{"id":97478,"date":"2026-10-08T16:22:37","date_gmt":"2026-10-08T16:22:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=97478"},"modified":"2026-10-08T16:23:01","modified_gmt":"2026-10-08T16:23:01","slug":"diario-poetico-di-franco-campegiani-a-cura-di-enzo-concardi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=97478","title":{"rendered":"Diario poetico di Franco Campegiani, a cura di Enzo Concardi,"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Guido Miano Editore, Milano 2026<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Campegiani-Franco-2026-Diario-poetico-fronte2.png\"><img decoding=\"async\" width=\"754\" height=\"1024\" data-id=\"97479\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Campegiani-Franco-2026-Diario-poetico-fronte2-754x1024.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-97479\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Campegiani-Franco-2026-Diario-poetico-fronte2-754x1024.png 754w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Campegiani-Franco-2026-Diario-poetico-fronte2-221x300.png 221w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Campegiani-Franco-2026-Diario-poetico-fronte2-768x1043.png 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Campegiani-Franco-2026-Diario-poetico-fronte2.png 958w\" sizes=\"(max-width: 754px) 100vw, 754px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Campegiani-Franco-2026-Diario-poetico-fronte3D.png\"><img decoding=\"async\" width=\"642\" height=\"1024\" data-id=\"97480\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Campegiani-Franco-2026-Diario-poetico-fronte3D-642x1024.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-97480\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Campegiani-Franco-2026-Diario-poetico-fronte3D-642x1024.png 642w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Campegiani-Franco-2026-Diario-poetico-fronte3D-188x300.png 188w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Campegiani-Franco-2026-Diario-poetico-fronte3D.png 729w\" sizes=\"(max-width: 642px) 100vw, 642px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<p><em>Recensione di Maria Rizzi<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il <em>Diario poetico di Franco Campegiani<\/em>, pubblicato da Guido Miano Editore nel 2026, e curato dall\u2019ottimo critico Enzo Concardi, rappresenta senza dubbio un unicum artistico. Si tratta, infatti, di una \u2018navigazione\u2019 attraverso la poetica del critico letterario, filosofo, saggista e critico d\u2019arte. L\u2019ho definito un unicum, ovvero un testo che non ha uguali o repliche nella tradizione letteraria, perch\u00e9 Concardi intraprende un viaggio dalla silloge <em>Ver sacrum<\/em> del 2012 a <em>Dentro l\u2019uragano<\/em>, vincitore della Golden Selection di Roberto Sarra del 2021, fino ad alcune liriche inedite, postando un\u2019esegesi sotto ogni componimento del Nostro.<\/p>\n\n\n\n<p>Tengo a precisare che sono amica di Franco Campegiani da pi\u00f9 di vent\u2019anni e ho seguito il fiorire delle sue opere con ammirazione e spirito animato da costante apertura alla meraviglia che l\u2019autore ha sempre conservato nei confronti della parola, dell\u2019arte e della vita. Il <em>Diario<\/em> si apre, cronologicamente, con una lirica possente (tratta da <em>Ver sacrum<\/em>), <em>Guerra e pace<\/em>, della quale cito i due versi della chiusa: \u00ab\u2026E sono io Caino, io Abele,\/ io l\u2019angelo e il diavolo di me stesso\u00bb. Concardi nella sua critica coglie il dualismo, che \u00e8 una delle caratteristiche pregnanti della visione poetica di Campegiani. In filosofia, il mito di Caino e Abele rappresenta la struttura originaria della fraternit\u00e0, e della