{"id":97984,"date":"2026-10-20T11:09:47","date_gmt":"2026-10-20T11:09:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=97984"},"modified":"2026-10-20T11:09:48","modified_gmt":"2026-10-20T11:09:48","slug":"guido-miano-editore-33","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=97984","title":{"rendered":"GUIDO MIANO EDITORE"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>NOVIT\u00c0 EDITORIALE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Dibuono-Angela-2026-AL-Il-silenzio-che-accompagna-fronte.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"628\" height=\"1024\" data-id=\"97985\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Dibuono-Angela-2026-AL-Il-silenzio-che-accompagna-fronte-628x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-97985\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Dibuono-Angela-2026-AL-Il-silenzio-che-accompagna-fronte-628x1024.jpg 628w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Dibuono-Angela-2026-AL-Il-silenzio-che-accompagna-fronte-184x300.jpg 184w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Dibuono-Angela-2026-AL-Il-silenzio-che-accompagna-fronte-768x1252.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Dibuono-Angela-2026-AL-Il-silenzio-che-accompagna-fronte.jpg 924w\" sizes=\"(max-width: 628px) 100vw, 628px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Dibuono-Angela-2026-AL-Il-silenzio-che-accompagna-fronte3D.png\"><img decoding=\"async\" width=\"576\" height=\"986\" data-id=\"97986\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Dibuono-Angela-2026-AL-Il-silenzio-che-accompagna-fronte3D.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-97986\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Dibuono-Angela-2026-AL-Il-silenzio-che-accompagna-fronte3D.png 576w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Dibuono-Angela-2026-AL-Il-silenzio-che-accompagna-fronte3D-175x300.png 175w\" sizes=\"(max-width: 576px) 100vw, 576px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<p><strong>\u00c8 uscito il libro di poesie:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>IL SILENZIO CHE ACCOMPAGNA <\/strong><strong>di <\/strong><strong>ANGELA DIBUONO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>con prefazione di Michele Miano<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Pubblicato il libro di poesie dal titolo \u201cIl silenzio che accompagna\u201ddi Angela Dibuono, con prefazione di Michele Miano, nella prestigiosa collana \u201cAlcyone 2000\u201d, Guido Miano Editore, Milano 2026.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono poeti che attraversano il tempo con passo lieve, ma con una voce che non smette di interrogare la realt\u00e0. Angela Dibuono appartiene a questa genealogia: la sua parola nasce da un ascolto profondo, da una fedelt\u00e0 al vissuto, da una capacit\u00e0 rara di trasformare la fragilit\u00e0 in conoscenza. <em>Il silenzio che accompagna<\/em> non \u00e8 soltanto un\u2019antologia: \u00e8 la ricomposizione di un cammino, la restituzione di una voce che ha saputo attraversare decenni di scrittura mantenendo intatta la propria autenticit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Fin dalle prime pagine, i testi rivelano una poetessa che osserva il presente con lucidit\u00e0 e inquietudine. La modernit\u00e0 digitale, la solitudine urbana, la perdita del contatto umano diventano materia poetica. In <em>C\u2019era un tempo<\/em>, l\u2019autrice ricorda un passato in cui \u00abincontrarsi era un rito di voci e di mani\u00bb, contrapponendolo alla contemporaneit\u00e0 dove \u00abil tramonto muore in un <em>post<\/em>\u00bb. \u00c8 un verso che condensa un\u2019intera epoca, un\u2019intera trasformazione antropologica: la sostituzione dell\u2019esperienza con la sua immagine. La citt\u00e0 \u00e8 protagonista di molte liriche: una metropoli lucida, scintillante, ma priva di calore. In <em>Metropoli <\/em><em>cieca,<\/em> \u00abmarmo, vetro, acciaio\u00bb compongono un paesaggio dove \u00abl\u2019indifferenza \u00e8 un muro trasparente\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>In <em>Cronaca di un vetro rotto<\/em>, la poetessa osserva \u00abgiovani facce, cuori d\u2019asfalto\u00bb che cercano un urto per sentirsi vivi. Sono immagini che non giudicano, ma testimoniano: la poesia diventa sismografo del disagio contemporaneo, capace di cogliere le crepe sotto la superficie del benessere.<\/p>\n\n\n\n<p>Accanto alla dimensione urbana, si apre quella naturale, luminosa, alpina. I testi dedicati a Innsbruck e alle valli del Tirolo sono tra i pi\u00f9 intensi della raccolta. In <em>Vene azzurre in movimento<\/em>, l\u2019acqua dei fiumi alpini \u00e8 \u00abun turchese freddo, un cristallo fuso\u00bb, mentre in <em>Gioia pura, l\u2019aria frizzante del Tirolo<\/em> la natura diventa un luogo di rinascita: \u00able cime innevate forano il cielo azzurro,\/ giganti bianchi, custodi di silenzi antichi\u00bb. Qui la parola si fa contemplazione, quasi preghiera, e la poetessa ritrova un respiro pi\u00f9 ampio, una sacralit\u00e0 della luce che cura e rigenera.