{"id":98363,"date":"2026-11-03T22:07:08","date_gmt":"2026-11-03T22:07:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=98363"},"modified":"2026-11-03T22:07:09","modified_gmt":"2026-11-03T22:07:09","slug":"kierkegaard-rachel-bespaloff-e-le-rovine-del-superamento-del-limite","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=98363","title":{"rendered":"KIERKEGAARD, RACHEL BESPALOFF E LE ROVINE DEL SUPERAMENTO DEL LIMITE\u00a0"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/1000399801.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/1000399801-1024x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-98364\" style=\"width:290px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/1000399801-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/1000399801-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/1000399801-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/1000399801-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/1000399801-1536x1536.jpg 1536w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/1000399801.jpg 1600w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p><em>di Pierfranco Bruni<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La difficolt\u00e0 come cammino. \u00c8 il fattore della singolarit\u00e0 in S\u00f8ren Kierkegaard. \u00abNon \u00e8 il cammino che \u00e8 difficile, \u00e8 la difficolt\u00e0 che \u00e8 il cammino\u00bb. Kierkegaard ci consegna cos\u00ec il suo imperativo (1). Non una frase a effetto, ma un destino. Il destino prende l&#8217;uomo. Ne cattura la presenza e l&#8217;assenza. Non cattura il tempo. Cattura l&#8217;uomo dentro il tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>La filosofia \u00e8 destino. Non \u00e8 interrogativo. \u00c8 imperativo che coinvolge necessariamente l&#8217;uomo. L&#8217;uomo e il tempo dentro la verifica della ricerca d&#8217;infinito. Una ermeneutica del pensiero che non lascia spazio ad alcuna risposta perch\u00e9 il fatto \u00e8 anche di natura epistemologica (2).<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sar\u00e0 mai stato un ibrido tra epistemologia e metafisica? La metafisica \u00e8 finita davanti al labirinto cruento delle macerie. \u00c8 l&#8217;uomo moderno che crea macerie perch\u00e9 non ha saputo rispettare la tradizione. Nel momento in cui la metafisica si avvia alla morte ha smesso persino di restare in rivolta, come voleva Camus (3), e ha incontrato la barbarie, ovvero il pessimo. Si pu\u00f2 vivere in un mondo pessimo? Con la consapevolezza della solitudine come isola della misantropia. Siamo a Sgalambro (4).<\/p>\n\n\n\n<p>La speranza non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 perch\u00e9 \u00e8 venuta meno l&#8217;attesa. Anche se restiamo tutti dentro una apocalittica attesa. Dove ci porter\u00e0? Al tramontare dell&#8217;uomo della civilt\u00e0 ma alla crudelt\u00e0 del tempo. Ci\u00f2 che si vede dipende da come si guarda. Poich\u00e9 l&#8217;osservare non \u00e8 solo un ricevere, uno svelare, ma al tempo stesso un atto creativo, ancora Kierkegaard (5).<\/p>\n\n\n\n<p>Ma come si attraversa Aristotele? Con un concetto che ci rimanda a una sentenza antica: Gli uomini malinconici sono tra tutti i pi\u00f9 arguti (6). Il tempo, comunque, \u00e8 tiranno. Fa tramontare l&#8217;uomo, ma lui, il tempo, \u00e8 la durata dell&#8217;istante in istante anche dopo la morte dell&#8217;uomo.<\/p>\n\n\n\n<p>C&#8217;\u00e8 un mondo pessimo con il quale occorre fare i conti lungo la linea del limite. Il filosofo che ha percepito il mondo pessimo non nella modernit\u00e0 ma come questa viene vissuta. Il filosofo di Anatol Manlio Sgalambro richiama il senso del tempo come brevit\u00e0 della vita. Il filosofo che nella morte del sole ha ricostruito il tramontare tra Nietzsche e Cioran (7). Il filosofo che ha attraversato il mito in una fenomenologia intagliata tra l&#8217;assurdo e il destino. Insomma una ricca meditazione che apre prospettive a un filosofare che va oltre la stessa storia della filosofia.