{"id":95991,"date":"2026-09-08T09:43:40","date_gmt":"2026-09-08T09:43:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=95991"},"modified":"2026-09-08T09:43:40","modified_gmt":"2026-09-08T09:43:40","slug":"lagonia-della-modernita-e-lesilio-della-parola-dopo-il-crepuscolo-degli-dei","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=95991","title":{"rendered":"L&#8217;agonia della modernit\u00e0 e l&#8217;esilio della parola dopo il crepuscolo degli d\u00e8i\u00a0"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1000338430.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1000338430-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-95992\" style=\"width:310px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1000338430-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1000338430-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1000338430-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1000338430-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1000338430.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p><em>Pierfranco Bruni\u00a0<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 l&#8217;uomo moderno vive l&#8217;agonia della modernit\u00e0 stessa tra la rivolta, il deserto e l&#8217;attesa? Un pensiero fugace \u00e8 l&#8217;attrazione per il bello e per la bellezza. L&#8217;estasi non \u00e8 soltanto una metafora. Diventa, nella ricerca di dare un senso alla modernit\u00e0, una rivelazione della capacit\u00e0 di non perdersi tra le macerie e le rovine che invadono il cimitero delle nostre coscienze. Ma questo cimitero \u00e8 fatto di memorie e le memorie sono il sussulto del tempo nella percezione dei ricordi, che non hanno pi\u00f9 un mosaico definito, ma restano ormai tasselli in un immaginario indefinibile. Bussano al tempio del labirinto e la parola, che ha sempre illuminato la scrittura, ha bisogno, ora, di entrare nella scrittura per catturare il destino stesso della scrittura.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos&#8217;\u00e8 la scrittura? Cos&#8217;\u00e8 la parola? Si continua a porre questa domanda. Ma abbiamo bisogno di risposte. Gli interrogativi insistono e sono tanti, ma dobbiamo chiuderli nel cerchio della consapevolezza. Avrebbe senso la scrittura senza le sensazioni, le emozioni, l&#8217;amore, l&#8217;allegoria? E la parola senza l&#8217;ascolto potrebbe reggere la struttura delle voci?<\/p>\n\n\n\n<p>Immaginiamo che il viaggiatore si avvii senza conoscere il viaggio. Dopo Ulisse, di cosa parliamo? E dopo Enea abbiamo ancora bisogno della profezia? Cosa ci dicono i miti del ritorno, del fallimento, della sconfitta, della partenza, dell&#8217;attesa che si fa viaggiante mistero o viaggiante destino? La letteratura ha ancora un senso? Domanda mortale per uno scrittore che crede nella letteratura come agonia del tempo e come speranza nella salvezza, nella bellezza del volto che \u00e8 dentro il fantastico della fantasia.<\/p>\n\n\n\n<p>Per uno scrittore la letteratura ha sempre un senso. Un senso che lo condurr\u00e0 verso orizzonti nuovi o verso un naufragio senza attesa o verso l&#8217;assurdo o verso lo strazio. Come pu\u00f2 inventarsi i personaggi lo scrittore che abita l&#8217;esilio della tradizione e si trova nelle maree di una modernit\u00e0 che ha un solo orientamento: il quotidiano precipitato nel presente? Lo scrittore che decodifica il presente come modernit\u00e0 dello scrivere tocca l&#8217;abisso non accorgendosi dei nubifragi. Dopo i sottosuoli c&#8217;\u00e8 la rivolta e dopo la rivolta c&#8217;\u00e8 il disperante tragico sentire dell&#8217;uomo sconfitto.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;uomo sconfitto ha due strade da percorrere: quella della di-speranza e quella del finito. Certo. L&#8217;assurdo campeggia. Ma lo scrittore non pu\u00f2 fare a meno di convivere con l&#8217;assurdo. L&#8217;assurdo che diventa lo strazio. La parola che comincia a diventare deserto. Nella rivoluzione dell&#8217;incontro tra disperazione e speranza e la consapevolezza del finito che diventa fine e infinito, lo scrittore deve avere il coraggio, la forza, il meriggio e la mezzanotte, nel deciso imporsi come meridiano oltre la storia e la geografia, di ricostruire la sua instabilit\u00e0 nella tentazione del ritorno tra l&#8217;Ulisse e il Cristo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma Ulisse e Cristo sono il tracciato di un Mediterraneo che si universalizza lungo i percorsi reali e metaforici di terra e di mare. Terra e mare sono la vera antropologia di una letteratura che ha richiami che provengono da un&#8217;identit\u00e0 che diventa radicamento ed eredit\u00e0. L&#8217;Occidente ha sempre pi\u00f9 bisogno di capire le culture dell&#8217;Oriente. La questione letteraria si pone come elemento di una creativit\u00e0 in evoluzione attraverso un immaginario fantastico. Il linguaggio come estetica della finzione-creazione. Il linguaggio \u00e8 dentro la letteratura.