{"id":95549,"date":"2026-08-26T22:29:04","date_gmt":"2026-08-26T22:29:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=95549"},"modified":"2026-08-26T22:29:05","modified_gmt":"2026-08-26T22:29:05","slug":"peter-nadas-o-la-teologia-del-silenzio-che-non-dimentica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=95549","title":{"rendered":"P\u00e9ter N\u00e1das o la teologia del silenzio che non dimentica"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/1000327737.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"683\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/1000327737-683x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-95550\" style=\"width:261px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/1000327737-683x1024.jpg 683w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/1000327737-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/1000327737-768x1152.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/1000327737-1024x1536.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/1000327737.jpg 1280w\" sizes=\"(max-width: 683px) 100vw, 683px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p><em>Pierfranco Bruni\u00a0<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>P\u00e9ter N\u00e1das, importante scrittore ungherese nato a Budapest il 14 ottobre del 1942 e scomparso a Gombosszeg il 26 agosto del 2026, non si legge. Si abita. E la sua morte non chiude un\u2019opera, la apre definitivamente alla nostra responsabilit\u00e0 di lettori, perch\u00e9 N\u00e1das \u00e8 stato uno di quegli scrittori che hanno fatto della memoria una cattedrale e del silenzio una liturgia, e dunque la sua scomparsa non chiede commemorazione, chiede metodo. Tutto in lui comincia da una frase che \u00e8 antropologia prima che letteratura: \u00abLa verit\u00e0 era che nella sua mente tutto viveva nello stesso tempo, e non riusciva affatto a dimenticare\u00bb. Da Storie parallele. Questa non \u00e8 una descrizione psicologica, \u00e8 una definizione ontologica. N\u00e1das non ha mai creduto al tempo lineare, alla successione rassicurante degli eventi che la storiografia e il romanzo borghese ci hanno insegnato. Per lui tutto vive nello stesso tempo. L\u2019infanzia e la vecchiaia, Budapest bombardata e Gombosszeg silenziosa, il corpo nudo e la Bibbia aperta, il tradimento amoroso e il tradimento politico. Ecco perch\u00e9 i suoi romanzi sono oceani. Storie parallele non \u00e8 lungo per eccesso, \u00e8 lungo per necessit\u00e0. Millecinquecento pagine per dire che non si pu\u00f2 dire una cosa dopo l\u2019altra, perch\u00e9 nella coscienza tutto accade insieme. Se tutto vive nello stesso tempo devi sovrapporre, devi fare come fa la memoria vera quando non riesce a dimenticare. E la nostra epoca ha inventato la dimenticanza come terapia, come igiene, come salvezza. N\u00e1das la rifiuta come menzogna. Non riuscire a dimenticare non \u00e8 patologia, \u00e8 fedelt\u00e0, \u00e8 forma di resistenza. Il totalitarismo comunista voleva insegnare a dimenticare, a riscrivere, a voltare pagina. Lui ha risposto con una memoria che non archivia, ma accumula, che non seleziona, ma custodisce. Il sacro e il profano, il sesso e la preghiera, il comunismo e la madre, tutto nello stesso tempo, tutto nello stesso corpo.<\/p>\n\n\n\n<p>E qui si innesta il suo gesto pi\u00f9 radicale, quel gesto che lo rende non solo scrittore ma figura etica. Giornalista sotto il regime, non ader\u00ec al sistema dei giornali comunisti dicendo: \u00abMi sono licenziato e sono uscito, voltando le spalle al sistema, per salvare la mia anima\u00bb. Non \u00e8 eroismo retorico, \u00e8 teologia pratica. In una cultura dove il compromesso era sopravvivenza, dove restare dentro significava esistere, lui sceglie di uscire. Volta le spalle. Salva l\u2019anima, non la carriera. \u00c8 lo stesso gesto di Thomas Mann davanti al nazismo, di un monaco che lascia il mondo non per disprezzo ma per non tradire il Verbo. E infatti N\u00e1das \u00e8 attento studioso di Thomas Mann, di Proust, di Musil, di Moli\u00e8re, di Shakespeare. Ma soprattutto si sofferm\u00f2 a lungo sulla Bibbia. Non \u00e8 un elenco di influenze, \u00e8 una genealogia. Da Proust prende l\u2019idea che il tempo non si ritrova, si perde e nel perdersi si rivela. Da Musil prende l\u2019uomo senza qualit\u00e0 che diventa uomo con troppe qualit\u00e0, l\u2019uomo parallelo, l\u2019uomo che vive pi\u00f9 vite contemporaneamente senza mai coincidere con nessuna. Da Thomas Mann prende la malattia come metafisica, il corpo che pensa, la decadenza come conoscenza. Da Shakespeare e Moli\u00e8re prende il teatro come maschera della verit\u00e0. E poi la Bibbia, sempre la Bibbia. Tradotto in Italia nel 2009 con La Bibbia e altri racconti, N\u00e1das legge la Scrittura non come credente devoto, ma come filologo dell\u2019anima, come anatomista dello spirito. La Bibbia \u00e8 per lui il grande libro parallelo per eccellenza: storie parallele di colpa e di redenzione, di incesto e di legge, di corpo e di spirito. L\u00e0 dove il marxismo vedeva struttura economica, lui vedeva archetipo, peccato originale, sacrificio, attesa messianica. N\u00e1das \u00e8 biblico perch\u00e9 \u00e8 carnale, non c\u2019\u00e8 spiritualit\u00e0 senza sesso, non c\u2019\u00e8 preghiera senza sudore, come ne Il libro di memorie, dove il corpo maschile che ama altro corpo maschile \u00e8 anche corpo che prega, che tradisce, che ricorda, che si confessa senza assoluzione.