{"id":98086,"date":"2026-10-25T18:12:05","date_gmt":"2026-10-25T18:12:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=98086"},"modified":"2026-10-25T18:12:06","modified_gmt":"2026-10-25T18:12:06","slug":"lettera-agli-studenti-pensando-a-oriana-fallaci-e-alla-sua-lettera-del-1975","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=98086","title":{"rendered":"LETTERA AGLI STUDENTI PENSANDO A ORIANA FALLACI E ALLA SUA LETTERA DEL 1975"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1000374679.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1019\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1000374679-1019x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-98087\" style=\"width:288px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1000374679-1019x1024.jpg 1019w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1000374679-298x300.jpg 298w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1000374679-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1000374679-768x772.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1000374679.jpg 1308w\" sizes=\"(max-width: 1019px) 100vw, 1019px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>LA SCUOLA SENZA RADICE<\/p>\n\n\n\n<p><em>Di Pierfranco Bruni<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Cari ragazzi.<\/p>\n\n\n\n<p>Vi chiederete perch\u00e9 vi scrivo di Oriana Fallaci. In questo particolare contesto autunnale del 2026.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo dico subito avendo tra le mani un suo libro che considero importante. Ovvero Un uomo. Un testo riletto in questi giorni in aereo per Roma, con le pagine tutte sottolineate da anni, anche perch\u00e9 dovr\u00f2 fare una conferenza a Matera proprio sulla Fallaci.<\/p>\n\n\n\n<p>Allora&#8230; Andiamo al punto della questione.<\/p>\n\n\n\n<p>Oriana Fallaci non \u00e8 una pedagogista, non \u00e8 una psicologa, non \u00e8 una politica. \u00c8 una donna che ha vissuto tutto restando sempre sul campo con coraggio, dignit\u00e0 e libert\u00e0, senza mai cedere a nessun compromesso e a nessun conformismo. \u00c8 questo che la rende necessaria a scuola, proprio perch\u00e9 la scuola oggi cede a tutto per paura di disturbare.<\/p>\n\n\n\n<p>Scrisse una Lettera agli studenti nel lontano 1975.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma prima alcuni dettagli su di lei. Chi \u00e8 Oriana. Ve lo dico in pochi tratti perch\u00e9 la memoria va restituita esatta. Nasce a Firenze il 29 giugno 1929, staffetta partigiana a quattordici anni con nome di battaglia Emilia, giornalista a diciassette anni, inviata di guerra sparata tre volte a Citt\u00e0 del Messico nel 1968 e trascinata per i capelli, compagna di Alekos Panagulis incontrato ad Atene il 21 agosto 1973 e morto il 1 maggio 1976, docente a Chicago, Yale, Harvard e Columbia, autrice da I sette peccati di Hollywood nel 1958 a Lettera a un bambino mai nato nel 1975, da Un uomo nel 1979 a Insciallah nel 1990, fino a La rabbia e l&#8217;orgoglio nel 2001, La forza della ragione nel 2004, L&#8217;Apocalisse nel 2004. Muore a Firenze il 15 settembre 2006. Donna coraggio fino all&#8217;ultimo respiro.