{"id":96689,"date":"2026-09-24T08:46:32","date_gmt":"2026-09-24T08:46:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=96689"},"modified":"2026-09-24T08:46:33","modified_gmt":"2026-09-24T08:46:33","slug":"oltre-le-luci-del-colosseo-scuola-sicurezza-e-il-valore-delle-persone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=96689","title":{"rendered":"\u200bOltre le luci del Colosseo: scuola, sicurezza e il valore delle persone"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Carlo Di Stanislao<\/em><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Carlo-Di-Stanislao-1-1-1-1-1-1-1-1-1-1-1.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"960\" height=\"932\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Carlo-Di-Stanislao-1-1-1-1-1-1-1-1-1-1-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-96690\" style=\"width:224px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Carlo-Di-Stanislao-1-1-1-1-1-1-1-1-1-1-1.jpg 960w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Carlo-Di-Stanislao-1-1-1-1-1-1-1-1-1-1-1-300x291.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Carlo-Di-Stanislao-1-1-1-1-1-1-1-1-1-1-1-768x746.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p>\u200b\u00abUn bambino, un insegnante, un libro e una penna possono cambiare il mondo.\u00bb \u2014 Malala Yousafzai<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bIl lavoro dovrebbe essere una promessa di dignit\u00e0, non un rischio di morte. E una scuola dovrebbe essere il luogo nel quale quella dignit\u00e0 comincia a essere costruita, soprattutto per chi arriva da lontano, per chi non conosce ancora la lingua, per chi entra in una societ\u00e0 nuova con poche parole in tasca e molti bisogni. La morte di un giovane operaio di 22 anni al Colosseo obbliga invece a guardare insieme due questioni che troppo spesso vengono separate: la dignit\u00e0 del lavoro e la dignit\u00e0 dell&#8217;integrazione.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bIl Colosseo \u00e8 uno dei luoghi pi\u00f9 visitati e conosciuti del mondo. Ogni giorno migliaia di persone arrivano da Paesi diversi per ammirarlo, fotografarlo, attraversarne gli spazi, ascoltarne la storia. Eppure, proprio mentre migliaia di visitatori entravano nell&#8217;Anfiteatro Flavio, un giovane lavoratore impegnato nel cantiere dell&#8217;impianto di illuminazione perdeva la vita precipitando da circa dieci metri.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bSecondo le prime ricostruzioni, l&#8217;incidente \u00e8 avvenuto durante un lavoro in quota affidato a una societ\u00e0 subappaltatrice. La magistratura dovr\u00e0 stabilire responsabilit\u00e0, eventuali violazioni e dinamica dell&#8217;accaduto. Non \u00e8 possibile anticipare ci\u00f2 che dovr\u00e0 essere accertato nelle sedi competenti. Ma una cosa non ha bisogno di aspettare un&#8217;indagine: un ragazzo di 22 anni \u00e8 uscito di casa per lavorare e non \u00e8 pi\u00f9 tornato.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bE questo dovrebbe essere sufficiente per costringerci a fermarci.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bNon soltanto davanti al Colosseo.<\/p>\n\n\n\n<p>Davanti al lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bPerch\u00e9 il caso del Colosseo non \u00e8 soltanto un fatto di cronaca. \u00c8 una ferita simbolica. Il monumento che rappresenta la grandezza di una civilt\u00e0 antica diventa improvvisamente lo scenario di una domanda modernissima: quanto vale la vita di chi lavora?<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bL&#8217;Inail ha registrato nel 2025, secondo i dati provvisori poi aggiornati nella documentazione annuale, 1.093 denunce di infortunio con esito mortale, delle quali 792 relative a infortuni avvenuti in occasione di lavoro. Sono numeri che non possono diventare una semplice colonna statistica. Dietro ogni numero c&#8217;\u00e8 un volto, una madre, un padre, un compagno, dei figli, degli amici, una casa nella quale qualcuno aspetta inutilmente il ritorno di una persona.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bE ogni volta che diciamo \u00abincidente\u00bb dovremmo ricordare che la parola non deve diventare una scorciatoia per la rassegnazione.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bUn incidente pu\u00f2 essere imprevedibile. Ma la sicurezza non pu\u00f2 esserlo.<\/p>\n\n\n\n<p>La sicurezza deve essere progettata, verificata, controllata e continuamente migliorata.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bNon basta avere un documento sulla sicurezza se poi il lavoratore non viene adeguatamente formato. Non basta consegnare un casco se l&#8217;organizzazione del lavoro espone comunque a un rischio evitabile. Non basta stabilire una procedura se nessuno controlla che venga rispettata. Non basta una firma su un contratto se dietro quella firma esiste una catena di appalti nella quale la responsabilit\u00e0 rischia di diventare sempre pi\u00f9 indistinta.