{"id":98318,"date":"2026-11-02T10:18:58","date_gmt":"2026-11-02T10:18:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=98318"},"modified":"2026-11-02T10:18:58","modified_gmt":"2026-11-02T10:18:58","slug":"il-bisogno-non-ha-colore-politico-la-cultura-non-deve-avere-steccati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=98318","title":{"rendered":"IL BISOGNO NON HA COLORE POLITICO, LA CULTURA NON DEVE AVERE STECCATI"},"content":{"rendered":"\n<p><strong> Una riflessione sulla libert\u00e0 di pensiero, sul valore del servizio e sulle divisioni del nostro tempo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/Regina-Resta-ph.M.Giannini.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"381\" height=\"309\" data-id=\"98319\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/Regina-Resta-ph.M.Giannini.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-98319\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/Regina-Resta-ph.M.Giannini.jpg 381w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/Regina-Resta-ph.M.Giannini-300x243.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 381px) 100vw, 381px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/Regina-Resta.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"521\" height=\"402\" data-id=\"98320\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/Regina-Resta.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-98320\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/Regina-Resta.jpg 521w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/Regina-Resta-300x231.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 521px) 100vw, 521px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<p><em>di Regina Resta<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Non ho mai fatto politica attiva. \u00c8 stata una scelta consapevole, maturata soprattutto attraverso la mia lunga esperienza nella Caritas Diocesana e parrocchiale, alla quale ho dedicato ben trentacinque anni della mia vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Trentacinque anni trascorsi accanto a persone, famiglie, uomini e donne che vivevano situazioni di disagio, sofferenza, povert\u00e0 e solitudine. Non ho mai chiesto a nessuno quale partito votasse, quale ideologia professasse, se fosse cattolico, ebreo, musulmano, credente o ateo. Davanti a me c&#8217;era una persona, non un&#8217;appartenenza. C&#8217;era una necessit\u00e0, non una bandiera. Perch\u00e9 il bisogno non ha una carta d&#8217;identit\u00e0, non possiede una tessera di partito e non conosce confini ideologici.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho vissuto quel servizio con serenit\u00e0, nella convinzione che la solidariet\u00e0 autentica non debba mai essere subordinata a un giudizio politico, religioso o sociale. Aiutare qualcuno significa riconoscerne la dignit\u00e0, non verificarne le convinzioni. Da alcuni anni ho concluso quell&#8217;esperienza e oggi dedico gran parte delle mie energie all&#8217;associazione culturale VerbumlandiArt Aps, che ho fondato quattordici anni fa, con lo stesso spirito di apertura, dialogo e condivisione.<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure, osservando l&#8217;evoluzione della nostra societ\u00e0, non posso nascondere una crescente amarezza. La politica, che dovrebbe essere l&#8217;arte del confronto, della mediazione e della ricerca del bene comune, sembra essersi trasformata in una competizione permanente tra appartenenze contrapposte. Non si discute pi\u00f9 soltanto delle idee, ma si giudicano le persone in base allo schieramento al quale appartengono, o al quale si presume appartengano. La diversit\u00e0 di opinione, anzich\u00e9 rappresentare una ricchezza democratica, diventa troppo spesso motivo di sospetto, diffidenza, esclusione.<\/p>\n\n\n\n<p>Si \u00e8 arrivati al punto che anche iniziative culturali, sociali e associative, nate per unire e non per dividere, rischiano di essere valutate non per il loro contenuto, ma per la provenienza politica di chi le sostiene, le promuove o semplicemente ne rende possibile la realizzazione. Ed \u00e8 proprio questo che trovo profondamente assurdo. Se un progetto culturale \u00e8 valido, se promuove la pace, la legalit\u00e0, la dignit\u00e0 umana, la solidariet\u00e0, la libert\u00e0 di espressione e il dialogo tra i popoli, perch\u00e9 dovrebbe perdere valore soltanto perch\u00e9 sostenuto da una persona appartenente a uno schieramento politico piuttosto che a un altro? Da quando il valore di un&#8217;iniziativa si misura dal colore politico di chi apre una porta, anzich\u00e9 dalla qualit\u00e0 di ci\u00f2 che attraverso quella porta si riesce a costruire?