{"id":97747,"date":"2026-10-14T00:41:13","date_gmt":"2026-10-14T00:41:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=97747"},"modified":"2026-10-14T00:41:14","modified_gmt":"2026-10-14T00:41:14","slug":"serena-conduce-operaclassica-eco-italiano-5594","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=97747","title":{"rendered":"Serena conduce operaclassica eco italiano"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Screenshot-1233-1.png\"><img decoding=\"async\" width=\"255\" height=\"253\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Screenshot-1233-1.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-97748\" style=\"width:168px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Screenshot-1233-1.png 255w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Screenshot-1233-1-150x150.png 150w\" sizes=\"(max-width: 255px) 100vw, 255px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<h1 class=\"wp-block-heading\">Aziz Shokhakimov<br>\u201cGustav Holst &#8211; The Planets\u201d<\/h1>\n\n\n\n<p><strong>Gioved\u00ec 15 ottobre alle ore 20, in Sala Mehta, Aziz Shokhakimov sul podio dell\u2019Orchestra e del Coro femminile del Maggio.<\/strong><strong><br><br>In programma l\u2019ouverture <em>Egmont<\/em> e il \u201cConcerto n. 1 in do maggiore\u201d per pianoforte e orchestra di Ludwig van Beethoven e la suite orchestrale \u201c<em>The Planets\u201d<\/em> di Gustav Holst.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Solista al pianoforte Alexandra Dovgan.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Firenze, 12 ottobre 2026<\/em> \u2013 Gioved\u00ec 15 ottobre alle ore 20, nella <strong>Sala Mehta<\/strong> del Teatro del Maggio, <strong>Aziz Shokhakimov<\/strong> debutta alla guida dell\u2019<strong>Orchestra e del Coro femminile del Maggio<\/strong>.<br>Solista al pianoforte <strong>Alexandra Dovgan <\/strong>anche lei al suo debutto al Maggio. Il maestro del Coro \u00e8 <strong>Lorenzo Fratini<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Nato a Tashkent, in Uzbekistan, nel 1988, <strong>Aziz Shokhakimov<\/strong> \u00e8 direttore musicale e artistico dell\u2019Orchestre Philharmonique de Strasbourg dal 2021. Ha iniziato giovanissimo la carriera direttoriale: a tredici anni ha debuttato alla guida dell\u2019Orchestra Sinfonica Nazionale dell\u2019Uzbekistan e l\u2019anno successivo ha diretto la sua prima opera, <em>Carmen<\/em> di Bizet. Nel 2010 ha ottenuto il secondo premio al Concorso internazionale di direzione d\u2019orchestra Gustav Mahler di Bamberg e nel 2016 ha vinto l\u2019Herbert von Karajan Young Conductors Award al Festival di Salisburgo e in seguito ha vinto il \u201cConcorso Internazionale di Direzione d\u2019Orchestra Gustav Mahler\u201d. Da allora dirige regolarmente importanti orchestre internazionali, tra cui la Staatskapelle di Dresda, la Kammerphilharmonie Bremen, la Deutsches Sinfonieorchester Berlin, la London Philharmonic Orchestra e le orchestre sinfoniche Orgeon, Pacific, Houston e l\u2019Orchestra Rai di Torino, con la Filarmonica del Teatro Comunale di Bologna, la Filarmonica del Teatro La Fenice di Venezia e l\u2019Orchestra Verdi di Milano. Nel 2024 sono state pubblicate la Sinfonia n. 1 di Prokof\u2019ev e le Suite n. 1 e n. 2 da <em>Romeo e Giulietta<\/em>, e nel 2023 la Sinfonia n. 5 di \u010cajkovskij insieme all\u2019Ouverture-fantasia <em>Romeo e Giulietta<\/em>. Nel maggio 2025, in occasione del 150\u00b0 anniversario della nascita di Ravel, \u00e8 uscita la sua registrazione integrale della sua partitura per balletto <em>Daphnis et Chlo\u00e9<\/em>, accolta con grande favore dalla critica. Attivo