{"id":98045,"date":"2026-10-22T22:16:09","date_gmt":"2026-10-22T22:16:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=98045"},"modified":"2026-10-22T22:16:09","modified_gmt":"2026-10-22T22:16:09","slug":"la-militarizzazione-delle-citta-e-la-fragile-illusione-della-sicurezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=98045","title":{"rendered":"La militarizzazione delle citt\u00e0 e la fragile illusione della sicurezza"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Carlo-Di-Stanislao-1-1-1-1-1-1-1-1-1-1-1-1.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"960\" height=\"932\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Carlo-Di-Stanislao-1-1-1-1-1-1-1-1-1-1-1-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-97444\" style=\"width:152px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Carlo-Di-Stanislao-1-1-1-1-1-1-1-1-1-1-1-1.jpg 960w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Carlo-Di-Stanislao-1-1-1-1-1-1-1-1-1-1-1-1-300x291.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Carlo-Di-Stanislao-1-1-1-1-1-1-1-1-1-1-1-1-768x746.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p>\u200b\u00abIl potere non \u00e8 mai propriet\u00e0 di un uomo; esso appartiene a un gruppo e rimane in esso solo fintanto che il gruppo non si disperde. Quando diciamo che qualcuno \u00e8 \u00abal potere\u00bb, intendiamo che \u00e8 autorizzato da un certo numero di persone ad agire in loro nome. Nel momento in cui la forza nuda e cruda entra in gioco, il potere viene meno.\u00bb \u2014 Hannah Arendt<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bLa militarizzazione dei contesti urbani, recentemente rilanciata con l&#8217;invio di cinquecento paracadutisti della Folgore a Milano a seguito dei gravi scontri del 18 ottobre, rivela un inquietante cambio di passo nella gestione dell&#8217;ordine pubblico nel nostro Paese. Di fronte ai disordini e al clima di tensione che attraversa le piazze italiane, la risposta delle istituzioni sembra essersi ridotta a un automatismo repressivo: calare dall&#8217;alto la forza militare, trasformando le strade in teatri di operazione permanente. \u00c8 uno scenario che genera profonda preoccupazione, non solo per la sproporzione dei mezzi impiegati, ma soprattutto perch\u00e9 testimonia l&#8217;incapacit\u00e0 cronica della politica di affrontare le radici profonde del disagio sociale. Ridurre la sicurezza a una questione di blindati, fucili e reparti d&#8217;\u00e9lite significa abdicare al compito primario della democrazia: tessere il tessuto della coesione civile attraverso l&#8217;ascolto, la prevenzione e la giustizia sociale.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bIl ritorno della logica d&#8217;eccezione nelle strade italiane<br>\u200bIl piano che porta il totale dei militari impiegati nell&#8217;operazione \u201cStrade Sicure\u201d a quota 6.800 unit\u00e0 non rappresenta pi\u00f9, da tempo, una misura straordinaria o temporanea. \u00c8 diventato un elemento strutturale, un surrogato permanente di politiche pubbliche in evidente affanno. Quando il ministro dell&#8217;Interno Matteo Piantedosi parla di \u00abalte aspettative sui cinquecento militari\u00bb e ne esalta la \u00abmassima mobilit\u00e0\u00bb, mentre il vicepremier Matteo Salvini evoca l&#8217;impiego di veicoli tattici come i Lince e di droni di sorveglianza per presidiare il capoluogo lombardo, ci troviamo di fronte a una deriva pericolosa. Si confonde deliberatamente la difesa dei confini nazionali con la gestione della cittadinanza. I soldati, per loro stessa natura, addestrati al combattimento e alla neutralizzazione del nemico, non possono e non debbono essere impiegati come guardiani della vita quotidiana dei cittadini. Assegnare a reparti paracadutisti compiti di vigilanza e pattugliamento urbano significa sovvertire i confini costituzionali tra forze armate e forze di polizia, alimentando una percezione di assedio che produce ansia anzich\u00e9 serenit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bTra droni, blindati e la spettacolarizzazione del controllo<br>\u200bLa retorica della tolleranza zero, accompagnata dall&#8217;esibizione muscolare di mezzi corazzati e tecnologie di sorveglianza avanzata, risponde a una logica puramente spettacolare. Si vuole dare l&#8217;impressione di un pugno di ferro, di uno Stato forte che non indietreggia di un centimetro. Ma quale sicurezza pu\u00f2 garantire un sistema che militarizza i