{"id":97058,"date":"2026-09-30T10:42:30","date_gmt":"2026-09-30T10:42:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=97058"},"modified":"2026-09-30T10:42:30","modified_gmt":"2026-09-30T10:42:30","slug":"ustica-e-i-misteri-italiani-cio-che-gli-archivi-possono-ancora-raccontare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=97058","title":{"rendered":"Ustica e i misteri italiani: ci\u00f2 che gli archivi possono ancora raccontare"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><tbody><tr><td><em>Carlo Di Stanislao<\/em><\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Carlo-Di-Stanislao-1-1-1-1-1-1-1-1-1-1-1-1.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"960\" height=\"932\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Carlo-Di-Stanislao-1-1-1-1-1-1-1-1-1-1-1-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-96840\" style=\"width:324px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Carlo-Di-Stanislao-1-1-1-1-1-1-1-1-1-1-1-1.jpg 960w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Carlo-Di-Stanislao-1-1-1-1-1-1-1-1-1-1-1-1-300x291.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Carlo-Di-Stanislao-1-1-1-1-1-1-1-1-1-1-1-1-768x746.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p>\u00ab<em>La verit\u00e0 \u00e8 figlia del tempo.\u00bb*&nbsp;&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u2014 Francesco Bacone<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ustica \u00e8 tornata improvvisamente al centro dell\u2019attenzione non perch\u00e9 sia stata finalmente trovata una verit\u00e0 definitiva, ma perch\u00e9, a quarantasei anni dalla tragedia, una porta che per decenni era rimasta quasi chiusa sembra essersi finalmente socchiusa: quella degli archivi francesi.<\/p>\n\n\n\n<p>La novit\u00e0, maturata nelle ultime settimane e confermata dalle notizie del 30 settembre 2026, riguarda la disponibilit\u00e0 annunciata dall\u2019ambasciata francese a trasmettere all\u2019Italia documentazione relativa alla strage del DC-9 Itavia del 27 giugno 1980. Il materiale comprenderebbe anche documenti del ministero della Difesa francese e coprirebbe un arco temporale che arriva ai primi anni Novanta. La Procura di Roma ha depositato la nota francese e, nell\u2019udienza davanti al gip, \u00e8 orientata a chiedere di proseguire le indagini invece di procedere con l\u2019archiviazione.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 un fatto importante, ma proprio perch\u00e9 \u00e8 importante bisogna evitare di trasformarlo prematuramente in una risposta. Un archivio che si apre non equivale a una verit\u00e0 gi\u00e0 trovata. Significa, piuttosto, che tornano disponibili fonti che potranno essere confrontate con quelle gi\u00e0 acquisite, con i tracciati radar, con le testimonianze, con le perizie e con ci\u00f2 che \u00e8 stato stabilito nei procedimenti giudiziari.<\/p>\n\n\n\n<p>La vicenda di Ustica, infatti, \u00e8 una delle pi\u00f9 complesse della storia italiana contemporanea. La sera del 27 giugno 1980 il DC-9 Itavia, partito da Bologna e diretto a Palermo, precipit\u00f2 nel Tirreno meridionale. Morirono tutte le 81 persone a bordo. Nel corso dei decenni si sono confrontate diverse ricostruzioni: l&#8217;esplosione interna, l&#8217;ipotesi del missile e quella di un coinvolgimento di velivoli militari stranieri presenti nell&#8217;area.<\/p>\n\n\n\n<p>La documentazione parlamentare italiana ricorda che, nel corso degli anni, furono richieste alla Francia informazioni sui voli dalla base di Solenzara, sulla posizione delle portaerei francesi Clemenceau e Foch, sui tracciati radar, sulle esercitazioni militari e sui movimenti dei velivoli francesi. Le autorit\u00e0 francesi avevano gi\u00e0 collaborato con alcune attivit\u00e0 investigative italiane, compresi interrogatori presso la base di Solenzara; ma numerose richieste documentali erano rimaste, secondo gli inquirenti italiani, non pienamente soddisfatte.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 proprio questo uno degli aspetti che rende la nuova disponibilit\u00e0 francese degna di attenzione. Le cronache di questi giorni ricordano che Roma aveva chiesto pi\u00f9 volte informazioni sui radar, sulle portaerei, sui piani di volo e sull&#8217;attivit\u00e0 della base corsa di Solenzara.<\/p>\n\n\n\n<p>I Mig e lo scenario internazionale<\/p>\n\n\n\n<p>Una delle ipotesi storicamente pi\u00f9 discusse riguarda la presenza, quella sera, di velivoli militari nello spazio aereo interessato dalla tragedia. Il giudice istruttore Rosario Priore svilupp\u00f2 l&#8217;ipotesi di una vera e propria situazione di combattimento aereo nella quale il DC-9 sarebbe stato coinvolto accidentalmente.