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bLa sicurezza non pu\u00f2 essere subappaltata.<\/p>\n\n\n\n<p>La persona non pu\u00f2 diventare l&#8217;ultimo anello della catena produttiva.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bEd \u00e8 proprio qui che la tragedia del Colosseo apre una questione pi\u00f9 vasta, che riguarda anche migliaia di lavoratori stranieri presenti nel nostro Paese.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bNon perch\u00e9 lo straniero sia naturalmente pi\u00f9 vulnerabile. E nemmeno perch\u00e9 ogni lavoratore immigrato sia sfruttato. Sarebbe ingiusto e falso generalizzare.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bMa esistono dati che mostrano una situazione di maggiore esposizione al rischio.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bUno studio dell&#8217;Inail pubblicato nel dicembre 2025 rileva che i lavoratori nati all&#8217;estero, pur rappresentando circa il 10% degli occupati considerati nello studio, denunciano il 20% degli infortuni e l&#8217;8% delle malattie professionali; l&#8217;incidenza infortunistica indicata dall&#8217;analisi \u00e8 di 31 casi ogni 1.000 occupati contro 14 tra i lavoratori italiani. L&#8217;istituto collega questa maggiore esposizione anche alla concentrazione nei settori pi\u00f9 rischiosi, alla precariet\u00e0 contrattuale, alla presenza di lavori manuali e usuranti e, in alcuni casi, all&#8217;irregolarit\u00e0 lavorativa e agli ostacoli linguistici.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bQuesto dovrebbe indurre a una riflessione seria.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bNon dobbiamo chiederci soltanto perch\u00e9 arrivano.<\/p>\n\n\n\n<p>Dobbiamo chiederci anche in quali condizioni lavorano una volta arrivati.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bPerch\u00e9 una societ\u00e0 pu\u00f2 essere formalmente ricca e contemporaneamente produrre sacche di lavoro povero, precario e insicuro. Pu\u00f2 celebrare il valore dell&#8217;impresa e dimenticare il valore dell&#8217;operaio. Pu\u00f2 parlare di crescita mentre una parte della popolazione lavora senza avere la reale possibilit\u00e0 di rifiutare condizioni inaccettabili.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bIl problema non \u00e8 lo straniero.<\/p>\n\n\n\n<p>Il problema \u00e8 lo sfruttamento della vulnerabilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bE la vulnerabilit\u00e0 pu\u00f2 avere molti volti.<\/p>\n\n\n\n<p>Pu\u00f2 essere quella di un immigrato che non conosce abbastanza bene l&#8217;italiano per comprendere un contratto o una disposizione di sicurezza.<\/p>\n\n\n\n<p>Pu\u00f2 essere quella di una donna che teme di perdere il posto.<\/p>\n\n\n\n<p>Pu\u00f2 essere quella di un giovane alla prima esperienza.<\/p>\n\n\n\n<p>Pu\u00f2 essere quella di un lavoratore anziano costretto a continuare.<\/p>\n\n\n\n<p>Pu\u00f2 essere quella di chi ha una famiglia da mantenere e accetta condizioni che altrimenti rifiuterebbe.<\/p>\n\n\n\n<p>Pu\u00f2 essere quella di chi lavora in nero e quindi ha paura perfino di denunciare un abuso.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bQuando una persona \u00e8 economicamente ricattabile, la libert\u00e0 di dire \u00abno\u00bb non \u00e8 pi\u00f9 la stessa.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bEd \u00e8 questo che una societ\u00e0 civile dovrebbe impedire.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bAnche perch\u00e9 esiste un&#8217;altra forma di abbandono, pi\u00f9 silenziosa ma altrettanto importante: l&#8217;abbandono educativo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bUn bambino che arriva in Italia e non parla italiano non \u00e8 un bambino meno intelligente. Non \u00e8 un bambino meno capace. Non \u00e8 un bambino destinato necessariamente alla marginalit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200b\u00c8 semplicemente un bambino che possiede una lingua diversa e che deve imparare quella del Paese nel quale vive.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bMa qui dobbiamo avere il coraggio di essere concreti.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bDire che tutti devono stare insieme \u00e8 un principio importante.<\/p>\n\n\n\n<p>Dire che tutti devono imparare insieme nello stesso identico modo pu\u00f2 invece essere un errore pedagogico.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bUn bambino che conosce perfettamente l&#8217;italiano e un bambino appena arrivato che non comprende una frase possono condividere la stessa classe, gli stessi giochi, gli stessi insegnanti, la stessa comunit\u00e0 scolastica; ma non hanno necessariamente bisogno della stessa didattica nello stesso moment.