{"id":95671,"date":"2026-08-31T14:04:59","date_gmt":"2026-08-31T14:04:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=95671"},"modified":"2026-08-31T14:05:14","modified_gmt":"2026-08-31T14:05:14","slug":"linvidia-marxista-e-le-ideologie-il-residuo-di-un-pensiero-deriso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=95671","title":{"rendered":"L&#8217;INVIDIA MARXISTA E LE IDEOLOGIE. IL RESIDUO DI UN PENSIERO DERISO"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/1000254331.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"1014\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/1000254331-1024x1014.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-95672\" style=\"width:250px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/1000254331-1024x1014.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/1000254331-300x297.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/1000254331-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/1000254331-768x761.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/1000254331-1536x1522.jpg 1536w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/1000254331.jpg 1916w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p><em>Pierfranco Bruni*<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Viviamo in un tempo in cui l&#8217;invidia si invidia in ogni sistema. Ogni struttura deve fare i conti con l&#8217;invidia la supponenza l&#8217;arroganza. Un tempo terribile. Come tutte le epoche di innovazioni e di decadenza. Le ideologie, mai sepolto, non sono un pensiero. Sono idee che il pensiero ha deriso, sconfitto, desacralizzato, perch\u00e9 si erano vestite di supponenza. Questa \u00e8 la prima distinzione da fare, e va fatta con chiarezza metafisica, non sociologica. Il pensiero \u00e8 ricerca, \u00e8 inquietudine, \u00e8 apertura, \u00e8 dubbio che si fa forma. \u00c8 un atto di libert\u00e0 che non ha bisogno di consenso. L&#8217;ideologia \u00e8 chiusura. \u00c8 certezza travestita da sistema. \u00c8 un dogma che ha perso la fede e ha conservato solo la cattedra. Il pensiero interroga; l&#8217;ideologia risponde prima ancora che la domanda sia stata posta. Il pensiero \u00e8 nobile perch\u00e9 \u00e8 libero. L&#8217;ideologia \u00e8 servile perch\u00e9 ha bisogno di adepti, di militanti, di coro.<\/p>\n\n\n\n<p>Le ideologie nascono dall&#8217;invidia. Non dal bisogno di conoscenza. Non dalla fame di giustizia. Dall&#8217;invidia. L&#8217;intuizione si fa qui pi\u00f9 radicale. Va contro tutta la retorica progressista degli ultimi centocinquant&#8217;anni, contro quel catechismo laico che ha fatto dell&#8217;ideologia la nuova religione. Il marxismo, matrice di tutte le ideologie contemporanee, nasce dal troppo narcisismo e dalla terribile invidia. Narcisismo di chi crede di aver capito il segreto della storia, di chi si pone come profeta, come sacerdote di una nuova chiesa senza Dio, con i suoi vangeli, i suoi santi, le sue scomuniche. E invidia. \u00c8 l&#8217;invidia terribile, profonda, spirituale, verso chi ha, verso chi \u00e8, verso chi possiede non solo beni, ma talento, bellezza, grazia, successo, forma. \u00c8 l&#8217;invidia di non potersi sostituire addirittura a Dio. L&#8217;ideologo non vuole abolire Dio perch\u00e9 non crede in Dio: vuole abolirlo perch\u00e9 invidia il suo posto. Penso spesso a una frase di Miguel de Unamuno: \u00abL&#8217;invidia \u00e8 mille volte pi\u00f9 terribile della fame, perch\u00e9 \u00e8 fame spirituale\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Unamuno, lo spagnolo, l&#8217;uomo del Sentimento tragico della vita, l&#8217;uomo che ha fatto della lotta tra ragione e fede il suo teatro interiore, aveva capito tutto. La fame si sazia con un pane. L&#8217;invidia non si sazia mai. Perch\u00e9 non desidera il pane dell&#8217;altro: desidera che l&#8217;altro non abbia pane. Non vuole salire: vuole che l&#8217;altro cada. Non vuole possedere: vuole che l&#8217;altro sia spogliato. \u00c8 fame spirituale, appunto. \u00c8 il vuoto dell&#8217;anima che si nutre dell&#8217;odio per la pienezza altrui. \u00c8 il nulla che non sopporta l&#8217;essere. Domina verso coloro che hanno successo. Chi la vive \u00e8 chi non riesce ad essere come l&#8217;invidiato.