{"id":95656,"date":"2026-08-30T15:28:37","date_gmt":"2026-08-30T15:28:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=95656"},"modified":"2026-08-30T15:28:37","modified_gmt":"2026-08-30T15:28:37","slug":"drammaturgia-sacra-medievale-origini-evoluzione-decadenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=95656","title":{"rendered":"Drammaturgia sacra medievale: origini, evoluzione, decadenza"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Gabriella-Izzi-Benedetti-1.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"533\" height=\"375\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Gabriella-Izzi-Benedetti-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-95657\" style=\"width:375px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Gabriella-Izzi-Benedetti-1.jpg 533w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Gabriella-Izzi-Benedetti-1-300x211.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 533px) 100vw, 533px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p><em>di Gabriella Izzi Benedetti *<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il fenomeno della drammaturgia sacra medievale, lungo oltre un millennio, al di l\u00e0 di ogni valutazione di genere letterario, \u00e8 tra le forme creative di maggior suggestione, supportato da genuina adesione, appartenenza, devozione autentica e coinvolgente. L\u2019avvento del Cristianesimo determina un mutamento profondo delle coscienze. Si modificano sensibilit\u00e0, obiettivi, senso comunitario, si verifica una rivoluzione globale e irreversibile, che da un lato trova ostilit\u00e0, dall\u2019altro travolge quanto di decadente era gi\u00e0 in atto nel mondo classico, in molteplici aspetti, compresa la formula teatrale. La drammaturgia classica, durante il Medioevo, prosegue in forma ingenua e grezza, lontana dalla eleganza anteriore, e intanto sorge una produzione legata alla nuova liturgia, che si esprime con dignit\u00e0 linguistica e strutturale, capacit\u00e0 teatrale. Il fenomeno \u00e8 di livello europeo; le varie realt\u00e0 sono simili nel passaggio dal rito liturgico a rappresentazioni grandiose, in cui alla fine del rito liturgico rimane ben poco. In Italia primeggiano Toscana e Abruzzo in quanto a Sacre rappresentazioni con pari grandiosit\u00e0, in Toscana con pi\u00f9 attenzione al modulo letterario, in Abruzzo con stile pi\u00f9 popolare. L\u2019Umbria eccelle per la Lauda.<\/p>\n\n\n\n<p>Inizialmente la Chiesa prefer\u00ec temi di allegrezza, diede spazio alla Resurrezione, al trionfalismo. Divennero quasi due episodi staccati, Passione e Resurrezione. La Passione era antefatto acquisito, con il Cristo vincente, il Pantocrate. La predicazione degli Apostoli si era in prevalenza soffermata sul tema della Resurrezione, quale mistero della incarnazione di Cristo e tangibilit\u00e0 del suo messaggio di redenzione. Anche il Natale nei primi secoli dell\u2019era cristiana \u00e8 celebrato, ma in forma narrativa. Un discorso a parte merita la liturgia della Messa nella quale gi\u00e0 dal II secolo Papa Alessandro I volle Passione e Resurrezione di pari incisivit\u00e0. La Messa \u00e8 giudicata la prima forma di dramma sacro in cui il celebrante rappresenta Cristo e diaconi, suddiaconi, chierici minori sono parte attiva di riti liturgici, assumono gestualit\u00e0 e timbri vocali adeguati.<\/p>\n\n\n\n<p>La teatralit\u00e0 si accentua nella Settimana Santa con la lettura della Passione nella Domenica delle Palme e il Marted\u00ec, Gioved\u00ec, Venerd\u00ec Santo. Inoltre il Mandatum, cerimonia propria del Gioved\u00ec santo, era di grande effetto, come di Venerd\u00ec il canto delle quattro Passiones, dell\u2019Adoratio Crucis, della Depositio Crucis. Il rituale della Passione si concludeva con l\u2019Uffizio delle tenebre; nell\u2019 istante dell\u2019ultimo respiro si spegneva ogni lume, a indicare l\u2019oscurit\u00e0 che si abbatte sulla terra con la morte di Cristo. Legati alla liturgia della Passione gli Inni del rituale greco-bizantino, gli Encomi, accompagnavano azioni drammatiche, anche se la rievocazione della Passione di penitenziale aveva ben poco, come la liturgia del Mattutino cantata la sera del Venerd\u00ec Santo, in uso dal VII secolo, l\u2019inno glorioso Exultet compilato su pergamene arrotolate, i rotoli appunto, ricchi di immagini, didascalie, testo e musica. Il diacono cantore svolgeva la pergamena; il popolo seguiva la descrizione visiva e l\u2019accompagnamento musicale.