{"id":97648,"date":"2026-10-10T19:07:54","date_gmt":"2026-10-10T19:07:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=97648"},"modified":"2026-10-10T19:07:55","modified_gmt":"2026-10-10T19:07:55","slug":"serena-conduce-operaclassica-eco-italiano-5591","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=97648","title":{"rendered":"Serena conduce operaclassica eco italiano"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/TRP-24-Marchio-Teatro-Regio-Parma_Blu.png\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"724\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/TRP-24-Marchio-Teatro-Regio-Parma_Blu-1024x724.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-97633\" style=\"width:211px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/TRP-24-Marchio-Teatro-Regio-Parma_Blu-1024x724.png 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/TRP-24-Marchio-Teatro-Regio-Parma_Blu-300x212.png 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/TRP-24-Marchio-Teatro-Regio-Parma_Blu-768x543.png 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/TRP-24-Marchio-Teatro-Regio-Parma_Blu-1536x1086.png 1536w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/TRP-24-Marchio-Teatro-Regio-Parma_Blu-2048x1448.png 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p><strong>ANNUNCIATI I TITOLI<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>DEL XXVII FESTIVAL VERDI<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>NEL GIORNO DEL 213\u00b0 COMPLEANNO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>DI GIUSEPPE VERDI<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>AROLDO<\/em><\/strong><strong>, <em>LA TRAVIATA<\/em>, <em>STIFFELIO<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>LE OPERE IN PROGRAMMA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>INTORNO AL TEMA <em>LA COLPA E IL PERDONO<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>CON <em>RAMIFICAZIONI <\/em>E <em>VERDI OFF <\/em>SI COMPLETA LA PROPOSTA CULTURALE DEL FESTIVAL<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Parma e Busseto,<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>1 &#8211; 24 ottobre 2027<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Aroldo <\/em>per la prima volta al Festival Verdi di Parma e <em>Stiffelio <\/em>al Teatro Verdi di Busseto per un confronto fra le due partiture \u201csorelle\u201d. Le due nuove produzioni vedranno protagonisti rispettivamente Roberto Abbado e Gianluca Capuano sul podio e le regie di Daniele Menghini e Cecilia Ligorio.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo pi\u00f9 di 10 anni torna al Festival Verdi <em>La traviata <\/em>e avr\u00e0 la direzione musicale di Michele Spotti e una nuova produzione con la regia di Emma Dante<\/p>\n\n\n\n<p>Il <em>Gala Verdiano<\/em> e la <em>Messa da Requiem<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>completano il programma.<\/p>\n\n\n\n<p>Storie di personaggi che sfidano le regole del loro mondo, opere che il loro tempo giudic\u00f2 scandalose: il <strong>XXVII Festival Verdi<\/strong>, a <strong>Parma e Busseto dall\u20191 al 24 ottobre 2027<\/strong>, si interroga su <strong><em>La colpa e il perdono<\/em><\/strong> attraverso <strong><em>Aroldo<\/em><\/strong> (1857), <strong><em>La traviata<\/em><\/strong> (1853) e <strong><em>Stiffelio<\/em><\/strong> (1850), proposte in <strong>tre nuovi allestimenti<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Ad aprire il Festival \u00e8 <strong><em>Aroldo<\/em><\/strong>, che torna per la seconda volta nella storia del <strong>Teatro Regio di Parma<\/strong> (<strong>1, 9, 16 ottobre<\/strong>) dopo la Stagione di Carnevale del 1857\/1858, con la direzione di <strong>Roberto Abbado<\/strong> e la regia di <strong>Daniele Menghini<\/strong>. Al <strong>Teatro Giuseppe Verdi di Busseto<\/strong>va in scena<strong><em>Stiffelio<\/em><\/strong> (<strong>7, 17, 21, 23 ottobre<\/strong>), l\u2019opera di cui <strong><em>Aroldo<\/em><\/strong> \u00e8 il rifacimento, diretta da <strong>Gianluca Capuano<\/strong> con la regia di <strong>Cecilia Ligorio<\/strong>: l\u2019originale e la sua riscrittura, da ascoltare a poche ore di distanza. Accanto ad un\u2019occasione