{"id":97157,"date":"2026-10-01T18:37:19","date_gmt":"2026-10-01T18:37:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=97157"},"modified":"2026-10-01T19:49:47","modified_gmt":"2026-10-01T19:49:47","slug":"la-tradizione-tradita-lequivoco-dellomologazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=97157","title":{"rendered":"LA TRADIZIONE TRADITA. L&#8217;EQUIVOCO DELL&#8217;OMOLOGAZIONE\u00a0"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Chiamare Liceo ogni scuola non \u00e8 inclusione. \u00c8 cancellazione o meglio&nbsp; \u00e8 rinnegare&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1000358305.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1000358305-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-97158\" style=\"width:258px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1000358305-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1000358305-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1000358305-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1000358305-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1000358305.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p><em>di Pierfranco Bruni*<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Scriveva Edmund&nbsp; Burke: \u00abColoro che non conoscono la storia sono condannati a ripeterla\u00bb. Ritorno sul discorso dell&#8217;equiparazione degli Istituti scolastici a Licei. Ho letto le motivazioni che hanno portato ad equiparare sul piano nominale tutti gli Istituti superiori alla denominazione di Liceo. \u00c8 una decisione che impone una riflessione severa. Non amministrativa. Filosofica e filologica. Giovanni Gentile \u00e8 stato ucciso per la seconda volta. La prima volta con le armi, nella tragedia del 15 aprile 1944, a Firenze, davanti a Villa di Montalto. La seconda volta con un tratto di penna amministrativa che cancella ci\u00f2 che restava della sua Riforma del 1923, la riforma che ha fondato la scuola moderna italiana del Novecento.<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 possibile omologare sul piano lessicale un Istituto professionale a Liceo. Sono strutture antropologicamente, storicamente e pedagogicamente diverse. Sul piano etimologico la sovrapposizione non regge. Non si conosce pi\u00f9 la semantica. Non si conosce l&#8217;origine filologica del termine. Bisogna tornare al concetto vero della parola. La parola custodisce. Come un sepolcro custodisce memoria. Il termine Liceo non \u00e8 un nome amministrativo intercambiabile. \u00c8 un archetipo.<\/p>\n\n\n\n<p>Andiamo nei concetti per capire: Lykeion. Liceo viene dal greco Lykeion. Il Lykeion era il ginnasio sacro ad Apollo Lykeios, ad Atene, fuori le mura, presso le rive dell&#8217;Ilisso, accanto al tempio dedicato al dio. Lykeios \u00e8 epiteto complesso. Per via luminosa viene da lyk\u00e9, luce dell&#8217;alba. Apollo \u00e8 il dio che nasce con la luce. Per paretimologia antica viene da lykos, lupo. Colui che allontana i lupi, che protegge il gregge. In entrambi i casi, \u00e8 custodia sacra. Luce e difesa. L\u00ec, in quel recinto sacro, nel 335 a.C., al ritorno da Mieza dove era stato precettore di Alessandro, Aristotele fond\u00f2 la sua scuola, dopo aver lasciato l&#8217;Accademia di Platone. Non fond\u00f2 un&#8217;aula. Fond\u00f2 un cammino.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Liceo \u00e8 il peripato. Peripatein, camminare discutendo. Peripatos era il porticato coperto, il viale alberato dove i discepoli discutevano passeggiando. Il Liceo non \u00e8 un&#8217;aula con banchi. \u00c8 un metodo. \u00c8 contemplazione che diventa movimento. \u00c8 theoria. L&#8217;intreccio tra archeologia, filosofia e vita \u00e8 fondativo. Questa \u00e8 l&#8217;origine. Non \u00e8 professionale. \u00c8 iniziatica. \u00c8 classica. \u00c8 il luogo dove il sapere non serve a produrre. Serve a comprendere. Serve a formare l&#8217;uomo prima del cittadino, il cittadino prima del lavoratore.<\/p>\n\n\n\n<p>Bisogna rispettare la gerarchia gentiliana con seriet\u00e0. Quando Giovanni Gentile, nella Riforma del 1923, con i Regi Decreti dal 6 maggio al 1 ottobre 1923 &#8211; in particolare il R.D. 6 maggio 1923 n. 1054 sull&#8217;ordinamento della istruzione media e il R.D. 30 settembre 1923 n. 2102 sull&#8217;ordinamento dell&#8217;istruzione superiore &#8211; restituisce al Liceo la sua centralit\u00e0, non compie una operazione burocratica. Compie una operazione filosofica. Gentile, filosofo dell&#8217;attualismo, lettore di Platone e di Hegel, sapeva che il sistema scolastico ereditato dalla Legge Casati del 1859 e dagli aggiustamenti del ministro Coppino aveva bisogno di una forma. Non di una confusione egualitarista, ma di una gerarchia del sapere.<\/p>\n\n\n\n<p>La gerarchia gentiliana era chiara e nobile nella distinzione. Al vertice poneva il Liceo Classico, otto anni, unico con accesso a tutte le facolt\u00e0 universitarie, perch\u00e9 fondato sul binomio greco-latino come coscienza storica e lingua della Nazione. Accanto, e distinto, il Liceo Scientifico, allora di quattro anni pi\u00f9 un biennio di integrazione superiore, con latino ma senza greco, orientato alla cultura scientifica moderna.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi, con dignit\u00e0 propria e finalit\u00e0 propria, l&#8217;Istituto Magistrale, l&#8217;Istituto Tecnico con le sue sezioni &#8211; commerciale e ragionieri, agrimensura, geometri &#8211; e l&#8217;Istituto Professionale e la Scuola di avviamento al lavoro. Ognuno con un destino preciso. Ognuno nobile nella sua distinzione. Gentile non disprezzava il fare. Lo ordinava secondo giustizia. Distingueva tra paideia e techne, tra humanitas e ars. Ma non chiamava Liceo il fare. Perch\u00e9 il nome custodisce il destino e custodisce una storia di duemilaquattrocento anni.