{"id":98315,"date":"2026-11-02T10:16:29","date_gmt":"2026-11-02T10:16:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=98315"},"modified":"2026-11-02T10:16:30","modified_gmt":"2026-11-02T10:16:30","slug":"pierfranco-bruni-filosofo-i-due-libri-labirinto-kierkegaard-e-cioran","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=98315","title":{"rendered":"PIERFRANCO BRUNI FILOSOFO: I DUE LIBRI LABIRINTO. KIERKEGAARD E CIORAN"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/1000397938.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/1000397938-1024x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-98316\" style=\"width:230px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/1000397938-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/1000397938-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/1000397938-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/1000397938-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/1000397938-1536x1536.jpg 1536w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/1000397938.jpg 1600w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p><em>Miriam Katiaka\u00a0<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La filosofia, quando \u00e8 vera, non spiega. Abita. Non costruisce sistemi. Abita le macerie. \u00c8 in questo abitare che si colloca il dittico pi\u00f9 recente di Pierfranco Bruni: KIERKEGAARD. La ribellione e le macerie, Solfanelli Chieti 2026, pp. 306, e CIORAN. In tragico di utopia, Solfanelli collana Micromegas. Due libri che sono un unico libro. Il libro del Cercatore di Stelle.<\/p>\n\n\n\n<p>Bruni lo ha detto nei suoi incontri: la Tradizione contro il mondo moderno non \u00e8 nostalgia, \u00e8 metafisica. E Kierkegaard e Cioran sono i due custodi di questa metafisica in un tempo che ha tolto la Persona per dare il sistema.<\/p>\n\n\n\n<p>KIERKEGAARD. La ribellione e le macerie entra nel cuore del filosofo della soggettivit\u00e0 e dell&#8217;individualit\u00e0, di colui che ha posto il singolo contro ogni sistema e ha detto che l&#8217;esistenza \u00e8 un labirinto in cui ognuno deve trovare la propria strada. \u00c8 un libro compatto e unitario, ma volutamente non sistematico, che non vuole spiegare Kierkegaard, ma lo mette davanti a noi come soglia: per ricordare che l&#8217;esistenza non si comprende, si vive. E anche un libro in cui campeggia una trasparente metafisica mistica.<\/p>\n\n\n\n<p>La soglia di Bruni \u00e8 un teatro metafisico. Un teatro di dialoghi impossibili. Bruni mette in scena l&#8217;incontro con Hegel a Francoforte, il dialogo spirituale con Dostoevskij sulla sofferenza come via alla verit\u00e0, il confronto con Kant sulla fede come salto nell&#8217;ignoto, e la storia lacerante con Regina Olsen, dove l&#8217;amore diventa paradosso e scelta di perdita per non usare l&#8217;altro. Accanto a loro Camus, Maria Zambrano, Goethe, Oscar Wilde, Giordano Bruno.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo teatro nasce la categoria centrale di Bruni: la ribellione. Come scrive l&#8217;autore stesso, \u00abLa ribellione e le macerie. Il mio Kierkegaard e la grazia tragica\u00bb. La ribellione non \u00e8 politica. \u00c8 esistenziale. Le macerie non sono storiche. Sono metafisiche. Dalla carne che seduce, all&#8217;estetica che incanta, fino al religioso che salva.