anche nel repertorio operistico, dal 2015 al 2021 \u00e8 stato Kapellmeister alla Deutsche Oper am Rhein. Il suo debutto al Maggio Musicale Fiorentino segna una nuova tappa del suo percorso artistico internazional<\/p>\n\n\n\n<p>Nata nel 2007 in una famiglia di musicisti, <strong>Alexandra Dovgan<\/strong> ha iniziato a studiare pianoforte a quattro anni e mezzo e, a soli cinque anni, \u00e8 stata ammessa alla Scuola Centrale del Conservatorio di Mosca, dove ha studiato con Mira Marchenko. Nel 2018, a dieci anni, ha vinto il Grand Prix del Concorso internazionale per giovani pianisti Grand Piano Competition, attirando l\u2019attenzione del pubblico e degli addetti ai lavori. Da allora ha intrapreso una carriera internazionale che l\u2019ha portata nelle pi\u00f9 prestigiose sale da concerto europee, tra cui la Philharmonie di Berlino, il Concertgebouw di Amsterdam e il Th\u00e9\u00e2tre des Champs-\u00c9lys\u00e9es di Parigi, e a collaborare con direttori come Gustavo Dudamel, Paavo J\u00e4rvi e Trevor Pinnock. Il suo pianismo si distingue per la profondit\u00e0 interpretativa, la naturalezza espressiva e la qualit\u00e0 del suono, unite a una notevole consapevolezza musicale. Al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino Alexandra Dovgan debutta con una carriera gi\u00e0 affermata a livello internazionale.<\/p>\n\n\n\n<p>La serata sinfonica si apre con l\u2019ouverture <em>Egmont<\/em>, op. 84, di <strong>Ludwig van Beethoven<\/strong>, che fu composta per le rappresentazioni della tragedia omonima di Johann Wolfgang von Goethe: venne scritta su commissione del Teatro Imperiale di Vienna e il genio di Bonn la scrisse soprattutto per il suo interesse al dramma di Goethe. Il soggetto dell&#8217;opera \u00e8 la storia del conte di Egmont, che fu decapitato dagli spagnoli a Bruxelles nel 1568, sacrificando la propria vita per manifestare il suo attaccamento alla patria olandese in occasione della repressione spagnola attuata dal duca d&#8217;Alba nel 1568.<br><br>Segue il \u201cConcerto n. 1 in do maggiore op. 15\u201d per pianoforte e orchestra, sempre di Beethoven, con <strong>Alexandra Dovgan<\/strong> al pianoforte: ultimato nel 1798 e pubblicato nel marzo del 1801 dall&#8217;editore viennese Mollo, il musicista lo dedic\u00f2 ad una sua giovane allieva, Anna Luisa Barbara von Keglevich, detta &#8216;Babette&#8217;, a cui aveva da poco fatto dono anche della \u201cSonata in mi bemolle maggiore per pianoforte\u201d, composta nel 1797.<\/p>\n\n\n\n<p>Chiude il concerto, il brano che le d\u00e0 il nome, <em>The Planets<\/em>, suite op. 32, di <strong>Gustav Holst<\/strong>, suite composta tra il 1914 e il 1917 per un organico orchestrale imponente e articolata in sette movimenti, ciascuno dedicato a un pianeta e al suo corrispondente carattere astrologico: \u201cMars, the Bringer of War\u201d; \u201cVenus, the Bringer of Peace\u201d; \u201cMercury, the Winged Messenger\u201d; \u201cJupiter, the Bringer of Jollity\u201d; \u201cSaturn, the Bringer of Old Age\u201d; \u201cUranus, the Magician\u201d e \u201cNeptune, the Mystic\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Il concerto:<br><br><strong>Ludwig van Beethoven<\/strong><br><em><u>Egmont<\/u><\/em>, ouverture op. 84<br>Nel 1809 Beethoven fu chiamato a scrivere le musiche di scena per una ripresa dell\u2019<em>Egmont <\/em>di Goethe all\u2019Hofburgtheater di Vienna. Protagonista del dramma goethiano era il conte di Egmont, il valoroso condottiero fiammingo che lott\u00f2 fino alla morte per combattere la repressione spagnola nelle Fiandre nel XVI secolo. Il progetto entusiasm\u00f2 subito Beethoven che lavor\u00f2 