{"id":96842,"date":"2026-09-26T19:22:22","date_gmt":"2026-09-26T19:22:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=96842"},"modified":"2026-09-26T19:22:23","modified_gmt":"2026-09-26T19:22:23","slug":"hegel-e-foscolo-tra-lidea-come-fenomeno-e-il-tragico-lirico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=96842","title":{"rendered":"Hegel e Foscolo. Tra l&#8217;idea come fenomeno e il tragico lirico"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1000353721.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1000353721-1024x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-96843\" style=\"width:218px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1000353721-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1000353721-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1000353721-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1000353721-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1000353721-1536x1536.jpg 1536w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/1000353721-2048x2048.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p><em>Pierfranco Bruni<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Fenomenologia dello Spirito e culto dei Sepolcri. Due aspetti che caratterizzano la diversit\u00e0 profonda tra Hegel e Foscolo. Nel mio \u00abA cena con Hegel\u00bb ho cercato un itinerario a intreccio che potesse creare una visione ermeneutica, ma nel fondo della questione, nonostante si pensi al materialismo e all&#8217;idealismo, l&#8217;uno resta filosofo del concetto e l&#8217;altro \u00e8 marcatamente tragico lirico.<\/p>\n\n\n\n<p>Hegel e Foscolo sono contemporanei, eppure non abitano lo stesso secolo. Hegel nasce nel 1770, Foscolo nel 1778. Otto anni che sembrano pochi, ma che sono un abisso. Hegel vedr\u00e0 la Prussia diventare Stato, Foscolo vedr\u00e0 Venezia venduta. L&#8217;uno teorizza lo Stato come realizzazione dello Spirito, l&#8217;altro subisce lo Stato come tradimento della Patria. \u00c8 gi\u00e0 qui, in questa frattura biografica, tutta la loro diversit\u00e0. Biografia e formazione tra ideologia e l&#8217;esilio tragico tra istanza razionale e forte sentimento di identit\u00e0 patriottica.<\/p>\n\n\n\n<p>Comunque, se Foscolo supera la ragione con \u00abI Sepolcri\u00bb, Hegel focalizza lo Spirito come fenomeno. Ci\u00f2 non \u00e8 assolutamente verificabile in Foscolo. Perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 una misura precisa che \u00e8 la rottura del tempo del linguaggio.&nbsp; Hegel scava appunto in quella vita \u00abche teme la morte e si mantiene in essa, \u00e8 la vita dello spirito\u00bb. \u00c8 un passo centrale della Fenomenologia, 1807. Lo stesso anno in cui Foscolo pubblica \u00abDei Sepolcri\u00bb, 1807. Due libri nello stesso anno, due modi opposti di guardare la morte. Ma Hegel resta impigliato nella ragione.&nbsp; Mentre Foscolo nell&#8217;esilio.<\/p>\n\n\n\n<p>Per Hegel la morte non va rimossa, va sopportata, va guardata in faccia, va mantenuta dentro. Solo cos\u00ec lo Spirito diventa se stesso. La famosa frase: \u00abMa non la vita che teme la morte e si mantiene pura dalla devastazione, bens\u00ec quella che la sopporta e si mantiene in essa, \u00e8 la vita dello spirito\u00bb. Lo spirito hegeliano \u00e8 quello che attraversa la morte per vincerla dialetticamente. La morte \u00e8 un momento, \u00e8 una negazione necessaria, \u00e8 un lavoro. Pu\u00f2 essere anche un istante.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In Foscolo \u00e8 l&#8217;opposto. In Foscolo \u00abinvolve tutte cose l&#8217;obblio nella sua notte; e una forza operosa le affatica di moto in moto&#8230;\u00bb. L&#8217;oblio, non lo Spirito. L&#8217;oblio \u00e8 la forza vera che inghiotte tutto. Non c&#8217;\u00e8 dialettica che tenga. Non c&#8217;\u00e8 superamento. C&#8217;\u00e8 solo una notte che avvolge. E una forza, quasi meccanica, quasi leopardiana prima di Leopardi, che affatica le cose di moto in moto senza senso, senza telos, senza Spirito. Foscolo \u00e8 un anticipatore della decadenza dal volto della notte.