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;invidioso non vuole diventare come l&#8217;invidiato. Questo sarebbe ammirazione, sarebbe emulazione, sarebbe un concetto greco, agonico, nobile. I greci ammiravano l&#8217;eccellenza, l&#8217;aret\u00e9. L&#8217;invidioso moderno vuole distruggere l&#8217;invidiato. Perch\u00e9 la sua esistenza \u00e8 la prova vivente del suo fallimento. L&#8217;uomo di successo, l&#8217;artista riuscito, il pensatore autentico, il santo, sono uno scandalo per l&#8217;ideologo. Perch\u00e9 dimostrano con la loro sola esistenza che non \u00e8 il sistema a fare l&#8217;uomo, ma l&#8217;uomo a fare se stesso. Che la libert\u00e0 esiste. Che il destino non \u00e8 struttura. E questo l&#8217;ideologia non pu\u00f2 tollerarlo. Kierkegaard aveva capito bene: l&#8217;invidia \u00e8 la negazione demoniaca dell&#8217;ammirazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Le ideologie si sviluppano non tanto per un processo che pensa di culminare in un dato di pensiero. Ma sono frantumi di idee frammentate. Non c&#8217;\u00e8 logos nell&#8217;ideologia. C&#8217;\u00e8 collage. C&#8217;\u00e8 bricolage di concetti strappati al loro contesto, desacralizzati, resi slogan, resi arma. L&#8217;ideologia non pensa: assembla frantumi. Prende un pezzo di Hegel, un pezzo di Feuerbach, un pezzo di economia classica, un pezzo di risentimento, li incolla con la colla dell&#8217;invidia e dice: ecco la verit\u00e0. Ma sono frantumi. Sono schegge impazzite che non fanno mai specchio intero. Il pensiero fa sistema perch\u00e9 ha un centro; l&#8217;ideologia fa sistema perch\u00e9 ha un nemico. Il centro del pensiero \u00e8 la verit\u00e0 che cerca. Il centro dell&#8217;ideologia \u00e8 il nemico che deve abbattere.<\/p>\n\n\n\n<p>Aristotele, nella Retorica, osservava con la precisione chirurgica del greco: \u00abL&#8217;invidia \u00e8 un dolore causato dalla vista della buona fortuna manifestata nei nostri simili\u00bb. Non \u00e8 dolore per la propria sfortuna. \u00c8 dolore per la buona fortuna dell&#8217;altro. \u00c8 la definizione perfetta, insuperata. L&#8217;invidioso soffre non perch\u00e9 sta male, ma perch\u00e9 l&#8217;altro sta bene. E questa sofferenza, che \u00e8 spirituale prima che materiale, diventa progetto politico. Diventa ideologia. Il marxismo, in questo senso, \u00e8 la pi\u00f9 grande codificazione dell&#8217;invidia in sistema \u00abfilosofico\u00bb: ha trasformato il dolore per la buona fortuna altrui in lotta di classe, in giustizia storica, in morale. Ha dato all&#8217;invidia una giustificazione dialettica.<\/p>\n\n\n\n<p>Marco Aurelio, l&#8217;imperatore stoico, che sapeva cosa vuol dire essere al vertice ed essere invidiato, scriveva nei suoi Colloqui con se stesso: \u00abSe gli d\u00e8i prestano ascolto a qualcuno, tu pure prega di non essere invidiato da nessuno\u00bb. Perch\u00e9 l&#8217;invidia non \u00e8 un sentimento privato. \u00c8 una forza distruttiva che muove la storia. L&#8217;invidiato \u00e8 sempre in pericolo. Socrate fu invidiato dagli ateniesi mediocri. Cristo fu invidiato. I farisei non condannarono Cristo perch\u00e9 era eretico: lo condannarono perch\u00e9 la folla lo seguiva. Perch\u00e9 aveva successo. Perch\u00e9 parlava meglio. Perch\u00e9 guariva. Perch\u00e9 era amato. L&#8217;invidia dei sacerdoti \u00e8 pi\u00f9 pericolosa dell&#8217;odio dei tiranni.<\/p>\n\n\n\n<p>Il problema esiste e ha la sua complessit\u00e0. Dunque cosa \u00e8 l&#8217;invidia? Bisogna assentarsi dalle ideologie. Gi\u00e0 in s\u00e9 l&#8217;idea \u00e8 una \u00ablogica\u00bb senza la visione del pensare. L&#8217;idea, quando si fa ideologia, perde il respiro del pensiero e diventa formula. \u00c8 logica senza logos. \u00c8 calcolo senza contemplazione. Aleksandr Isaevi\u010d Sol\u017eenicyn, che ha dovuto difendersi dalla strategia del sistema dell&#8217;invidia, dal Gulag che \u00e8 la pi\u00f9 grande fabbrica di invidia organizzata della storia moderna, ha osservato: \u00abIl tronco pi\u00f9 profondo della nostra vita \u00e8 la coscienza religiosa, e non la coscienza ideologica formata dal partito\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Cosa vuol dire ci\u00f2? Che l&#8217;ideologia non ha coscienza del religioso. Che non pu\u00f2 averla. Il marxismo, essendo, infatti, non filosofia vera ma ideologia, ha la sua struttura nella invidia \u00absociale\u00bb. Ma una societ\u00e0 fondata sull&#8217;invidia non \u00e8 societ\u00e0: \u00e8 branco. Sol\u017eenicyn ci dice che senza coscienza religiosa &#8211; e per religioso intendiamo senso del limite, del mistero, del dono, della