{"id":95538,"date":"2026-08-26T10:46:58","date_gmt":"2026-08-26T10:46:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=95538"},"modified":"2026-08-26T10:46:59","modified_gmt":"2026-08-26T10:46:59","slug":"diplomazia-in-cerca-di-pace","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=95538","title":{"rendered":"Diplomazia in cerca di pace"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Carlo Di Stanislao<\/em><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Carlo-Di-Stanislao-1-1-1-1-1-1-1-1.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"960\" height=\"932\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Carlo-Di-Stanislao-1-1-1-1-1-1-1-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-95539\" style=\"width:268px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Carlo-Di-Stanislao-1-1-1-1-1-1-1-1.jpg 960w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Carlo-Di-Stanislao-1-1-1-1-1-1-1-1-300x291.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Carlo-Di-Stanislao-1-1-1-1-1-1-1-1-768x746.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p><br>\u00ab<em>La pace non \u00e8 l\u2019assenza di conflitto, \u00e8 una virt\u00f9 che nasce dalla forza dell\u2019anima.\u00bb<br>\u2014 Baruch Spinoza<\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p><strong>La diplomazia torna a muoversi nell\u2019ombra<\/strong>, l\u00e0 dove le dichiarazioni ufficiali lasciano spazio ai segnali, ai contatti riservati, alle missioni non annunciate e a quelle parole che possono essere pronunciate soltanto lontano dalle telecamere. La notizia del viaggio a Mosca del direttore della CIA John Ratcliffe, riportata dal&nbsp;<em>Fatto Quotidiano<\/em>&nbsp;sulla base di uno scoop della CBS, si inserisce in questo spazio opaco della politica internazionale: quello nel quale ancora non esistono accordi, ma pu\u00f2 esistere la ricerca di un possibile terreno di dialogo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il dato pi\u00f9 significativo non \u00e8 soltanto la presenza di Ratcliffe nella capitale russa. \u00c8 il contesto nel quale questa missione si colloca: una guerra in Ucraina ancora aperta, una crescente complessit\u00e0 degli equilibri internazionali, gli Stati Uniti impegnati contemporaneamente su pi\u00f9 fronti e una diplomazia vaticana che continua a cercare un proprio spazio nel difficile tentativo di mantenere aperti i canali del dialogo.<\/p>\n\n\n\n<p>Occorre per\u00f2 distinguere ci\u00f2 che \u00e8 noto da ci\u00f2 che \u00e8 soltanto possibile. Una missione riservata non equivale a un negoziato e un incontro non significa necessariamente che sia stata raggiunta una convergenza. Sarebbe dunque prematuro parlare di una svolta. Ma sarebbe altrettanto superficiale ignorare il significato politico di un contatto di questo livello.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9, nelle grandi crisi internazionali,&nbsp;<strong>il fatto stesso che qualcuno torni a parlare con l\u2019avversario pu\u00f2 essere il primo segnale di un cambiamento<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Quando la diplomazia pubblica non basta<\/h3>\n\n\n\n<p>La diplomazia ha sempre avuto almeno due volti. Esiste quella pubblica, fatta di vertici, comunicati, dichiarazioni, conferenze stampa e immagini ufficiali. E ne esiste una pi\u00f9 discreta, nella quale gli interlocutori possono sondare le rispettive intenzioni senza essere immediatamente vincolati dalle proprie parole.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 spesso quest\u2019ultima a diventare decisiva quando una crisi raggiunge un livello tale da rendere quasi impossibile una trattativa alla luce del sole.<\/p>\n\n\n\n<p>Un governo pu\u00f2 affermare pubblicamente di non essere disposto a fare concessioni e, contemporaneamente, voler sapere quali condizioni potrebbero rendere possibile un accordo. Pu\u00f2 ribadire una posizione ufficiale e, attraverso un canale riservato, verificare quanto quella posizione sia realmente immutabile.<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 necessariamente una contraddizione. \u00c8 il linguaggio stesso della diplomazia.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Prima di negoziare bisogna capire se l\u2019altro \u00e8 disposto a negoziare.