{"id":98053,"date":"2026-10-23T08:58:35","date_gmt":"2026-10-23T08:58:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=98053"},"modified":"2026-10-23T08:58:36","modified_gmt":"2026-10-23T08:58:36","slug":"il-nuovo-disordine-mondiale-e-il-ruolo-delleuropa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=98053","title":{"rendered":"Il nuovo disordine mondiale e il ruolo dell&#8217;Europa"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Giuseppe-Lalli.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1022\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Giuseppe-Lalli-1022x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-98054\" style=\"width:218px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Giuseppe-Lalli-1022x1024.jpg 1022w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Giuseppe-Lalli-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Giuseppe-Lalli-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Giuseppe-Lalli-768x770.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Giuseppe-Lalli-1533x1536.jpg 1533w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Giuseppe-Lalli.jpg 1790w\" sizes=\"(max-width: 1022px) 100vw, 1022px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p><em>di Giuseppe Lalli<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La geografia politica dei nostri giorni somiglia sempre pi\u00f9 a un teatro tragico in cui il destino dei popoli \u00e8 tornato a essere deciso da logiche puramente mercantili e rapporti di forza brutali. Di fronte al cinismo di attori globali che trattano i confini e le sovranit\u00e0 come tessere di una scacchiera privata, lo spettacolo pi\u00f9 doloroso \u00e8 l\u2019apparente afasia dell\u2019Europa. Schiacciata tra la vulnerabilit\u00e0 strategica e la tentazione della frammentazione interna, l\u2019Europa rischia di ridursi a spettatrice inerme della propria dissoluzione. Eppure, proprio nel cuore di questa <em>impasse<\/em>, si colloca l\u2019opportunit\u00e0 di una svolta storica: un\u2019accelerazione del processo unitario che non sia una mera reazione burocratica, ma un atto di volont\u00e0 politica nel segno di un profondo risveglio spirituale e culturale. Uscire dall\u2019angolo richiede, anzitutto, il coraggio della concretezza.<\/p>\n\n\n\n<p>Il primo pilastro di questa rinascita non pu\u00f2 che risiedere in un\u2019integrazione economica effettiva. L\u2019Europa deve superare la timidezza dei mercati frammentati e completare un\u2019autentica unione dei capitali dotandosi di strumenti finanziari comuni \u2013 come gli Eurobond strutturali \u2013 finalizzati a sostenere l\u2019innovazione tecnologica e l\u2019indipendenza dalle logiche di scambio a breve termine (vedi, soprattutto, le risorse energetiche). A questa solidit\u00e0 economica deve legarsi, senza ipocrisie, una nuova postura sul tema cruciale della difesa comune. Proteggere la pace e la stabilit\u00e0 del continente esige non solo una politica estera comune, ma anche un\u2019industria militare integrata nel quadro di un esercito comune. Al raggiungimento di questi obiettivi \u00e8 funzionale il superamento del voto all\u2019unanimit\u00e0, affinch\u00e9 una sola politica estera europea possa esprimersi con la fermezza e la rapidit\u00e0 che i tempi impongono. Tuttavia le armi e i mercati sono strumenti sterili se privi di un\u2019anima.<\/p>\n\n\n\n<p>La vera forza dell\u2019Europa non risiede nella sua pur rilevante capacit\u00e0 industriale, ma nella difesa senza riserve della democrazia liberale. In un\u2019epoca in cui il modello democratico liberale \u00e8 insidiato dall\u2019esterno dalle autocrazie e dai totalitarismi, e dall\u2019interno dai populismi demagogici, l\u2019Unione deve riaffermare la centralit\u00e0 dello Stato di diritto, delle libert\u00e0 individuali e della separazione dei poteri come requisiti non negoziabili della cittadinanza comune. La democrazia liberale non \u00e8 un mero meccanismo procedurale, ma, pur con tutti i suoi limiti, la forma politica della libert\u00e0 umana. In un mondo dominato dai fondamentalismi e dai sistemi politici autocratici e totalitari, il nostro continente \u00e8 chiamato ad essere un faro di civilt\u00e0, il veicolo di un ideale \u2013 quello della libert\u00e0 politica e del rispetto dei diritti della persona umana \u2013 che hanno valore universale. Perch\u00e9 questa architettura istituzionale sia solida, \u00e8 indispensabile riscoprire e rivendicare i valori fondanti che hanno plasmato l\u2019identit\u00e0 del continente.