{"id":97254,"date":"2026-10-05T13:40:41","date_gmt":"2026-10-05T13:40:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=97254"},"modified":"2026-10-05T13:40:41","modified_gmt":"2026-10-05T13:40:41","slug":"la-filosofia-del-sepolcro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=97254","title":{"rendered":"La filosofia del sepolcro"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1000354526.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1000354526-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-97255\" style=\"width:490px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1000354526-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1000354526-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1000354526-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1000354526-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1000354526.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p><em>Pierfranco Bruni\u00a0<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Pu\u00f2 sussistere una filosofia foscoliana dell&#8217;illusione e del sepolcro? Ovvero della notte? Certamente s\u00ec. Con Ugo Foscolo siamo in pieno Illuminismo. Ragione, progresso, storia che cammina. Eppure Foscolo non cammina con quel passo. Non \u00e8 un illuminista. \u00c8 un uomo in esilio dentro il suo tempo. La ragione lo interessa, ma non lo salva. La storia la subisce, ma non la giustifica. Foscolo \u00e8 giacobino senza fede, rivoluzionario senza illusioni, esule senza patria. Ha visto Napoleone tradire Venezia. Ha visto la libert\u00e0 diventare calcolo. Da l\u00ec nasce la sua filosofia: una filosofia del limite.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi sorge spesso una domanda. Fu antirivoluzionario? No. Fu deluso dalla rivoluzione. C&#8217;\u00e8 differenza. Credeva nella libert\u00e0, non nei giacobini che la mercanteggiano. Un&#8217;altra domanda mi ha molto suggestionato. Fu hegeliano? Anticip\u00f2 Hegel? Assolutamente no. Hegel viene dopo. Ma anche se fosse stato contemporaneo, Foscolo non avrebbe accettato la ragione e la storia di Hegel. Hegel riconcilia tutto nello Spirito. Foscolo no. Per lui la storia \u00e8 lacerazione. \u00c8 perdita. \u00c8 Sepolcri. Non \u00e8 Sistema. Foscolo non crede alla storia come provvidenza. Crede alla memoria come resistenza. I morti non servono al progresso. Servono a tenere vivo ci\u00f2 che il presente vuole seppellire.<\/p>\n\n\n\n<p>Una sua massima taglia ogni retorica: \u00abUna parte degli uomini opera senza pensare, una parte pensa senza operare, e pochi operano dopo aver pensato\u00bb. Ecco Foscolo. Sta nei \u00abpochi\u00bb. Perch\u00e9 ha pensato troppo per agire a cuor leggero, e ha agito troppo per restare puro pensiero. Questa tensione lo spezza. \u00c8 la radice del suo malinconico. C&#8217;\u00e8 una costante malinconia che diventa sofferenza: \u00abColoro che non furono mai sventurati, non sono degni della loro felicit\u00e0\u00bb. \u00c8 piuttosto anticipatore del sottosuolo. C&#8217;\u00e8 una legge foscoliana. Chi non ha toccato il fondo non conosce l&#8217;altezza. La gioia, senza la sventura, \u00e8 rumore.<\/p>\n\n\n\n<p>Da qui la sua idea delle illusioni. Non sono inganni da distruggere, come voleva l&#8217;Illuminismo. Sono necessarie. Sono ci\u00f2 che rende sopportabile l&#8217;esilio, l&#8217;amore perduto, la patria venduta. Le illusioni non mentono. Salvano. Finch\u00e9 durano. Tutto \u00e8 fatto di sonno e di morte. I Sepolcri sono anche la metafora di una tragedia pensata. Infatti Foscolo guarda la notte senza consolazione cristiana. La morte non \u00e8 passaggio. \u00c8 confine. E i sepolcri sono l&#8217;unica religione laica che gli resta. Nei Sepolcri, soprattutto usando una metafora, la tomba non \u00e8 fine. \u00c8 parola. \u00c8 ci\u00f2 che unisce i vivi ai morti contro l&#8217;oblio del potere.<\/p>\n\n\n\n<p>Il decadentismo nascer\u00e0 qui: nel culto del frammento, della rovina, della bellezza che si spegne. L&#8217;esistenzialismo nascer\u00e0 qui: nell&#8217;uomo solo, senza Dio, senza storia che lo redima, che deve darsi un senso. Sarebbe possibile avvicinarlo a Kierkegaard? S\u00ec, per tono. Entrambi stanno contro il sistema. Entrambi dicono: l&#8217;esistenza precede la teoria. Entrambi conoscono l&#8217;angoscia. Kierkegaard ha la fede. Foscolo ha le illusioni. Kierkegaard sceglie Dio nel tremore. Foscolo sceglie la memoria nel naufragio. Sono fratelli di soglia. Uno guarda l&#8217;abisso con la Bibbia in mano. L&#8217;altro con un sepolcro. Forse anche per questo non accoglie Montaigne sul quale scrive: \u00ab&#8230;stando sempre attentissimo al proprio cuore, ha filosofato imparzialmente sugli altri\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec il sepolcro diventa una lanterna. Foscolo non d\u00e0 risposte. Tiene accesa una lanterna sulla rovina. La sua filosofia \u00e8 questa: vivere tra illusione e disinganno, tra pensiero e azione, tra amore e perdita, senza farsi ingannare dalla storia che promette tutto e restituisce nulla. Non \u00e8 illuminista. Dunque non \u00e8 assolutamente hegeliano. \u00c8 moderno prima del moderno. \u00c8 decadente prima del decadentismo. \u00c8 esistenziale prima di Kierkegaard. Perch\u00e9 ha capito che l&#8217;uomo non \u00e8 spirito che si compie. \u00c8 sepolcro che resiste. Dentro ci\u00f2 vive una profonda antropologia della seduzione che caratterizza nel tragico il suo Jacopo: \u00abCredo fermamente che l&#8217;uomo sia creato per tentare di conoscere non le fonti della sua esistenza, non la natura delle sue facolt\u00e0, non i principj delle arti; bens\u00ec per trovare e seguire il modo migliore a giovarsi delle facolt\u00e0, delle arti e della vita, onde ricavarne il maggior piacere possibile per s\u00e9 stesso, e la maggiore possibile utilit\u00e0 per la comunit\u00e0 de&#8217; mortali\u00bb. Se c&#8217;\u00e8 una ulteriore domanda \u00e8 questa: Foscolo aveva compreso che la filosofia \u00e8 motivata disobbedienza? Certamente s\u00ec. Ma egli stesso era un iniziatore della filosofia post-ragione.