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bPer questo sarebbe ragionevole rafforzare, nelle scuole con un numero significativo di alunni neoarrivati, gruppi temporanei o classi di alfabetizzazione intensiva in italiano L2, organizzati sulla base del livello linguistico e non della nazionalit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bNon classi per \u00abstranieri\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Non classi per africani, asiatici, arabi o europei dell&#8217;Est.<\/p>\n\n\n\n<p>Non classi-ghetto.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bGruppi linguistici temporanei, aperti e permeabili.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bUn bambino potrebbe trascorrere una parte dell&#8217;orario nella propria classe e una parte in un laboratorio intensivo di italiano. Potrebbe essere seguito da docenti specializzati nell&#8217;italiano come lingua seconda, lavorare in piccoli gruppi, acquisire rapidamente il lessico fondamentale e rientrare progressivamente nelle attivit\u00e0 comuni.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200b\u00c8 una differenza decisiva.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bSeparare per escludere significa creare marginalit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Separare temporaneamente per insegnare ci\u00f2 che serve a partecipare pu\u00f2 invece essere uno strumento di inclusione.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bLe linee guida ministeriali sull&#8217;integrazione degli alunni con background migratorio hanno gi\u00e0 riconosciuto l&#8217;importanza dell&#8217;italiano come lingua seconda e della costruzione di percorsi specifici per gli alunni neoarrivati. Inoltre, dal 2025\/2026 la normativa prevede la possibilit\u00e0 di assegnare docenti dedicati all&#8217;italiano per stranieri nelle classi con determinate percentuali di studenti neoarrivati o privi delle competenze linguistiche di base, oltre a percorsi di potenziamento e alla possibilit\u00e0 di collaborazione con i CPIA per la valutazione delle competenze linguistiche in ingresso.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bBisognerebbe per\u00f2 andare oltre una semplice misura amministrativa e immaginare un vero modello nazionale di alfabetizzazione intensiva.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bPrimo: valutazione iniziale della competenza linguistica.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo: piccolo gruppo di apprendimento, indipendentemente dalla nazionalit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Terzo: insegnamento intensivo dell&#8217;italiano parlato, letto e scritto.<\/p>\n\n\n\n<p>Quarto: acquisizione del vocabolario necessario per comprendere le altre discipline.<\/p>\n\n\n\n<p>Quinto: educazione civica concreta: scuola, regole, diritti, doveri, sicurezza, servizi pubblici, salute, lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p>Sesto: progressivo rientro nelle attivit\u00e0 della classe ordinaria.<\/p>\n\n\n\n<p>Settimo: tutoraggio anche dopo il raggiungimento del primo livello linguistico, perch\u00e9 conoscere le parole quotidiane non significa ancora essere in grado di studiare storia, matematica, scienze o letteratura in italiano.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bLa scuola dovrebbe quindi essere contemporaneamente ponte e casa.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bPonte, perch\u00e9 deve consentire al bambino di passare dalla lingua che conosce alla lingua della nuova comunit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Casa, perch\u00e9 durante questo passaggio non deve mai fargli sentire che la sua lingua d&#8217;origine \u00e8 una colpa.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bL&#8217;italiano deve essere insegnato con grande rigore, ma senza umiliate le altre lingue.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bUn bambino che parla arabo, cinese, bengalese, ucraino, rumeno, spagnolo o qualsiasi altra lingua non arriva a scuola privo di cultura. Arriva con una cultura diversa.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bIl compito della scuola non \u00e8 cancellarla.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 aggiungere una lingua e una possibilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bE questo diventa ancora pi\u00f9 importante se vogliamo evitare che l&#8217;emarginazione scolastica si trasformi domani in marginalit\u00e0 sociale.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bPerch\u00e9 c&#8217;\u00e8 un filo invisibile che collega la scuola al lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bIl bambino che non riesce a comprendere la lingua rischia di accumulare ritardi. Il ragazzo che accumula ritardi pu\u00f2 abbandonare pi\u00f9 facilmente il percorso scolastico. Chi possiede una formazione fragile pu\u00f2 avere pi\u00f9 difficolt\u00e0 ad accedere ai lavori qualificati. Chi ha poche alternative pu\u00f2 diventare pi\u00f9 ricattabile.