{"id":97931,"date":"2026-10-18T10:43:44","date_gmt":"2026-10-18T10:43:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=97931"},"modified":"2026-10-18T10:43:45","modified_gmt":"2026-10-18T10:43:45","slug":"raccontando-la-grecita-in-eleonora-duse-di-pierfranco-bruni-un-nuovo-testo-del-comitato-celebrazioni-eleonora-duse-con-il-contributo-di-esperti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=97931","title":{"rendered":"RACCONTANDO LA GRECIT\u00c0 IN ELEONORA DUSE DI PIERFRANCO BRUNI UN NUOVO TESTO DEL COMITATO CELEBRAZIONI ELEONORA DUSE CON IL CONTRIBUTO DI ESPERTI"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1000372916.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"535\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1000372916-1024x535.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-97932\" style=\"width:352px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1000372916-1024x535.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1000372916-300x157.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1000372916-768x401.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1000372916-1536x802.jpg 1536w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1000372916-2048x1070.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Eleonora Duse e la grecit\u00e0. Tema affascinante che Pierfranco Bruni sviluppa attraverso un immaginario di simboli. Infatti il libro non si legge ma si ascolta. \u00c8 questo di Pierfranco Bruni, pubblicato per il Comitato Nazionale per le celebrazioni del centenario della morte di Eleonora Duse presieduto da Giordano Bruno Guerri, per Luigi Pellegrini Editore, 167 pagine. Il titolo dice tutto e dice poco: Raccontando la grecit\u00e0 in Eleonora Duse. Potrebbe sembrare un saggio accademico sulla classicit\u00e0 nell&#8217;attrice. Non lo \u00e8. \u00c8 un libro di invenzione, di fantasia colta, di teatro dentro il teatro.<\/p>\n\n\n\n<p>Bruni lo dichiara fin dall&#8217;avvertenza, con una onest\u00e0 disarmante: Mi sono inventato dialoghi, incontri e lettere. Forse mi sono reinventato anche io. Ho tutto costruito con la fantasia. \u00c8 la chiave. Insomma si tratta di un dialogo immaginario come forma critica. Bruni non fa storiografia della Duse. Fa quello che la Duse stessa faceva sulla scena: non interpreta, rivive. L&#8217;autore costruisce una serie di incontri impossibili che diventano possibili proprio perch\u00e9 teatrali. Eleonora Duse incontra Pitagora a Metaponto tra le colonne del tempio di Hera, dialoga con Grazia Deledda a Roma su Cenere, parla con Ibico come due aedi, risponde a Sofocle che le chiede come ha potuto capire Antigone, incontra Omero, Euripide, Socrate, Seneca.<\/p>\n\n\n\n<p>E poi la geografia si allarga e diventa Mediterraneo intero: Eleonora a Tunisi, a Zante con Ugo Foscolo dove il meriggio \u00e8 una cetra sospesa, a Cipro con Proust, a Tebe con Elena di Troia, a Creta con Euridice, sull&#8217;isola di Ogigia con Circe, a Crotone con Corrado Alvaro, in Versilia con Gabriele d&#8217;Annunzio. Dialoga con Cleopatra, con Cassandra, con Medea, con Cesare Pavese, con Ana\u00efs Nin, con Colette, con Giacomo Casanova, con Ludovico Ariosto, scrive a Kavafis e a Ovidio.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 un dispositivo letterario antico e nobilissimo, quello dei Dialoghi dei morti di Luciano, ma Bruni lo piega a una esigenza modernissima: raccontare la grecit\u00e0 non come citazione erudita, ma come condizione dell&#8217;anima. Il libro \u00e8 un coro a pi\u00f9 voci, come conferma la stessa struttura editoriale.