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ed \u00e8 proprio questa funzione esplorativa che rende importante, al di l\u00e0 delle interpretazioni premature, il viaggio di Ratcliffe a Mosca. Il direttore della CIA non appartiene al tradizionale circuito dei ministri degli Esteri. Il suo ruolo riguarda l&#8217;intelligence, la sicurezza nazionale e la valutazione strategica.<\/p>\n\n\n\n<p>Se la missione fosse effettivamente legata alla ricerca di un canale politico, potrebbe dunque indicare una fase preliminare: comprendere quali siano le intenzioni reali di Mosca, quali margini esistano e soprattutto quali siano le condizioni minime sulle quali possa essere costruito un eventuale confronto.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il linguaggio dell\u2019intelligence<\/h3>\n\n\n\n<p>L\u2019intelligence non serve soltanto a sapere ci\u00f2 che l\u2019avversario sta facendo. Serve anche a comprendere&nbsp;<strong>ci\u00f2 che potrebbe essere disposto a fare<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 una differenza fondamentale.<\/p>\n\n\n\n<p>In una guerra, conoscere le capacit\u00e0 militari dell\u2019avversario \u00e8 soltanto una parte del problema. Altrettanto importante \u00e8 comprendere i suoi limiti politici, economici e strategici. Quali obiettivi considera irrinunciabili? Quali compromessi potrebbe accettare? Quali condizioni, invece, renderebbero impossibile qualsiasi accordo?<\/p>\n\n\n\n<p>Sono interrogativi che raramente trovano risposta nei discorsi pubblici.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel caso della guerra in Ucraina, la questione \u00e8 ancora pi\u00f9 complessa perch\u00e9 non esiste un unico problema da risolvere. Sul tavolo ci sono i territori occupati, la sicurezza dell\u2019Ucraina, le garanzie internazionali, le sanzioni, il futuro dei rapporti economici, l&#8217;architettura della sicurezza europea e il rapporto pi\u00f9 generale tra Russia e Occidente.<\/p>\n\n\n\n<p>Per questo un eventuale negoziato non potrebbe essere ridotto a una semplice divisione territoriale.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La vera posta in gioco \u00e8 l\u2019ordine europeo che nascer\u00e0 dopo la guerra.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Mosca e Washington: oltre la guerra in Ucraina<\/h3>\n\n\n\n<p>La relazione tra Mosca e Washington non pu\u00f2 essere letta esclusivamente attraverso il conflitto ucraino.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli Stati Uniti devono oggi considerare contemporaneamente l&#8217;Europa, il Medio Oriente, la Cina e la competizione strategica globale. La Russia, dal canto suo, interpreta la guerra anche alla luce della propria sicurezza nazionale, del rapporto con l&#8217;Occidente e della sua collocazione nello spazio post-sovietico.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo significa che qualsiasi trattativa sul conflitto potrebbe diventare parte di un negoziato molto pi\u00f9 ampio.<\/p>\n\n\n\n<p>Una guerra regionale pu\u00f2 infatti trasformarsi in una crisi dell&#8217;ordine internazionale quando coinvolge direttamente o indirettamente le grandi potenze.<\/p>\n\n\n\n<p>Ed \u00e8 proprio per questo che la diplomazia non pu\u00f2 limitarsi a chiedere:&nbsp;<strong>come si ferma la guerra?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Deve anche domandarsi:&nbsp;<strong>che cosa viene dopo?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Quale sicurezza per l&#8217;Europa? Quale rapporto tra Russia e Occidente? Quali garanzie per l&#8217;Ucraina? Quale ruolo degli Stati Uniti? Quale posizione dell&#8217;Unione europea?<\/p>\n\n\n\n<p>Senza risposte almeno parziali a queste domande, qualsiasi cessate il fuoco rischierebbe di essere soltanto una pausa.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il Vaticano e la diplomazia del possibile<\/h3>\n\n\n\n<p>\u00c8 in questo spazio che pu\u00f2 assumere un significato particolare il ruolo della diplomazia vaticana.<\/p>\n\n\n\n<p>La Santa Sede possiede una caratteristica singolare. Non dispone della potenza militare delle grandi nazioni e non pu\u00f2 imporre condizioni attraverso la forza economica. Possiede per\u00f2 una rete diplomatica internazionale e una particolare autorit\u00e0 morale che, in alcune circostanze, pu\u00f2 consentire di mantenere aperti canali che gli Stati faticano a conservare.