d\u2019ascolto cos\u00ec rara, torna al Festival dopo pi\u00f9 di dieci anni il titolo pi\u00f9 celebre di Verdi ed il pi\u00f9 eseguito al mondo:<strong><em>La traviata<\/em><\/strong> sar\u00e0 al <strong>Teatro Regio di Parma<\/strong> (<strong>2, 8, 14, 24 ottobre<\/strong>), con <strong>Michele Spotti<\/strong> sul podio e la regia di <strong>Emma Dante<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPer il Festival Verdi 2027 abbiamo scelto di proporre un percorso sul tema de <em>La colpa e il perdono,<\/em> attingendo ad opere composte a breve distanza fra loro, tra il 1850 e il 1857, nella prima maturit\u00e0 creativa del Maestro. La XXVII edizione ruoter\u00e0 quindi attorno a tre titoli principali, scelti seguendo una formula in cui crediamo fermamente: aprire con una rarit\u00e0, come <em>Aroldo<\/em> (unico titolo mai rappresentato al Festival Verdi, che torna al Teatro Regio dopo 170 anni), arricchire ulteriormente la proposta attraverso il confronto con <em>Stiffelio<\/em> e offrire un capolavoro tra i pi\u00f9 amati, <em>La traviata<\/em>, l\u2019opera pi\u00f9 rappresentata al mondo\u00bb, dichiara <strong>Luciano Messi<\/strong>, sovrintendente del Teatro Regio di Parma. \u00abIl progetto culturale del Festival Verdi si consolida su una struttura ormai ben riconoscibile, particolarmente attrattiva per il pubblico e per la critica, che vede il cartellone verdiano affiancato da quelli altrettanto significativi di <em>Ramificazioni<\/em> e <em>Verdi Off<\/em>: il primo offre l\u2019opportunit\u00e0 di mettere in relazione l\u2019eredit\u00e0 verdiana con altri compositori e altri linguaggi, il secondo porta il festival fuori dal teatro e anima la citt\u00e0 e le terre verdiane. Tutti e tre insieme delineano un sistema coerente e vitale attorno all\u2019opera del Maestro, che si apre alla contemporaneit\u00e0 e a tutti i pubblici\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Le tre opere sono legate fra loro dallo scontro fra scelte personali e tab\u00f9 sociali, dall&#8217;accusa di infrangere le regole e dalla redenzione che porta al superamento di barriere ideologiche. <em>La colpa e il perdono<\/em> \u00e8 dunque un tema che vuole stimolare un&#8217;ampia riflessione sull&#8217;attualit\u00e0 stringente, in cui le pressioni sociali si abbattono sui singoli, la necessit\u00e0 di prevaricare impedisce ogni analisi interiore e l&#8217;incapacit\u00e0 di perdonare inquina i rapporti, sia fra le persone sia fra i gruppi sociali.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abIndagare all\u2019interno della produzione verdiana il rapporto tra colpa e perdono significa scavare nel profondo i sentimenti umani contrapponendoli ai vincoli generati dalle certezze di una falsa morale \u2013 racconta <strong>Alessio Vlad<\/strong>, direttore artistico del Teatro Regio di Parma -. Infatti, quando Verdi affronta l\u2019idea della colpa, intesa anche come peccato, mette a nudo le convenzioni sociali ed il conflitto tra desiderio e coscienza. Trascende poi la dicotomia generata da un meccanismo drammaturgico e contribuisce in modo significativo all\u2019evoluzione di concetti etici.<\/p>\n\n\n\n<p>Si rivela cos\u00ec un compositore che, raccontando la propria epoca, ne denuncia la violenza delle convenzioni diventando parte di un percorso civile in cui il concetto di perdono, alla fine, coincide con quello di giustizia. Il tema del Festival 2027 sar\u00e0, quindi, un\u2019occasione per approfondire la figura di Verdi considerandola attraverso una prospettiva storica che va oltre la dimensione strettamente musicale e la vicenda della singola opera ma, una volta ancora, la consacra come protagonista assoluta della Storia\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Un altro filo lega in particolare la vicenda di <em>Stiffelio<\/em> e della <em>Traviata<\/em>: l&#8217;intervento della censura costrinse nel primo caso a stravolgere il testo, nel secondo a cambiare proprio il periodo della vicenda. La motivazione per\u00f2 fu la stessa: il soggetto era ritenuto troppo scandaloso. Il condizionamento sociale, come ricadde sui libretti delle opere, crea nei personaggi verdiani una lotta interiore, e la musica descrive l&#8217;animo di ognuno di loro svelando al pubblico la loro natura pi\u00f9 profonda e intima.