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019iconografia al contrario evita l\u2019immagine di un Cristo ferito, percosso; il Cristo sulla Croce \u00e8 vivo e circondato di gloria. Dopo secoli di paganesimo, D\u00e8i vittoriosi e una religione che di penitenziale aveva ben poco, abbracciare un\u2019altra fede con caratteristiche tanto diverse significava accettare una radicalit\u00e0 di visione che aveva bisogno di tempo per essere introiettata in alcune caratteristiche pi\u00f9 estreme. Perch\u00e9 la figura di Cristo nel momento della sofferenza e umiliazione, la Crocifissione, acquisti valore redentivo bisogna giungere a Sant\u2019Anselmo (1033-1109) e San Bernardo (1091-1153), che hanno messo in evidenza l\u2019irrinunciabilit\u00e0 di una Cristologia della sofferenza; la loro teoria ha influito decisamente nell\u2019arte pittorica medievale. Le immagini del Cristo sofferente infittirono dal secolo XI, e ne \u00e8 risultata una figura di grande patos, appassionando i fedeli.<\/p>\n\n\n\n<p>La Pasqua, manifestazione di morte e rinascita, veniva a trasformare una festa folkloristica, pagana, in evento cristiano. Alle origini il teatro, sacro o profano, \u00e8 stato in buona parte la trasposizione del desiderio della societ\u00e0 di festeggiare il rinnovarsi dei cicli stagionali, con rituali propiziatori. A prescindere dal Cristianesimo, poich\u00e9 la sacralit\u00e0 dei festeggiamenti affonda le radici in feste pagane da cui molte delle feste cristiane hanno preso il via; in alcune come Capodanno, Carnevale, in forma evidente, meno nel Natale ed Epifania, che subentrano a feste di rinnovamento, propiziatorie, sovrapposte dalla Chiesa nell\u2019opera di conversione alla cristianit\u00e0, per oscurare il rito precedente. Il rito pasquale sostitu\u00ec le feste per la fertilit\u00e0, molti santi patroni vennero collocati nel calendario in giorni precisi, annullando, con la fastosit\u00e0 dei festeggiamenti, rituali antichi. Dal IV secolo il Natale cadde il 25 dicembre ponendo fine a riti propiziatori di fine anno. E dunque l\u2019arte teatrale ha alla base la sacralit\u00e0 del rito fin dalle origini: forme spettacolari o pi\u00f9 semplici, quali la processione che nel Cristianesimo assunse una particolare valenza come demarcazione dello spazio sacro, compartecipazione, benedizione estesa a tutto il mondo. C\u2019erano: musica, Confraternite e Corporazioni, stendardi, figure di angeli e figuranti in abiti d\u2019epoca. La statua del Santo faceva soste, iniziavano momenti dialogici, rievocazioni. Il popolo, in parte, interveniva.<\/p>\n\n\n\n<p>Sul territorio da cui \u00e8 partita l\u2019evoluzione da forme liturgiche a teatrali si \u00e8 a lungo dibattuto; Francia, Inghilterra, Germania, con una straordinaria fioritura teatrale, relegavano l\u2019Italia a fanalino di coda. Poi, grazie a recuperi di cui dobbiamo essere grati a Vincenzo De Bartholomaeis, si \u00e8 vista come ricca fosse la nostra produzione. Resta valida l\u2019ipotesi dell\u2019origine greco-bizantina, anche tenendo conto dell\u2019influsso esercitato dall\u2019arte bizantina sulla occidentale, specie nel meridione. Nonostante le conflittualit\u00e0 tra il Patriarcato di Costantinopoli e il Papato, le strette relazioni politiche, tra V e X secolo, favorirono nell\u2019Occidente reciprocit\u00e0; tra esse quella dei riti religiosi. Nell\u2019VIII secolo la Corte di Costantinopoli don\u00f2 al re francese Pipino il breve, un organo; cos\u00ec l\u2019organo si propag\u00f2 in Occidente. Grazie anche a forme musicali pi\u00f9 articolate e a un tipo di Omelia sganciata da rito liturgico si crearono due cicli a carattere popolare: Annunciazione, Nativit\u00e0 e fuga in Egitto; Battesimo di Cristo, Passione e Resurrezione. In Occidente, e in particolare in Abruzzo, venne a determinarsi dalla Omelia, in forma del tutto indipendente, il Sermone semidrammatico, poich\u00e9 i predicatori interrompevano la spiegazione del Vangelo e iniziava una sequenza scenica con forte coloritura drammatica; talmente amata che si dovettero costruire palchi sui quali si svolgeva l\u2019azione narrata dal sacerdote. Un momento di forte aggregazione sociale.