<\/p>\n\n\n\n<p>Non ci sono alternative. Tutto il resto \u00e8 traduzione dello sgomento. La letteratura non \u00e8 un&#8217;Idea e non ha bisogno di idee ma di emozioni, di passioni, di complicate cadute e di una impertinente rivolta. Il destino o il mistero. L&#8217;avventura o la grazia. Ci sono tramonti che precipitano e non danno la possibilit\u00e0 della contemplazione. Ci sono tramonti contemplanti. La letteratura non conosce il peccato ma il piacere e la disperazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 \u00e8 l&#8217;amore che non pu\u00f2 accettare il peccato e accetta, comunque, il piacere e la disperazione. Quando l&#8217;amore insiste \u00e8 la grazia dei Cantici che recita. Non si vive in un castello per subire il processo. Kafka \u00e8 nella tempesta dell&#8217;assurdo e dello strazio. Ma i \u00abcimiteri\u00bb insistono. Senza i \u00abcimiteri\u00bb Proust avrebbe avuto nome? L&#8217;amore \u00e8 sempre al di l\u00e0 del bene e del male. Dove sei Nietzsche? Ecco. Ci mancano le parole del ritorno, direbbe Maria Zambrano, per raccoglierci nel superamento dell&#8217;agonia.<\/p>\n\n\n\n<p>Si pu\u00f2 continuare a fare letteratura? Niente pi\u00f9 \u00e8 come prima. Siamo alla ricerca dell&#8217;estasi, della bellezza, dell&#8217;eros mentre penetriamo l&#8217;erosione della modernit\u00e0. Questo \u00e8 un punto di scontro tra l&#8217;etica e l&#8217;estetica. Ma la creazione, in quanto tale, avverte il miraggio e il travaglio aulico, affascinante, dolorante, agonizzante, mistero fobico dell&#8217;arte. Rimbaud. Spleen. Baudelaire. Siamo completamente contemporanei. L&#8217;arte per viversi nella sua magia deve restare nella contemporaneit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Il tragico, il delittuoso, il sangue di Caravaggio \u00e8 nella contemporaneit\u00e0. Karamazov non pu\u00f2 che raccontarsi nella contemporaneit\u00e0. Il Barocco non si capirebbe senza la pazzia di Cervantes. Omero senza la nostra indeterminata inquietudine chiuderebbe il suo teatro al di l\u00e0 di Ulisse e di Elena. Lo specchio e lo scandalo della perdita della giovinezza avrebbero un contatto con le pagine senza Wilde.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos&#8217;\u00e8 la letteratura? Ancora con questa domanda? Mann risponderebbe con lo scandire il tempo attraverso le gocce della pioggia. E Cardarelli con le sue infinite nostalgie. Le accademie hanno ucciso il Barocco. Il Risorgimento ha fatto esplodere il Romanticismo. Solo gli Scapigliati hanno rotto gli abissi e i Futuristi hanno determinato un Secolo. Per il resto mi affido alla maschera. Non a quella di Pirandello. Troppo umorismo nell&#8217;ironia. Ma a quella di Mishima che ha avuto il coraggio della confessione.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abConfessioni di una maschera\u00bb. E la Zambrano ci ha insegnato che anche la confessione, a partire da Agostino, \u00e8 \u00abun genere letterario\u00bb. Oltre l&#8217;esilio. Nell&#8217;agonia. O forse in quell&#8217;uomo in rivolta, vissuto da Camus, che ha disegnato la grecit\u00e0 perduta nel \u00abmito di Sisifo\u00bb. Siamo tragici. La letteratura nel tragico ha la sua voce definita. Destino. Grazia. Mistero. Ulisse o Cristo.<\/p>\n\n\n\n<p>Siamo in viaggio restando lungo le sponde dell&#8217;attesa. In questo cerchio, la letteratura che piange la notte di Wagner. Ma c&#8217;\u00e8 il Mediterraneo che si veste di arcobaleni e incide i solchi di una letteratura in cui il mito e il simbolo sono il chiarore e il crepuscolo. Attraversiamo la notte nei luoghi del Mediterraneo tra la grecit\u00e0 e i cieli della Giordania. Quanti Mediterranei.<\/p>\n\n\n\n<p>La letteratura \u00e8 una voce che cerca di sbarazzarsi dei \u00abdemoni\u00bb e assume come centralit\u00e0 la metafisica dell&#8217;uomo che conosce l&#8217;assurdo e lo strazio e si cerca nella parola per ritrovarsi nella capacit\u00e0 dell&#8217;attesa di farsi speranza. Forse \u00e8 poco o forse \u00e8 soltanto un gioco, ma lo scrittore vive la terra dell&#8217;esilio proprio all&#8217;interno della parola. Oltre ci sono la solitudine e l&#8217;isola. Oppure il silenzio. \u00c8 lo scrittore della solitudine che riposa nello spazio dello strazio, dell&#8217;assurdo e della speranza perch\u00e9 \u00e8 la parola la sola conquista del misterioso che resiste al \u00abcrepuscolo degli dei\u00bb perch\u00e9 non bisogna dimenticare, con Maria Zambrano, che \u00abessere immortali \u00e8 semplicemente sopravvivere nella memoria degli uomini&#8230;\u00bb. Ma ci basta ci\u00f2? La teologia ha preso il sopravvento sul mistero e la solitudine domina il viaggio.&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pierfranco Bruni\u00a0 Perch\u00e9 l&#8217;uomo moderno vive l&#8217;agonia della modernit\u00e0 stessa tra la rivolta, il deserto e l&#8217;attesa? 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