<\/p>\n\n\n\n<p>Al centro di queste opere c\u2019\u00e8 sempre qualcuno che rompe le convenzioni e ne paga il prezzo.Nessuna di queste vicende, tuttavia, si chiude con una condanna. Germont padre implora il perdono di Violetta con alcuni degli ultimi versi dell\u2019opera, \u00abCara, sublime vittima \/ d\u2019un disperato amore, \/ perdonami lo strazio \/ recato al tuo bel cor\u00bb, e Violetta stessa perdona Alfredo dopo l\u2019umiliazione pubblica, restituendogli una nuova vita e una nuova speranza d\u2019amore. Stiffelio arriva a perdonare la moglie adultera davanti a tutti. Un perdono che non cancella la colpa, ma traccia una strada su cui ricostruire, lasciando andare i contrasti per aprirsi a un orizzonte diverso.<\/p>\n\n\n\n<p>La riflessione si allarga oltre le tre opere. La accompagnano il <strong><em>Gala Verdiano<\/em><\/strong> del <strong>10 ottobre<\/strong>, nel giorno del compleanno del Maestro, la <strong><em>Messa da Requiem<\/em><\/strong> del <strong>15 ottobre<\/strong>, il concerto dell\u2019<strong>Accademia Verdiana<\/strong> e la serata benefica <strong><em>Fuoco di gioia<\/em><\/strong>, mentre <strong><em>Ramificazioni<\/em><\/strong> la metter\u00e0 in dialogo con la creativit\u00e0 di altri compositori in un programma che sar\u00e0 annunciato nelle prossime settimane. E gi\u00e0 dal <strong>18 settembre<\/strong>Parma respirer\u00e0 aria di festival conla <strong>XII edizione<\/strong> di <strong><em>Verdi Off<\/em><\/strong>: inaugurazione con la <strong><em>Verdi Street Parade<\/em><\/strong>che nel 2027 proporr\u00e0,con la regia di <strong>Manuel Renga,<\/strong>la <strong><em>Trilogia di strada<\/em><\/strong>, progetto triennale che offrir\u00e0 una rilettura contemporanea della \u201cTrilogia popolare\u201d di Giuseppe Verdi iniziando da <em>La traviata<\/em>. E poi ancora <strong>The Circle<\/strong>, un nuovo spazio installativo e performativo con musiche originali di <strong>Matteo Franceschini<\/strong> e la scenografia e il disegno luci di <strong>Dan Azzopardi<\/strong>. Verdi Off accompagner\u00e0, come ogni anno, con centinaia di appuntamenti tutta la programmazione del Festival Verdi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>LE OPERE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Testi di Giuseppe Martini<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Aroldo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Un\u2019ambientazione durante la quarta Crociata, un atto completamente nuovo e un cambiamento di stato sociale dei personaggi: <em>Aroldo<\/em> non \u00e8 semplicemente il rifacimento di <em>Stiffelio<\/em> ma \u00e8 un\u2019opera decisamente diversa anche a dispetto della non poca musica che Verdi ha riversato dall\u2019opera da cui deriva. Del resto, nonostante a causa delle torture e delle trasfigurazioni a cui era stata sottoposto dalle censure di tutta Italia Verdi avesse deciso di ritirarne lo spartito decretando la fine dei noli ai teatri per le sue rappresentazioni, era un peccato secondo lui rinunciare alla musica di <em>Stiffelio<\/em>, che teneva in gran conto: superati gli impegni per <em>Le trouv\u00e8re<\/em> e <em>Simon Boccanegra<\/em>, Verdi si dedic\u00f2 allora a rimaneggiare <em>Stiffelio<\/em>, trovando il fido Francesco Maria Piave disposto a trovare una soluzione per preparare un libretto che ricalcasse il pi\u00f9 possibile la vicenda di <em>Stiffelio<\/em> senza rischiare il collo con la censura. Riprendendo il romanzo <em>Harold, the Last of the Saxon Kings<\/em> di un autore a lui caro, Edward Bulwer-Lytton, Piave lavor\u00f2 di intarsio al meglio possibile: ma la perdita del protagonista pastore protestante (Aroldo \u00e8 un laico), la vanificazione del suo dissidio interiore e l\u2019improbabile concessione di un divorzio in et\u00e0 medievale ne fiaccano decisamente la credibilit\u00e0 e lo riportano nella dimensione dei melodrammi d\u2019altri tempi. In compenso la mano verdiana che sistema la partitura \u00e8 molto pi\u00f9 matura di quella di sette anni prima e, fra sviluppi, cambiamenti e aggiunte, fa di <em>Aroldo<\/em> un passaggio fra i pi\u00f9 densi e