{"id":96324,"date":"2026-09-15T16:01:46","date_gmt":"2026-09-15T16:01:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=96324"},"modified":"2026-09-15T16:01:47","modified_gmt":"2026-09-15T16:01:47","slug":"a-20-anni-dalla-scomparsa-oriana-fallaci-scrisse-una-controstoria-sul-campo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=96324","title":{"rendered":"A 20 ANNI DALLA SCOMPARSA. ORIANA FALLACI. Scrisse una controstoria sul campo"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1000325281.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1000325281-1024x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-96325\" style=\"width:206px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1000325281-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1000325281-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1000325281-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1000325281-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1000325281-1536x1536.jpg 1536w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1000325281-2048x2048.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p><em>Pierfranco Bruni\u00a0<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Oriana Fallaci. L&#8217;antislamica che pose l&#8217;Occidente nel cuore della civilt\u00e0. Moriva il 15 settembre 2006. Una data che non \u00e8 solo una data. \u00c8 una soglia. Con quel giorno non chiudeva la sua esistenza, apriva il suo mito alla storia. Non solo una giornalista. Non solo una inviata di guerra. Una scrittrice che ha penetrato i sentieri delle parole attraversando luoghi, vivendo avventure, abitando destini. Sta, con orgoglio e senza pregiudizi, nella storia della letteratura italiana del Novecento. Anzi, nel suo centro inquieto.<\/p>\n\n\n\n<p>Una scrittrice che ha saputo raccontare la nostra contemporaneit\u00e0 dentro le tragedie della modernit\u00e0. Passare per le parole e giungere al limitare degli orizzonti. Quegli orizzonti che, per la Fallaci, segnano il confine sottile, sanguinante, mai pacificato, tra l&#8217;Occidente e il Mediterraneo. Tra la ragione e il deserto.<\/p>\n\n\n\n<p>Nelle sue pagine la donna non \u00e8 mai figura di contorno. \u00c8 figura di fondamento. \u00c8 Penelope che non aspetta, \u00e8 la madre che non genera, \u00e8 la guerrigliera che non si arrende. \u00c8 la donna che diserta l&#8217;attesa. Non tesse pi\u00f9 la tela. La strappa. E va alla guerra, non per amore di un uomo, ma per amore di s\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p>Una giornalista che \u00e8 entrata nella letteratura. Anzi, ed \u00e8 questa la sua vera eresia e la sua vera grandezza, una scrittrice che ha cucinato fisicamente e letterariamente il linguaggio giornalistico con quello di una scrittura rapida, nervosa, tragica, in cui il vissuto, il sofferto, il visto si \u00e8 trasformato in destino.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;Occidente con gli Stati Uniti d&#8217;America \u00e8 stato il perno della sua formazione culturale. Nomadismo come categoria dello spirito. Non stanzialit\u00e0 come scelta etica.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1969 pubblica la sua esperienza di un anno di guerra in Vietnam in \u00abNiente e cos\u00ec sia\u00bb. \u00c8 il libro dello smarrimento. Come Pasolini, guarda con sospetto i figli di pap\u00e0 che inneggiano a Che Guevara e crede poco alle piazze occupate in Italia o in Francia. L\u00ec si muore. Qui si recita. C&#8217;\u00e8 un Occidente che esplora con l&#8217;Apollo 12 la luna e un Medio Oriente in costante conflitto. La luna e la trincea.<\/p>\n\n\n\n<p>Il suo rapporto con Alekos Panagulis, conosciuto in Grecia il 21 agosto 1973, il giorno in cui esce dal carcere, \u00e8 un tassello fondamentale sia letterario che esistenziale. Tre anni soltanto, perch\u00e9 Panagulis muore in un misterioso incidente stradale il 1 maggio 1976. Ma quei tre anni sono la misura dell&#8217;assoluto. \u00c8 l&#8217;uomo che non si piega. \u00c8 Antigone al maschile.<\/p>\n\n\n\n<p>Il suo romanzo del 1979 ha per titolo, appunto, \u00abUn uomo\u00bb. La stessa Fallaci dir\u00e0: \u00abUn libro sulla solitudine dell&#8217;individuo che rifiuta d&#8217;essere catalogato, schematizzato, incasellato dalle mode, dalle ideologie, dalle societ\u00e0, dal Potere\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Due tappe fondamentali fino agli anni Novanta: il suo primo romanzo del 1962 \u00abPenelope alla guerra\u00bb, dove si racconta una donna che lascia le mura di Itaca per cercare la libert\u00e0 come consapevolezza, e \u00abLettera a un bambino mai nato\u00bb del 1975, libro del corpo che diventa parola. \u00c8 il ventre che interroga il mondo. Non c&#8217;\u00e8 partito, non c&#8217;\u00e8 fede, c&#8217;\u00e8 una madre che parla a ci\u00f2 che non \u00e8 ancora nato e gli chiede se vale la pena nascere.