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bE cos\u00ec, molti anni dopo, ritroviamo lo stesso ragazzo adulto dentro un cantiere, in un magazzino, in un campo agricolo, in una cucina, sulle strade come fattorino, magari in condizioni che lo espongono maggiormente al rischio.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bL&#8217;Inail ha evidenziato proprio la concentrazione dei lavoratori immigrati in settori come agricoltura, edilizia, ristorazione e industria leggera, insieme a una maggiore esposizione infortunistica.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bPer questo integrazione scolastica e sicurezza sul lavoro non sono due problemi separati.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono due momenti della stessa responsabilit\u00e0 collettiva.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bUna scuola che insegna bene l&#8217;italiano non sta soltanto insegnando una lingua.<\/p>\n\n\n\n<p>Sta aumentando la possibilit\u00e0 che un futuro lavoratore comprenda un contratto, legga un cartello di pericolo, sappia chiedere un chiarimento, conosca i propri diritti, comprenda una procedura di sicurezza e abbia gli strumenti linguistici per denunciare un abuso.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bL&#8217;italiano, in questo senso, \u00e8 anche uno strumento di sicurezza e di emancipazione.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bMa non basta insegnare la lingua.<\/p>\n\n\n\n<p>Bisogna insegnare anche a riconoscere la dignit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bDignit\u00e0 significa sapere che un datore di lavoro non pu\u00f2 pretendere tutto.<\/p>\n\n\n\n<p>Significa sapere che un contratto non \u00e8 una concessione.<\/p>\n\n\n\n<p>Significa sapere che la sicurezza non \u00e8 un favore.<\/p>\n\n\n\n<p>Significa sapere che essere poveri non significa essere privi di diritti.<\/p>\n\n\n\n<p>Significa sapere che essere stranieri non significa essere meno cittadini della societ\u00e0 nella quale si vive.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bE significa anche ricordare ai cittadini italiani che nessun lavoratore straniero che accetta un salario pi\u00f9 basso deve diventare il nemico del lavoratore italiano.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bIl vero problema \u00e8 quando il lavoro viene trasformato in una gara al ribasso tra persone vulnerabili.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bL&#8217;operaio italiano contro quello straniero.<\/p>\n\n\n\n<p>Il giovane contro l&#8217;anziano.<\/p>\n\n\n\n<p>Il precario contro il dipendente.<\/p>\n\n\n\n<p>Il lavoratore regolare contro quello irregolare.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200b\u00c8 una contrapposizione che rischia di nascondere il problema principale: chi trae vantaggio da un sistema nel quale la persona che lavora ha sempre meno potere contrattuale?<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bLa risposta non pu\u00f2 essere cercata nella nazionalit\u00e0 del lavoratore.<\/p>\n\n\n\n<p>Deve essere cercata nelle regole, nei controlli, nei contratti, nei salari, nelle responsabilit\u00e0 e nella qualit\u00e0 delle istituzioni.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bE deve essere cercata anche nella cultura.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bPerch\u00e9 una societ\u00e0 che considera l&#8217;immigrato soltanto quando serve come manodopera e lo considera un problema quando chiede diritti produce una contraddizione insostenibile.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bLo stesso uomo che di giorno costruisce una casa, raccoglie pomodori, assiste un anziano, pulisce un albergo o consegna cibo pu\u00f2 essere invisibile quando lavora e improvvisamente diventare visibilissimo quando commette un errore.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200b\u00c8 una forma di selezione dello sguardo che non possiamo accettare.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bChi lavora deve essere visto prima come persona.<\/p>\n\n\n\n<p>E chi arriva da un altro Paese deve poter essere giudicato per ci\u00f2 che fa, non per ci\u00f2 che altri immaginano che potrebbe fare.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bLa criminalit\u00e0 va perseguita.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo sfruttamento va perseguito.<\/p>\n\n\n\n<p>Il lavoro nero va combattuto.<\/p>\n\n\n\n<p>La violenza va combattuta.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bMa non possiamo trasformare milioni di persone oneste in una categoria sospetta per colpa delle azioni di alcuni.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bAllo stesso modo, non possiamo trasformare ogni morte sul lavoro in una fatalit\u00e0 individuale.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bOgni morte deve aprire una verifica.<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni incidente grave deve produrre prevenzione.