{"id":97282,"date":"2026-10-06T00:09:29","date_gmt":"2026-10-06T00:09:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=97282"},"modified":"2026-10-06T00:11:00","modified_gmt":"2026-10-06T00:11:00","slug":"serena-conduce-operaclassica-eco-italiano-5565","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=97282","title":{"rendered":"Serena conduce operaclassica eco italiano"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/image-4.png\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"331\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/image-4-1024x331.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-97283\" style=\"width:273px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/image-4-1024x331.png 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/image-4-300x97.png 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/image-4-768x248.png 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/image-4-1536x496.png 1536w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/image-4.png 1771w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p>comunicato stampa<\/p>\n\n\n\n<p><strong>I POMERIGGI MUSICALI E ADI DESIGN MUSEUM SI INCONTRANO PER UNA NUOVA RASSEGNA DI CONCERTI DOMENICALI<\/strong><br><br><strong>Dal 4 ottobre al 22 novembre \u201cIl progetto e i suoi strumenti\u201d, sei concerti di musica da camera negli spazi del museo per un nuovo progetto che mette in dialogo musica e cultura del progetto<\/strong><br><br><em>Dalla ricostruzione del secondo dopoguerra alla contemporaneit\u00e0, sei programmi per raccontare come musica e design condividano forme, strutture, materiali, trasformazioni e modi di immaginare il futuro<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Milano, ADI Design Museum<\/strong><br><strong>dal 4 ottobre al 22 novembre 2026<\/strong><br>la domenica alle ore 11 &#8211; Ingresso gratuito<br><\/p>\n\n\n\n<p>Dopo il successo dei concerti che hanno animato <em>Il Pensiero non va in vacanza<\/em>, la programmazione estiva dell\u2019ADI Design Museum per i mesi di giugno e luglio 2026, la musica torna negli spazi del museo con <strong>\u201cIl progetto e i suoi strumenti\u201d<\/strong>, <strong>il ciclo di musica da camera realizzato con la Fondazione I Pomeriggi Musicali, dal 4 ottobre al 22 novembre 2026. <\/strong>Musica e design sono due linguaggi profondamente legati all\u2019identit\u00e0 culturale di Milano. Da quest\u2019idea \u00e8 nato questo <strong>nuovo ciclo di concerti<\/strong> che avranno luogo negli spazi del Museo di piazza Compasso d\u2019Oro.<br>Sei appuntamenti, sempre <strong>la domenica alle ore 11 e a ingresso gratuito<\/strong>, affidati ai professori dell\u2019Orchestra I Pomeriggi Musicali, per un dialogo tra il suono e la cultura del progetto. I programmi, della durata di circa 40 minuti, attraversano oltre un secolo di storia della musica, da Brahms e Dvo\u0159\u00e1k a Britten, Barber, Martin\u016f, Piazzolla e Morricone, mettendo ogni volta in relazione le scelte artistiche con un tema che appartiene anche alla storia e al pensiero del design.<br><br>La rassegna mette in relazione due realt\u00e0 profondamente milanesi, differenti per storia e ambito d\u2019azione ma accomunate dall\u2019idea che la tradizione non sia qualcosa da conservare immobile, bens\u00ec un patrimonio sul quale continuare a progettare. Da una parte l\u2019ADI Design Museum, luogo nel quale la storia del design italiano e della Collezione Compasso d\u2019Oro viene conservata, studiata e restituita al presente; dall\u2019altra I Pomeriggi Musicali, orchestra nata a Milano nel 1945, nel momento della ricostruzione materiale e culturale del Paese, con l\u2019obiettivo dichiarato di affiancare il repertorio classico alla musica del proprio tempo.