<\/p>\n\n\n\n<p>C&#8217;\u00e8 un errore storico e lessicale da tenere presente. Oggi, con la riforma della filiera tecnologico-professionale del 2023-2024 e con l&#8217;istituzione del Liceo del Made in Italy che sostituisce l&#8217;indirizzo del sistema economico, si compie un falso storico e lessicale. Si chiama Liceo ci\u00f2 che nasce con finalit\u00e0 opposta al Lykeion.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Liceo per definizione aristotelica e gentiliana \u00e8 disinteressato. Non ha sbocco professionale immediato. Ha come sbocco l&#8217;Universit\u00e0, cio\u00e8 la totalit\u00e0 del sapere, universitas studiorum. La sua finalit\u00e0 \u00e8 la formazione dell&#8217;uomo come essere che interroga l&#8217;eterno. Otium latino, tempo libero per lo studio, non ozio.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;Istituto tecnico e professionale per definizione \u00e8 interessato. Ha come sbocco il lavoro, l&#8217;impresa, la produzione, l&#8217;artigianato evoluto. La sua finalit\u00e0 \u00e8 la formazione del saper fare. Techne greca. Negotium latino, negazione dell&#8217;otium, tempo dell&#8217;opera. Ed \u00e8 nobilissimo proprio per questo. Per la sua finalit\u00e0 pratica, concreta, indispensabile. Omologarli \u00e8 negare duemilaquattrocento anni di storia e cento anni di pedagogia italiana. \u00c8 dire che il Lykeion di Aristotele \u00e8 uguale alla bottega dell&#8217;artigiano. Ma la bottega \u00e8 nobile, e il Lykeion \u00e8 nobile, proprio perch\u00e9 non sono la stessa cosa.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;uguaglianza livellatrice uccide entrambe le nobilt\u00e0. Chiama Liceo un percorso quadriennale professionalizzante e in un colpo solo svilisce il Liceo e inganna lo studente professionale, che non avr\u00e0 pi\u00f9 la dignit\u00e0 del suo titolo originario ma l&#8217;imitazione nominale di un altro. Non avr\u00e0 pi\u00f9 il suo nome. Avr\u00e0 il nome di un altro. Perder\u00e0 identit\u00e0. \u00c8 stata smantellata una visione della cultura nei suoi principi fondamentali. Questa \u00e8 la questione. Non \u00e8 un problema di sigle ministeriali. \u00c8 un problema di anima. Di anima della scuola.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Liceo \u00e8 lentezza. \u00c8 studio disinteressato. \u00c8 il greco che non serve a nulla e proprio per questo serve a tutto, come scriveva Simone Weil ne La source grecque. \u00c8 lo studio che non produce competenze spendibili domani mattina ma produce coscienza storica per i prossimi trent&#8217;anni. L&#8217;Istituto professionale \u00e8 velocit\u00e0, \u00e8 competenza, \u00e8 giustamente finalizzato, \u00e8 laboratorio, \u00e8 officina di intelligenza pratica. Confondere le due velocit\u00e0 significa non capire pi\u00f9 cosa sia il tempo della formazione.<\/p>\n\n\n\n<p>E allora? Chiamare tutto Liceo \u00e8 il modo pi\u00f9 rapido per non avere pi\u00f9 nessun Liceo. \u00c8 proprio cos\u00ec. In un solo colpo si smantella una tradizione che da Aristotele a Gentile ha tenuto unita l&#8217;Italia colta, l&#8217;Italia della lingua, l&#8217;Italia che si abitava nei libri. Ovvero l&#8217;Italia identitaria nella sua distinzione tra essere e fare, tra contemplazione e produzione, tra otium e negotium, che era il cuore della cultura classica e della Riforma del 1923.<\/p>\n\n\n\n<p>Senza distinzione non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 identit\u00e0. E senza identit\u00e0 non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 scuola. Quindi non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 Tradizione. \u00c8 inutile insistere su un&#8217;idea di tradizione culturale conservatrice se viene lacerata la tradizione vera. La visione conservatrice diventa uno slogan inutile e banale. Si faccia una riflessione matura e profonda. E ora non mi resta che finire. Per modo di dire. Riapro il Manifesto dei conservatori del 1972 di Prezzolini. Il centro pi\u00f9 diretto ruota intorno al quarto punto del quinto capitolo: \u00abIl conservatore non \u00e8 contrario alle novit\u00e0 perch\u00e9 nuove; ma non scambia l&#8217;ignoranza degli innovatori per novit\u00e0\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Punto.<\/p>\n\n\n\n<p><em>*Presidente del Centro Studi e Ricerche Francesco Grisi\u00a0<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chiamare Liceo ogni scuola non \u00e8 inclusione. \u00c8 cancellazione o meglio&nbsp; \u00e8 rinnegare&nbsp; di Pierfranco Bruni* Scriveva Edmund&nbsp; Burke: \u00abColoro [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[22],"tags":[],"class_list":["post-97157","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-libros-y-revistas-literatura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/97157","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=97157"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/97157\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":97166,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/97157\/revisions\/97166"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=97157"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=97157"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=97157"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}