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Europa non \u00e8 nata a Mastricht o a Roma con un trattato commerciale; essa affonda le sue radici pi\u00f9 profonde nella straordinaria sintesi della sua storia. Da un lato, vi \u00e8 stata la grande lezione della civilt\u00e0 classica: il pensiero filosofico greco, che ha insegnato al mondo la forza del<em> Logos<\/em>, dell\u2019indagine razionale e del dibattito pubblico; e le istituzioni giuridiche di Roma, che hanno dato forma all\u2019idea di cittadinanza, di legge universale e di Stato. Dall\u2019altro, la rivelazione ebraico-cristiana, che ha introdotto il principio rivoluzionario dell\u2019inviolabile dignit\u00e0 di ogni singola persona umana, creata ad immagine di Dio, e il valore della responsabilit\u00e0 morale e della solidariet\u00e0. \u00c8 in questo innesto fecondo tra la ragione classica e la trascendenza biblica che si \u00e8 generato l\u2019umanesimo europeo. Lo stesso illuminismo \u00e8 figlio di questo matrimonio, non \u00e8 nato per germinazione spontanea.<\/p>\n\n\n\n<p>Abbracciare questa eredit\u00e0 non significa coltivare un nostalgico passatismo, bens\u00ec ritrovare la bussola etica per affrontare le sfide del XXI secolo. Solo riscoprendo chi \u00e8, l\u2019Europa pu\u00f2 sapere che cosa \u00e8 chiamata a difendere. Giova riprendere e attualizzare (a questo serve la memoria storica sorretta dalla riflessione filosofica) la lezione di <strong>Niccol\u00f2 Machiavelli<\/strong> (1469\u20131527). Egli sosteneva che i cardini su cui poggia l\u2019esistenza stessa di una comunit\u00e0 politica siano le buone leggi e le buone armi, animate dal vincolo della religione: vale a dire uno strumento per difendere la patria comune e una fede per cui vivere, lottare, e, se necessario, morire.<\/p>\n\n\n\n<p>La rinuncia a riconoscere le radici cristiane nella Costituzione europea \u00e8 stato un atto di autolesionismo: una civilt\u00e0 senza passato \u00e8 destinata a non avere un futuro. Senza contare che una societ\u00e0 senza identit\u00e0 non avrebbe pi\u00f9 nulla da includere, sarebbe solo un grande calderone. La democrazia liberale non \u00e8 un traguardo acquisito una volta per tutte. Essa va difesa, con gli strumenti della cultura e con un\u2019adeguata struttura militare. <strong>Non \u00e8 pi\u00f9 tempo di illusioni. L\u2019accelerazione verso gli Stati Uniti d\u2019Europa diventa un imperativo non solo geopolitico, ma anche civico e morale<\/strong>. Di fronte ai demiurghi della frammentazione globale, i governanti e i popoli europei hanno il dovere di dimostrare che la democrazia liberale possiede ancora la vitalit\u00e0 e la forza per autodifendersi. \u00c8 tempo che l\u2019Europa rompa il suo silenzio, ritrovi la sua voce, e rivendichi il proprio ruolo nella storia: non come una fortezza isolata, ma come il faro di una civilt\u00e0 che non rinuncia ai suoi tratti distintivi: la libert\u00e0, la giustizia e il primato della dignit\u00e0 umana.<\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Tutte l\u2019<a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=96186#\">opinioni<\/a> versati nel sito correspondono solo a chi la manifesta. Non e necessariamente l\u2019opinione della Direzione<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Giuseppe Lalli La geografia politica dei nostri giorni somiglia sempre pi\u00f9 a un teatro tragico in cui il destino [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[35],"tags":[],"class_list":["post-98053","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-opiniones"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/98053","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=98053"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/98053\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":98055,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/98053\/revisions\/98055"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=98053"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=98053"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=98053"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}