raffinati del Verdi di mezzo. Specialmente il romanzesco atto finale, a cui \u00e8 demandato il compito di sostituire quello stiffeliano con la citazione del Vangelo, si nutre di orchestrazioni raffinate, di una musica della tempesta che parve fin allora memorabile, di una scena del perdono che supera di gran lunga molte dei concertati scritti fino ad allora. Comunque non serv\u00ec a molto: dopo il debutto il 16 agosto 1857 a Rimini la sua sopravvivenza nei teatri \u00e8 stata breve, ed \u00e8 riapparsa solo nel 1953, e in seguito rarissime volte, diventando cos\u00ec senz\u2019altro la pi\u00f9 misconosciuta fra le opere di Verdi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La traviata<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Terza di un filotto di opere che fra il 1851 e il 1853 hanno consacrato Verdi nei comparti pi\u00f9 profondi del gusto popolare, <em>La traviata<\/em> fu al debutto alla Fenice di Venezia del 6 marzo 1853 un mezzo disastro, ma si \u00e8 ampiamente riscattata qualche mese dopo fino a diventare oggi l\u2019opera pi\u00f9 eseguita al mondo. Nel panorama dei reietti sociali che tanto affascinavano Verdi, inaugurato due anni prima da Rigoletto, la figura di Violetta Val\u00e9ry modellata sulla Marguerite Gautier della <em>Dame auxcam\u00e9lias<\/em> di Dumas figlio aggiungeva la variante abrasiva della denuncia dell\u2019ipocrisia borghese che prendeva il posto della disposizione sentimentale: un tema che gi\u00e0 lo aveva incuriosito con <em>Stiffelio<\/em> e che qui diventa pienamente maturo. A questa novit\u00e0 tematica Verdi ha associato una potenza drammatica esaltata da una fantasia melodica continua, da una disposizione al declamato che allinea la musica al piano della conversazione, da un\u2019orchestrazione corposa eppure lineare che sbalza di colpo quest\u2019opera nella dimensione di una modernit\u00e0 perpetua, che ovviamente aveva finito per spiazzare il pubblico veneziano al debutto. Non un\u2019opera di spade luccicanti e di intrighi nella penombra, ma di piccoli gesti quotidiani, non di personaggi trafitti da pugnali ma di una donna che muore tossendo. Una donna dedita fin l\u00ec ad amori mercenari che Verdi mette allo stesso livello di quelle perbene: ce n\u2019era abbastanza per scandalizzarsi sulle prime, ma alla distanza per commuoversi nel profondo, perch\u00e9 <em>La traviata<\/em> parla fin troppo da vicino di tutti noi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Stiffelio<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019opera che segna la svolta verdiana di met\u00e0 Ottocento \u00e8 <em>Luisa Miller<\/em>: qui appare per la prima volta la realt\u00e0 nella sua immediatezza sfumata e complessa, non pi\u00f9 concretizzata per situazioni o personaggi emblematici. <em>Stiffelio<\/em> ne \u00e8 la naturale conseguenza. Una storia ambientata in epoca recente, un interno borghese che pure accoglie la datata figura di un militare in pensione a cui \u00e8 assegnato il compito della tutela del perbenismo sociale, il contrasto fra una donna sviata da un turbamento sentimentale e un uomo che alla fine supera i pregiudizi personali e sociali. L\u2019autentico tema di quest\u2019opera che Francesco Maria Piave modell\u00f2 nel libretto sul solito dramma francese di turno \u2013 in questo caso <em>Le Pasteur, ou L&#8217;\u00c9vangile et le Foyer<\/em> di \u00c9mile Souvestre e Eug\u00e8ne Bourgois \u2013 \u00e8 per\u00f2 il dissidio del protagonista fra il dovere al perdono e il desiderio ancestrale di vendetta. Tanto pi\u00f9 che questo protagonista \u00e8 un pastore protestante che, al ritorno da un lungo viaggio dove ha visto ogni sorta di peccati esortando al perdono, si trova adesso a scoprire che la moglie lo ha tradito e che perdonare, quando si tratta di farlo di persona e non di farlo fare agli altri, \u00e8 particolarmente complicato. Arriva persino al duello con il rivale, sventato da un malore appena sente da lontano intonare un salmo. Per cui all\u2019eliminazione spiccia dell\u2019amante ci pensa il padre di lei, pur di non far trapelare nulla all\u2019esterno che possa infangare il buon nome di famiglia: le prove generali di Germont. Alla fine nel pastore prevale la