responsabilit\u00e0 etica verso l\u2019altro. La vita \u00e8 vista dal nostro autore come un\u2019eterna e irrisolta oscillazione tra opposti inconciliabili: bene e male, luce e tenebra, spirito e materia, paradiso e inferno. L\u2019essere umano non \u00e8 un\u2019unit\u00e0 armonica, ma un misto paradossale di aspirazioni celesti e bassezze terrene&#8230; Si potrebbe definire un cherubino al cospetto del fango. Il poeta \u00e8 un acrobata o un giocoliere (<em>istr\u00efon<\/em>) in equilibrio instabile sul baratro del peccato e della virt\u00f9, sospeso tra il sogno di un\u2019arte ideale e la corruzione della realt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Le liriche successive <em>Luna apuana<\/em> e <em>Amarti \u00e8 perderti<\/em> consentono a Enzo Concardi di spostare l\u2019attenzione su altre due tematiche fondamentali dell\u2019arte di Campegiani: l\u2019amore per la natura e il sentimento passionale. La natura riveste nel Nostro un ruolo ancestrale, in quanto lo riporta alla sacralit\u00e0 delle origini contadine. La terra non \u00e8 vista solo come fonte di sostentamento, ma come uno spazio mitico, rituale e spirituale. Il lavoro dei campi si eleva a liturgia e il legame con gli antenati diventa una forma di devozione. Nella poesia contadina il ritmo delle stagioni assume una dimensione sacrale. Non c\u2019\u00e8 spazio per il caso: la semina, l\u2019attesa e il raccolto sono vissuti come misteri di morte e rinascita. Nei versi d\u2019amore, che da sempre amo particolarmente, il sentimento viene ritratto come un rischio inevitabile e vertiginoso, dove la bellezza del legame convive con la costante consapevolezza della precariet\u00e0 e della possibile perdita. La vulnerabilit\u00e0 di aprirsi all\u2019altro trasforma l\u2019amore in un\u2019esperienza intensa che unisce la gioia dell\u2019unione alla fragilit\u00e0 dell\u2019assenza. Potrebbe sembrare un canto rinunciatario, ma come precisa Concardi, \u00e8 un tempio innalzato al rispetto dell\u2019altra.<\/p>\n\n\n\n<p>Indimenticabile la lirica <em>Case nere lungo i viali asfaltati<\/em>: \u00abIl male d\u2019oggi \u00e8 chiuso in un recinto\/ di plastificate muraglie,\/ ghetto refrattario in una cupola\/ agli spiragli di luce\u2026\u00bb. Muri di polimero e schermi accesi, strati di finzione che isolano i cuori, architetture dell\u2019apparire, fredde e tese, mentre fuori muore l\u2019autentico sapore delle cose.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019anima urta contro questa barriera lucida, cercando una crepa, una ferita di terra, ma la muraglia non cede, non sanguina, imprigiona l\u2019umano in una perenne, finta primavera. Le radici contadine per l\u2019autore rappresentano un ritorno alla concretezza dell\u2019esistenza come risposta alla crisi della modernit\u00e0 e dell\u2019urbanizzazione Vivere con radici contadine significa dare valore a ci\u00f2 che \u00e8 essenziale, evitando gli sprechi e recuperando un contatto diretto con il \u201cfare\u201d manuale e intellettuale. L\u2019essere umano ha bisogno di appartenere a un luogo e a una comunit\u00e0 solidale per non sentirsi sradicato nella societ\u00e0 moderna.<\/p>\n\n\n\n<p>In liriche come <em>Concerto di primavera<\/em> (tratta da <em>Dentro l\u2019uragano<\/em>) &#8211; Concardi riconosce i principi francescani del <em>Cantico delle Creature<\/em>. E la sua esegesi, arpa accordata con maestria ai versi del Poeta, coglie ogni sfumatura del suo amore verso i miracoli del creato. E una poesia cos\u00ec straordinariamente ispirata induce anche a far riferimento alla filosofia presocratica e classica, nella quale la primavera rappresenta il dinamismo dell\u2019essere, il passaggio dal potenziale all\u2019atto, il ciclo vitale in cui la natura mostra la sua forza generatrice. L\u2019idea di un \u201cconcerto\u201d applicato alla primavera richiama addirittura la concezione pitagorica dell\u2019armonia delle sfere, in cui la musica e l\u2019ordine naturale riflettono la medesima struttura razionale e bellezza geometrica dell\u2019universo. Il concetto \u00e8 fissato, in <em>Tellure<\/em>, dalla chiusa che trafigge: \u00ab\u2026E ogni pomo \u00e8 il padre,\/ il figlio, lo spirito santo\u00bb, che, per dirla con Concardi, sancisce il rapporto Uomo-Natura.