{"id":96184,"date":"2026-09-13T21:13:00","date_gmt":"2026-09-13T21:13:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=96184"},"modified":"2026-09-13T21:13:01","modified_gmt":"2026-09-13T21:13:01","slug":"il-potere-alla-prova-dei-fatti-meloni-salvini-e-schlein-davanti-al-nuovo-autunno-politico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=96184","title":{"rendered":"Il\u00a0potere alla prova dei fatti: Meloni, Salvini e Schlein davanti al nuovo autunno politico"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><tbody><tr><td><em>Carlo Di Stanislao<\/em><\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Carlo-Di-Stanislao-1-1-1-1-1-1-1-1-1.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"960\" height=\"932\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Carlo-Di-Stanislao-1-1-1-1-1-1-1-1-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-96095\" style=\"width:256px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Carlo-Di-Stanislao-1-1-1-1-1-1-1-1-1.jpg 960w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Carlo-Di-Stanislao-1-1-1-1-1-1-1-1-1-300x291.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Carlo-Di-Stanislao-1-1-1-1-1-1-1-1-1-768x746.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p>\u00ab<em>Conoscere per deliberare.\u00bb&nbsp;&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u2014 Luigi Einaudi<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il potere torna alla prova dei fatti. Dopo l\u2019estate, la politica italiana riprende il suo cammino con le stesse domande lasciate in sospeso e con qualche interrogativo in pi\u00f9. Parlamento e partiti tornano al lavoro, ma dietro la ripresa istituzionale si muove una questione molto pi\u00f9 profonda: quanto vale il consenso quando non riesce a trasformarsi in decisioni, e quanto valgono le decisioni quando non riescono a produrre risultati?<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 una domanda che riguarda innanzitutto Giorgia Meloni e il suo governo. La premier pu\u00f2 rivendicare una durata dell\u2019esecutivo ormai significativa nella storia della Repubblica. In un Paese abituato a governi brevi, crisi improvvise e maggioranze continuamente sottoposte a verifica, la capacit\u00e0 di mantenere una coalizione al potere rappresenta certamente un risultato politico.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma la durata non coincide necessariamente con la solidit\u00e0 e la solidit\u00e0 non coincide necessariamente con la capacit\u00e0 di governare.<\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019inizio di una legislatura molte difficolt\u00e0 possono essere attribuite al passato, alle condizioni ereditate, alla complessit\u00e0 della macchina amministrativa. Con il passare del tempo, invece, il governo diventa sempre pi\u00f9 responsabile dei risultati che produce e dei problemi che non riesce a risolvere.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 questo il passaggio decisivo per Meloni: trasformare la stabilit\u00e0 politica in capacit\u00e0 concreta di cambiamento.<\/p>\n\n\n\n<p>La maggioranza, del resto, non \u00e8 un corpo uniforme. Matteo Salvini conserva una forte identit\u00e0 legata alla Lega, ai territori settentrionali e alla questione dell\u2019autonomia. Antonio Tajani rappresenta invece una sensibilit\u00e0 moderata, europeista e legata alla tradizione liberale e popolare. Fratelli d\u2019Italia rimane il perno della coalizione e il partito della presidente del Consiglio.<\/p>\n\n\n\n<p>Tenere insieme queste componenti richiede una capacit\u00e0 di mediazione che non pu\u00f2 essere sottovalutata.<\/p>\n\n\n\n<p>La discussione sulla legge elettorale e sulle preferenze mostra bene quanto sia delicato l\u2019equilibrio. A prima vista si tratta di una questione tecnica, ma dietro le modalit\u00e0 con cui vengono scelti i parlamentari si nasconde una domanda essenziale: chi deve avere il maggiore potere nella selezione della classe dirigente, l\u2019elettore o il partito?<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni sistema elettorale produce conseguenze politiche. Le preferenze rafforzano il rapporto diretto tra candidato ed elettore, ma possono aumentare la competizione interna. Altri sistemi affidano maggiormente ai partiti la composizione delle liste.<\/p>\n\n\n\n<p>Per questo una legge elettorale non \u00e8 mai soltanto una legge elettorale. \u00c8 anche una legge sul potere.<\/p>\n\n\n\n<p>E quando una maggioranza discute delle regole con cui si presenter\u00e0 alle prossime elezioni, inevitabilmente comincia a ragionare sul proprio futuro. Ogni partito calcola i propri interessi, le proprie candidature, i propri territori, le proprie possibilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Il rischio \u00e8 che la politica finisca per dedicare pi\u00f9 energie alla conquista e alla conservazione del potere che alla responsabilit\u00e0 del suo esercizio.