comprensione del dovere quando legge in chiesa l\u2019episodio evangelico dell\u2019adultera e, di fronte a tutti, perdona la moglie, sotto una musica vibrante e ieratica. Verdi era consapevole della delicatezza del tema e infatti scelse un teatro periferico per il debutto del 16 novembre 1850, quello di Trieste. E del resto mandare in giro per i teatri una parabola del genere poteva sembrare un incoraggiamento all\u2019immoralit\u00e0: infatti le censure degli stati italiani (e non solo italiani) si scatenarono cambiandone ambientazione, testo, titolo, sicch\u00e9 Verdi, spazientito, dopo sei anni decise di fermare quello scempio e ulteriori allestimenti, ritirando l\u2019opera del mercato. <em>Stiffelio<\/em> \u00e8 risorto solo in pieno Novecento, quando quel tema non faceva quasi pi\u00f9 male a nessuno, apparendo fin dall\u2019inizio una specie di apripista per <em>La traviata<\/em>, e solo negli ultimi anni si \u00e8 ritagliato un ruolo autonomo nel processo di trasformazione del teatro verdiano di met\u00e0 Ottocento.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>PARTNER E SPONSOR<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Il Festival Verdi \u00e8 realizzato grazie al contributo di<\/em> Ministero della Cultura, Regione Emilia-Romagna, Reggio Parma Festival, Comune di Parma. <em>Major partner<\/em> Fondazione Cariparma. <em>Main partner<\/em> Chiesi. <em>Cultural partner<\/em> Cr\u00e9dit Agricole. <em>Media partner<\/em> Mediaset Publitalia \u201980. <em>Main sponsor<\/em> Iren, Barilla. <em>Sponsor<\/em> Unione Parmense degli Industriali, Opem, Dallara, Agugiaro e Figna, Mutti, Amoretti. <em>Identity Partner<\/em> Parma Calcio. <em>Educational partner<\/em> Parmalat. <em>Premium Partner<\/em> Parmigiano Reggiano. <em>Safety Partner<\/em> Rainieri. <em>Sostenitori<\/em> La Giovane, Glove ICT, Grasselli, Cavalca, CePIM, Polo Parma, Sicim, Colser, Delicius, Milosped. <em>Mobility partner<\/em> Tep. <em>Tour Operator Partner<\/em> Parma Incoming. <em>Radio Ufficiale<\/em> Radio Monte Carlo. <em>Fairplay Partner<\/em> Zebre Parma. <em>Wine partner<\/em>Oinoe. <em>Digital counselling<\/em>Unsocials. <em>Con il supporto di<\/em> \u201cParma, io ci sto!\u201d. <em>Legal counselling<\/em>Villa&amp;Partners. <em>Partner scientifico<\/em> Istituto Nazionale di Studi Verdiani. <em>Special thanks to<\/em> International Friends of Festival Verdi. <em>Con il contributo di<\/em> Comune di Busseto, Ascom e Ascom Confcommercio Parma Fondazione, Camera di Commercio dell\u2019Emilia, Fondazione Monte Parma. <em>Production Partner di Verdi Off e Sostenitore tecnico<\/em> DS Solutions. <em>Sostenitori tecnici<\/em>Teamwork, Graphital. <em>Partner artistici e istituzionali<\/em> Coro del Teatro Regio di Parma, Conservatorio \u201cArrigo Boito\u201d di Parma, Societ\u00e0 dei Concerti di Parma, La Toscanini. <em>Il Teatro Regio aderisce a<\/em> Parma Citt\u00e0 ClimateNeutral2030, Atit, Agis, Comitato per la Salvaguardia dell\u2019Arte del Canto Lirico Italiano, Fedora, Opera Europa, Opera Vision, Emilia taste, nature &amp; culture.<\/p>\n\n\n\n<p>Parma, 10 ottobre 2026<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Walter Vitale<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Ufficio stampa del Festival Verdi<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Teatro Regio di Parma<\/p>\n\n\n\n<p>strada Garibaldi 16\/A, 43121 Parma \u2013 Italia<\/p>\n\n\n\n<p>Tel. +39 0521 203969 \/ 333 5243419<\/p>\n\n\n\n<p>stampa@teatroregioparma.it<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"http:\/\/www.teatroregioparma.it\">www.teatroregioparma.it<\/a><strong><br><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>ANTEPRIMA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>XXVII FESTIVAL VERDI<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Parma e Busseto,<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>1 &#8211; 24 ottobre 2027<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>La colpa e il perdono<\/em><strong><br><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Parma, Centro storico<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>18 settembre 2027<\/p>\n\n\n\n<p><strong>VERDI STREET