{"id":95265,"date":"2026-08-18T11:10:42","date_gmt":"2026-08-18T11:10:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=95265"},"modified":"2026-08-18T11:10:43","modified_gmt":"2026-08-18T11:10:43","slug":"una-scala-quanto-mai-opportuna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=95265","title":{"rendered":"Una scala quanto mai opportuna"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/2-La-scala2.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"738\" height=\"414\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/2-La-scala2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-95266\" style=\"width:476px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/2-La-scala2.jpg 738w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/2-La-scala2-300x168.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 738px) 100vw, 738px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Venezia fu molto importante per Gioachino Rossini all\u2019inizio della sua impressionante carriera: sto parlando degli anni che vanno dal suo debutto teatrale con \u2018La cambiale di matrimonio\u2019 (1810) a \u2018Il Signor Bruschino\u2019 (1813). Quest\u2019ultimo titolo fu rappresentato in quel favoloso anno che consacr\u00f2 il Compositore con due folgoranti successi rispettivamente nell\u2019opera seria, con \u2018Tancredi\u2019 al Teatro \u2018La Fenice\u2019 (6 febbraio) e nell\u2019opera buffa, con \u2018L\u2019italiana in Algeri\u2019 (22 maggio) al Teatro di \u2018San Benedetto\u2019.<\/p>\n\n\n\n<p>Come riport\u00f2 il principale giornale veneziano \u2018Il quotidiano veneto\u2019 (pubblicato dal 1806 al marzo del 1812) che si fuse con \u2018Notizie dal mondo\u2019 diventando \u2018Il giornale dipartimentale dell\u2019Adriatico\u2019 (dal 1812 al 1816), il Teatro di San Mois\u00e8 (per il quale Gioachino scrisse cinque farse commissionate dall\u2019impresario Antonio Cera) era uno dei quattro in attivit\u00e0 all\u2019inizio dell\u2019Ottocento a Venezia.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla fine del Settecento, in realt\u00e0, i teatri erano ben otto, ma un decreto dell\u20198 giugno 1806 aveva ridotto questo numero, ritenuto troppo elevato per corrispondere \u2018al doppio fine dell\u2019istruzione e del divertimento\u2019.<br>Tale disposizione emanata dalle autorit\u00e0 francesi &#8211; come racconta Michele Giraldi, famoso musicologo veneziano, nel suo preziosissimo \u2018Rossini a Venezia: Le farse per il Teatro Giustiniani di San Mois\u00e8&#8217; &#8211; autorizzava il Teatro La Fenice (principale sede recente, sorto nel 1792) a rappresentare spettacoli d\u2019opera seria, il Teatro San Benedetto (che verr\u00e0 poi acquistato da Giovanni Gallo nel 1810) a mettere in scena opere in musica e rappresentazioni comiche, il Teatro Grimani di San Giovanni Grisostomo (dal 1835 Teatro Malibran) ad allestire farse in musica, opere comiche e spettacolo leggero ed infine il San Mois\u00e8, ad eseguire prevalentemente farse musicali in un atto, pi\u00f9 raramente spettacoli d\u2019opera seria e semiseria\u2019.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2018Era un edificio piuttosto piccolo, la cui sala poteva contenere all\u2019incirca settecento persone -precisa Giraldi &#8211; questa condizione aveva senz\u2019altro favorito, soprattutto dalla seconda met\u00e0 del Settecento, l\u2019affermazione del repertorio operistico buffo, legato senz\u2019altro al nome di tutti i pi\u00f9 importanti compositori della cosiddetta \u2018Scuola napoletana\u2019 (Traetta, Paisiello, Anfossi, Piccinni, Cimarosa). Anche se, dopo la caduta della gloriosa Repubblica Veneta, prima gli Austriaci, poi i Francesi soprattutto, avevano cercato di porre un freno a questa tradizione, il genere restava vivissimo ai tempi di Rossini, con alcune importanti prime e riprese di opere di Mayr, Farinelli e persino Spontini.\u2019<\/p>\n\n\n\n<p>La scala di seta- che ho ascoltato al Teatro Rossini (terzo appuntamento operistico della 47esima rassegna musicale dedicata al Compositore pesarese) fu rappresentata per la prima volta nel 1812 (l\u2019autografo \u00e8 conservato presso la Stiftelsen Musikkulturens Fr\u00e4mjande di Stoccolma).<br>Il libretto, firmato da Giuseppe Foppa, fu tratto dal testo dell\u2019op\u00e9ra comique L\u2019Echelle de soie, di Fran\u00e7ois-Antoine-Eug\u00e8ne de Planard, messo in musica da Pierre Gaveaux (prima rappresentazione al Th\u00e8\u00e2tre de l\u2019Op\u00e9ra Comique di Parigi nel 1808).