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Vaticano non pu\u00f2 sostituire Washington, Mosca, Kiev o Bruxelles.<\/p>\n\n\n\n<p>Pu\u00f2 per\u00f2 cercare di creare&nbsp;<strong>uno spazio nel quale parlare non significhi ancora concedere<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 una differenza essenziale.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando due governi si incontrano ufficialmente, ogni parola pu\u00f2 essere immediatamente trasformata in una posizione politica. Una concessione pu\u00f2 essere interpretata come una sconfitta; un&#8217;apertura pu\u00f2 diventare un problema interno; un&#8217;ipotesi pu\u00f2 essere utilizzata dalla propaganda dell&#8217;avversario.<\/p>\n\n\n\n<p>Un interlocutore che non rappresenti direttamente una delle potenze in conflitto pu\u00f2 invece tentare di costruire una zona intermedia.<\/p>\n\n\n\n<p>Non significa neutralit\u00e0 assoluta e non significa assenza di giudizio morale. Significa cercare di preservare la possibilit\u00e0 del dialogo.<\/p>\n\n\n\n<p>E quando una guerra dura abbastanza a lungo,&nbsp;<strong>preservare la possibilit\u00e0 del dialogo pu\u00f2 diventare una forma concreta di politica<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La guerra e il tempo<\/h3>\n\n\n\n<p>Ogni guerra produce una propria economia del tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>All&#8217;inizio domina spesso la convinzione che tutto possa essere deciso rapidamente. Poi arriva l&#8217;attrito. Le risorse aumentano, i costi crescono, gli obiettivi diventano pi\u00f9 difficili da raggiungere e la dimensione militare comincia inevitabilmente a intrecciarsi con quella economica e politica.<\/p>\n\n\n\n<p>A quel punto la domanda non \u00e8 pi\u00f9 soltanto chi possa vincere una battaglia.<\/p>\n\n\n\n<p>La domanda diventa:&nbsp;<strong>quanto pu\u00f2 ancora durare questa guerra?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il tempo modifica gli equilibri. Cambiano i governi, cambiano le opinioni pubbliche, cambiano le priorit\u00e0 strategiche. Anche le alleanze, apparentemente solide, possono essere sottoposte a nuove tensioni.<\/p>\n\n\n\n<p>La diplomazia pu\u00f2 quindi cominciare a muoversi molto prima che la pace sia realmente vicina.<\/p>\n\n\n\n<p>Non perch\u00e9 le parti abbiano rinunciato ai propri obiettivi, ma perch\u00e9 iniziano a comprendere che nessun conflitto pu\u00f2 essere prolungato indefinitamente senza produrre conseguenze imprevedibili.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">L\u2019Ucraina non pu\u00f2 essere esclusa<\/h3>\n\n\n\n<p>Qualunque ipotesi diplomatica dovr\u00e0 naturalmente confrontarsi con la posizione dell&#8217;Ucraina.<\/p>\n\n\n\n<p>Non esiste una pace stabile costruita semplicemente sopra la testa di uno dei protagonisti principali del conflitto. Un eventuale accordo dovrebbe necessariamente affrontare la questione della sicurezza ucraina, delle garanzie internazionali e del futuro politico e territoriale del Paese.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 questo uno dei nodi pi\u00f9 difficili.<\/p>\n\n\n\n<p>Washington deve tenere insieme gli interessi di Kiev e quelli della propria strategia globale. L&#8217;Europa deve considerare la propria sicurezza. Mosca deve confrontarsi con i propri obiettivi strategici. Kiev deve decidere quali condizioni possano essere accettabili senza trasformare la pace in una semplice sospensione della guerra.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La pace non \u00e8 una linea retta tra due punti. \u00c8 un intreccio di interessi, paure, memorie e necessit\u00e0.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Per questo richiede tempo.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Le porte chiuse<\/h3>\n\n\n\n<p>Viviamo in un&#8217;epoca nella quale siamo abituati a misurare la politica attraverso ci\u00f2 che viene dichiarato pubblicamente. Ogni frase di un presidente viene analizzata, ogni comunicato interpretato, ogni immagine trasformata in un segnale.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma la diplomazia autentica, soprattutto nei momenti pi\u00f9 delicati, pu\u00f2 funzionare in modo completamente diverso.<\/p>\n\n\n\n<p>Pu\u00f2 avere bisogno del silenzio.<\/p>\n\n\n\n<p>Pu\u00f2 avere bisogno di&nbsp;<strong>porte chiuse<\/strong>, di interlocutori che non siano immediatamente sottoposti alla pressione del pubblico, di messaggi che possano essere ritirati senza trasformarsi in una crisi internazionale.