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;isola, il mare, l&#8217;intelletto, la grecit\u00e0, Aristotele e Manlio Sgalambro per una Sophia del destino. Un viaggio indefinibile a volte o un indefinito viaggio. Ma il rapporto tra viaggio e tempo \u00e8 fondante anche all&#8217;interno di una visione di eresie e di eretico in solitudine. La lettura di Giordano Bruno non \u00e8 assolutamente capziosa e l&#8217;isola con la sua solitudine che rende misantropi \u00e8 una lettura del limite come organizzazione di vita che va oltre.<\/p>\n\n\n\n<p>Cosa \u00e8 l&#8217;oltre? Sgalambro accetter\u00e0 mai il pensiero di Pascal quando afferma: Ritengo che contro chiunque vorrebbe rinvenire nell&#8217;uomo la spiegazione dell&#8217;uomo stesso, l&#8217;uomo sia un problema la cui soluzione si trova soltanto in Dio (8). Direi di s\u00ec. Il Dio di Pascal \u00e8 una misura di eterno tra il mortale e l&#8217;immortale in Sgalambro perch\u00e9 raccoglie il destino come tempo dell&#8217;assurdo. Accetta il destino anche se \u00e8 un assurdo. Ma se \u00e8 tale la filosofia non pu\u00f2 che essere destino perch\u00e9 \u00e8 collegata alla miseria della non volont\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Nietzsche si pone la stessa questione ma pone la visione della potenza come cammino al di l\u00e0 del bene e del male (9). Il destino \u00e8 proprio questo? Le cose invecchiano ma l&#8217;uomo non \u00e8 una cosa. \u00c8 un pensiero e come tale trova nel destino il desiderio di non avere desideri. In fondo ritornando ad Aristotele non si pu\u00f2 essere convinti che nel concepire un ideale possiamo presumere quel che vogliamo, ma dovremmo evitare di tradire il limite. Sgalambro ci porta qui. Al limite come rovina del superamento. La modernit\u00e0 ha voluto superare il limite. Ha prodotto rovine.<\/p>\n\n\n\n<p>Comunque. L&#8217;istante e la metafisica della ferita sono nel nostro destino. C&#8217;\u00e8 sempre una ferita nella metafisica dell&#8217;esistenza. \u00c8 data da quell&#8217;istante che resiste alla morte. Diventa archetipo della memoria e profezia dell&#8217;anima. Cosa \u00e8 l&#8217;istante ferito nella metafisica del pensiero? Rachel Bespaloff apre l&#8217;Iliade e chiude il Novecento (10). Scrive: Cosa importa se gli d\u00e8i soccombono insieme agli eroi&#8230; Immortali, i versi del poeta diranno la tristezza infantile di Achille, i rimpianti di Ettore, i pianti di Andromaca. Con questa frase butta gi\u00f9 un secolo di estetiche. Omero non \u00e8 il poeta delle apoteosi. Non \u00e8 Nietzsche. Non canta il trionfo della forza. Canta l&#8217;energia umana nella sventura.<\/p>\n\n\n\n<p>Per Bespaloff Omero fonda la prima filosofia occidentale: la filosofia dell&#8217;istante. Non del sistema. Della ferita. Non dell&#8217;eternit\u00e0 che assorbe. Dell&#8217;eternit\u00e0 che resiste in un solo attimo. Omero e Tolstoj rappresentano chiaramente due eternit\u00e0. Tolstoj ricompone. Il suo demiurgo ci porta verso l&#8217;Asia, verso l&#8217;India dei mistici e dei santi. L&#8217;io si scioglie. Omero divide. Attraverso il paganesimo ci spinge verso gli scogli aguzzi dell&#8217;Occidente cristiano. Non dissolve l&#8217;individuo. Lo accende (11). L&#8217;eternit\u00e0 omerica \u00e8 volont\u00e0. \u00c8 atto. \u00c8 decisione che dura pi\u00f9 del corpo. E l&#8217;atto ha una sola misura: l&#8217;istante.