<\/p>\n\n\n\n<p>Oriana \u00e8 una delle poche &#8211; e lo dico perch\u00e9 l&#8217;ho conosciura e l&#8217;ho studiata per anni &#8211; che ha legato in modo inscindibile tre questioni che la vostra scuola ha separato: la verit\u00e0, la radice e la persona. Senza verit\u00e0 non c&#8217;\u00e8 radice, senza radice non c&#8217;\u00e8 persona, senza persona non c&#8217;\u00e8 scuola. C&#8217;\u00e8 solo addestramento.<\/p>\n\n\n\n<p>Il suo pensiero sulla scuola non \u00e8 assolutamente in un manuale. \u00c8 disseminato nelle lezioni americane e nella trilogia finale ed ha un nucleo antropologico preciso. Per Oriana l&#8217;Occidente muore quando la scuola smette di trasmettere ci\u00f2 che lo ha generato. L&#8217;Occidente \u00e8 il prodotto del crollo dell&#8217;Impero Romano unito alla diffusione del Cristianesimo, e il Cristianesimo \u00e8 il prodotto della rivelazione cristiana raffinata dal contatto con la filosofia ellenica, Platone e Aristotele. Socrate, Leonardo, Michelangelo, Mozart, Dante, Manzoni. Questa \u00e8 la genealogia. Toglietela e avete tolto l&#8217;uomo, lasciando solo l&#8217;utente.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei stessa lo spiega con una confessione culturale che a scuola non vi faranno mai leggere perch\u00e9 \u00e8 troppo vera: \u00abSono nata in un paesaggio di chiese, conventi, Cristi, Madonne, Santi. La prima musica che ho udito venendo al mondo \u00e8 stata la musica delle campane. Le campane di Santa Maria del Fiore\u00bb (1). Ve lo confesso, in queste mattine dalla casa di Taranto, mentre sento i tocchi dell&#8217;orologio, ho ripensato proprio a quelle campane che mi riportano al mio paese e alla Piazza che ho vissuto da ragazzo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Da qui la sua diagnosi pi\u00f9 dura, pronunciata negli Stati Uniti e rimossa in Italia: \u00abGuardate il sistema scolastico dell&#8217;Occidente oggi. Gli studenti non conoscono la storia. Non sanno chi era Churchill. In Italia non sanno nemmeno chi era Cavour. La servit\u00f9 verso gli invasori ha avvelenato la democrazia, con ovvie conseguenze per la libert\u00e0 di pensiero e per il concetto stesso di libert\u00e0\u00bb (2).<\/p>\n\n\n\n<p>Da qui una&nbsp; seconda medicazione, che \u00e8 gi\u00e0 ritratto antropologico della generazione tradita: \u00abInvece di giovani colti abbiamo asini con la laurea. Invece di futuri leader abbiamo molluschi con costosi blue jeans e finti rivoluzionari con il passamontagna\u00bb (3).<\/p>\n\n\n\n<p>Ed \u00e8 esattamente ci\u00f2 che sta accadendo nelle vostre classi dove si \u00e8 formata una seconda citt\u00e0 dentro la prima citt\u00e0, come scrive in La forza della ragione: \u00abIn ognuna delle nostre citt\u00e0 si trova una seconda citt\u00e0, una citt\u00e0 musulmana, una citt\u00e0 governata dal Corano\u00bb (4).<\/p>\n\n\n\n<p>A questa visione Oriana contrappone una triade che \u00e8 gi\u00e0 una nuova scuola possibile.<\/p>\n\n\n\n<p>La verit\u00e0 come dovere. L&#8217;otto maggio 1975 scrive agli studenti: \u00abOgni persona libera, ogni giornalista libero, deve essere pronto a riconoscere la verit\u00e0 ovunque essa sia. E se non lo fa \u00e8, nell&#8217;ordine, un imbecille, un disonesto, un fanatico\u00bb (5). E aggiunge: \u00abIl fanatismo \u00e8 il primo nemico della libert\u00e0 di pensiero\u00bb (6). E ancora, sul dovere di non arrendersi al gregge: \u00abL&#8217;Europa non \u00e8 pi\u00f9 Europa, \u00e8 Eurabia, una colonia dell&#8217;Islam, dove l&#8217;invasione islamica non procede solo in senso fisico, ma anche in senso mentale e culturale\u00bb (7).