colpa e del perdono &#8211; non c&#8217;\u00e8 vita, c&#8217;\u00e8 solo sistema. E il sistema invidioso finisce sempre per divorare i suoi figli. L&#8217;invidioso non pensa, non costruisce, non ha la capacit\u00e0 del proporre e del confronto sano. L&#8217;invidia \u00e8 sempre \u00abguardare contro\u00bb ma guardare contro \u00e8 inferiorit\u00e0 che porta per\u00f2 alla supponenza sterile. In-videre in latino vuol dire guardare male, guardare contro, guardare storto. L&#8217;invidioso guarda sempre contro l&#8217;altro, mai dentro di s\u00e9. E in questo guardare contro c&#8217;\u00e8 tutta la sua inferiorit\u00e0, che si maschera da superiorit\u00e0 morale, da supponenza sterile, da giudizio universale.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 in fondo, come dice Martin Heidegger, \u00abLa filosofia implica una mobilit\u00e0 libera del pensiero, \u00e8 un atto creativo che dissolve le ideologie\u00bb. Il pensiero \u00e8 mobile, l&#8217;ideologia \u00e8 immobile. Il pensiero crea, l&#8217;ideologia occupa. Il pensiero dissolve le ideologie semplicemente esistendo, perch\u00e9 porta luce dove l&#8217;ideologia ha bisogno di ombra. Ma qui si innesta la condizione della contraddizione proprio di Marx. Quando dice: \u00abIndeciso tra l&#8217;ideologia della stupidit\u00e0 e la stupidit\u00e0 dell&#8217;ideologia, sceglie il Saggio l&#8217;ideologia della stupidit\u00e0 dell&#8217;ideologia\u00bb. La contraddizione di un processo politico che \u00e8 giunto sino ai nostri giorni. Sembra una vera affermazione di negativit\u00e0. Marx, nel suo narcisismo profetico, capisce che l&#8217;ideologia \u00e8 stupidit\u00e0, ma la sceglie lo stesso, perch\u00e9 la stupidit\u00e0 organizzata \u00e8 pi\u00f9 potente dell&#8217;intelligenza solitaria. \u00c8 la scelta del nichilismo: meglio una menzogna che tiene insieme le masse che una verit\u00e0 che le divide.<\/p>\n\n\n\n<p>Addirittura John Maynard Keynes, che non era certo un reazionario, \u00e8 giunto a questa conclusione definitiva, che andrebbe scritta su tutte le facolt\u00e0 di economia del mondo: \u00abIl socialismo marxista rimarr\u00e0 sempre un fenomeno per gli storici dell&#8217;Opinione: come abbia potuto una dottrina cos\u00ec illogica e cos\u00ec stupida esercitare un&#8217;influenza cos\u00ec potente e duratura sulle menti degli uomini, e, attraverso loro, sugli eventi della storia\u00bb. Keynes, l&#8217;economista, vede ci\u00f2 che l&#8217;ideologo non vede: l&#8217;illogicit\u00e0, la stupidit\u00e0. Ma la forza dell&#8217;ideologia non sta nella sua logica, sta nella sua capacit\u00e0 di dare un alibi all&#8217;invidia. Dice all&#8217;invidioso: hai ragione tu a odiare chi ha di pi\u00f9, chi sa di pi\u00f9, chi \u00e8 di pi\u00f9. Il tuo odio \u00e8 giustizia. Il tuo rancore \u00e8 storia. \u00c8 potentissimo. Allora. Qui non si tratta di porre una citazione dietro l&#8217;altra. Ma di creare un mosaico meditato in cui poter dire che l&#8217;invidia \u00e8 un fattore ideologico. L&#8217;ideologia marxista non ha mai avuto scrupoli, perch\u00e9 l&#8217;invidia non ha scrupoli.<\/p>\n\n\n\n<p>Bisogna tornare a Unamuno: l&#8217;invidia \u00e8 fame spirituale. E la fame spirituale si cura solo con una cosa: con la bellezza, con la contemplazione, con la coscienza religiosa di cui parlava Sol\u017eenicyn. Con il riconoscere che l&#8217;altro, il riuscito, il graziato, non \u00e8 un ladro che mi ha rubato qualcosa, ma un segno che la vita \u00e8 abbondanza, non penuria. Le ideologie sono il residuo di un pensiero deriso. Ma il pensiero ritorna sempre. Ritorna come onda. Come quegli d\u00e8i che escono dalle onde e non invidiano nessuno. Perch\u00e9 sono d\u00e8i. \u00c8 importante credo ogni tanto porsi delle dimande e restare nella meditazione perch\u00e9 in tempo di macerie non resta che la polvere. Attenzione per\u00f2. La polvere potrebbe servirsi del vento.<\/p>\n\n\n\n<p><em>*Presidente del Centro Studi e Ricerche Francesco Grisi &#8211; Con impaginazione tecnica del saggio a cura dell&#8217;Autore\u00a0<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Tutte l\u2019opinioni versati nel sito correspondono solo a chi la manifesta. Non e necessariamente l\u2019opinione della Direzione<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pierfranco Bruni* Viviamo in un tempo in cui l&#8217;invidia si invidia in ogni sistema. 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