{"id":98413,"date":"2026-11-04T22:57:32","date_gmt":"2026-11-04T22:57:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=98413"},"modified":"2026-11-04T22:57:33","modified_gmt":"2026-11-04T22:57:33","slug":"la-metafisica-dellatto-creativo-nel-segno-della-filosofia-di-jole-de-sanna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=98413","title":{"rendered":"LA METAFISICA DELL\u2019ATTO CREATIVO NEL SEGNO DELLA FILOSOFIA DI JOLE DE SANNA"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/1000400586.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/1000400586-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-98414\" style=\"width:396px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/1000400586-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/1000400586-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/1000400586-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/1000400586-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/1000400586.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p><em>Pierfranco Bruni<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019idea dell\u2019arte come utopia. Un pensiero che ha dominato tutta la ricerca e lo scavo tra le arti di Jole De Sanna. Tra l\u2019accademia e la militanza ha sempre sostenuto che: \u201cL\u2019idea di opera d\u2019arte che noi possediamo \u00e8 di un\u2019opera che non distingua tra pittura, scultura e architettura ma che ha la qualit\u00e0 e la potest\u00e0 di attestarsi attraverso i generi artistici e letterari come tale, opera d\u2019arte. L\u2019opera d\u2019arte come tale \u00e8 la conquista del periodo, ed intendo tutto il periodo moderno a cominciare dalla seconda met\u00e0 del Settecento\u201d (1).<\/p>\n\n\n\n<p>Una \u201crisistemazione\u201d dell\u2019idea dell\u2019arte come pensiero totale in un processo in cui l\u2019estetica \u00e8 nella creativit\u00e0 e la creativit\u00e0 vive di fantasia e di lavoro. Il mestiere di vivere, pavesianamente, \u00e8 nel lavoro totale dell\u2019essere creativo.<\/p>\n\n\n\n<p>Con la sua visione dell\u2019arte indissolubile tra la memoria della storia e il tempo che intreccia i destini delle civilt\u00e0. Jole De Sanna, Martina Franca, 29 novembre 1947, Massafra, 25 giugno 2004 (2), ha saputo sempre coniugare l\u2019archeologico, che vive dentro la nostra anima di confessori della pazienza e del genere letterario e artistico, con il moderno che interagisce con il contemporaneo.<\/p>\n\n\n\n<p>Studiosa delle Avanguardie, sapeva molto bene che la rivoluzione dei linguaggi artistici passa inevitabilmente attraverso le rivoluzioni delle coscienze e i conformismi come non appartengono all\u2019artista e all\u2019arte non possono appartenere all\u2019uomo come persona, come esistenza, come modello culturale.<\/p>\n\n\n\n<p>Conoscitrice profonda di Lucio Fontana, di Medardo Rosso, di Giorgio De Chirico, di Carlo Belli ha sempre intrecciato il suo essere docente con la fantasia di esercitare il fascino dell\u2019artista.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono docenti che restano funzionari della cultura del libro di testo e ci sono docenti che diventano creatori senza il libro di testo. Ebbene, Jole De Sanna \u00e8 appartenuta a questa seconda schiera. Una docente senza il libro di testo perch\u00e9 l\u2019arte era nel suo misterioso incontrare la fantasia con il mistero.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 stata mia amica, oltre che consulente negli anni in cui la cultura a Taranto ha avuto un progetto, ovvero tra il 1995 e il 1999. Con lei, io Assessore alla Cultura della Provincia di Taranto e Vice Presidente, abbiamo ideato una mostra di una unicit\u00e0 estrema: quella dedicata a De Chirico e il Mediterraneo. Un percorso in cui la Magna Grecia e il Mediterraneo si sono incontrati con l\u2019estremo modello metafisico (3).<\/p>\n\n\n\n<p>Una metafisica del Mediterraneo ben definita nella filosofia degli spazi. Le piazze, le assenze, le solitudini di De Chirico non erano altro che le nostre attese. Bene, diceva Jole, ricordo benissimo, \u00e8 vivere la metafisica del colore come se si vivesse la metamorfosi dell\u2019anima. E l\u2019arte non era soltanto ricerca ma estetica del gesto, dello sguardo, dell\u2019attrazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1998 con Jole abbiamo costruito il Mediterraneo metafisico sotto la guida silenziosa e mai menzionata di una filosofa a noi molto cara Maria Zambrano. Il Mediterraneo non \u00e8 solo \u201cdestino\u201d. Nell\u2019arte, chiosata nella ricerca di Jole, \u00e8 provvidenza ed essendo considerata tale diventa profezia.