PARADE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Teatro Regio di Parma<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>1, 9, 16 ottobre 2027<\/p>\n\n\n\n<p><strong>AROLDO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Direttore <strong>Roberto Abbado<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Regia <strong>Daniele Menghini<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nuovo allestimento<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Teatro Giuseppe Verdi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>di Busseto<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>7, 17, 21, 23 ottobre 2027<\/p>\n\n\n\n<p><strong>STIFFELIO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Direttore <strong>Gianluca Capuano<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Regia <strong>Cecilia Ligorio<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nuovo allestimento<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Teatro Regio di Parma<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>2, 8, 14, 24 ottobre 2027<\/p>\n\n\n\n<p><strong>LA TRAVIATA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Direttore <strong>Michele Spotti<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Regia <strong>Emma Dante<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nuovo allestimento<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Teatro Regio di Parma<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>10 ottobre 2027<\/p>\n\n\n\n<p><strong>GALA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>VERDIANO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Teatro Regio di Parma<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>15 ottobre 2027<\/p>\n\n\n\n<p><strong>MESSA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>DA REQUIEM<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>RAMIFICAZIONI<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il programma completo sar\u00e0 presentato nelle prossime settimane e sar\u00e0 disponibile su teatroregioparma.it<\/p>\n\n\n\n<p><strong>XXVII FESTIVAL VERDI<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Parma e Busseto,<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>1 &#8211; 24 ottobre 2027<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>La colpa e il perdono<\/em><strong><br><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Parma, Centro storico<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>18 settembre 2027<\/p>\n\n\n\n<p><strong>VERDI STREET PARADE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Teatro Regio di Parma<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>1, 9, 16 ottobre 2027<\/p>\n\n\n\n<p><strong>AROLDO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Direttore <strong>Roberto Abbado<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Regia <strong>Daniele Menghini<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nuovo allestimento<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Teatro Giuseppe Verdi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>di Busseto<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>7, 17, 21, 23 ottobre 2027<\/p>\n\n\n\n<p><strong>STIFFELIO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Direttore <strong>Gianluca Capuano<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Regia <strong>Cecilia Ligorio<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nuovo allestimento<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Teatro Regio di Parma<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>2, 8, 14, 24 ottobre 2027<\/p>\n\n\n\n<p><strong>LA TRAVIATA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Direttore <strong>Michele Spotti<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Regia <strong>Emma Dante<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nuovo allestimento<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Teatro Regio di Parma<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>10 ottobre 2027<\/p>\n\n\n\n<p><strong>GALA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>VERDIANO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Teatro Regio di Parma<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>15 