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 questa la ragione per cui la missione di Ratcliffe merita attenzione, pur senza trasformarla in ci\u00f2 che ancora non \u00e8.<\/p>\n\n\n\n<p>Potrebbe non portare a nulla.<\/p>\n\n\n\n<p>Potrebbe essere soltanto un contatto esplorativo.<\/p>\n\n\n\n<p>Potrebbe inserirsi in una strategia molto pi\u00f9 ampia.<\/p>\n\n\n\n<p>Oppure potrebbe rappresentare uno dei primi passi di un processo che, soltanto pi\u00f9 avanti, diventer\u00e0 visibile.<\/p>\n\n\n\n<p>La prudenza \u00e8 quindi necessaria.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma la prudenza non deve diventare cinismo.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La pace comincia prima dell\u2019accordo<\/h3>\n\n\n\n<p>La pace non comincia necessariamente quando viene firmato un trattato.<\/p>\n\n\n\n<p>Comincia molto prima.<\/p>\n\n\n\n<p>Comincia quando qualcuno decide che \u00e8 ancora utile ascoltare l&#8217;altra parte. Comincia quando un avversario torna a essere considerato un interlocutore. Comincia quando, dietro una posizione ufficiale, si cerca di comprendere quale sia il margine del possibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Forse \u00e8 proprio questo il significato pi\u00f9 profondo dei segnali che arrivano da Mosca.<\/p>\n\n\n\n<p>Non necessariamente l&#8217;annuncio di una svolta, ma la possibilit\u00e0 che&nbsp;<strong>la diplomazia stia cercando di riaprire uno spazio dentro una guerra che sembrava averlo completamente cancellato<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Il ruolo del Vaticano, i contatti riservati, l&#8217;attivit\u00e0 dell&#8217;intelligence e la ricerca di nuovi canali non costituiscono ancora una pace. Sono, semmai, gli elementi preliminari di una possibile architettura negoziale.<\/p>\n\n\n\n<p>E la differenza \u00e8 decisiva.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 tra una guerra e una pace esiste sempre una terra di mezzo: il momento nel quale gli avversari non hanno ancora smesso di essere tali, ma iniziano a comprendere che continuare a parlarsi attraverso le armi potrebbe non essere pi\u00f9 sufficiente.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 l\u00ec che nasce la diplomazia.<\/p>\n\n\n\n<p>Non quando tutti sono d&#8217;accordo, ma&nbsp;<strong>quando nessuno \u00e8 ancora d&#8217;accordo e tuttavia qualcuno decide di continuare a parlare<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Forse, allora, bisogna guardare meno alle dichiarazioni e pi\u00f9 ai movimenti silenziosi. Alle persone che viaggiano senza annunci. Agli incontri che non vengono fotografati. Ai messaggi che non diventano comunicati stampa.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 la storia delle grandi paci insegna che spesso il pubblico vede soltanto l&#8217;ultimo atto.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto ci\u00f2 che lo ha reso possibile \u00e8 accaduto molto prima, lontano dalle telecamere, nelle stanze chiuse della diplomazia.<\/p>\n\n\n\n<p>Ed \u00e8 forse proprio in quelle stanze che, oggi, bisogna cercare i primi segni di una possibile pace.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Tutte l\u2019opinioni versati nel sito correspondono solo a chi la manifesta. Non e necessariamente l\u2019opinione della Direzione<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Carlo Di Stanislao \u00abLa pace non \u00e8 l\u2019assenza di conflitto, \u00e8 una virt\u00f9 che nasce dalla forza dell\u2019anima.\u00bb\u2014 Baruch Spinoza [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[35],"tags":[],"class_list":["post-95538","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-opiniones"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/95538","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=95538"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/95538\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":95540,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/95538\/revisions\/95540"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=95538"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=95538"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=95538"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}