<\/p>\n\n\n\n<p>Il suo ultimo libro pubblicato in Italia risale al 2024 dal titolo Storie dell&#8217;orrore, e anche l\u00ec l\u2019orrore non \u00e8 ci\u00f2 che si mostra, \u00e8 ci\u00f2 che non si riesce a tacere, \u00e8 ci\u00f2 che resta dentro e non trova parola. E questo ci porta al concetto importante che resta, alla frase che \u00e8 il suo testamento spirituale e che attraversa tutta la sua opera come un filo di fuoco: \u00abSe si potessero imparare le cose pi\u00f9 importanti della vita, bisognerebbe comunque imparare a tacere su di esse\u00bb. Da Il libro di memorie. \u00c8 il centro. \u00c8 la chiave di volta. N\u00e1das ci dice che le cose essenziali non si insegnano, si tacciono. Non per segreto, per pudore, per rispetto ontologico. La nostra epoca parla di tutto, confessa tutto, esibisce tutto, mette a nudo tutto, e credendo di dire tutto non dice nulla. N\u00e1das dice l\u2019opposto: ci\u00f2 che conta davvero va taciuto. Non detto. Custodito. Come si custodisce il Sacro. \u00c8 una frase che viene dalla mistica ebraica e dalla mistica cristiana insieme, \u00e8 il Deus absconditus, \u00e8 il mysterium tremendum. Le cose pi\u00f9 importanti della vita, l\u2019amore, la morte, Dio, il corpo che desidera, se le dici le riduci a cronaca, a caso clinico, a post. Se le taci le salvi. Ecco perch\u00e9 N\u00e1das scrive tanto per dire poco, scrive millecinquecento pagine per arrivare a un silenzio. Il suo \u00e8 un logocentrismo che si rovescia in apofatismo: dice tutto per dire che l\u2019essenziale \u00e8 indicibile. \u00c8 scrittore che ha compreso che la parola, quando \u00e8 vera, conduce al silenzio, non al rumore.<\/p>\n\n\n\n<p>E a questo si lega l\u2019altra sentenza che \u00e8 antidoto contro l\u2019ideologia e contro la nostra attuale fabbrica di illusioni: \u00abFantasizzando si costruisce un mondo pi\u00f9 prevedibile, e cos\u00ec non si ha il tempo di accorgersi di ci\u00f2 che sta realmente accadendo\u00bb. Da Storie parallele. L\u2019ideologia \u00e8 fantasia organizzata, \u00e8 mondo prevedibile, il comunismo era una grande fantasia prevedibile, anche il capitalismo lo \u00e8, anche le nostre narrazioni intime lo sono. Mentre fantastichi, la realt\u00e0 accade e tu non te ne accorgi. Il grande scrittore \u00e8 colui che sospende la fantasia per vedere ci\u00f2 che accade, che \u00e8 sempre parallelo, sempre altrove, sempre pi\u00f9 vero di ci\u00f2 che immaginiamo. \u00c8 un richiamo etico durissimo alla nostra epoca di storytelling dove tutto \u00e8 racconto e nulla \u00e8 accadimento.<\/p>\n\n\n\n<p>E infine la confessione pi\u00f9 dolorosa, pi\u00f9 umana, pi\u00f9 ungherese, pi\u00f9 europea: \u00abLa mia stoltezza mi faceva credere di essere io la storia, e questa notte fredda e desolata la sua semplice cornice, ma in realt\u00e0 la mia vera storia si svolgeva quasi indipendentemente da me o, pi\u00f9 precisamente, accadeva in parallelo alle mie piccole avventure\u00bb. Da Il libro di memorie. Noi crediamo di essere la storia, invece la storia accade in parallelo. Mentre io vivo le mie piccole avventure, la grande Storia mi attraversa, mi usa, mi dimentica. \u00c8 la lezione del Novecento ungherese, \u00e8 la lezione della Shoah, \u00e8 la lezione del \u201956 a Budapest, \u00e8 la lezione di ogni vita che si \u00e8 creduta centro e scopre di essere margine. In quella notte fredda e desolata, che \u00e8 la notte dell\u2019Europa, capire di non essere la storia \u00e8 inizio di saggezza, \u00e8 uscire dall\u2019io tiranno per entrare nel tempo condiviso, nel tempo in cui tutto vive nello stesso tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>P\u00e9ter N\u00e1das muore a Gombosszeg, nel villaggio di confine che si era scelto come ascesi, non a Budapest. Ha salvato l\u2019anima voltando le spalle al sistema, l\u2019ha salvata leggendo la Bibbia come un romanzo erotico e il corpo come una Bibbia, l\u2019ha salvata scrivendo che bisogna tacere sulle cose essenziali. Ci lascia un\u2019eredit\u00e0 scomoda: non si pu\u00f2 vivere senza memoria, non si pu\u00f2 scrivere senza corpo, non si pu\u00f2 dire la verit\u00e0 senza tacere. Il suo tempo non \u00e8 morto con lui, perch\u00e9 nella sua mente, e ora nella nostra se lo leggiamo davvero, tutto vive nello stesso tempo e non riusciamo affatto a dimenticare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pierfranco Bruni\u00a0 P\u00e9ter N\u00e1das, importante scrittore ungherese nato a Budapest il 14 ottobre del 1942 e scomparso a Gombosszeg il [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2],"tags":[],"class_list":["post-95549","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-informacion"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/95549","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=95549"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/95549\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":95551,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/95549\/revisions\/95551"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=95549"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=95549"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=95549"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}