alle musiche di scena dal 1809 al 1810 realizzando un\u2019ouverture e nove numeri che seguono i punti salienti della vicenda. Del resto le opere di Goethe erano in perfetta consonanza con i suoi ideali e soprattutto quel soggetto, che poneva in primo piano temi a lui cari come la lotta dell\u2019eroe contro la tirannia e l\u2019esaltazione della libert\u00e0. L\u2019ouverture articolata in due sezioni contrastati (una in tempo lento e una in tempo mosso) rispetta i principi della forma sonata. L\u2019introduzione si apre con un accordo a piena orchestra da cui emerge una frase lirica e implorante affidata ai fiati mentre l\u2019Allegro \u00e8 un concentrato di energia propulsiva in cui gli archi sono protagonisti con continui crescendo. Concluso il confronto serrato tra i temi, l\u2019ouverture si chiude con una fanfara gioiosa che sigla il trionfo degli ideali di libert\u00e0 per cui l\u2019eroe ha combattuto con coraggio fino alla fine.<\/p>\n\n\n\n<p><br>Concerto n. 1 in do maggiore op. 15<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo essersi trasferito a Vienna, Beethoven si impose all\u2019attenzione del pubblico della capitale nella doppia veste di pianista e compositore. Da qui nacque l\u2019esigenza di comporre lavori pianistici per uso personale che avrebbero arricchito il suo repertorio in vista delle esibizioni pubbliche. Il Concerto n. 1 in do maggioreop. 15 fu composto tra il 1795 e il 1798 ma, nonostante il numero d\u2019<em>opus<\/em>, non \u00e8 il primo della serie per pure ragioni editoriali (Beethoven all\u2019epoca aveva infatti gi\u00e0 composto il Concerto in si bemolle, il n. 2, che sar\u00e0 pubblicato solo in seguito comeop. 19). Il modello dichiarato di quest\u2019opera \u00e8 il concerto di tradizione classica con un primo movimento di carattere festoso e militaresco, un movimento centrale improntato al lirismo e un ultimo movimento caratterizzato da elementi folcloristici. Tuttavia nel Concerto in do maggiore sono gi\u00e0 presenti alcuni tratti caratteristici dello stile beethoveniano riscontrabili nelle figurazioni ritmiche energiche e nei temi dal taglio netto e ben tornito dell\u2019<em>Allegro con brio<\/em>, nelle ampie volute melodiche e nelle modulazioni improvvise del <em>Largo<\/em>, cos\u00ec come nella robusta vitalit\u00e0 dei ritmi di danza popolare che animano il <em>Rond\u00f2 <\/em>finale.<\/p>\n\n\n\n<p><br><em><u>The Planets<\/u><\/em>, suite op. 32<\/p>\n\n\n\n<p>Nato a Londra nel 1874, il compositore e direttore d\u2019orchestra Gustav Holst \u00e8 stato tra i maggiori esponenti della musica inglese della prima met\u00e0 del Novecento. Nel corso degli anni, oltre all\u2019amore per la musica, Holst svilupp\u00f2 anche un vivo interesse per le filosofie e le musiche di tradizione orientale nonch\u00e9 per l\u2019astrologia. A quest\u2019ultima passione \u00e8 legata la composizione della suite orchestrale <em>The Planets<\/em>, la sua opera pi\u00f9 nota e apprezzata. Composta tra il 1914 e il 1917, la suite non attiene alla speculazione astronomica bens\u00ec al simbolismo astrologico dei pianeti, come precisato dallo stesso Holst. Scritta per un organico orchestrale imponente, dove figurano in aggiunta strumenti inusuali come il flauto basso, l\u2019oboe basso, la tuba tenore, sei corni, organo e coro femminile fuori scena, la suite si articola in sette sezioni contrastanti che presentano un ritratto caratteriale dei corpi celesti del sistema solare. Mancano all\u2019appello Plutone, che al tempo della composizione non era ancora stato scoperto, e il pianeta Terra, che rappresenta il punto di osservazione degli altri. <em>The