<\/p>\n\n\n\n<p>La persona come irripetibile. In Lettera a un bambino mai nato scrive: \u00abTutti gli spermii e tutti gli ovuli della terra uniti in tutte le possibili combinazioni non potrebbero mai creare di nuovo te\u00bb (8). E aggiunge: \u00abIo perfino nelle pause in cui piango sui miei fallimenti, le mie delusioni, i miei strazi, concludo che soffrire sia da preferirsi al niente\u00bb (9).<\/p>\n\n\n\n<p>La libert\u00e0 come dovere e la passione come forma della conoscenza. Oriana scrive: \u00abRagionate col vostro cervello, ricordate che ciascuno \u00e8 qualcuno, un individuo prezioso, responsabile, artefice di se stesso, difendetelo il vostro io, nocciolo di ogni libert\u00e0, la libert\u00e0 \u00e8 un dovere, prima che un diritto \u00e8 un dovere\u00bb (10). E ancora: \u00abL&#8217;intelligenza non basta. Per dare un senso al viaggio della vita ci vuole la passione. Per non assuefarsi, non rassegnarsi, non arrendersi, ci vuole passione. Per vivere ci vuole passione\u00bb (11). E: \u00abVivere pienamente significa anche confrontarsi con ci\u00f2 che non si pu\u00f2 dominare. A voi giovani dico, non siate spettatori, abbiate il coraggio di scegliere, di rischiare, di accendervi per un&#8217;idea\u00bb (12). E: \u00abNon sentirti mai inferiore a chi si sente superiore a te. Ricorda che anche la pioggia viene dall&#8217;alto, ma finisce per cadere ai nostri piedi\u00bb (13).<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto si chiude nel sigillo del Prologo a Un uomo del 1979, che \u00e8 la sua pedagogia civile e che oggi \u00e8 la vostra bussola: \u00abNon siate gregge perdio, non riparatevi sotto l&#8217;ombrello delle colpe altrui, lottate, ragionate col vostro cervello\u00bb (14).<\/p>\n\n\n\n<p>Cari ragazzi, italiani e di seconda generazione, la strategia del coraggio non \u00e8 andare in piazza gridando. \u00c8 restare radicati. \u00c8 chiedere alla scuola di ridarvi il senso e l&#8217;orizzonte, Platone, Dante, Cavour, Churchill, il Bene e il Male, la verit\u00e0 come dovere, la persona come irripetibile, la libert\u00e0 come dovere prima che diritto. Senza questo non avrete una scuola. Avrete un parcheggio sorvegliato dove si rilasciano diplomi ad asini colti.<\/p>\n\n\n\n<p>Una scuola la cui formazione e cultura non sta solo nei libri scolastici preconfezionati o nelle antologie precompilate, ma andando nel fondo della storia e dei testi diretti degli autori. Chiedete una scuola libera dai testi scolastici che sembrano pillole di schede compilate senza anima. Leggete gli autori e non quello che scelgono altri sugli autori. Questa \u00e8 libert\u00e0 di conoscenza e di apprendimento.<\/p>\n\n\n\n<p>Per questo vi dico, con pensiero finale forte: chiedete di pi\u00f9, non di meno. Ma prima domandatevi cosa voglio della vita, cosa chiedo e soprattutto cosa posso dare. Non usate mai la violenza, neanche verbale. Usate il coraggio della mente. Usate la parola, il linguaggio e dite: noi ci siamo. Vogliamo una formazione libera e non catalogata e filtrata da altri per noi. Vogliamo andare nel cuore di ci\u00f2 che si studia. Vogliamo la radice per avere l&#8217;orizzonte. Senza radice non c&#8217;\u00e8 futuro. Senza verit\u00e0 non