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019arte come filosofia non della dialettica o della parola ma della religiosit\u00e0 del silenzio nell\u2019accoglienza dell\u2019osservare e del toccare.<\/p>\n\n\n\n<p>Con lei ho costruito il progetto sulla Pinacoteca, e non Officina come qualcuno dopo ha cercato inutilmente di trasformare, e lei, da studiosa ma soprattutto con la sua capacit\u00e0 critica di non sottovalutare nulla e di non essere uguale a nessuno ha tracciato un filo nella cultura della istituzione di una Pinacoteca che doveva rappresentare un valore nella coscienza delle arti. Era questo l\u2019obiettivo.<\/p>\n\n\n\n<p>Da Milano, dove insegnava all\u2019Accademia di Brera, a Taranto il viaggio sembrava lungo ma nel giro di poche ore ci si incontrava, si parlava, si progettava e si concludeva. Il nostro dire e il nostro essere portavano un nome, dare una voce a quell\u2019utopia delle culture che inevitabilmente passava attraverso le arti. E se la mostra su De Chirico \u00e8 stata un raccordare arte antica con quella moderna l\u2019istituzione progettuale della Pinacoteca era un voler lasciare un segno tangibile all\u2019interno di un territorio che \u00e8 ormai completamente sradicato sia culturalmente che saggiamente proprio dal punto di vista progettuale.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei studiosa di Luciano Baldessari, di Gino Pollini, di Fausto Melotti non poteva che portare dentro di s\u00e9 e dentro il suo non testo scolastico un nome come Carlo Belli. Il razionalismo architettonico \u00e8 stato per Jole De Sanna un vero e proprio esistenzialismo che ha trovato nelle avanguardie storiche un desiderio di incontro tra Futurismo, costruttivismo russo e secondo Cubismo (4).<\/p>\n\n\n\n<p>Appunto attraverso l\u2019idea dell\u2019opera totale che si \u00e8 potuto realizzare quel pensiero coinvolgente che trovava nell\u2019estetica dell\u2019astrattismo il segno tangibile di un Carlo Belli che coinvolgeva il luogo dell\u2019opera d\u2019arte e l\u2019opera d\u2019arte come atmosfera della dispersione della contemporaneit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>La multiformit\u00e0 dei metodi, importante resta il suo saggio: \u201cForma, l\u2019idea degli artisti 1943 a 1997\u201d, attraversati nella ricerca di Jole De Sanna sono da considerarsi non solo un atto formativo ma una archeologia dell\u2019essere in quella archeologia del sapere che pu\u00f2 avere anche una sua funzione ma si legittima nel non relativismo che ci porta ad un costante rinnovamento (5).<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco perch\u00e9 le avanguardie non sono riferimento di una rivoluzione culturale ma costituiscono una vera e propria rivoluzione in cui la bellezza non pu\u00f2 essere una evoluzione ma una direzione profondamente estetica.<\/p>\n\n\n\n<p>Lea Vergine ebbe a scrivere, in un inciso molto bello, su \u201cil Manifesto\u201d del 28 luglio 2004: \u201cStorica dell\u2019arte, inappuntabile per onest\u00e0 e precisione, appassionata degli scritti degli artisti, si pensi alla sua lettura di Medardo Rosso o a quella di Lucio Fontana, libri entrambi usciti nel 1985 e nel 1993 per Mursia editore, debutt\u00f2, giovanissima, lesta come una gazzella e soavemente sexy per la chioma color ruggine, con la mostra Aptico, Museo di Verbania a Pallanza, nel 1976. Mostra e libro costituirono, e ancora costituiscono, una vera e propria summa nel senso della scultura interpretata da Fabro, Nagasawa, Trotta, Staccioli e Tonello; quel che ne fece un unicum fu che seppe mescolare sapidamente testi e citazioni che contrapponevano e mescolavano le affermazioni dei contemporanei con quelle di Gian Lorenzo Bernini, Canova, Medardo Rosso, Gemito, Melotti, Fontana, Paolini, Melani e un incredibile Brancusi\u201d (6).<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco perch\u00e9 il De Chirico metafisico dei soli bruciati negli orizzonti \u00e8 la cornice di una grecit\u00e0 che \u00e8 stata sempre una appartenenza e in questo senso per dirla con Belli in Jole De Sanna viveva costantemente la rivoluzione della classicit\u00e0. Oltre il sistema delle tradizioni per Jole sono le avanguardie a segnare le storie delle civilt\u00e0 e queste storie sono dentro i processi della pura follia artistica.