<\/p>\n\n\n\n<p>La vicenda della Lega e dei rapporti con i governatori del Nord rientra in questo quadro. Una tregua pu\u00f2 essere un segnale positivo, ma una tregua non equivale necessariamente alla soluzione di un conflitto. In politica, talvolta, significa semplicemente che tutti hanno compreso che in quel momento \u00e8 pi\u00f9 conveniente evitare lo scontro.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La vera prova sar\u00e0 capire se l\u2019accordo riuscir\u00e0 a diventare una linea politica stabile.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche il posizionamento di Roberto Vannacci e il rapporto con Alternative f\u00fcr Deutschland inseriscono un ulteriore elemento nella discussione sulla destra italiana ed europea. La questione non riguarda soltanto una persona, ma l\u2019evoluzione di una parte della destra continentale, sospesa tra sovranismo, identit\u00e0 nazionale, rapporto con l\u2019Europa e nuove forme di radicalizzazione politica.<\/p>\n\n\n\n<p>Per Meloni si tratta di un equilibrio delicato. La sua forza politica nasce da una precisa identit\u00e0, ma la responsabilit\u00e0 di governo impone pragmatismo e credibilit\u00e0 internazionale.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 il paradosso del governo: ci\u00f2 che permette di vincere le elezioni deve poi confrontarsi con la complessit\u00e0 della realt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>E mentre il centrodestra cerca di governare le proprie differenze, il centrosinistra deve affrontare un problema speculare: trasformare l\u2019opposizione in una concreta alternativa di governo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Elly Schlein ha davanti a s\u00e9 una possibilit\u00e0 importante. Ma per diventare alternativa a Meloni non basta denunciare ci\u00f2 che il governo fa o non fa. Occorre costruire una visione diversa dell\u2019Italia.<\/p>\n\n\n\n<p>Ed \u00e8 proprio a questo punto che il tema del cinema acquista un significato politico molto pi\u00f9 profondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Potrebbe sembrare un passaggio laterale rispetto alla legge elettorale, ai rapporti nella maggioranza o alla competizione tra governo e opposizione. In realt\u00e0 \u00e8 esattamente il contrario. Se la politica \u00e8 chiamata a proporre un\u2019idea di futuro, allora il cinema e la cultura sono uno dei luoghi nei quali quell\u2019idea di futuro viene immaginata, discussa e resa visibile.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La politica decide come distribuire risorse, come organizzare istituzioni, come costruire infrastrutture. Ma una comunit\u00e0 non vive soltanto di infrastrutture materiali. Vive anche di un&#8217;infrastruttura invisibile fatta di memoria, linguaggio, conoscenza, immaginazione e valori condivisi.<\/p>\n\n\n\n<p>Il cinema appartiene a questa infrastruttura.<\/p>\n\n\n\n<p>Un film racconta ci\u00f2 che una societ\u00e0 \u00e8 stata, ci\u00f2 che \u00e8 diventata e, talvolta, ci\u00f2 che potrebbe diventare. Per questo il cinema non \u00e8 soltanto spettacolo e non \u00e8 soltanto industria. \u00c8 uno strumento attraverso il quale una nazione guarda se stessa.<\/p>\n\n\n\n<p>Ed \u00e8 precisamente qui che il cinema entra nella tesi politica dell\u2019articolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Se governare significa scegliere una direzione, allora occorre anche stabilire quale immagine del Paese si vuole consegnare al futuro. Una politica incapace di produrre una visione si limita ad amministrare l&#8217;esistente. Pu\u00f2 approvare leggi, distribuire risorse, correggere bilanci, ma non riesce a dire dove vuole condurre la comunit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>La cultura \u00e8 invece il luogo nel quale una societ\u00e0 pu\u00f2 anticipare il proprio futuro prima ancora di costruirlo materialmente.<\/p>\n\n\n\n<p>Per questo il cinema pu\u00f2 essere una questione politica nel senso pi\u00f9 alto del termine.<\/p>\n\n\n\n<p>Sostenere la produzione cinematografica, tutelare le sale, formare sceneggiatori, registi e tecnici, conservare gli archivi, promuovere il restauro, favorire l&#8217;accesso dei giovani alle professioni creative non significa semplicemente aiutare un settore economico. Significa mantenere viva la capacit\u00e0 del Paese di produrre immagini, racconti e interpretazioni della propria esperienza.<\/p>\n\n\n\n<p>E nell&#8217;epoca delle piattaforme globali, degli algoritmi e dell&#8217;intelligenza artificiale, questa capacit\u00e0 diventa ancora pi\u00f9 importante.<\/p>\n\n\n\n<p>Le immagini che formano l&#8217;immaginario delle nuove generazioni non conoscono pi\u00f9 confini nazionali. Le grandi piattaforme distribuiscono contenuti su scala planetaria e gli algoritmi contribuiscono a decidere ci\u00f2 che vediamo. \u00c8 un processo inevitabile e in molti aspetti straordinariamente positivo, ma pone una domanda politica: pu\u00f2 una comunit\u00e0 continuare a riconoscersi se rinuncia progressivamente alla capacit\u00e0 di raccontarsi?