c&#8217;\u00e8 libert\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Tre argini autorevoli chiudono questa radice sulla quale occorre riflettere attentamente. Ricordo che Magdi Cristiano Allam scrisse: \u00abNoi oggi siamo una realt\u00e0 estremamente fragile, tendiamo a negare il riferimento alla fede, ci vergogniamo delle nostre radici, quasi aborriamo la nostra identit\u00e0\u00bb (15). Ripensando a Ugo Spirito: \u00abLa cultura \u00e8 tradizione viva, non reperto. La scuola decade quando smette di custodire e trasmettere\u00bb (16). Una testimonianza che sembra scritta oggi. Come ci\u00f2 che disse addirittura Giuseppe Mazzini: \u00abEDUCAZIONE, abbiamo detto; ed \u00e8 la gran parola che racchiude tutta quanta la nostra dottrina. La questione vitale che s&#8217;agita nel nostro secolo \u00e8 una questione di Educazione\u00bb (17). E: \u00abLa Vita \u00e8 Missione; e quindi il Dovere \u00e8 la sua legge suprema\u00bb (18). Da qui Oriana Fallaci diventa una voce vera autentica e certamente serve da vero insegnamento per la scuola di oggi e per le ultime fasce generazionali.<\/p>\n\n\n\n<p>Vi saluto ragazzi cari invitandola a leggerla e a meditarla con profondit\u00e0 magari attraverso un confronto tra voi e i vostri docenti.<\/p>\n\n\n\n<p>NOTE<\/p>\n\n\n\n<p>(1) O. Fallaci, confessione autobiografica dettata a Salvatore Giannella, L&#8217;Europeo n. 4\/2007.<\/p>\n\n\n\n<p>(2) O. Fallaci, conferenze americane 2004-2005, trad. it. di \u00abLook at the school system of the West today\u00bb, in La forza della ragione, Rizzoli, Milano 2004.<\/p>\n\n\n\n<p>(3) O. Fallaci, trad. it. di \u00abInstead of learned young people&#8230;\u00bb, La rabbia e l&#8217;orgoglio, Corriere della Sera 29 settembre 2001, poi Rizzoli 2001.<\/p>\n\n\n\n<p>(4) O. Fallaci, trad. it. di \u00abIn each of our cities lies a second city\u00bb, La forza della ragione, Rizzoli, Milano 2004.<\/p>\n\n\n\n<p>(5) O. Fallaci, Lettera agli studenti, 8 maggio 1975.<\/p>\n\n\n\n<p>(6) O. Fallaci, Intervista con la storia, Rizzoli, Milano 1974.<\/p>\n\n\n\n<p>(7) O. Fallaci, trad. it. di \u00abEurope is no longer Europe, it is Eurabia\u00bb, Wall Street Journal 23 giugno 2005, in L&#8217;Apocalisse, Rizzoli 2004.<\/p>\n\n\n\n<p>(8) O. Fallaci, Lettera a un bambino mai nato, Rizzoli, Milano 1975.<\/p>\n\n\n\n<p>(9) O. Fallaci, Ibidem.<\/p>\n\n\n\n<p>(10) O. Fallaci, Prologo a Un uomo, Rizzoli, Milano 1979.<\/p>\n\n\n\n<p>(11) O. Fallaci, Intervista con la storia, Rizzoli 1974 e Oriana Fallaci intervista se stessa, Rizzoli 2004.<\/p>\n\n\n\n<p>(12) O. Fallaci, Ibidem.<\/p>\n\n\n\n<p>(13) O. Fallaci, Ibidem.<\/p>\n\n\n\n<p>(14) O. Fallaci, Prologo a Un uomo, Rizzoli, Milano 1979.<\/p>\n\n\n\n<p>(15) Magdi Cristiano Allam, intervista sul relativismo religioso, Corriere della Sera 2005 e in Viva l&#8217;Italia, Piemme 2009.<\/p>\n\n\n\n<p>(16) Ugo Spirito, La vita come ricerca, Sansoni, Firenze 1937 e Il problematicismo, Sansoni 1948.<\/p>\n\n\n\n<p>(17) Giuseppe Mazzini, I Doveri dell&#8217;Uomo, Londra 1860, cap. Educazione.<\/p>\n\n\n\n<p>(18) Giuseppe Mazzini, Ibidem, aforisma centrale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LA SCUOLA SENZA RADICE Di Pierfranco Bruni Cari ragazzi. Vi chiederete perch\u00e9 vi scrivo di Oriana Fallaci. 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