<\/p>\n\n\n\n<p>Non credo che la neutralit\u00e0 culturale significhi assenza di idee. Ognuno di noi possiede convinzioni, sensibilit\u00e0, principi e una propria visione della societ\u00e0. Ed \u00e8 giusto che sia cos\u00ec. Ma esiste una differenza fondamentale tra avere idee politiche e pretendere che esse diventino il criterio con cui giudicare ogni persona, ogni collaborazione, ogni opportunit\u00e0. Un&#8217;associazione culturale non \u00e8 una sezione di partito. \u00c8 uno spazio libero nel quale persone diverse devono potersi incontrare, collaborare e riconoscersi in obiettivi condivisi, senza essere costrette a rinunciare alla propria identit\u00e0. L&#8217;indipendenza non significa rifiutare il dialogo con le istituzioni o con chi esercita responsabilit\u00e0 politiche. Significa, piuttosto, saper dialogare con tutti senza diventare strumenti di nessuno.<\/p>\n\n\n\n<p>In questi anni ho conosciuto persone straordinarie, appartenenti a mondi culturali e politici differenti, cos\u00ec come ho incontrato persone incapaci di superare i propri pregiudizi. E ho imparato che la correttezza, la generosit\u00e0, la competenza e il rispetto non sono prerogative esclusive di alcuno schieramento. Mi chiedo allora quale futuro possa avere una societ\u00e0 nella quale persino la cultura rischia di essere ostaggio delle contrapposizioni ideologiche. Dove \u00e8 finita la capacit\u00e0 di riconoscere il merito anche in chi non la pensa come noi? Dove \u00e8 finito il rispetto per la libert\u00e0 delle scelte altrui? E soprattutto, perch\u00e9 abbiamo tanta difficolt\u00e0 a distinguere il valore delle persone dalle loro appartenenze?<\/p>\n\n\n\n<p>Non pretendo che tutti condividano il mio pensiero. Pretendo, per\u00f2, che la diversit\u00e0 non diventi una condanna e che nessuno si arroghi il diritto di stabilire chi sia moralmente superiore soltanto sulla base delle proprie convinzioni politiche. Dopo trentacinque anni dedicati alla solidariet\u00e0 e quattordici alla promozione culturale, continuo a credere in un principio che considero irrinunciabile: le persone vengono prima delle ideologie, il merito prima delle appartenenze e il bene comune prima degli interessi di parte.<\/p>\n\n\n\n<p>Non intendo rinunciare a questa libert\u00e0, n\u00e9 permettere che la cultura diventi terreno di scontro per battaglie che non le appartengono. Perch\u00e9 la cultura, quando \u00e8 autentica, non domanda da quale parte stai. Ti chiede che cosa sei capace di offrire agli altri. E allora la domanda che vorrei rivolgere a tutti \u00e8 semplice: Vogliamo continuare a costruire muri in nome delle nostre idee, oppure trovare finalmente il coraggio di costruire ponti attraverso ci\u00f2 che ci unisce?<\/p>\n\n\n\n<p>Io ho scelto da tempo da quale parte stare. Dalla parte delle persone, della dignit\u00e0, della libert\u00e0 e della cultura. Senza tessere, senza pregiudizi e senza padroni.<\/p>\n\n\n\n<p><em>*Presidente e fondatrice di VerbumlandiArt Aps<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una riflessione sulla libert\u00e0 di pensiero, sul valore del servizio e sulle divisioni del nostro tempo di Regina Resta Non [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[35],"tags":[],"class_list":["post-98318","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-opiniones"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/98318","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=98318"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/98318\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":98321,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/98318\/revisions\/98321"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=98318"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=98318"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=98318"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}