<\/p>\n\n\n\n<p>All&#8217;interno di questo scenario \u00e8 comparsa anche la vicenda del Mig libico: un velivolo militare libico precipitato sulla Sila il 18 luglio 1980, alcune settimane dopo Ustica. Nel tempo \u00e8 stata formulata l&#8217;ipotesi che un Mig libico potesse trovarsi nell&#8217;area e che il DC-9 fosse stato coinvolto in un&#8217;operazione militare diretta contro quel velivolo. Questa ricostruzione \u00e8 stata discussa per decenni, ma non deve essere presentata come un fatto definitivamente accertato.<\/p>\n\n\n\n<p>La questione dei caccia francesi \u00e8 altrettanto delicata. Secondo la ricostruzione riportata da ANSA, tra le informazioni richieste a Parigi vi erano proprio i piani di volo dei caccia francesi diretti verso la Libia, oltre alle attivit\u00e0 di Solenzara.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo spiega perch\u00e9 l&#8217;apertura degli archivi francesi possa essere significativa: non perch\u00e9 dimostri gi\u00e0 una responsabilit\u00e0 francese, ma perch\u00e9 potrebbe consentire di verificare con maggiore precisione quali velivoli fossero realmente presenti, quali missioni fossero in corso, quali fossero le rotte e quali informazioni fossero disponibili agli apparati militari dell&#8217;epoca.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>E l&#8217;ipotesi israeliana?<\/p>\n\n\n\n<p>Accanto alle ipotesi francese, americana, libica e palestinese \u00e8 esistita anche una pista israeliana, spesso definita nella pubblicistica come un \u00abquinto scenario\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>La ricostruzione fu sviluppata soprattutto dal giornalista Claudio Gatti e dalla ricercatrice Gail Hammer nel libro Il quinto scenario. L&#8217;ipotesi collegava Ustica alla vicenda dell&#8217;uranio destinato all&#8217;Iraq e sosteneva che il DC-9 potesse essere stato scambiato per un altro obiettivo. Gi\u00e0 nel 1994 la stampa sottolineava, tuttavia, che si trattava appunto di un&#8217;ipotesi e riportava la netta smentita dell&#8217;ambasciata israeliana.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche questa pista, dunque, va collocata correttamente: esiste nella storia delle ipotesi investigative e della pubblicistica su Ustica, ma non pu\u00f2 essere trasformata in una responsabilit\u00e0 accertata senza nuove prove documentali e giudiziarie.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 interessante, per\u00f2, che gi\u00e0 nel 1990 l&#8217;allora capo del Sismi, ammiraglio Fulvio Martini, riferisse alla Commissione stragi di avere avuto contatti formali anche con i servizi di Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti, Grecia e Israele, oltre a contatti informali con altri Paesi.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo dato non dimostra il coinvolgimento di alcuno Stato. Dimostra per\u00f2 quanto fosse gi\u00e0 allora evidente la dimensione internazionale del problema.<\/p>\n\n\n\n<p>Il punto essenziale: distinguere ci\u00f2 che sappiamo da ci\u00f2 che supponiamo<\/p>\n\n\n\n<p>Forse \u00e8 proprio questa la lezione pi\u00f9 importante di Ustica.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo quasi mezzo secolo, le ricostruzioni si sono moltiplicate, e talvolta le ipotesi hanno finito per assumere, nella memoria collettiva, il peso delle certezze. Ma un&#8217;indagine storica e giudiziaria seria deve mantenere separate almeno quattro categorie: fatti accertati, elementi documentali, ipotesi investigative e interpretazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 accertato che il DC-9 precipit\u00f2 e che morirono 81 persone. \u00c8 accertato che per decenni furono raccolte enormi quantit\u00e0 di dati radar, testimonianze e documenti. \u00c8 accertato che la dimensione internazionale della vicenda \u00e8 stata oggetto di ripetute indagini. \u00c8 invece ancora materia di accertamento definitivo la ricostruzione complessiva della dinamica e, soprattutto, l&#8217;identificazione degli eventuali responsabili materiali.<\/p>\n\n\n\n<p>La stessa richiesta di archiviazione della Procura di Roma era stata motivata dall&#8217;impossibilit\u00e0 di identificare gli autori, anche in relazione alla mancata disponibilit\u00e0 di alcuni elementi provenienti dall&#8217;estero. La nuova disponibilit\u00e0 francese cambia dunque una condizione investigativa, non automaticamente il risultato dell&#8217;indagine.<\/p>\n\n\n\n<p>Ustica non \u00e8 un caso isolato<\/p>\n\n\n\n<p>Ed \u00e8 qui che Ustica diventa qualcosa di pi\u00f9 di una singola tragedia.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;Italia possiede una lunga storia di vicende giudiziarie nelle quali la distanza temporale, la complessit\u00e0 delle prove, i depistaggi accertati in alcuni procedimenti, la perdita di documenti, la classificazione degli archivi e la dimensione internazionale hanno reso difficile arrivare rapidamente a una ricostruzione completa.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma bisogna anche evitare l&#8217;errore opposto: mettere sullo stesso piano tutti i casi rimasti controversi. Non sono equivalenti.