<br><br>Il rapporto assume per questo un significato che va oltre la \u201csemplice\u201d organizzazione di una stagione di concerti. Musica e design hanno contribuito entrambi a costruire nel Novecento l\u2019immagine internazionale di Milano: una citt\u00e0 nella quale produzione e ricerca, cultura e industria, memoria e innovazione sono spesso andati avanti insieme. Portare la musica da camera dei Pomeriggi all\u2019interno dell\u2019ADI Design Museum significa far incontrare queste storie e, soprattutto, interrogarsi su ci\u00f2 che ancora oggi le accomuna:<br><br>Il titolo \u201cIl progetto e i suoi strumenti\u201d vuole sottolineare il rapporto fra i due mondi creativi. Una partitura \u00e8 un progetto: organizza materiali, stabilisce proporzioni, crea relazioni tra le parti, immagina una forma prima che questa diventi esperienza sonora. Allo stesso modo, il design nasce da un&#8217;idea che prende corpo attraverso materiali, funzioni, tecniche e strumenti. Nell\u2019arco dei sei concerti, come sottolineano le note illustrative di Carlo Fiore, i programmi musicali costruiscono altrettanti cortocircuiti fra oggetti e composizioni, epoche musicali e trasformazioni del progetto.<br><br>Per l\u2019ADI Design Museum la collaborazione si inserisce in un percorso che negli ultimi anni ha progressivamente ampliato il modo di raccontare e rendere accessibile la cultura del progetto. Nato per custodire e valorizzare la Collezione storica del Compasso d\u2019Oro, il Museo interpreta oggi questa eredit\u00e0 non come un patrimonio immobile, ma come uno strumento attraverso cui leggere le trasformazioni della societ\u00e0 e interrogare il presente. L\u2019incontro con I Pomeriggi Musicali nasce da questa idea di museo: non soltanto luogo della memoria, ma spazio in cui discipline e linguaggi diversi possono produrre nuove letture del presente. Portare la musica da camera all\u2019interno dell\u2019ADI Design Museum significa dunque mettere in dialogo patrimoni differenti e, insieme, riaffermare il museo come luogo vivo della citt\u00e0, capace di generare nuove esperienze a partire dalla propria storia.<br><br>La nuova collaborazione si inserisce anche nel percorso di rinnovamento intrapreso negli ultimi anni dai Pomeriggi Musicali guidati dal direttore generale e artistico Maurizio Salerno. Un lavoro che, accanto alla programmazione artistica, ha progressivamente interessato il modo in cui l&#8217;Orchestra racconta e rappresenta s\u00e9 stessa: dall&#8217;identit\u00e0 visiva ai materiali editoriali, dalla comunicazione digitale alle campagne delle stagioni, fino a una maggiore attenzione al rapporto fra musica, immagini, spazi e pubblici differenti. Un processo in cui l\u2019istituzione cerca nuovi strumenti per renderla pi\u00f9 leggibile nel presente, a oltre ottant&#8217;anni dalla fondazione.<br><br>Non casualmente, proprio il 1945 costituisce il punto di partenza del primo appuntamento, domenica 4 ottobre, intitolato <strong>\u201cForme della ricostruzione\u201d<\/strong>. Fatlinda Thaci e Alice Sodi (violini), Giulia Panchieri (viola) e Leonardo Notarangelo (violoncello) eseguono il <em>Quartetto per archi n. 2 in Do maggiore<\/em> op. 36 di Benjamin Britten. Composto nel 1945, mentre l&#8217;Europa cominciava a ricostruirsi dopo la guerra, il <em>Quartetto<\/em> guarda indietro fino a Purcell e alla tecnica seicentesca della ciaccona per costruire un&#8217;opera pienamente moderna. Memoria e invenzione convivono cos\u00ec nello stesso \u201coggetto musicale\u201d: innovare non significa necessariamente partire da zero, ma comprendere una struttura e trasformarne funzione e significato.