<\/p>\n\n\n\n<p>Sempre tratta da <em>Dentro l\u2019uragano<\/em> la dolcissima lirica <em>Con passi brevi ed alati<\/em> che l\u2019esegeta interpreta come un viatico verso la donna, intesa alla maniera di Faust. E i versi incarnano senz\u2019altro uno dei nodi filosofici e poetici del Faust di Johann Wolfang von Goethe e, pi\u00f9 in generale, della filosofia che riflette sulla condizione umana il desiderio e il tempo. Muoversi con \u00abpassi lievi e alati\u00bb rappresenta la capacit\u00e0 (concessa dall\u2019alleanza magica e diabolica con Mefistofele) di liberarsi dal peso della gravit\u00e0 esistenziale, di fluttuare sopra il tempo e lo spazio per sperimentare tutto il possibile.<\/p>\n\n\n\n<p>La lirica <em>Tutto torner\u00e0 al suo posto<\/em>, sempre da <em>Dentro l\u2019uragano<\/em>, si potrebbe paragonare all\u2019ancora gettata nel corso del viaggio. Non esprime una speranza, ma una certezza. L\u2019uomo sapr\u00e0 rinascere da s\u00e9 stesso, sopravvivere anche a una \u00abbufera cosmica\u00bb. Il punto cruciale della teoria di Campegiani: dopo la distruzione, il cosmo rinascer\u00e0 esattamente identico a prima (<em>palingenesi<\/em>). L\u2019uomo e la natura ritorneranno a vivere in un nuovo ciclo cosmico originariamente perfetto. L\u2019eterno ritorno, di eraclitea memoria, credo rappresenti la riflessione pi\u00f9 profonda che il Poeta filosofo ci spinge a fare.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo la sosta, leviamo l\u2019ancora e ci rilassiamo con <em>Qui ora<\/em>, poesia definita giustamente provocatoria da Enzo Concardi. Il concetto, noto in latino come hic et nunc, indica la condizione di essere pienamente consapevoli del momento presente e dello spazio in cui ci si trova, senza farsi distrarre dai pensieri sul passato e dalle ansie per il futuro.<\/p>\n\n\n\n<p>La poesia <em>L\u2019essere \u00e8 qui<\/em> (da <em>Dentro l\u2019uragano<\/em>) spinge Concardi a leggere essenzialmente il filosofo e il suo alter ego e a paragonarlo al Luigi Pirandello dell\u2019opera <em>Uno nessuno \u00e8 centomila<\/em> del 1996 e al Nietzsche de <em>L\u2019eterno ritorno<\/em>. Cito due versi esaustivi in merito: \u00ab\u2026L\u2019oltre sta qui, nel cordone ombelicale\/ che mi lega all\u2019altro di me stesso\u2026\u00bb. E in questo testo filosofico, l\u2019esegeta ha tutti i motivi per citare Friedrich Nietzsche e <em>L\u2019eterno ritorno<\/em> <em>dell\u2019uguale<\/em>, secondo cui la realt\u00e0 e il tempo non seguono una linea retta, ma un ciclo infinito, nel quale ogni istante, gioia e dolore si ripetono identici per l\u2019eternit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>In Franco Campegiani l\u2019aspetto filosofico \u00e8 poeticamente presente. Si potrebbe dire che il suo \u00e8 un modo di esprimersi che unisce la ricerca profonda del senso della vita tipica della filosofia, alla bellezza e all\u2019intuizione emotiva della poesia. Mi inchino alla lettura critica della lirica amorosa <em>Morire in te<\/em>, che fa riferimento al Pavese della meravigliosa poesia <em>Verr\u00e0 la morte e avr\u00e0 i tuoi occhi<\/em> e si sofferma sull\u2019utilizzo dei verbi. Cito alcuni versi: \u00ab\u2026Spegnermi come si spegne\/ questo ciclone di fuoco che cade\/ nella rete del pescatore\u2026\u00bb. L\u2019espressione evoca l\u2019idea paradossale di qualcosa di immenso, indomabile e distruttivo, che viene inaspettatamente intrappolato o contenuto da uno strumento umile.