<\/p>\n\n\n\n<p>Il saggio introduttivo \u00e8 di Annarita Miglietta. Nella sua introduzione coglie subito la comunione di Bruni con la poetica della Duse: i principi del mito greco che rendono un&#8217;arte caduca come il teatro immortale. Oltre ogni tempo e ogni latitudine. \u00c8 la grecit\u00e0 come destino, non come citazione. Quella grecit\u00e0 che fa esclamare alla Duse, davanti alle colonne di Santa Maria Sopra Minerva ad Assisi: Anche qui trionfatrice, come sull&#8217;Acropoli.<\/p>\n\n\n\n<p>Segue la sezione centrale, tutta di Bruni, con l&#8217;avvertenza Occorre un&#8217;avvertenza Ebbene s\u00ec, la Premessa L&#8217;ombra che arde, i Dialoghi e incontri e i due saggi di sintesi: Eleonora Duse e la grecit\u00e0 Tra il mito, il teatro e la fantasia e Eleonora Duse e il mondo mediterraneo e greco, dove Bruni fissa la sua tesi: Il mito \u00e8 la verit\u00e0 pi\u00f9 profonda della nostra esistenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Il volume si arricchisce di importanti contributi. Maria Pia Pagani, ne Il ritorno alla Citt\u00e0 morta di Eleonora Duse, ci riporta al gesto estremo dell&#8217;attrice: riallestire d&#8217;Annunzio vent&#8217;anni dopo, dopo tredici anni di silenzio. Perch\u00e9 il mito non muore. La Citt\u00e0 morta torna perch\u00e9 la Duse \u00e8 sacerdotessa del mito. Il teatro, per lei, \u00e8 rito. \u00c8 il luogo dove il mito si manifesta, dove la vita e la morte si incontrano.<\/p>\n\n\n\n<p>Stefania Romito, componente del Comitato Eleonora Duse, in Duse e Cleopatra L&#8217;inconsapevole ineluttabilit\u00e0 del sublime, entra nel cuore ermeneutico della Divina. L&#8217;eros non \u00e8 tema: \u00e8 liturgia. La sensualit\u00e0 non \u00e8 ornamento: \u00e8 conoscenza. La sua Cleopatra appare nel camerino del Carignano non come regina ma come archetipo del martirio d&#8217;amore.<\/p>\n\n\n\n<p>Marilena Cavallo, nella Conclusione Raccontando la grecit\u00e0 in Eleonora Duse, tira le fila del percorso. Il suo intervento \u00e8 una lettura comparata su pi\u00f9 davanzali: dall&#8217;ingresso dell&#8217;introduzione, al palazzo delle lettere e dei dialoghi completamente inventati, dalle stanze comunicanti.<\/p>\n\n\n\n<p>La grecit\u00e0 per Bruni non \u00e8 repertorio. \u00c8 destino. La Duse \u00e8 tragica nella vita e sulla scena perch\u00e9 \u00e8 greca nel senso pi\u00f9 arcaico: non conosce la separazione tra vita e arte, tra compianto e rappresentazione. Bruni cita una lettera della Duse del 4 agosto 1884: io mi metto con loro e per loro e le frugo perch\u00e9 il compianto femminile \u00e8 il pi\u00f9 grande e dettagliato. E il critico Lucia Rea ricorda che il compianto \u00e8 piangere con altri.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco, la Duse piange con Medea, con Antigone, con Fedra. Non le recita. Le riconosce, dice Bruni, come stanze della sua casa interiore.<\/p>\n\n\n\n<p>A Metaponto, Pitagora le dice: La verit\u00e0 \u00e8 dentro di te. \u00c8 il numero, il ritmo, l&#8217;armonia. \u00c8 la Duse che rifiutava il trucco, che entrava in scena non vista, che faceva della magnificent repression come scrisse il Time nel 1923 quando fu la prima donna in copertina.