<br><br>Si prosegue <strong>domenica 11 ottobre<\/strong> con <strong>\u201cDisegnare la melodia\u201d<\/strong>: Fatlinda Thaci (violino) e Elena Zuccotti (arpa) eseguono pagine Respighi, Massenet, Spohr, Debussy e \u0160ostakovi\u010d. Il filo conduttore \u00e8 questa volta proprio la linea: quella tracciata dalla matita del progettista e quella melodica del compositore, capace di diventare canto, arabesco o profilo. Un parallelo che conduce agli stessi decenni nei quali il design europeo e l&#8217;Art Nouveau liberano la linea dalle geometrie tradizionali.<br><br><strong>\u201cTransiti e sfumature\u201d,domenica 18 ottobre<\/strong>, riunisce Clara Alice Cavalleretti (flauto), Francesco Quaranta (oboe) e Gledis Gjuzi (pianoforte) in musiche di Barber, Gaubert, Piazzolla, Faur\u00e9 e Morricone. Trascrizione e contaminazione diventano qui una sorta di re-design musicale: una melodia cambia timbro, dimensione e contesto senza perdere la propria riconoscibilit\u00e0, passando dalla sala da concerto al cinema e al repertorio urbano.<br><br><strong>Domenica 25 ottobre<\/strong>, con <strong>\u201cNuovi mondi, vecchie forme\u201d<\/strong>, affidato a Fatlinda Thaci e Ilze Abola (violini), Giulia Panchieri (viola) e Maria Teresa Licci (violoncello), il <em>Quartetto \u201cAmericano\u201d<\/em> di Dvo\u0159\u00e1k e <em>Crisantemi<\/em> di Puccini raccontano invece il viaggio e la trasformazione. Dvo\u0159\u00e1k porta una delle forme emblematiche della tradizione europea negli Stati Uniti del 1893, nel momento in cui industria, architettura e nuovi mezzi di comunicazione stanno ridisegnando la modernit\u00e0; Puccini aveva composto questa pagina da camera come elegia per Amedeo di Savoia e poi torna su essa per farne la base di <em>Manon Lescaut<\/em>. La composizione diventa cos\u00ec anche prototipo, materia capace di generare nuove forme.<br><br><strong>Domenica 15 novembre<\/strong> il titolo <strong>\u201cSei pezzi\u201d<\/strong> mette idealmente uno accanto all&#8217;altro due oggetti nati quasi contemporaneamente: la celebre sedia n. 14 di Michael Thonet, entrata in produzione nel 1859 e costruita con appena sei elementi di legno curvato, e il <em>Sestetto per archi n. 1 in Si bemolle maggiore <\/em>op. 18 di Johannes Brahms, composto negli stessi anni. Due violini (Alice Bianca Sodi, Beatrice Petrozziello) due viole (Cosimo Lippi, Francesco Scarpetti) e due violoncelli (Maria Teresa Licci, Leonardo Notarangelo): anche nella musica sei elementi dai quali nasce, attraverso le loro combinazioni, una struttura molto pi\u00f9 complessa della somma delle singole parti.<br><br>Chiude il ciclo, <strong>domenica 22 novembre<\/strong>, <strong>\u201cLa cucina e il salotto\u201d,<\/strong> con un ensemble formato da Ilze Abola (violino), Leonardo Notarangelo (violoncello), Giona Pasquetto (clarinetto), Lorenzo Lumachi (fagotto), Sergio Casesi (tromba) e Angelica Seminara (pianoforte). Il <em>Trio \u00e9l\u00e9giaque n. 1<\/em> di Rachmaninov e la suite dal balletto <em>La Revue de cuisine<\/em> di Martin\u016f racchiudono in appena trentacinque anni la trasformazione di un&#8217;intera idea dell&#8217;abitare: dal salotto tardo-ottocentesco, luogo intimo e rappresentativo, alla cucina moderna, razionale e funzionale. Il riferimento \u00e8 alla Cucina di Francoforte progettata da Margarete Sch\u00fctte-Lihotzky nel 1926-27, mentre Martin\u016f trasforma proprio una cucina in un piccolo teatro musicale attraversato dal jazz e popolato di utensili-personaggi.