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra le poesie inedite mi ha colto come un pugno allo sterno <em>Periferia<\/em>, che recita: \u00ab\u2026Anch\u2019io difatti mi manco,\/ non so dove sia\/ la parte nascosta di me\u2026\u00bb. Lirica che inizia con i versi di Rimbaud e, secondo il prezioso Concardi, tende a denunciare l\u2019odierno male di vivere. In effetti l\u2019espressione \u00abmi manco\u00bb tocca uno dei temi pi\u00f9 profondi della filosofia dell\u2019esistenza, dell\u2019ontologia e della psicoanalisi. Mentre comunemente diciamo \u00abmi manchi\u00bb riferendoci a un altro, dire \u00abmi manco\u00bb sposta il vuoto all\u2019interno del soggetto stesso. In filosofia, questo concetto non indica una semplice tristezza, ma una condizione strutturale dell\u2019essere umano. Il cortocircuito espresso da \u00abmi manco\u00bb si ricollega direttamente alla celebre rivoluzione d\u2019identit\u00e0 operata da Arthur Rimbaud con la sua forma pi\u00f9 famosa \u00abje est un autre\u00bb teorizzata nelle storiche <em>Lettere del Veggente<\/em>, che apre la lirica del nostro autore.<\/p>\n\n\n\n<p>Altra poesia inedita di grande valore \u00e8 <em>Il silenzio e le parole<\/em>. L\u2019esegeta la ritiene una sorta di manuale del poeta autentico. Il silenzio non \u00e8 assenza, ma il grembo primordiale da cui nasce la sillaba. Il viaggio si conclude con la lirica inedita <em>Il gioco dei perch\u00e9<\/em>: \u00abSo di non sapere\/<\/p>\n\n\n\n<p>diceva l\u2019ateniese, invece\/ il bimbo che gioca non sa mai\/ di sapere quello che sa\u00bb. Socrate non intendeva dire che non sapeva nulla, ma che era consapevole dei limiti della conoscenza umana. Chi crede di sapere tutto smette di imparare; chi invece sa di non sapere cerca continuamente la verit\u00e0. Si tratta di riprendere la tipica curiosit\u00e0 dei bambini, considerati \u201cfilosofi naturali\u201d per la loro capacit\u00e0 di stupirsi e di non accettare le regole sociali o le spiegazioni dogmatiche come dati di fatto. Si salpa da questa navigazione, che ci vede guidati da un superbo Virgilio, arricchiti e stupiti. Credo che opere simili scavino nell\u2019anima e allenino alla ragione. Non dovrebbero restare doni isolati&#8230; abbiamo bisogno di cos\u00ec grandi funamboli della poetica filosofica.<\/p>\n\n\n\n<p>Maria Rizzi<\/p>\n\n\n\n<p><em>Diario poetico di Franco Campegiani, <\/em>a cura di Enzo Concardi, Guido Miano Editore, Milano 2026, pp. 44, isbn 979-12-82820-00-4, mianoposta@gmail.com.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Guido Miano Editore, Milano 2026 Recensione di Maria Rizzi Il Diario poetico di Franco Campegiani, pubblicato da Guido Miano Editore [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[22],"tags":[],"class_list":["post-97478","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-libros-y-revistas-literatura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/97478","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=97478"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/97478\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":97481,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/97478\/revisions\/97481"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=97478"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=97478"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=97478"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}