<\/p>\n\n\n\n<p>La raccolta attraversa poi la stagione della pandemia, con la sua sospensione e le sue paure. In <em>Per non dimenticare<\/em>, dietro \u00abmascherine senza sorrisi\u00bb, le anime resistono, custodendo una speranza che non si lascia cancellare. \u00c8 una poesia che non indulge nel dolore, ma lo attraversa con compostezza, trasformandolo in memoria condivisa.<\/p>\n\n\n\n<p>Molti testi sono dedicati alla memoria familiare, alla perdita, alla cura. In <em>Davanti alla finestra<\/em> l\u2019autrice ascolta le parole di un fratello morente che, dal letto d\u2019ospedale, confessa: \u00abquasi incosciente sono cosciente d\u2019amarla\/ questa vita\u00bb. In <em>L\u2019ultimo dono<\/em> il padre diventa presenza che resiste anche nell\u2019addio: \u00abquel cenno d\u2019addio\/ semplice come una preghiera\u00bb. Sono pagine di grande delicatezza, dove la poesia diventa gesto di custodia, di gratitudine, di riconciliazione.<\/p>\n\n\n\n<p>La voce di Angela Dibuono \u00e8 anche civile, attenta alle ferite del mondo. In <em>Grida forte il silenzio<\/em> la poetessa ricorda \u00abbianche innocenze\u00bb travolte dalla guerra, e confessa la propria impotenza di fronte alle immagini che \u00abarrivano attraverso gli occhi\/ a scavarci l\u2019anima\u00bb. In <em>Quanto costa Kabul?,<\/em> dedicata alle vittime dell\u2019attentato del 2009, la domanda \u00e8 diretta, senza retorica: \u00abQuanto costa Kabul se i sogni si dissolvono\/ in girandole di schegge lavate col sangue?\u00bb. Qui la poesia diventa testimonianza, memoria, responsabilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>La voce di Angela Dibuono sa essere anche intimista, essenziale, quasi sussurrata. Nella lirica <em>Le parole sono confini<\/em> l\u2019autrice confessa: \u00abTaccio per non limitarti.\/ Le parole sono confini\u00bb. In <em>All\u2019ombra sacra del salice<\/em> l\u2019amore \u00e8 un luogo di attesa e di pudore: \u00abNon dissi mai ti amo.\/\/ Eppure amai sempre intensamente\u00bb. Sono versi che rivelano una poetica della misura, della delicatezza, della verit\u00e0 non gridata. La prima sezione <em>Il silenzio che accompagna<\/em>, che raccoglie poesie inedite e che d\u00e0 il titolo al volume, si chiude con componimenti brevi, haiku e tanka, dove la parola si fa ancora pi\u00f9 essenziale. In un haiku \u00abil tempo attese e rimpianti\/ ricordi tornano\u00bb; in un tanka \u00abci\u00f2 che ieri bruciava\/ oggi \u00e8 feritoia per l\u2019oltre\u00bb. \u00c8 la sintesi di un\u2019intera poetica: la capacit\u00e0 di trasformare la ferita in varco, il dolore in conoscenza, il silenzio \u201cche non tace\u201d in presenza attiva.<\/p>\n\n\n\n<p>La raccolta si apre poi alle opere precedenti, restituendo la continuit\u00e0 di una voce che ha saputo evolversi senza perdere la propria radice. In <em>Ventanas<\/em>, la poetessa ritrae il paese natio con immagini che sono insieme antropologiche e affettive: \u00abImpigriscono giovani\/ di ieri sulle panchine\/ (\u2026) Intristiscono ragazze\/ alle finestre come rondini\u2026\u00bb. Nella sezione <em>Spicchi di luna\u2026 orizzonti lucani,<\/em> la terra lucana \u00e8 protagonista: \u00abperpetuamente\/ semplice e ridente\/ come un cespo\/ di ginestra in fiore\u00bb. \u00c8 una poesia che custodisce la memoria dei luoghi, delle persone, delle stagioni dell\u2019anima.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Il silenzio che accompagna<\/em> \u00e8 dunque un ritratto poetico completo: un mosaico che permette di cogliere la profondit\u00e0 di una voce che ha attraversato la vita senza mai smettere di interrogare il mondo. La poesia di Angela Dibuono \u00e8 fatta di silenzi che parlano, di ferite che diventano luce, di memorie che non chiedono consolazione ma verit\u00e0. \u00c8 una poesia che sa essere civile senza perdere la sua intimit\u00e0, che sa essere personale senza chiudersi al mondo, che sa essere lucana e universale allo stesso tempo. Accogliere questo volume significa entrare in un territorio poetico che non concede scorciatoie: richiede attenzione, ascolto, disponibilit\u00e0. Ma chi sapr\u00e0 offrirle, trover\u00e0 un dono raro: la compagnia di una parola che resta, che illumina, che custodisce. Il che non \u00e8 poco. Perch\u00e9 la poesia di Angela Dibuono non si limita a raccontare: <strong>accompagna<\/strong><strong>.<\/strong> \u00c8 una voce che si avvicina senza invadere, che consola senza promettere, che ricorda senza ferire. \u00c8 una voce che sa stare accanto, come fanno le presenze pi\u00f9 vere: quelle che non chiedono nulla, ma restano.