<\/p>\n\n\n\n<p>La risposta non pu\u00f2 essere il protezionismo culturale. Non si tratta di chiudere l&#8217;Italia al mondo, ma di fare in modo che l&#8217;apertura non diventi dissoluzione della propria voce.<\/p>\n\n\n\n<p>Qui il cinema si collega direttamente alla politica industriale, alla scuola e alla formazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Un Paese che vuole competere nel futuro deve investire non soltanto in fabbriche, infrastrutture e tecnologia, ma anche nelle persone capaci di produrre idee. Un regista, uno sceneggiatore, un compositore, un montatore, un direttore della fotografia o un giovane autore rappresentano una forma di capitale umano tanto quanto un ingegnere o un ricercatore.<\/p>\n\n\n\n<p>La creativit\u00e0 \u00e8 una risorsa economica, ma prima ancora \u00e8 una risorsa civile.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco perch\u00e9 una proposta politica sulla cultura dovrebbe essere molto pi\u00f9 ambiziosa della semplice discussione sui finanziamenti al cinema. Dovrebbe interrogarsi sul rapporto tra scuola e creativit\u00e0, tra universit\u00e0 e ricerca, tra patrimonio storico e innovazione, tra identit\u00e0 nazionale e apertura internazionale.<\/p>\n\n\n\n<p>In altre parole, dovrebbe rispondere alla stessa domanda che attraversa tutta la politica: quale Paese vogliamo essere?<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 qui che il confronto tra maggioranza e opposizione pu\u00f2 diventare finalmente interessante.<\/p>\n\n\n\n<p>Il centrodestra pu\u00f2 rivendicare il valore della memoria, dell&#8217;identit\u00e0 e della tradizione. Il centrosinistra pu\u00f2 sottolineare pluralismo, inclusione e apertura. Ma nessuna delle due prospettive pu\u00f2 esaurirsi nello slogan.<\/p>\n\n\n\n<p>La vera sfida consiste nel trasformare una visione culturale in una politica concreta.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 il cinema, in fondo, insegna qualcosa che vale anche per la politica: non basta avere dei protagonisti; bisogna sapere quale storia si vuole raccontare.<\/p>\n\n\n\n<p>Una maggioranza pu\u00f2 avere numeri e consenso, ma senza una direzione rischia di limitarsi a conservare se stessa. Un&#8217;opposizione pu\u00f2 avere molte critiche, ma senza un progetto rischia di vivere soltanto della debolezza dell&#8217;avversario.<\/p>\n\n\n\n<p>Il cinema diventa allora una metafora, ma anche qualcosa di pi\u00f9 di una metafora. \u00c8 un esempio concreto di come una comunit\u00e0 possa trasformare memoria, conflitto, immaginazione e competenze in un racconto condivisibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Ed \u00e8 proprio questo che la politica dovrebbe tornare a fare: non soltanto amministrare ci\u00f2 che esiste, ma costruire un racconto credibile di ci\u00f2 che pu\u00f2 ancora esistere.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla fine, dunque, il problema riguarda tutti.<\/p>\n\n\n\n<p>Meloni dovr\u00e0 dimostrare che la stabilit\u00e0 pu\u00f2 diventare trasformazione. Salvini dovr\u00e0 trovare un equilibrio tra identit\u00e0 territoriale e responsabilit\u00e0 nazionale. Tajani continuer\u00e0 a rappresentare l&#8217;anima moderata della coalizione. Schlein dovr\u00e0 dimostrare che l&#8217;opposizione pu\u00f2 trasformarsi in un progetto credibile.<\/p>\n\n\n\n<p>E tutti dovranno confrontarsi con la stessa domanda.<\/p>\n\n\n\n<p>Non soltanto chi ha il potere.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma per fare che cosa.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 qui che torna la lezione di Luigi Einaudi: \u00abConoscere per deliberare\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Prima comprendere la realt\u00e0, poi scegliere. E dopo aver scelto, assumersi la responsabilit\u00e0 delle conseguenze.<\/p>\n\n\n\n<p>La politica italiana produce gi\u00e0 abbastanza parole. Ci\u00f2 che serve \u00e8 una maggiore capacit\u00e0 di trasformarle in decisioni, risultati e visione.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 gli elettori possono ascoltare gli slogan e seguire le polemiche, ma alla fine giudicano ci\u00f2 che cambia nella loro vita.<\/p>\n\n\n\n<p>E giudicano anche ci\u00f2 che un Paese riesce ancora a immaginare.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 un governo pu\u00f2 amministrare il presente, ma soltanto una politica dotata di visione pu\u00f2 costruire il futuro. E il cinema, insieme alla cultura, \u00e8 uno dei luoghi nei quali quel futuro comincia a prendere forma prima ancora di diventare realt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Tutte l\u2019opinioni versati nel sito correspondono solo a chi la manifesta. Non e necessariamente l\u2019opinione della Direzione<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Carlo Di Stanislao \u00abConoscere per deliberare.\u00bb&nbsp;&nbsp; \u2014 Luigi Einaudi Il potere torna alla prova dei fatti. 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