<\/p>\n\n\n\n<p>I francesi sostennero a lungo l\u2019origine del dramma in Francia. Ma studiosi italiani opposero ragioni altrettanto valide sulla contemporaneit\u00e0 del fenomeno e misero in luce come l\u2019importanza storica della liturgia romana, (comprese la musica gregoriana, le Antifone e Responsori) sulla germinazione del dramma liturgico sia fuori discussione. Il ritrovamento in Sulmona di un frammento di 226 versi, l\u2019Officium quarti militis, dove officium ha significato di parte, cio\u00e8 quella affidata al quarto soldato, ha pesato nella logica dell\u2019origine autoctona della drammaturgia italiana. Inoltre, per quanto il teatro classico fosse messo da parte, tanto che la teatralit\u00e0 laica era quasi del tutto affidata a mimi e saltimbanchi, resisteva la tentazione, anche nel sacro, del dramma colto. Rifarsi ad autori classici come Eschilo o Terenzio. Ne sono esempi l\u2019Exagog\u00e9, la Susanna, il Christ\u00f3s P\u00e1schon. Le modalit\u00e0 erano attinte dagli scarsi testi noti nel medioevo, amalgamando trasposizioni e diversificazioni a carattere didascalico ed esemplare. Un esempio \u00e8 dato da sei commedie di stampo terenziano scritte dalla canonichessa sassone-latina Hrosvita nell\u2019XI secolo, a scopo didattico, per le converse del convento.<\/p>\n\n\n\n<p>Il mondo orientale a sua volta fu colpito dalla figura di Maria e i Pianti della Vergine si propagarono anche in Occidente. Si espressero con tipologia narrativa teatrale, denominata Lauda; la massima fioritura fu in Umbria e il massimo esponente Jacopone da Todi (conte Jacopo Benedetti) grazie al quale raggiunse dignit\u00e0 letteraria. Il passaggio dal Planctus in latino ai Pianti e Lamentatio in volgare avviene nell\u2019area centro-meridionale e precipuamente in Abruzzo, diramandosi verso la Toscana, l\u2019Umbria e le Marche. Infine in Sicilia. Reperiamo un documento anche in Piemonte. Influisce in Abruzzo la presenza di Celestino V con la sua forte partecipazione al dolore di Maria, oltre al francescanesimo; sicch\u00e9 il mondo benedettino detentore di Pianti troppo solenni, e la genuina passionalit\u00e0 francescana, si fusero fra loro. Le laudi proseguiranno definitivamente in volgare italiano. Ma \u00e8 l\u2019Umbria ad aver prodotto veri gioielli lirici. L\u2019Italia ha smesso tardi l\u2019uso del latino, sua lingua d\u2019origine, a differenza di altre nazioni europee. Da Urbino, di questa Laude suggestiva riportiamo l\u2019incipit:<br>Planga la terra planga lo mare \/ Planga lo pesce che sa notare \/ Plangan le bestie nel pascolare \/ Plangan l\u2019 augelli nel lor volare \u2026<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c9 impossibile non citare alcuni celebri versi de La donna del Paradiso di Jacopone da Todi:<br>Figlio l\u2019alma t\u2019\u00e8 scita\/ Figlio bianco e vermiglio\/ Figlio senza simiglio \/ Figlio, e a ccui m\u2019apppiglio?\/ Figlio pur m\u2019ai lassato\/ Figlio de la smarrita\/ Figlio de la sparita\/ Figlio attossecato \u2026.<\/p>\n\n\n\n<p>Se il valore artistico delle Laudi non \u00e8 tra i pi\u00f9 elevati, trascinanti com\u2019erano creavano emozione, inducendo alla preghiera e alla penitenza. In queste rievocazioni si riscontra il tipo di ineluttabilit\u00e0, realismo, propria della tragedia classica. Dall\u2019esigenza penitenziale vennero a formarsi gruppi o Confraternite: i Disciplinati, i Flagellanti che percorrevano strade e paesi percuotendosi. La formula penitenziale sopravvisse nel tempo, coinvolse intere generazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Col procedere della evoluzione teatrale si giunge alla Sacra Rappresentazione, la forma drammatica pi\u00f9 avanzata. L\u2019apparato scenico dimostra come dal simbolico si arrivi al realistico. In questo genere di produzioni pullulano elementi visivi. Si creano vere e proprie scene con addobbi, interni di abitazioni o luoghi esterni come un monte o una caserma, giardini artificiali. Con tutti i dettagli necessari. Non essendo contemplata l\u2019unit\u00e0 classica di luogo tempo e azione, avvenivano azioni simultanee riferite a luoghi e tempi lontani o vicini senza soluzione di continuit\u00e0; le strutture erano adeguate alle esigenze sceniche; costruzioni a pi\u00f9 piani che in certo senso furono le prime forme embrionali cinematografiche, in quanto dai vari riquadri si affacciavano e recitavano gli attori senza regole di tempi e luoghi.