{"id":97571,"date":"2026-10-10T16:12:20","date_gmt":"2026-10-10T16:12:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=97571"},"modified":"2026-10-10T16:12:21","modified_gmt":"2026-10-10T16:12:21","slug":"madre-maria-e-la-favola-della-bambina-con-il-velo-doro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=97571","title":{"rendered":"Madre Maria e la favola della bambina con il velo d&#8217;oro\u00a0"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1000365504.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1000365504-1024x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-97572\" style=\"width:222px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1000365504-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1000365504-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1000365504-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1000365504-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1000365504-1536x1536.jpg 1536w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1000365504.jpg 1600w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p><em>Pierfranco Bruni<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 continuo a raccontare dopo aver detto molto o forse tutto. Dopo aver scritto libri&#8230; Ma non so fermare i pensieri e le parole. Allora. C&#8217;era una volta una bambina che cerc\u00f2 l&#8217;aquilone nel vento sul mare. E c&#8217;era una volta mia madre che guardava quel mare dalla sua Terranova.<\/p>\n\n\n\n<p>Le due storie sono la stessa storia. O forse intreccio tutto senza averne consapevolezza?<\/p>\n\n\n\n<p>Mare che luccica&#8230; Avrebbe detto una bambina dagli occhi dai colori della Calabria. Lo diceva anche mia madre, quando il ricordo le tornava come un odore di legno bagnato.<\/p>\n\n\n\n<p>Il nonno era un marinaio di antico lignaggio. Gente che conosceva i nodi e i venti, non per poesia, ma perch\u00e9 ci viveva in mezzo. Le aveva detto: Se il vento \u00e8 buono, l&#8217;aquilone sale anche senza che tu lo tiri.<\/p>\n\n\n\n<p>Mia madre conosceva quel vento. Lo chiamava con un altro nome. Lo chiamava pazienza. Abitare con pazienza. \u00c8 la stessa cosa.<\/p>\n\n\n\n<p>In una casa con il pavimento di legno chiaro e una tovaglia piena di fiori, la bambina trov\u00f2 un velo. Non era un velo vero. Era un pezzo di tulle, oro e nero, con un cerchietto dorato cucito male.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei se lo mise in testa. Senza specchio. Davanti alla cucina. Con la canottiera bianca e i pantaloncini con i fiorellini rossi. Le favole vere non hanno preparazione. Nascono. Diventano tali.<\/p>\n\n\n\n<p>Appena lo mise, la casa cambi\u00f2. Non per magia. Per sguardo e per attesa.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 quello che faceva mia madre. Entrava in una stanza e la stanza diventava regno perch\u00e9 lei lo decideva. Senza dire sono una principessa. Senza dire sono una maga. I bambini veri e le madri vere non si danno titoli. Io la chiamavo curandera.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho fotografie ingiallite negli occhi e non solo tra le mani. Madre Maria quando il tempo le ha scavato l&#8217;incavo. Occhiali, orecchini a cerchio, volto che ha gi\u00e0 visto tutto e non ha bisogno di aggiungere altro. \u00c8 l&#8217;incavo che resta quando l&#8217;incanto \u00e8 passato e la consapevolezza si fa accettazione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Un altro dettaglio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Madre Maria quando era bellezza che non chiedeva permesso. Collana pesante, sguardo austero, bella nella sua immobilit\u00e0. Quella che ho visto immobile con zio Peppino e zia Pina accanto in preghiera quel pomeriggio dell&#8217;11 ottobre.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Poi un altro particolare ancora.<\/p>\n\n\n\n<p>Madre Maria che ride. Finalmente ride. Con quella luce che non giudica. Che accoglie. La stessa luce che ho visto negli occhi di Micol e negli occhi di Rebecca, la mia Benatana. Il tempo riconcilia. Mi porta immaginari che restano.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho tre mosaici con me. Non tre frammenti. Tre mosaici interi. L&#8217;oro \u00e8 il giorno. Il nero \u00e8 la notte. La bambina li portava insieme, in testa, senza scegliere. Senza separare nulla. Cos\u00ec li portava mia madre. Giorno e notte insieme. Pompei e Assisi insieme. Virgilio Italo e Maria insieme. Il tragico nel cuore e la letizia nell&#8217;anima insieme. Senza scivolare nella disperazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 la metafisica vera, quella bellissima, \u00e8 questa: prendere un pezzo di stoffa che non vale niente e farci un cielo. Prendere un pezzo di tempo che fa male e farci un mosaico che resta vita nella vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Intanto&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>La bambina danzava nella stanza con il pavimento di legno. Un passo di qua, un passo di l\u00e0. Non una danza studiata. La danza di chi cerca l&#8217;aquilone anche quando \u00e8 in casa. Magia dei giorni.<\/p>\n\n\n\n<p>Mia madre danzava cos\u00ec quando cantava la ninnananna. Quella che ora canto stonato alla Reb. E lei ride, come ridevo io. Quella casa somigliava alla casetta in Canada. Non per le pareti. Per l&#8217;odore del legno. Per il modo in cui la luce cadeva sul pavimento. Per il modo di essere stata la casa che mi raccontava mia madre. La nostra casa.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi la bambina tolse il velo. Lo mise sul tavolo. Torn\u00f2 a essere una bambina in una casa di tutti i giorni. Ma il velo rimase l\u00ec, con ancora la forma della sua testa, calda. E la casa, per un po&#8217;, rimase regno. Cos\u00ec \u00e8 rimasta la casa dopo Madre Maria. Con la forma della sua testa ancora calda. Con la pietra ai piedi della scala del nostro giardino a San Lorenzo che ancora la ricorda. Ricordare \u00e8 ritrovarsi sempre.<\/p>\n\n\n\n<p>E ora la favola si chiude e si apre.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>C&#8217;era una volta una bambina con un velo d&#8217;oro e di notte che aspettava il vento buono per far volare l&#8217;aquilone. Il nonno marinaio dal mare le fece un cenno. Lei lo vide, anche se era in cucina. E il vento, quel giorno, era buono. La bimba dagli occhi grandi mi osserva. Mi leggi una favola? Tanto tempo fa la mamma di questa bimba mi chiedeva: Pa&#8217; mi dici cos&#8217;\u00e8 il tempo? Ora la bimba mi chiede di leggerle una favola e mi dice hai un profumo di nonno. E io rispondo con i tre ricordi di Madre Maria.<\/p>\n\n\n\n<p>Comunque&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Il tempo non \u00e8 quello che passa. \u00c8 quello che resta. \u00c8 il mosaico mai perso. \u00c8 il nostro appuntamento. Madre Maria, nulla ho dimenticato e in tutto ci sei sempre. Tu sempre ci sei per una rosa in pi\u00f9 colta nell&#8217;isola del nostro giardino di San Lorenzo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pierfranco Bruni Perch\u00e9 continuo a raccontare dopo aver detto molto o forse tutto. 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