<\/p>\n\n\n\n<p>Con Sofocle, il dialogo \u00e8 sulla disobbedienza di Antigone alle leggi del tiranno per fedelt\u00e0 alle leggi divine. Con Seneca a Roma, in un giardino, il dialogo \u00e8 sulla felicit\u00e0 che non \u00e8 qualcosa che si trova, \u00e8 qualcosa che si crea. Con Grazia Deledda, il dialogo \u00e8 tra due donne che conoscono la terra che non perdona.<\/p>\n\n\n\n<p>Il capitolo pi\u00f9 alto, letterariamente, \u00e8 Zante. Il meriggio \u00e8 una cetra sospesa. Dialogo tra Eleonora e Ugo Foscolo. Zante \u00e8 la patria di Foscolo, \u00e8 l&#8217;isola del mito. Foscolo dice a Eleonora: A Zante ogni sasso \u00e8 altare. Ogni onda \u00e8 verso. Io nacqui qui. E qui imparai che gli d\u00e8i non muoiono. Traslocano. E la Duse risponde: La grecit\u00e0 non \u00e8 geografia. \u00c8 destino. \u00c8 quel nodo che stringe il tempo e lo fa dire mito.<\/p>\n\n\n\n<p>E poi c&#8217;\u00e8 Cleopatra, che \u00e8 il doppio oscuro della Duse. In Duse e Cleopatra L&#8217;inconsapevole ineluttabilit\u00e0 del sublime, Bruni fa dire a Cleopatra: Non siamo state create per i sentimenti del quotidiano che si accontentano del tepore. Noi siamo fatte per vivere l&#8217;inconsapevole ineluttabilit\u00e0 del sublime.<\/p>\n\n\n\n<p>Il libro \u00e8 scritto con una lingua volutamente anacronistica, a tratti lirica, a tratti didascalica, come un copione. I dialoghi sono brevi, spezzati, con riprese anaforiche alla maniera di Ibico. Non cerca il realismo storico, cerca la verit\u00e0 poetica. Bruni mette accanto, senza timore, Omero e Proust, Kavafis e Pavese, perch\u00e9 per la Duse il tempo \u00e8 simultaneo. Come scrive nella premessa: Il teatro per lei non era mestiere. Era utero. Era esodo. Era l&#8217;unico luogo dove la donna poteva essere intera senza essere fatta a pezzi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 anche un libro politico, nel senso pi\u00f9 alto. La Duse che sbatte la porta di Nora non esce dalla casa di bambola di Ibsen, esce dalla casa di bambola del mondo. La sua tosse di Margherita Gautier non \u00e8 tisi, \u00e8 manifesto per tutte le donne a cui \u00e8 stato detto taci e sorridi.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel centenario della morte, 1924 2024, questo libro ha un valore particolare. Non aggiunge un documento inedito, aggiunge uno sguardo. Ci ricorda che abbiamo addomesticato il tragico, lo abbiamo messo in saldo, come scrive Bruni. Abbiamo paura delle donne che non si scusano. La Duse non si scus\u00f2 mai.<\/p>\n\n\n\n<p>Il volume si chiude con una sezione preziosa di lettere e telegrammi tra d&#8217;Annunzio e Duse sulla Citt\u00e0 Morta, che riporta alla storia dopo tanto sogno.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 un libro che va letto come si entra in un tempio greco al meriggio: in silenzio, scalzi, con la luce che \u00e8 lama e carezza insieme. Bruni non ha scritto un saggio sulla Duse. Ha scritto con la Duse. E questo fa tutta la differenza. \u00c8 un libro necessario per chi ama il teatro, per chi ama la grecit\u00e0 non come nozione ma come ferita. Un discorso imponente tra mito e viaggio nel tempo non solo teatrale ma onirico e umano, reso possibile proprio dalla coralit\u00e0 delle voci: Miglietta che apre, Pagani e Romito che custodiscono il mito, Cavallo che chiude, e Bruni che nel mezzo fa da cantore che raccoglie segni e tracce mitiche trasformando tutto in archetipi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Eleonora Duse e la grecit\u00e0. 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