<\/p>\n\n\n\n<p>C&#8217;\u00e8 sostanzialmente una costellazione dell&#8217;istante. Ma Bespaloff non inventa. Raccoglie. Sta dentro una genealogia segreta. Agostino osserva come il presente \u00e8 la soglia in cui l&#8217;anima tocca Dio (12). Kierkegaard trova nell&#8217;istante la sintesi di tempo ed eternit\u00e0, \u00e8 il salto della decisione (13). Seneca: chi vive nel futuro perde il presente. Marco Aurelio: Agisci come se questo fosse l&#8217;ultimo istante (14). Nietzsche: La vita \u00e8 fatta di rarissimi momenti di grande intensit\u00e0. H\u00f6lderlin: Che cosa \u00e8 tutto quanto gli uomini han pensato in millenni, di fronte a un solo istante di amore? (15). Camus in cui Sisifo vince nel disprezzo dell&#8217;istante afferma: La perspicacia consuma, nello stesso istante, la sua vittoria (16). Maria Zambrano sottolinea che Forse la felicit\u00e0 prende la forma dell&#8217;istante che \u00e8 l&#8217;unit\u00e0 di tempi multipli e che Salvare le parole dall&#8217;istante, dalla loro natura transitoria e condurle al perdurante \u00e8 il compito di chi scrive (17). Mentre per Pavese: Non si ricordano i giorni, si ricordano gli attimi (18).<\/p>\n\n\n\n<p>Omero resta centrale come poeta e come pensiero omerico. Per Bespaloff Elena non \u00e8 colpa. \u00c8 rivelazione. \u00c8 l&#8217;istante in cui il desiderio diventa storia. Ed Ettore \u00e8 l&#8217;opposto. \u00c8 l&#8217;istante etico. \u00c8 il padre che sceglie la citt\u00e0 contro la vita. Tra i due c&#8217;\u00e8 Achille. Doppio istante: l&#8217;ira che uccide e il pianto che restituisce. Omero per Bespaloff non descrive guerre. Fissa istanti. E in quegli istanti l&#8217;uomo diventa definitivo. Ecco perch\u00e9 Bespaloff dice che Omero crea la prima filosofia della pietas. Prima ancora della legge c&#8217;\u00e8 il corpo. Prima ancora del diritto c&#8217;\u00e8 Priamo che entra nella tenda di Achille. Un istante di riconoscimento che ferma la furia. Per questo l&#8217;istante diventa libert\u00e0 e creazione. Per Bespaloff infatti l&#8217;istante \u00e8 libert\u00e0 non perch\u00e9 possiamo tutto, ma perch\u00e9 dentro la necessit\u00e0 possiamo dire io (19).<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;istante \u00e8 anche creazione. \u00c8 rigenerazione. \u00c8 la porosit\u00e0 di cui parla Zambrano: il vuoto nel tempo in cui l&#8217;uomo smette di essere trascinato e comincia a scegliere. Scrivere, per Bespaloff, \u00e8 questo: salvare dall&#8217;istante. Fissare ci\u00f2 che altrimenti andrebbe perduto. Le rovine del superamento sono la nostra truncea. Ma c&#8217;\u00e8&nbsp; una resistenza sottesa. Rachel Bespaloff scrive negli anni della catastrofe. Cerca un punto che non ceda. Lo trova nell&#8217;Iliade. Trova che la civilt\u00e0 occidentale nasce non da una vittoria, ma da un lutto cantato. Nasce quando un uomo decide di dare un nome a un dolore e quel nome dura tremila anni. Ecco Omero per Bespaloff. Il quale non \u00e8 leggenda. Bens\u00ec Coscienza. Non \u00e8 soltanto mito. Ma metafisica dell&#8217;istante.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo triplice movimento Bespaloff ricompone tutta la filosofia dell&#8217;istante. Da Agostino a Zambrano. Ci lascia una verit\u00e0 compatta, dura, luminosa: l&#8217;uomo non dura nei giorni. Dura negli attimi in cui ha avuto il coraggio di essere umano fino in fondo. Quelli sono gli istanti che Omero ha messo in versi. Quelli sono gli istanti che Bespaloff ha messo in pensiero. Kierkegaard ci dice che la difficolt\u00e0 \u00e8 il cammino. Sgalambro che il mondo \u00e8 pessimo se si vuole superare il limite. Bespaloff che nell&#8217;istante ferito la rovina diventa canto. Tre filosofie del destino che si incontrano in un unico punto: l&#8217;uomo non si salva superando il limite, si salva abitando l&#8217;istante in cui il limite lo ferisce e lo rivela.<\/p>\n\n\n\n<p>NOTE<\/p>\n\n\n\n<p>(1) S\u00f8ren Kierkegaard, Diario, 1847, ed. it. Diario, Morcelliana Brescia 1962, vol. VII, aforisma sulla difficolt\u00e0 come cammino, trad. it. Cornelio Fabro, attribuito anche a Enten Eller.