<\/p>\n\n\n\n<p>Infatti cos\u00ec \u00e8. Ma c&#8217;\u00e8 la grecit\u00e0&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>La grecit\u00e0 profonda passa inevitabilmente dalla oralit\u00e0 al sentire della scrittura. Il canto \u00e8 un linguaggio nella eredit\u00e0 del labirinto con incisi di metafore strazianti. Foscolo e d&#8217;Annunzio non citano la Grecia. La costruiscono come architettura. \u00c8 una impalcatura di pensiero e di verso: misura metrica, solennit\u00e0, hybris. Una Grecia che non adorna. Fonda. E la fondazione regge perch\u00e9 \u00e8 attraversata dalla latinit\u00e0. Foscolo costituisce l&#8217;intreccio tra una grecit\u00e0 fisica e una grecit\u00e0 d&#8217;anima. A Zacinto non \u00e8 un lamento d&#8217;esilio. \u00c8 atto di fondazione. L&#8217;isola diventa centro da cui parte ogni canto e a cui ogni canto ritorna.<\/p>\n\n\n\n<p>Nei _Sepolcri_ il morire non \u00e8 tema. \u00c8 legge antropologica. Una civilt\u00e0 sussiste se seppellisce e trasforma i morti in memoria operante. Qui si saldano due codici. Omero d\u00e0 il tempo del cerchio. Infatti \u00e8 Ulisse che diventa prova, riconoscimento, ritorno. Virgilio invece \u00e8 il tempo della linea. Cos\u00ec Enea si fa rottura, profezia, fondazione di altrove. Foscolo li tiene insieme. Non sceglie. Intreccia simbolo greco e archetipo latino in un&#8217;unica fedelt\u00e0 mediterranea. La tradizione non \u00e8 passato. \u00c8 struttura con cui abitare il presente.<\/p>\n\n\n\n<p>In d&#8217;Annunzio la stessa architettura si fa corpo e rito. Si pensi a Maia. Laus Vitae. \u00c8 un viaggio che fonda un&#8217;estetica. Il viaggio in Grecia del 1895 \u00e8 tracciato indelebile. Da Atene alla tragedia.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 nel mezzo c&#8217;\u00e8 Nietzsche. In Nietzsche opera Foscolo. L&#8217;Ortis come figura del tragico, il dionisiaco come forza che distrugge per creare. D&#8217;Annunzio li raccoglie e li porta all&#8217;eccesso. Il suo Ulisse non torna. Va. \u00c8 volont\u00e0 di potenza, \u00e8 orizzonte che si sposta man mano che lo raggiungi. Preferisce il mare aperto alla citt\u00e0 da fondare. Ma anche l&#8217;eccesso chiede forma. E la forma viene da Virgilio. Da quel Virgilio cantato anche da Ungaretti. Il dionisiaco dannunziano non si dissolve ma si scolpisce in marmo.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra i due si apre l&#8217;intero dilemma mediterraneo. Ritorno o partenza. Memoria o profezia. Limite o superamento. Omero detta la rotta fatta dal navigare, errare, riconoscere. Virgilio detta il destino con tre concetti: lasciare, promettere, costruire. Foscolo li concilia nel verso. D&#8217;Annunzio li separa per spingerli all&#8217;estremo. E qui si contestualizza Pavese. Non per \u00abchiudere\u00bb in senso cronologico. Pavese rilegge entrambi con il suo pensiero tragico del mito. Capisce che Ulisse ed Enea sono due modi di abitare il tempo. Uno torna per riconoscere chi \u00e8 e l&#8217;altro parte per inventare chi sar\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Il tragico nasce dallo strappo tra riconoscimento e invenzione. Per Pavese il mito non \u00e8 un archivio. \u00c8 struttura viva. \u00c8 il modo in cui l&#8217;uomo ripete un gesto per tenere in piedi il cosmo. Insomma da Foscolo a d&#8217;Annunzio a Pavese corre una sola costellazione. Verso come fondazione. Viaggio come rito. Mito come pensiero. Greco il respiro, latino la misura, mediterraneo il patto.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra Omero e Virgilio l&#8217;uomo resta sospeso. Come se navigasse senza approdo, a fondare senza origine, a ripetere il gesto che salva dal caos. Bisogna convivere con il labirinto. Ma occorre necessariamente evitare il caos. Perch\u00e9 nel caos il disordine non \u00e8 senso tragico. \u00c8 una morte lenta nella banalit\u00e0 del morire senza incidere segni. Da Omero in poi la morte deve essere tragica. Altrimenti resta un comune morire.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pierfranco Bruni\u00a0 Pu\u00f2 sussistere una filosofia foscoliana dell&#8217;illusione e del sepolcro? Ovvero della notte? Certamente s\u00ec. Con Ugo Foscolo siamo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[22],"tags":[],"class_list":["post-97254","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-libros-y-revistas-literatura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/97254","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=97254"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/97254\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":97256,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/97254\/revisions\/97256"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=97254"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=97254"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=97254"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}