<br><br>Per I Pomeriggi Musicali il ciclo rappresenta anche un modo di proseguire fuori dal Teatro Dal Verme quella relazione con Milano che accompagna l&#8217;Orchestra dalla sua fondazione. Nata il 27 novembre 1945 per iniziativa di Remigio Paone e Ferdinando Ballo, la formazione si present\u00f2 fin dal primo concerto accostando Mozart e Beethoven a Stravinskij e Prokof&#8217;ev, affermando un&#8217;idea di istituzione musicale nella quale repertorio e contemporaneit\u00e0 potessero convivere. Una vocazione che negli anni si \u00e8 tradotta in un&#8217;intensa attivit\u00e0 di commissione e nel rapporto con generazioni di compositori, da Casella, Dallapiccola e Ghedini fino a Berio, Donatoni, Fedele e Vacchi.<br><br>A pi\u00f9 di ottant&#8217;anni di distanza, l&#8217;incontro con l\u2019ADI Design Museum porta quella stessa attitudine in un luogo diverso. Un&#8217;orchestra e un museo del design mettono in comune i propri strumenti per raccontare una Milano che continua a progettare il proprio futuro senza separarlo dalla propria storia.<br><br><br><strong>IL PROGETTO E I SUOI STRUMENTI<\/strong><br><strong>Stagione di musica da camera<\/strong><br><br>ADI Design Museum \u2013 Fondazione ADI<br>Piazza Compasso d&#8217;Oro 1, Milano<br>dal 4 ottobre al 22 novembre 2026<br>domenica, ore 11<br><br>4 ottobre \u2013 <strong>Forme della ricostruzione<\/strong><br>Musiche di Britten<br><br>11 ottobre \u2013 <strong>Disegnare la melodia<\/strong><br>Musiche di Respighi, Massenet, Spohr, Debussy, \u0160ostakovi\u010d<br><br>18 ottobre \u2013 <strong>Transiti e sfumature<\/strong><br>Musiche di Barber, Gaubert, Piazzolla, Faur\u00e9, Morricone<br><br>25 ottobre \u2013 <strong>Nuovi mondi, vecchie forme<\/strong><br>Musiche di Dvo\u0159\u00e1k, Puccini<br><br>15 novembre \u2013 <strong>Sei pezzi<\/strong><br>Musiche di Brahms<br><br>22 novembre \u2013 <strong>La cucina e il salotto<\/strong><br>Musiche di Martin\u016f, Rachmaninov<br><br><br>Floriana Tessitore<br><em>Ufficio stampa I Pomeriggi Musicali<\/em><br><a href=\"mailto:stampa@ipomeriggi.it\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">stampa@ipomeriggi.it<\/a><br>+ 39 3387339981<\/p>\n\n\n\n<p>Press ADI Design Museum<br><a href=\"mailto:press@adidesignmuseum.org\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">press@adidesignmuseum.org<\/a><br><br><br><em>Milano, 2 ottobre 2026 (f.t.)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>FONDAZIONE I POMERIGGI MUSICALI<br>Ufficio stampa<br>Via San Giovanni sul Muro, 2 &#8211; 20121 Milano<br>T. 02 87905; F. 02 87905291<br><a href=\"http:\/\/www.ipomeriggi.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">www.ipomeriggi.it<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><em>copyright \u00a9 2026 Tessitore Vitale, All rights reserved.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>comunicato stampa I POMERIGGI MUSICALI E ADI DESIGN MUSEUM SI INCONTRANO PER UNA NUOVA RASSEGNA DI CONCERTI DOMENICALI Dal 4 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-97282","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-sin-categoria"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/97282","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=97282"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/97282\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":97285,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/97282\/revisions\/97285"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=97282"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=97282"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=97282"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}