<\/p>\n\n\n\n<p>In molti suoi versi, la poetessa sembra parlare direttamente al lettore, come quando confessa: \u00abTaccio per non limitarti.\/ Le parole sono confini\u00bb (<em>Le parole sono confini<\/em>). Qui la poesia diventa gesto di cura, di rispetto, di pudore: un modo per dire che l\u2019amore, la memoria, la ferita non hanno bisogno di essere spiegati, ma custoditi. E in altri momenti, la sua voce si fa quasi un abbraccio, come nell\u2019immagine della figura cara ed emblematica della nonna \u00abicona di saggezza\u00bb seduta \u00abin riva al fiume senza tempo del ricordo\u00bb (<em>Sei bella<\/em>).<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 in questi frammenti che la poesia di Angela Dibuono raggiunge la sua verit\u00e0 pi\u00f9 alta: <strong>la capacit\u00e0 di trasformare il dolore in luce<\/strong>,l\u2019assenza in presenza, la fine in un inizio che continua a vibrare.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 una commozione che attraversa tutto il libro, ma non \u00e8 mai esibita. \u00c8 una commozione che nasce dalla vita stessa: dai figli che crescono, dai vecchi che pregano \u00abcome innamorati un po\u2019 sconvolti\u00bb (<em>Come innamorati un po\u2019 sconvolti<\/em>), dalle madri che restano mute perch\u00e9 parla soltanto il loro silenzio (<em>Silenzio di madre<\/em>), dai paesi lucani che conservano ancora il palpito antico della vita (<em>Ventanas<\/em>).<\/p>\n\n\n\n<p>Alla fine del percorso, il lettore comprende che questa antologia non \u00e8 solo un libro: \u00e8 una <strong>vita intera che si lascia attraversare<\/strong><strong>,<\/strong> una memoria che si offre, una voce che chiede di essere ascoltata non per essere capita, ma per essere condivisa. E allora <em>Il silenzio che accompagna<\/em> diventa un libro che non si chiude: si posa. Resta sul tavolo, sul comodino, nella memoria. Resta come restano le testimonianze che hanno toccato davvero.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 la poesia di Angela Dibuono non passa: <strong>rimane<\/strong><strong>.<\/strong> Rimane nelle immagini, nei silenzi, nelle ferite, nei paesaggi, nei gesti. Rimane come rimane un volto amato, come rimane un profumo, come rimane una voce che non si dimentica.<\/p>\n\n\n\n<p>E chi legger\u00e0 queste pagine, forse, scoprir\u00e0 che qualcosa si muove dentro: un ricordo, un dolore, una tenerezza, una domanda. E capir\u00e0 che la poesia, quando \u00e8 autentica, non consola: accompagna. E quando accompagna, non abbandona pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>Michele Miano<\/p>\n\n\n\n<p>Angela Dibuono, <em>Il silenzio che accompagna, <\/em>prefazione di Michele Miano, Guido Miano Editore, Milano 2026, pp.88, isbn 979-12-81351-99-8, mianoposta@gmail.com.<\/p>\n\n\n\n<p>__________________________<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019AUTRICE<\/p>\n\n\n\n<p>Angela Dibuono \u00e8 nata ad Armento (PZ); ha compiuto i suoi studi presso la Facolt\u00e0 di Materie Letterarie dell\u2019Ateneo di Salerno in un periodo ricco di frequentazioni culturali con artisti ed editori. La sua produzione letteraria, varie raccolte di poesia, narrativa e saggi critici, \u00e8 stata seguita ed apprezzata da poeti, critici letterari ed artisti tra cui Alda Merini, Roberto Carifi, Luigi Fontanella, Luigi Reina, Sebastiano Martelli, Raffaele Nigro, Pasquale Francischetti, Mario Santoro, Patrizia Del Puente (poesia dialettale), Dante Maffia e Silvana Arbia (narrativa), Eugenio Bennato e Michele Placido. In et\u00e0 di riposo lavorativo, l\u2019autrice prosegue il suo percorso letterario fondato sulla poetica del silenzio attivo e di testimonianza antropologica. A questo affianca da sempre una costante attivit\u00e0 di volontariato culturale (eventi e concorsi letterari) e civico destinando il ricavato delle vendite dei suoi libri a sostegno della Fondazione AIRC per la ricerca.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>NOVIT\u00c0 EDITORIALE \u00c8 uscito il libro di poesie: IL SILENZIO CHE ACCOMPAGNA di ANGELA DIBUONO con prefazione di Michele Miano [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[22],"tags":[],"class_list":["post-97984","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-libros-y-revistas-literatura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/97984","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=97984"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/97984\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":97987,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/97984\/revisions\/97987"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=97984"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=97984"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=97984"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}