<\/p>\n\n\n\n<p>(2) Sul destino come imperativo cfr. Pierfranco Bruni, Kierkegaard e la filosofia come destino, in Studi Kierkegaardiani, Pellegrini 2020.<\/p>\n\n\n\n<p>(3) Albert Camus, L&#8217;uomo in rivolta, 1951, ed. it. Bompiani Milano 1957, cap. La rivolta metafisica.<\/p>\n\n\n\n<p>(4) Manlio Sgalambro, Trattato dell&#8217;empiet\u00e0, Adelphi Milano 1987, e La morte del sole, Adelphi 1982, sul mondo pessimo come categoria metafisica e non sociologica.<\/p>\n\n\n\n<p>(5) S\u00f8ren Kierkegaard, La malattia mortale, 1849, ed. it. SE Milano 2008, sull&#8217;osservare come atto creativo e sulla disperazione come malattia dell&#8217;io.<\/p>\n\n\n\n<p>(6) Aristotele, Problema XXX, 1, 953a, ed. it. Problemi, in Opere, Laterza Bari 1973, sugli uomini malinconici come i pi\u00f9 arguti.<\/p>\n\n\n\n<p>(7) Manlio Sgalambro, La morte del sole, Adelphi 1982, e Dell&#8217;indifferenza in materia di societ\u00e0, Adelphi 1998, ricostruzione del tramonto tra Nietzsche e Cioran.<\/p>\n\n\n\n<p>(8) Blaise Pascal, Pensieri, fr. 131 ed. Brunschvicg, 148 ed. Lafuma, ed. it. Einaudi Torino 1962, sull&#8217;uomo come problema la cui soluzione \u00e8 in Dio.<\/p>\n\n\n\n<p>(9) Friedrich Nietzsche, Al di l\u00e0 del bene e del male, 1886, ed. it. Adelphi Milano 1977, aforisma 2 e 44 sulla volont\u00e0 di potenza come superamento.<\/p>\n\n\n\n<p>(10) Rachel Bespaloff, Sull&#8217;Iliade, 1943, ed. it. Sull&#8217;Iliade, a cura di Laura Sanvito, Bollati Boringhieri Torino 2004, p. 22, citazione Cosa importa se gli d\u00e8i soccombono&#8230; con trad. it. di A. Paris.<\/p>\n\n\n\n<p>(11) Ivi, p. 34, distinzione tra eternit\u00e0 omerica come volont\u00e0 e eternit\u00e0 tolstojana come dissoluzione dell&#8217;io.<\/p>\n\n\n\n<p>(12) Agostino, Confessioni, Libro XI, 27, ed. it. Fondazione Lorenzo Valla 1968, sul presente come soglia tra memoria e attesa.<\/p>\n\n\n\n<p>(13) S\u00f8ren Kierkegaard, Il concetto dell&#8217;angoscia, 1844, ed. it. SE Milano 2007, cap. III, sull&#8217;istante come sintesi di tempo ed eternit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>(14) Marco Aurelio, Ricordi, VII, 69, ed. it. Einaudi Torino 1968, trad. di Enrico Renna.<\/p>\n\n\n\n<p>(15) Friedrich H\u00f6lderlin, Iperione, 1797, ed. it. Adelphi 1981, Lettera a Bellarmino, e Nietzsche, Umano troppo umano, aforisma 12.<\/p>\n\n\n\n<p>(16) Albert Camus, Il mito di Sisifo, 1942, ed. it. Bompiani 1947, p. 122.<\/p>\n\n\n\n<p>(17) Mar\u00eda Zambrano, La confessione come genere letterario, 1943, ed. it. Bruno Mondadori Milano 1997, e Chiari del bosco, 1977, ed. it. SE Milano 2004, sulle tre citazioni sull&#8217;istante e sul compito di chi scrive.<\/p>\n\n\n\n<p>(18) Cesare Pavese, Il mestiere di vivere, Diario 1935 1950, Einaudi Torino 1952, annotazione del 10 ottobre 1940.<\/p>\n\n\n\n<p>(19) Rachel Bespaloff, Sull&#8217;Iliade, cit., p. 56, sull&#8217;istante come libert\u00e0 di dire io dentro la necessit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Pierfranco Bruni La difficolt\u00e0 come cammino. \u00c8 il fattore della singolarit\u00e0 in S\u00f8ren Kierkegaard. \u00abNon \u00e8 il cammino che [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[22],"tags":[],"class_list":["post-98363","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-libros-y-revistas-literatura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/98363","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=98363"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/98363\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":98365,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/98363\/revisions\/98365"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=98363"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=98363"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=98363"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}