ottobre 2027<\/p>\n\n\n\n<p><strong>MESSA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>DA REQUIEM<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>RAMIFICAZIONI<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il programma completo sar\u00e0 presentato nelle prossime settimane e sar\u00e0 disponibile su teatroregioparma.it<\/p>\n\n\n\n<p><strong>LE OPERE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>testi di Giuseppe Martini<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Aroldo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Un\u2019ambientazione durante la quarta Crociata, un atto completamente nuovo e un cambiamento di stato sociale dei personaggi: <em>Aroldo<\/em> non \u00e8 semplicemente il rifacimento di <em>Stiffelio<\/em> ma \u00e8 un\u2019opera decisamente diversa anche a dispetto della non poca musica che Verdi ha riversato dall\u2019opera da cui deriva. Del resto, nonostante a causa delle torture e delle trasfigurazioni a cui era stata sottoposto dalle censure di tutta Italia Verdi avesse deciso di ritirarne lo spartito decretando la fine dei noli ai teatri per le sue rappresentazioni, era un peccato secondo lui rinunciare alla musica di <em>Stiffelio<\/em>, che teneva in gran conto: superati gli impegni per <em>Le trouv\u00e8re<\/em> e <em>Simon Boccanegra<\/em>, Verdi si dedic\u00f2 allora a rimaneggiare <em>Stiffelio<\/em>, trovando il fido Francesco Maria Piave disposto a trovare una soluzione per preparare un libretto che ricalcasse il pi\u00f9 possibile la vicenda di <em>Stiffelio<\/em> senza rischiare il collo con la censura. Riprendendo il romanzo <em>Harold, the Last of the Saxon Kings<\/em> di un autore a lui caro, Edward Bulwer-Lytton, Piave lavor\u00f2 di intarsio al meglio possibile: ma la perdita del protagonista pastore protestante (Aroldo \u00e8 un laico), la vanificazione del suo dissidio interiore e l\u2019improbabile concessione di un divorzio in et\u00e0 medievale ne fiaccano decisamente la credibilit\u00e0 e lo riportano nella dimensione dei melodrammi d\u2019altri tempi. In compenso la mano verdiana che sistema la partitura \u00e8 molto pi\u00f9 matura di quella di sette anni prima e, fra sviluppi, cambiamenti e aggiunte, fa di <em>Aroldo<\/em> un passaggio fra i pi\u00f9 densi e raffinati del Verdi di mezzo. Specialmente il romanzesco atto finale, a cui \u00e8 demandato il compito di sostituire quello stiffeliano con la citazione del Vangelo, si nutre di orchestrazioni raffinate, di una musica della tempesta che parve fin allora memorabile, di una scena del perdono che supera di gran lunga molte dei concertati scritti fino ad allora. Comunque non serv\u00ec a molto: dopo il debutto il 16 agosto 1857 a Rimini la sua sopravvivenza nei teatri \u00e8 stata breve, ed \u00e8 riapparsa solo nel 1953, e in seguito rarissime volte, diventando cos\u00ec senz\u2019altro la pi\u00f9 misconosciuta fra le opere di Verdi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La traviata<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Terza di un filotto di opere che fra il 1851 e il 1853 hanno consacrato Verdi nei comparti pi\u00f9 profondi del gusto popolare, <em>La traviata<\/em> fu al debutto alla Fenice di Venezia del 6 marzo 1853 un mezzo disastro, ma si \u00e8 ampiamente riscattata qualche mese dopo fino a diventare oggi l\u2019opera pi\u00f9 eseguita al mondo. Nel panorama dei reietti sociali che tanto affascinavano Verdi, inaugurato due anni prima da Rigoletto, la figura di Violetta Val\u00e9ry modellata sulla Marguerite Gautier della <em>Dame auxcam\u00e9lias<\/em> di Dumas figlio aggiungeva la variante abrasiva della denuncia dell\u2019ipocrisia borghese che prendeva il posto della disposizione sentimentale: un tema che gi\u00e0 lo aveva incuriosito con <em>Stiffelio<\/em> e che qui diventa pienamente maturo. A questa novit\u00e0 tematica Verdi ha associato una potenza drammatica esaltata da una fantasia melodica continua, da una disposizione al declamato che allinea la musica al piano della conversazione, da un\u2019orchestrazione corposa eppure lineare che sbalza di colpo quest\u2019opera nella dimensione di una modernit\u00e0 perpetua, che ovviamente aveva finito per spiazzare il