<\/p>\n\n\n\n<p>Kierkegaard per Bruni \u00e8 il filosofo del giglio nel campo e dell&#8217;uccello nel cielo. Fiorire senza chiedere. Volare senza possedere. \u00c8 il Singolo davanti a Dio, non davanti alla storia. Se l&#8217;Operaio di J\u00fcnger \u00e8 colui che ha reso tutto funzione, tutto lavoro, tutto tecnica, il Singolo di Kierkegaard \u00e8 colui che rende tutto destino. \u00c8 l&#8217;anti Operaio. \u00c8 colui che, come scrive Bruni, \u00abnon ha bisogno di un sistema ma di una Persona. Una Persona che non ha un sistema ma possiede l&#8217;energia della praticit\u00e0 e del mito come destino e del sacro come rivelazione\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>CIORAN. In tragico di utopia \u00e8 colui che abita le macerie dopo la ribellione. Bruni diventa qui il ribelle in rivolta. Il titolo \u00e8 una formula di Bruni che rovescia la tradizione utopica. Per Cioran l&#8217;utopia \u00e8 il grottesco in rosa, la claustrofobica onnipresenza del bene. Bruni riprende questa intuizione e la porta oltre: l&#8217;utopia non \u00e8 un luogo che non c&#8217;\u00e8, \u00e8 un luogo che c&#8217;\u00e8 troppo, che ha occupato tutto. Il tragico \u00e8 ci\u00f2 che resta quando l&#8217;utopia \u00e8 fallita.<\/p>\n\n\n\n<p>Bruni cita spesso Sgalambro, maestro dichiarato anche di Cioran, quando scrive che \u00abla tradizione \u00e8 un mistero e un cumulo di macerie e questo cumulo di macerie sono i ricordi\u00bb. Il Cioran di Bruni \u00e8 esattamente questo: un custode di macerie ricordi.<\/p>\n\n\n\n<p>La categoria centrale diventa il Perdente. Bruni lo ha scritto nel Cercatore di Stelle citando Cioran: \u00abUna sola cosa importa: imparare a essere perdenti\u00bb. In Bruni il Perdente diventa categoria metafisica. Il cristianesimo \u00e8 perdente nella modernit\u00e0, ma la sua sconfitta \u00e8 la croce che salva. Non vince nelle urne. Vince nella croce. Cioran \u00e8 il cristiano senza cristianesimo, il mistico che ha visto il nulla e lo ha chiamato sacro.<\/p>\n\n\n\n<p>Qui Bruni compie l&#8217;operazione pi\u00f9 mediterranea: lega Cioran a Maria Zambrano. Zambrano diceva che \u00abbisogna abitare il proprio dolore per abitare la propria possibilit\u00e0 di speranza\u00bb. Cioran abita il suo dolore fino in fondo. Non lo cura. Lo rende dimora. \u00c8 la devozione solitaria alla solitudine del Cercatore di Stelle.<\/p>\n\n\n\n<p>Letti organicamente, i due libri sono inseparabili. Kierkegaard d\u00e0 il metodo: il singolo contro il sistema, la Persona contro il collettivo. Cioran d\u00e0 il paesaggio: le macerie come verit\u00e0, la decomposizione come rivelazione. Senza Kierkegaard, Cioran sarebbe solo nichilismo. Senza Cioran, Kierkegaard sarebbe solo edificazione. Insieme sono il Bosco di J\u00fcnger. Il luogo della libert\u00e0 interiore quando fuori tutto \u00e8 occupato. Il Ribelle attraversa il bosco. L&#8217;Anarca non riconosce alcuna legge che non sia la propria. Il Singolo di Kierkegaard e il Perdente di Cioran sono lo stesso uomo in due stagioni diverse della Tradizione.<\/p>\n\n\n\n<p>Uno \u00e8 il colore dell&#8217;alba tragica di Copenhagen. L&#8217;altro \u00e8 il colore del tramonto incendiato di Parigi, dove Cioran scriveva insonne. In mezzo, una sola Stella sopra le rovine. Quella che il Cercatore cerca. La trova? Sulla soglia di Kierkegaard e Cioran certamente s\u00ec. Perch\u00e9 il risveglio, come scrive Bruni chiudendo il Cercatore di Stelle, \u00abnon \u00e8 etico non \u00e8 morale. \u00c8 Spirituale\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Miriam Katiaka\u00a0 La filosofia, quando \u00e8 vera, non spiega. Abita. Non costruisce sistemi. 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