<\/p>\n\n\n\n<p>Quella follia che \u00e8 stata segnata nell\u2019indefinibile di una filosofia del tragico: da Schopenhauer a Nietzsche. Due filosofi con i quali l\u2019arte totale nel pensiero di Jole si \u00e8 sempre confrontata. Ecco perch\u00e9 in Belli ha interpretato non soltanto l\u2019Astrattismo di un \u201cKn\u201d ben definito negli anni Trenta del secolo 1900 ma \u00e8 andata lungo le vie del post astrattismo tanto da sottolineare, parlando di Carlo Belli, che \u201cil futuro \u00e8 ormai da misurare sulle relazioni dello spazio con se stesso e del tempo con lo spazio\u201d (7).<\/p>\n\n\n\n<p>Una direzione che definisce la visione dell\u2019arte in un passaggio fondamentale: \u201cla direzione totale allargata, perfino atmosferica, del luogo dell\u2019opera d\u2019arte occupa ormai il non luogo stesso perch\u00e9 il tempo \u00e8 vissuto come totale spazio\u201d (8).<\/p>\n\n\n\n<p>Jole De Sanna ha vissuto nella trincea della grandiosit\u00e0 dell\u2019arte che intreccia il dato creativo con la metafisica del pensiero. Ecco perch\u00e9 quel Mediterraneo dechirichiano \u00e8 sempre dentro una ancestrale metafisica vivendo sostanzialmente di una ragione poetica zambraniana.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019atto creativo non ha la sua utopia. La metafisica ha la sua utopia. Ma c\u2019\u00e8 l\u2019anima del mistero artistico che rompe ogni indugio e Jole con il suo graffiare il sogno nell\u2019arte ha dato un senso alla vita nello spazio dell\u2019artista. La sua lezione ha tracciati indelebili.<\/p>\n\n\n\n<p>NOTE<\/p>\n\n\n\n<p>(1) Jole De Sanna, citazione sull\u2019idea di opera d\u2019arte come opera totale. Citazione riportata da Pierfranco Bruni come lezione e conversazione con l\u2019autrice. Per il pensiero di De Sanna sul rapporto tra forma e idea, si veda la nota 5, Forma, l\u2019idea degli artisti 1943 a 1997.<\/p>\n\n\n\n<p>(2) Per il quadro generale: Jole De Sanna, Martina Franca, 29 novembre 1947, Massafra, 25 giugno 2004. Docente all\u2019Accademia di Belle Arti di Brera, Milano. Cofondatrice con Luciano Fabro e Hidetoshi Nagasawa della Casa degli Artisti, Milano, 1978 secondo la tesi di dottorato e HangarBicocca, con alcune schede che indicano 1979. Studiosa di Lucio Fontana, Medardo Rosso, Giorgio de Chirico, Carlo Belli, Fausto Melotti, Luciano Baldessari, Gino Pollini.<\/p>\n\n\n\n<p>(3) Jole De Sanna, a cura di, De Chirico. La metafisica del Mediterraneo, Rizzoli, Milano, 1998. Catalogo della mostra di Taranto, 7 dicembre 1998 a 28 febbraio 1999. Testi di Jole De Sanna, Paolo Thea, Juri Steiner, Gerd Roos, Silvano Trevisani, Francesco Poli, Laura Mosconi, Angelo Visone. Nel testo la mostra \u00e8 detta De Chirico e il Mediterraneo, per sintesi dell\u2019autore. Il titolo di catalogo \u00e8 quello sopra.<\/p>\n\n\n\n<p>(4) Per Carlo Belli, oltre a Kn, 1935, si veda la nota 7, si veda anche Carlo Belli, Lettera sulla nascita dell\u2019astrattismo italiano, Scheiwiller, All\u2019insegna del pesce d\u2019oro, Milano, 1978. La variante Lettera sulla nascita dell\u2019astrattismo in Italia \u00e8 una variante di catalogo. Per il rapporto tra Belli e l\u2019astrattismo milanese, Galleria Il Milione, Milano, prima mostra degli astrattisti italiani, novembre 1934.<\/p>\n\n\n\n<p>(5) Jole De Sanna, Forma, l\u2019idea degli artisti 1943 a 1997, Costa e Nolan, Milano, 1999. Titolo verificato in bibliografia. Al singolare, l\u2019idea, non le idee. Anni 1943 a 1997.<\/p>\n\n\n\n<p>(6) Lea Vergine, il Manifesto, 28 luglio 2004, profilo di Jole De Sanna. Citazione riportata da Pierfranco Bruni. Non verificata in archivio digitale del quotidiano, per questo si mantiene come trascrizione dell\u2019autore. Dati interni verificati: Jole De Sanna, Medardo Rosso, o la creazione dello spazio moderno, Mursia, Milano, 1985. Jole De Sanna, Lucio Fontana. Materia, spazio, concetto, Mursia, Milano, 1993. Mostra Aptico, Museo di Verbania a Pallanza, 1976, con catalogo e volume a cura di Jole De Sanna. Correzione: nel dattiloscritto era scritto Apatico. La forma corretta \u00e8 Aptico, dal greco apto, toccare, aderire.<\/p>\n\n\n\n<p>(7) Carlo Belli, Kn, Edizioni del Milione, Milano, 1935. Scritto nel 1930, pubblicato nel 1935. Manifesto italiano dell\u2019astrattismo. La citazione sul futuro da misurare sulle relazioni dello spazio con se stesso e del tempo con lo spazio \u00e8 riportata da Pierfranco Bruni come lettura di De Sanna su Belli.<\/p>\n\n\n\n<p>(8) Jole De Sanna, citazione sulla direzione totale allargata, perfino atmosferica, del luogo dell\u2019opera d\u2019arte. Citazione riportata da Pierfranco Bruni come sintesi del pensiero di De Sanna su Belli e sull\u2019opera totale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pierfranco Bruni L\u2019idea dell\u2019arte come utopia. 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