pubblico veneziano al debutto. Non un\u2019opera di spade luccicanti e di intrighi nella penombra, ma di piccoli gesti quotidiani, non di personaggi trafitti da pugnali ma di una donna che muore tossendo. Una donna dedita fin l\u00ec ad amori mercenari che Verdi mette allo stesso livello di quelle perbene: ce n\u2019era abbastanza per scandalizzarsi sulle prime, ma alla distanza per commuoversi nel profondo, perch\u00e9 <em>La traviata<\/em> parla fin troppo da vicino di tutti noi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Stiffelio<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019opera che segna la svolta verdiana di met\u00e0 Ottocento \u00e8 <em>Luisa Miller<\/em>: qui appare per la prima volta la realt\u00e0 nella sua immediatezza sfumata e complessa, non pi\u00f9 concretizzata per situazioni o personaggi emblematici. <em>Stiffelio<\/em> ne \u00e8 la naturale conseguenza. Una storia ambientata in epoca recente, un interno borghese che pure accoglie la datata figura di un militare in pensione a cui \u00e8 assegnato il compito della tutela del perbenismo sociale, il contrasto fra una donna sviata da un turbamento sentimentale e un uomo che alla fine supera i pregiudizi personali e sociali. L\u2019autentico tema di quest\u2019opera che Francesco Maria Piave modell\u00f2 nel libretto sul solito dramma francese di turno \u2013 in questo caso <em>Le Pasteur, ou L&#8217;\u00c9vangile et le Foyer<\/em> di \u00c9mile Souvestre e Eug\u00e8ne Bourgois \u2013 \u00e8 per\u00f2 il dissidio del protagonista fra il dovere al perdono e il desiderio ancestrale di vendetta. Tanto pi\u00f9 che questo protagonista \u00e8 un pastore protestante che, al ritorno da un lungo viaggio dove ha visto ogni sorta di peccati esortando al perdono, si trova adesso a scoprire che la moglie lo ha tradito e che perdonare, quando si tratta di farlo di persona e non di farlo fare agli altri, \u00e8 particolarmente complicato. Arriva persino al duello con il rivale, sventato da un malore appena sente da lontano intonare un salmo. Per cui all\u2019eliminazione spiccia dell\u2019amante ci pensa il padre di lei, pur di non far trapelare nulla all\u2019esterno che possa infangare il buon nome di famiglia: le prove generali di Germont. Alla fine nel pastore prevale la comprensione del dovere quando legge in chiesa l\u2019episodio evangelico dell\u2019adultera e, di fronte a tutti, perdona la moglie, sotto una musica vibrante e ieratica. Verdi era consapevole della delicatezza del tema e infatti scelse un teatro periferico per il debutto del 16 novembre 1850, quello di Trieste. E del resto mandare in giro per i teatri una parabola del genere poteva sembrare un incoraggiamento all\u2019immoralit\u00e0: infatti le censure degli stati italiani (e non solo italiani) si scatenarono cambiandone ambientazione, testo, titolo, sicch\u00e9 Verdi, spazientito, dopo sei anni decise di fermare quello scempio e ulteriori allestimenti, ritirando l\u2019opera del mercato. <em>Stiffelio<\/em> \u00e8 risorto solo in pieno Novecento, quando quel tema non faceva quasi pi\u00f9 male a nessuno, apparendo fin dall\u2019inizio una specie di apripista per <em>La traviata<\/em>, e solo negli ultimi anni si \u00e8 ritagliato un ruolo autonomo nel processo di trasformazione del teatro verdiano di met\u00e0 Ottocento.<\/p>\n\n\n\n<p>foto<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1.-Michele-Spotti_\u00a9MarcoBorrelli_160725_00609.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"683\" height=\"1024\" data-id=\"97649\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1.-Michele-Spotti_\u00a9MarcoBorrelli_160725_00609-683x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-97649\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1.-Michele-Spotti_\u00a9MarcoBorrelli_160725_00609-683x1024.jpg 683w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1.-Michele-Spotti_\u00a9MarcoBorrelli_160725_00609-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1.-Michele-Spotti_\u00a9MarcoBorrelli_160725_00609-768x1152.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1.-Michele-Spotti_\u00a9MarcoBorrelli_160725_00609-1024x1536.jpg 1024w, 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