Planets <\/em>si apre con l\u2019ostinato ritmico martellante e minaccioso di <em>Mars, the Bringer of War, <\/em>che evoca con implacabile violenza la brutalit\u00e0 meccanica della guerra. In netto contrasto \u00e8 la sezione di <em>Venus, the Bringer of Peace<\/em> dove prevale un\u2019atmosfera d&#8217;incantata serenit\u00e0 e lirica contemplazione. <em>Mercury, the Winged Messenger<\/em>\u00e8 uno scherzo brillante e leggero caratterizzato dai disegni svolazzanti di archi e legni, mentre nel cuore della suite si staglia con le sue sonorit\u00e0 maestose e festose <em>Jupiter, the Bringer of Jollity<strong>. <\/strong><\/em>Segue<em>Saturn, the Bringer of Old Age<strong>, <\/strong><\/em>il movimento pi\u00f9 originale e preferito da Holst, dove un ticchettio inesorabile scandisce lo scorrere del tempo evolvendo in una solenne trascendenza. La suite si conclude con il misterioso <em>Neptune, the Mystic<\/em>, in cui il compositore abbandona la forza d\u2019urto della grande orchestra in favore di un\u2019orchestrazione diafana e di dinamiche in <em>pianissimo<\/em>. L\u2019ingresso finale del coro femminile a due cori, nascosto dietro le quinte, accompagna l&#8217;ascoltatore verso l&#8217;infinito: le voci sfumano gradualmente senza cadenza conclusiva, lasciando che la musica si dissolva nel silenzio assoluto dell&#8217;universo.<\/p>\n\n\n\n<p><br>La locandina:<br><strong><br>Ludwig van Beethoven<br><\/strong><em>Egmont<\/em>, ouverture op. 84<br>Sostenuto ma non troppo \/ Allegro \/ Allegro con brio<br><br>Concerto n. 1 in do maggiore op. 15 per pianoforte e orchestra<br>Allegro con brio \/ Largo \/ Rond\u00f2: Allegro scherzando<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Gustav Holst<br><\/strong>\u201cThe Planets\u201d, suite op. 321. <em>Mars, the Bringer of War<\/em> (Marte, il portatore di guerra)<br>Allegro<br>2. <em>Venus, the Bringer of Peace<\/em> (Venere, il portatore di pace)<br>Adagio<br>3. <em>Mercury, the Winged Messenger<\/em> (Mercurio, il messaggero alato)<br>Vivace<br>4. <em>Jupiter, the Bringer of Jollity<\/em> (Giove, il portatore di allegria)<br>Allegro giocoso<br>5. <em>Saturn, the Bringer of Old Age<\/em> (Saturno, il portatore della vecchiaia)<br>Adagio<br>6. <em>Uranus, the Magician<\/em> (Urano, il mago)<br>Allegro<br>7. <em>Neptune, the Mystic<\/em> (Nettuno, il mistico)<br>Andante \/ Allegretto_<em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Direttore<\/em><strong> Aziz Shokhakimov<br><\/strong><em>Pianoforte<\/em> <strong>Alexandra Dovgan<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Orchestra e Coro femminile del Maggio Musicale Fiorentino<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Maestro del Coro <\/em><strong>Lorenzo Fratini<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Aziz Shokhakimov\u201cGustav Holst &#8211; The Planets\u201d Gioved\u00ec 15 ottobre alle ore 20, in Sala Mehta, Aziz Shokhakimov sul podio dell\u2019Orchestra [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-97747","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-sin-categoria"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/97747","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=97747"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/97747\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":97749,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/97747\/revisions\/97749"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=97747"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=97747"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=97747"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}