<\/p>\n\n\n\n<p>La strage di Bologna, per esempio, non \u00e8 oggi un caso semplicemente \u00abmisterioso\u00bb: nel 2025 la Cassazione ha confermato definitivamente condanne relative a Paolo Bellini, Piergiorgio Segatel e Domenico Catracchia e, nel 2026, sono divenute definitive anche altre condanne. La documentazione istituzionale parla quindi di una verit\u00e0 giudiziaria progressivamente consolidata, pur lasciando alla ricerca storica ulteriori interrogativi.<\/p>\n\n\n\n<p>Diverso \u00e8 il caso della Moby Prince, dove nel 1991 morirono 140 persone. La Commissione parlamentare d&#8217;inchiesta continua ad acquisire testimonianze e documentazione; nel 2025 la Procura aveva chiesto l&#8217;archiviazione dell&#8217;inchiesta penale, mentre il lavoro parlamentare \u00e8 proseguito anche nel 2026.<\/p>\n\n\n\n<p>E diverso ancora \u00e8 Garlasco. La morte di Chiara Poggi, avvenuta nel 2007, ha prodotto una condanna definitiva di Alberto Stasi, ma nel 2026 una nuova indagine della Procura di Pavia ha portato alla chiusura delle indagini nei confronti di Andrea Sempio. Questo non significa che una nuova responsabilit\u00e0 sia stata giudizialmente accertata: significa che un procedimento investigativo \u00e8 stato riaperto e ha prodotto nuovi atti che dovranno essere valutati nelle sedi competenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Ancora diverso \u00e8 Erba. La condanna all&#8217;ergastolo di Olindo Romano e Rosa Bazzi \u00e8 stata oggetto di una richiesta di revisione, dichiarata inammissibile dalla Corte d&#8217;Appello di Brescia nel luglio 2024. Il caso continua a essere discusso pubblicamente, ma sul piano giudiziario quella revisione si \u00e8 conclusa senza modificare la condanna.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa distinzione \u00e8 fondamentale: un caso controverso nell&#8217;opinione pubblica non \u00e8 necessariamente un caso giudiziariamente irrisolto.<\/p>\n\n\n\n<p>Il vero mistero \u00e8 spesso l&#8217;archivio<\/p>\n\n\n\n<p>Forse la parola decisiva, oggi, non \u00e8 nemmeno \u00abmistero\u00bb. \u00c8 archivio.<\/p>\n\n\n\n<p>Un archivio conserva ci\u00f2 che qualcuno ha deciso di conservare. Pu\u00f2 contenere la verit\u00e0, ma pu\u00f2 anche contenere soltanto una parte della verit\u00e0. Pu\u00f2 chiarire una circostanza oppure aprire dieci nuove domande. Pu\u00f2 dimostrare che una determinata ipotesi \u00e8 falsa, e proprio per questo diventare prezioso.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel caso Ustica, la possibilit\u00e0 che arrivino documenti francesi relativi agli anni Ottanta e ai primi anni Novanta offre dunque soprattutto una possibilit\u00e0 di verifica. Sar\u00e0 necessario confrontare ogni carta con le fonti italiane, con i dati radar, con le testimonianze e con le risultanze processuali.<\/p>\n\n\n\n<p>E sar\u00e0 importante non cercare nei documenti ci\u00f2 che si desidera trovare.<\/p>\n\n\n\n<p>La vera ricerca della verit\u00e0 comincia infatti quando si accetta anche la possibilit\u00e0 che un documento smentisca la propria ipotesi preferita.<\/p>\n\n\n\n<p>Ustica insegna proprio questo. Una tragedia pu\u00f2 diventare, nel corso dei decenni, una mappa di versioni contrapposte. Ma la storia non si costruisce scegliendo la versione pi\u00f9 suggestiva: si costruisce pesando le prove.<\/p>\n\n\n\n<p>Per questo la nuova disponibilit\u00e0 francese \u00e8 una notizia importante. Non perch\u00e9 finalmente sappiamo tutto, ma perch\u00e9, dopo quarantasei anni, potremmo avere nuove carte da leggere.<\/p>\n\n\n\n<p>E in una vicenda nella quale per decenni molte domande sono rimaste senza risposta, qualche documento in pi\u00f9 non \u00e8 una conclusione.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 un nuovo inizio.<\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Tutte l\u2019<a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=96186#\">opinioni<\/a> versati nel sito correspondono solo a chi la manifesta. Non e necessariamente l\u2019opinione della Direzione<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Carlo Di Stanislao \u00abLa verit\u00e0 \u00e8 figlia del tempo.\u00bb*&nbsp;&nbsp; \u2014 Francesco Bacone Ustica \u00e8 tornata improvvisamente al centro dell\u2019attenzione non [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[35],"tags":[],"class_list":["post-97058","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-opiniones"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/97058","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=97058"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/97058\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":97059,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/97058\/revisions\/97059"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=97058"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=97058"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=97058"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}