste e soprattutto ripristin\u00f2 il testo originale, liberandolo da tutte le alterazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Sulla base di quell\u2019edizione critica, il ROF inaugur\u00f2 il 13 agosto 2017 la 38esima edizione (direttore Roberto Abbado, progetto regia La Fura dels Baus, regia e scene Carlus Padrissa) e il successo fu travolgente.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec ne scrisse Mauro Mariani in\u2018Il Giornale della Musica\u2019 (16 agosto 2017):<br>\u2018si \u00e8 avuta la conferma che questo \u00e8 effettivamente uno dei massimi capolavori di Rossini, molto simile e allo stesso tempo molto diverso dal Maometto II da cui deriva, perch\u00e9 circa la met\u00e0 della musica \u00e8 totalmente nuova e ancor pi\u00f9 perch\u00e9 diversi erano i princ\u00ecpi che negli anni intorno al 1820 governavano l&#8217;opera seria napoletana e la trag\u00e9die lyrique francese, ormai prossima a trasformarsi in grand op\u00e9ra\u2019.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cL\u2019impalcatura complessiva del Maometto II, con il riutilizzo per la creazione del Si\u00e8ge, viene destrutturata e modificata vistosamente, cambiando profondamente lo scheletro drammaturgico e finanche il senso drammatico: se l\u2019originale ha un carattere, una tinta stilistica s\u00ec monumentale, ma basata sui rapporti tra i diversi personaggi, il rifacimento \u00e8 un affresco politico decisamente pi\u00f9 grandioso\u2019: cos\u00ec commentava Filippo Bozzi su GB Opera (16 agosto 2017).<\/p>\n\n\n\n<p>A differenza di taluni gioielli rossiniani, presto caduti nell\u2019oblio, l\u2019opera ebbe la fortuna di essere riscoperta ben prima della cosiddetta Renaissance: ci\u00f2 avvenne il 4 giugno 1949 al Maggio Musicale Fiorentino (Teatro Comunale di Firenze) sotto la bacchetta di Gabriele Santini: Renata Tebaldi ricopriva il ruolo di Pamyra (un impegno di alto profilo belcantistico affrontato dalla giovane soprano in una fase iniziale della sua gloriosa carriera) e il tenore Mirto Picchi quello di N\u00e9ocl\u00e8s.<br>Si trattava di una versione italiana dell\u2019opera, racchiusa negli archivi della Ricordi (L\u2019assedio di Corinto) il cui libretto era stato tradotto per delle riprese nazionali.<\/p>\n\n\n\n<p>La pi\u00f9 celebre -e allo stesso tempo-contestata ripresa della versione italiana fu rappresentata alla Scala l\u201911 aprile 1969, quando Thomas Schippers cre\u00f2 un pastiche decisamente ardito a livello filologico (protagoniste indiscusse della serata furono Beverly Sills e Marylin Horne).<br>Paola Cecchini<\/p>\n\n\n\n<p>Pesaro, Auditorium Scavolini, 14 agosto 2016<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho assistito ieri sera a &#8216;Le Siege de Corinthe&#8217;, l\u2019opera che ha inaugurato il Rossini Opera Festival (dedicato al Compositore 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