<\/p>\n\n\n\n<p>Da qui l&#8217;imponente romanzo \u00abInsciallah\u00bb, pubblicato nel 1990, nato dalla sua spedizione tra le truppe italiane inviate nel 1983 a Beirut. Beirut come metafora di tutti i confini. Beirut come Mediterraneo ferito. \u00abNon di rado infatti sfuggo all&#8217;esilio delle scartoffie e non osservato osservo. Ascolto, spio, rubo alla realt\u00e0. Poi la correggo, la realt\u00e0, la reinvesto, la ricreo&#8230;\u00bb. \u00c8 il metodo Fallaci: rubare alla realt\u00e0 per restituirla pi\u00f9 vera.<\/p>\n\n\n\n<p>Un filo lega \u00abInsciallah\u00bb agli ultimi libri: \u00abLa rabbia e l&#8217;orgoglio\u00bb del 2001, nato da un lungo articolo sul Corriere della Sera del 29 settembre 2001, \u00abLa forza della ragione\u00bb del 2004 e \u00abOriana Fallaci intervista se stessa. L&#8217;Apocalisse\u00bb del 2004. Sono il superamento culturale della storia islamica e delle eredit\u00e0 mediterranee, nell&#8217;orgoglio di un Occidente che dovrebbe smettere di tessere la tela di Penelope. Ormai Penelope \u00e8 andata alla guerra.<\/p>\n\n\n\n<p>Qui si gioca l&#8217;equivoco e la grandezza. L&#8217;ultima Fallaci viene accusata di intolleranza. Ma chi la legge con sguardo mediterraneo capisce che non \u00e8 intolleranza. \u00c8 fedelt\u00e0. Fedelt\u00e0 a quell&#8217;Occidente che l&#8217;ha formata: Omero e Dante, la Resistenza fiorentina dove da bambina faceva la staffetta partigiana, l&#8217;America di Kennedy e di Martin Luther King.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon siate gregge perdio, non riparatevi sotto l&#8217;ombrello delle colpe altrui, lottate, ragionate col vostro cervello\u00bb. Con queste parole, nel Prologo a Un uomo del 1979, dava la sua lezione di libert\u00e0. Una lezione che oggi, vent&#8217;anni dopo la morte, brucia ancora.<\/p>\n\n\n\n<p>Nata il 29 giugno 1929, il suo primo articolo \u00e8 del 1946 su Mattino dell&#8217;Italia Centrale, il primo libro del 1958 I sette peccati di Hollywood. Tra le sue interviste dirette \u00e8 passata la storia internazionale di decenni.<\/p>\n\n\n\n<p>Con la civilt\u00e0 occidentale nel cuore, non ha mai temuto giudizi secchi. Su Dario Fo e Franca Rame disse, in un&#8217;intervista a Riccardo Mazzoni su Panorama il 21 novembre 2002: \u00abIn loro non vedevo dignit\u00e0&#8230;\u00bb. Dei comunisti disse: \u00abIl metodo bolscevico, anzi stalinista&#8230; Nel perseguitare l&#8217;avversario attraverso la calunnia e l&#8217;oltraggio e la menzogna\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Ebbe il coraggio di inoltrarsi nella realt\u00e0 islamica, tanto da essere messa sotto processo per le sue idee. Della sinistra scrisse: \u00abQuando ero bambina, i comunisti volevano che i ricchi si vergognassero d&#8217;essere ricchi&#8230; Ora, se non sei ricco, ti sputano addosso\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Oltre che giornalista \u00e8 stata una vera scrittrice. Resta centrale, negli ultimi anni, l&#8217;incontro con Benedetto XVI in forma privata a Castel Gandolfo il 27 agosto 2005. Tra i temi: la crisi dell&#8217;Occidente e il rapporto tra Ragione e Fede. Lo defin\u00ec \u00abl&#8217;uomo politico contemporaneo pi\u00f9 degno di ammirazione e rispetto\u00bb. Fu forse l&#8217;antesignana del Discorso di Ratisbona del 12 settembre 2006. Tre giorni dopo ci lasciava.<\/p>\n\n\n\n<p>Importanti anche i libri postumi: La paura \u00e8 un peccato del 2016, Sveglia Occidente del 2021 e La forza della passione. Lettere a Monsignor Fisichella del 2026.<\/p>\n\n\n\n<p>Il seme di Oriana \u00e8 questo: non esiste neutralit\u00e0. Esiste solo verit\u00e0. E la verit\u00e0 si paga con l&#8217;esilio. Con il deserto. Con la solitudine. Con l&#8217;orgoglio di non aver mai chiesto scusa per aver amato troppo l&#8217;Occidente e troppo la libert\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Per questo oggi va riletta non come giornalista, ma come classico. Perch\u00e9 ha abitato il confine. E il confine, nel Mediterraneo, \u00e8 l&#8217;unico luogo dove si capisce chi siamo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pierfranco Bruni\u00a0 Oriana Fallaci. L&#8217;antislamica che pose l&#8217;Occidente nel cuore della civilt\u00e0. Moriva il 15 settembre 2006. 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