<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni lavoratore che denuncia un rischio dovrebbe sentirsi protetto, non ricattato.<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni cantiere dovrebbe essere considerato un luogo nel quale la vita viene prima della scadenza dei lavori.<\/p>\n\n\n\n<p>E ogni scuola dovrebbe avere gli strumenti necessari per evitare che un bambino venga lasciato ai margini perch\u00e9 non conosce ancora la lingua.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bIl Colosseo rimarr\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Le pietre rimarranno.<\/p>\n\n\n\n<p>I turisti torneranno.<\/p>\n\n\n\n<p>Le fotografie continueranno a riempire i telefoni di milioni di persone.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bMa la vita di Andrea Moretti non torner\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bPer questo quella morte non dovrebbe essere ricordata soltanto come la morte avvenuta al Colosseo.<\/p>\n\n\n\n<p>Dovrebbe essere ricordata come una domanda rivolta alla nostra coscienza.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bChe cosa siamo disposti ad accettare in nome del lavoro?<\/p>\n\n\n\n<p>Quanto siamo disposti a tollerare in nome della produttivit\u00e0?<\/p>\n\n\n\n<p>Quanto deve essere vulnerabile una persona prima che la sua vulnerabilit\u00e0 diventi una nostra responsabilit\u00e0?<\/p>\n\n\n\n<p>E quale scuola vogliamo costruire per i bambini che oggi non parlano ancora italiano e che domani saranno lavoratori, cittadini, genitori, insegnanti, medici, operai, imprenditori, ricercatori?<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bForse la risposta sta in una semplice idea.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bNessuno deve essere lasciato indietro perch\u00e9 non conosce ancora le parole.<\/p>\n\n\n\n<p>E nessuno deve essere lasciato morire perch\u00e9, nel mondo del lavoro, quelle parole non hanno avuto abbastanza valore.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bUna civilt\u00e0 non si misura soltanto dalla capacit\u00e0 di conservare per duemila anni un monumento.<\/p>\n\n\n\n<p>Si misura dalla capacit\u00e0 di proteggere la persona che, oggi, sale su un&#8217;impalcatura per lavorare.<\/p>\n\n\n\n<p>Si misura dalla qualit\u00e0 della scuola che accoglie il bambino appena arrivato.<\/p>\n\n\n\n<p>Si misura dalla possibilit\u00e0 di dire \u00abno\u00bb allo sfruttamento senza perdere tutto.<\/p>\n\n\n\n<p>Si misura dalla capacit\u00e0 di riconoscere nell&#8217;immigrato non una minaccia astratta, ma un essere umano con diritti, doveri, capacit\u00e0 e futuro.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bE forse \u00e8 proprio qui che il Colosseo, ancora una volta, pu\u00f2 insegnarci qualcosa.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bLe pietre possono raccontare la storia.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma sono gli uomini a decidere quale storia verr\u00e0 raccontata domani.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bE la nostra storia futura non dovrebbe essere quella di un Paese nel quale si muore lavorando, si cresce nell&#8217;emarginazione e si diventa invisibili perch\u00e9 poveri o stranieri.<\/p>\n\n\n\n<p>Dovrebbe essere quella di un Paese nel quale il lavoro d\u00e0 dignit\u00e0, la scuola d\u00e0 strumenti, la lingua apre porte e la legge protegge tutti allo stesso modo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bPerch\u00e9 una societ\u00e0 veramente civile non \u00e8 quella che illumina magnificamente il Colosseo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 quella che, prima di accendere le sue luci, si accerta che nessuno debba morire per accenderle.<\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Tutte l\u2019<a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=96186#\">opinioni<\/a> versati nel sito correspondono solo a chi la manifesta. Non e necessariamente l\u2019opinione della Direzione<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Carlo Di Stanislao \u200b\u00abUn bambino, un insegnante, un libro e una penna possono cambiare il mondo.\u00bb \u2014 Malala Yousafzai \u200bIl [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[35],"tags":[],"class_list":["post-96689","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-opiniones"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/96689","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=96689"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/96689\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":96691,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/96689\/revisions\/96691"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=96689"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=96689"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=96689"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}