<\/p>\n\n\n\n<p>Scrive Silvio D\u2019Amico (Storia del teatro italiano, Garzanti, 1970): \u201cIl palcoscenico medievale non rappresenta un luogo, rappresenta l\u2019Universo. Cio\u00e8 una quantit\u00e0 di luoghi; e non uno dopo l\u2019altro, ma offrendoli tutti simultaneamente allo sguardo dell\u2019osservatore\u201d. \u00c8 chiaro che la primitiva formula liturgica \u00e8 stravolta. Diventa sempre pi\u00f9 incerta la separazione fra sacro e profano, anche se i realizzatori sono sempre dei religiosi; ma le rappresentazioni, specie natalizie, abbondano di fantasie favolistiche. L\u2019imponenza delle costruzioni \u00e8 tale che dall\u2019interno della chiesa vengono spostate nello spiazzo adiacente. I cicli classici sono tre: Pasquale, Natalizio, Vecchio Testamento; diffuse le agiografie. Bellissima l\u2019abruzzese Legenda de Sancto Tomascio, meno grandiose ma ugualmente considerevoli le leggende di S.ta Caterina, San Giuliano, S.ta Margherita. In Toscana e in Abruzzo grandiose Abramo e Isacco, Misteri di Mois\u00e9, Rappresentazione di Rosana, La Resurrezione. Dall\u2019Umbria Il contrasto del povero e del ricco, di struttura semplice. Le impalcature, solide, grandiose, offrono la possibilit\u00e0 di rappresentazioni che durano 50, 60 giorni. In alcune di esse, diffuse in tutta Europa, si cerca di portare il testo a dignit\u00e0 letteraria. Rilevante la parte musicale.<\/p>\n\n\n\n<p>La magnificenza della Sacra Rappresentazione fiorentina fu esportata da mercanti verso Napoli e Milano. A Venezia invece le autorit\u00e0 ecclesiastiche furono ostili verso questa forma teatrale. Le commistioni fra sacro e profano infittirono; la mentalit\u00e0 cambiava, iniziava la stagione dell\u2019Umanesimo e Rinascimento. Con il gusto dello studio dei classici, della dimensione della propria autonomia, l\u2019uomo rinascimentale si avvicinava a una visione della realt\u00e0 non pi\u00f9 legata a un destino soggetto del tutto al volere di Dio; ritrovava il pensiero critico, giungendo a conciliare cristianesimo e laicismo. L\u2019affascinante mondo mistico e fantastico medievale cedeva il posto a un mondo ugualmente affascinante, di equilibri e armonie, con il progressivo laicizzarsi dell\u2019ottica in senso sociale e politico. Con l\u2019avvento della Controriforma la Chiesa proib\u00ec molte iniziative. Iniziarono a dominare la scena teatrale il dramma classico e la commedia dell\u2019arte. Poco a poco il dramma sacro scompare. La storia apre e chiude cicli, ed \u00e8 sensato ci\u00f2 che scrive il Tonelli (Il teatro italiano, Milano, Modernissima, 1924): \u201cIl dramma religioso muore, nel Rinascimento, per la stessa ragione per cui si estinsero il poema sacro, la novella religiosa ecc. e nacquero il poema cavalleresco, il romanzo bucolico, la commedia e la tragedia classicheggiante. Non v\u2019\u00e8 separazione assoluta fra l\u2019una e l\u2019altra manifestazione dello spirito. Tant\u2019\u00e8 vero che, come per la letteratura, cos\u00ec per il teatro, s\u2019inizia un nuovo ciclo, non meno fecondo del primo\u201d. E dunque nessuna esperienza finisce del tutto, in particolare il Dramma che per sua natura \u00e8 poligenetico.<\/p>\n\n\n\n<p>*Presidente della Societ\u00e0 Vastese di Storia Patria<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Gabriella Izzi Benedetti * Il fenomeno della drammaturgia sacra medievale, lungo oltre un millennio, al di l\u00e0 di ogni [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[22],"tags":[],"class_list":["post-95656","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-libros-y-revistas-literatura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/95656","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=95656"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/95656\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":95658,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/95656\/revisions\/95658"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=95656"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=95656"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=95656"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}