<\/p>\n\n\n\n<p>Siamo cos\u00ec ai Sepolcri. Ma la vita del pensare di Hegel si sviluppa intorno alla filosofia la quale costituisce \u00abil proprio tempo appreso con il pensiero\u00bb. La filosofia di Hegel \u00e8 sempre postuma. Arriva dopo. Come la nottola di Minerva che si leva al crepuscolo. Spiega il tempo quando il tempo \u00e8 gi\u00e0 accaduto. \u00c8 pensiero che comprende. Foscolo \u00e8 oltre il pensiero perch\u00e9 \u00e8 dentro il tragico del lirico in quanto \u00able Muse a cantar i vinti desti \/ E quando il tempo con sue fredde ali \/ sfiorer\u00e0 quelle rovine, le Pimplee \/ fan lieti i deserti, e il canto vive&#8230;\u00bb. Quelle rovine segnano il passo.<\/p>\n\n\n\n<p>E qui sta il cuore della mia ermeneutica. Per Hegel il tempo ha fredde ali ma viene riscaldato dal concetto. Per Foscolo il tempo ha fredde ali e resta freddo. L&#8217;unico che pu\u00f2 riscaldarle, per un attimo, non \u00e8 il concetto, \u00e8 il canto. Non \u00e8 la filosofia, sono le Muse. Le Pimplee. \u00c8 quella ierofania Hegel affida alla filosofia il compito di rendere ragionevole il reale. Foscolo affida alla poesia il compito di rendere sopportabile l&#8217;irragionevole del reale.<\/p>\n\n\n\n<p>C&#8217;\u00e8 una temperie come cultura di mezzo. Ed \u00e8 il Neoclassicismo. Sia Hegel che Foscolo sono figli del Neoclassicismo, ma lo interpretano in modo diverso. Hegel lo vive come classicit\u00e0 del pensiero: il mondo greco \u00e8 il mondo della bella eticit\u00e0, ma va superato. Foscolo lo vive come classicit\u00e0 del lutto: il mondo greco \u00e8 il mondo delle tombe, degli d\u00e8i perduti, delle illusioni che devono restare illusioni perch\u00e9 senza illusioni l&#8217;uomo non vive.<\/p>\n\n\n\n<p>Hegel fino in fondo resta ideologia, nel senso alto del termine: \u00e8 costruzione di un sistema. Foscolo \u00e8 una rivoluzione che non ammette la rivoluzione come prassi. Bens\u00ec come centralit\u00e0 identitaria della Patria. Il resto \u00e8 sfumatura.<\/p>\n\n\n\n<p>Spiego meglio.<\/p>\n\n\n\n<p>Hegel crede nella rivoluzione come realizzazione dello Stato. Foscolo non ci crede pi\u00f9 dopo Campoformio. Ha visto Napoleone che da liberatore diventa venditore di popoli. Per questo la sua rivoluzione non \u00e8 pi\u00f9 prassi politica, \u00e8 prassi interiore, \u00e8 identit\u00e0. La Patria per Foscolo non \u00e8 un territorio, non \u00e8 uno Stato hegeliano, \u00e8 un&#8217;idea che si tiene in vita con le tombe e con i canti. Con il.linguaggio che giunge sino alle Odi.<\/p>\n\n\n\n<p>Per Hegel i sepolcri non servono. Serve lo Stato, serve il diritto, serve la storia universale. Per Foscolo servono proprio i sepolcri. Perch\u00e9 i sepolcri \u00abispirano forti sensi ai forti\u00bb. Non al filosofo, ai forti. Ai vivi che devono agire. I sepolcri foscoliani non sono conservazione, sono provocazione. Sono le tombe dei grandi che gridano ai vivi. Gridando dicono:&nbsp; fate come noi, siate degni. Hegel direbbe che le tombe sono spirito oggettivato che deve essere superato. Invece Foscolo direbbe che senza tombe non c&#8217;\u00e8 nemmeno spirito.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco perch\u00e9 nel mio \u00abA cena con Hegel\u00bb li ho fatti sedere allo stesso tavolo ma non li ho fatti mai abbracciare. Ho lasciato che Hegel parlasse del concetto e Foscolo recitasse un verso. Perch\u00e9 tra i due non c&#8217;\u00e8 sintesi possibile. C&#8217;\u00e8 solo dialogo tragico. Hegel ha bisogno che la morte sia compresa. Foscolo ha bisogno che la morte sia cantata. Il canto sempre tragico ma sublime. E quando la morte \u00e8 cantata, come nelle ultime notti di Santa Croce, allora le illusioni diventano pi\u00f9 vere del vero. Allora \u00abil canto vive\u00bb. E vive pi\u00f9 del concetto. In fondo, Hegel ci spiega la storia. Foscolo ci insegna a sopportarla, con un&#8217;isola nel cuore, Zante, e una tomba davanti agli occhi, Santa Croce. Ma questo non vuol dire che siano comparabile. Foscolo usa la finzione e la sua vita stessa. Hegel si impossa del concetto.&nbsp; In entrambi la storia \u00e8 tragica altrimenti si correebbe il rischio di trasformare&nbsp; la tragedia&nbsp; in storia dei popoli. Foscolo \u00e8 il tragico del tempo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pierfranco Bruni Fenomenologia dello Spirito e culto dei Sepolcri. Due aspetti che caratterizzano la diversit\u00e0 profonda tra Hegel e Foscolo. 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