quartieri? La presenza di soldati armati e mezzi pesanti non previene la criminalit\u00e0 diffusa n\u00e9 disinnesca le tensioni sociali; al contrario, le esaspera. Crea una frattura insanabile tra le istituzioni e le fasce pi\u00f9 vulnerabili della popolazione, trasformando le periferie e i centri storici in spazi di sospensione dei diritti. Le norme che consentono al personale militare di agire con funzioni di agente di pubblica sicurezza \u2014 procedendo a identificazioni e perquisizioni immediate \u2014 dilatano pericolosamente i margini della discrezionalit\u00e0 operativa, comprimendo le garanzie individuali. Quando il controllo dello spazio pubblico viene affidato alla logica della minaccia latente, a rimetterne non \u00e8 solo la libert\u00e0 personale, ma la stessa tenuta democratica della Repubblica.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bI limiti costituzionali e il cortocircuito della giurisdizione<br>\u200bC&#8217;\u00e8 un aspetto giuridico e politico che merita la massima attenzione e che dovrebbe allarmare chiunque abbia a cuore lo stato di diritto. Il personale militare, pur operando formalmente a supporto delle forze di polizia e con specifici poteri previsti dalla legislazione speciale, risponde a catene di comando differenti e a una dottrina d&#8217;azione che mal si concilia con la mediazione e la tutela dei diritti civili. Sebbene sia previsto il ricorso agli uffici della Polizia di Stato o dei Carabinieri per gli atti di polizia giudiziaria, la linea di demarcazione tra prevenzione militare e repressione giudiziaria si fa ogni giorno pi\u00f9 labile. Questo cortocircuito istituzionale sposta l&#8217;asse della sovranit\u00e0 verso un modello securitario autoritario, in cui l&#8217;ordine pubblico viene garantito non attraverso il consenso e la legalit\u00e0 democratica, ma attraverso la dissuasione armata. \u00c8 un fallimento mascherato da efficienza: si militarizza il territorio perch\u00e9 si \u00e8 incapaci di investire sulla scuola, sul lavoro, sull&#8217;integrazione e sulla rigenerazione urbana.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bLa sicurezza non si decreta con le baionette<br>\u200bLa sicurezza reale \u00e8 il frutto di comunit\u00e0 coese, di servizi sociali efficienti, di opportunit\u00e0 per i giovani, di una giustizia giusta e di un welfare che non lasci nessuno indietro. Pensare che cinquemila o cinquemilaquattrocento soldati in pi\u00f9 possano risolvere il problema della sicurezza urbana \u00e8 un&#8217;illusione ottica pericolosa, buona soltanto per alimentare una propaganda muscolare che sfrutta la paura dei cittadini. Ogni volta che lo Stato sceglie di rispondere ai conflitti sociali con i blindati in piazza, ammette implicitamente la propria sconfitta politica e culturale. Una democrazia matura non ha bisogno di indossare l&#8217;elmetto per farsi rispettare; ha bisogno di giustizia, trasparenza e dialogo. La deriva militarista a cui stiamo assistendo non \u00e8 una soluzione, ma l&#8217;anticamera di una societ\u00e0 irrigidita e spaventata, dove la paura viene coltivata per giustificare il controllo totale. E finch\u00e9 continueremo a confondere la pace sociale con il coprifuoco mascherato da operazione di polizia, continueremo a smarrire il senso profondo della nostra convivenza civile.<\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Tutte l\u2019<a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=96186#\">opinioni<\/a> versati nel sito correspondono solo a chi la manifesta. Non e necessariamente l\u2019opinione della Direzione<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u200b\u00abIl potere non \u00e8 mai propriet\u00e0 di un uomo; esso appartiene a un gruppo e rimane in esso solo fintanto [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[35],"tags":[],"class_list":["post-98045","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-opiniones"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/98045","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=98045"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/98045\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":98046,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/98045\/revisions\/98046"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=98045"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=98045"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=98045"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}