<\/p>\n\n\n\n<p>La farsa rossiniana fu preceduta, sotto il profilo cronologico, da &#8216;La cambiale di matrimonio&#8217; (1810) e &#8216;L\u2019inganno felice&#8217; (1812) e seguita poco dopo, da &#8216;L\u2019occasione fa il ladro&#8217; (1812) e &#8216;Il signor Bruschino&#8217; (1813).<\/p>\n\n\n\n<p>Iv\u00e1n L\u00f3pez-Reynoso (direttore, pianista, violinista e controtenore) ha diretto l\u2019Orchestra del Teatro Comunale di Bologna imprimendo la giusta energia all\u2019azione.<br>Nel cast figurano Enrico Iviglia (Dormont), Hasmik Torosyan (Giulia), Mara Gaudenzi (Lucilla), Alasdair Kent (Dorvil), Iurii Samoilov (Blansac) e Paolo Bordogna (Germano). Tutti all\u2019altezza della situazione ma su Paolo Bordogna bisogna fermarsi un momento.<\/p>\n\n\n\n<p>Il famoso cantante-attore che ha impersonato il ruolo di Germano, &#8216;il servo sciocco&#8217;, in tutte le riprese dell\u2019opera al ROF (ma anche alla Scala nel 2013, in Oman nel 2019 e a Zurigo nel 2025) \u00e8 tutt\u2019uno con il suo personaggio.<br>Lo fa suo, fa divertire e si diverte lui stesso ma soprattutto ci fa comprendere che Germano non \u00e8 un servo sciocco, anzi, tutt\u2019altro: \u00e8 un giovane uomo coraggioso che viene da un Paese lontano, che conosce ancora poco la nostra lingua, che di conseguenza \u00e8 sottovalutato da tutti e anche per questo fa gran fatica d integrarsi.<br>Cosa faremmo di pi\u00f9 noi al suo posto?<br>Decisamente una bella lezione!<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019allestimento di Damiano Michieletto (enfant prodige di qualche anno fa) con scene e costumi di Paolo Fantin e luci di Alessandro Carletti, \u00e8 andato in scena per la prima volta al ROF nel 2009, poi nel 2011: quest\u2019anno lo vediamo per la terza volta e ne siamo contenti (io sicuramente).<\/p>\n\n\n\n<p>Lo spettacolo, un\u2019altra delle gemme della storia del Festival, \u00e8 caratterizzato da una scena fissa che offre una pianta tridimensionale di una casa, ove vengono abolite le pareti tradizionali. Stiamo parlando pi\u00f9 esattamente di un moderno loft i perimenti delle cui stanze (illuminati al neon) sono visibili dalla platea grazie ad un soffitto a specchio inclinato. Guardando lo specchio, il pubblico vede i cantanti muoversi contemporaneamente nelle varie stanze dell\u2019appartamento.<br>Una messa in scena calata nell\u2019attualit\u00e0 pur rispettando in toto lo spirito della farsa che nulla perde della sua narrativa frizzante. Bravi!<\/p>\n\n\n\n<p>Spettacolo gustoso, adatto a grandi e piccini<br>D\u2019altronde, basta leggere il riassunto della trama per capirlo: grazie all\u2019aiuto di una vecchia zia, Giulia si \u00e8 sposata in segreto con Dorvil di cui \u00e8 innamorata da sempre.<br>Per incontrarlo ogni notte, fa calare una scala di seta dalla sua finestra, cos\u00ec che egli possa entrare nella sua stanza senza passare per le scale interne della casa.<br>La situazione si complica quando il suo anziano tutore Dormont (ignaro di tutto) le combina un matrimonio con un altro uomo, il ricco Blansac, dando vita a divertenti malintesi ed equivoci. Il buon senso sistemer\u00e0 tutto.<\/p>\n\n\n\n<p>Ulteriori repliche sono previste il 19 e 22 agosto prossimi.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel frattempo il Festival pesarese ha annunciato i titoli in cartellone del prossimo anno: due nuovi allestimenti de &#8216;La donna del lago&#8217; e &#8216;Tancredi&#8217; (rispettivamente firmati da Johannes Erath e Paul Curran), cui si aggiunge la ripresa di &#8216;Adina&#8217;, messa in scena nel 2018 da Rosetta Cucchi.<br>Che dire? Arrivederci al 2027: vi aspettiamo numerosi!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Venezia fu molto importante per Gioachino Rossini all\u2019inizio della sua impressionante carriera: sto parlando degli anni che vanno dal suo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-95265","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cultura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/95265","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=95265"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/95265\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":95267,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/95265\/revisions\/95267"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=95265"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=95265"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=95265"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}