{"id":98467,"date":"2026-11-06T13:37:28","date_gmt":"2026-11-06T13:37:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=98467"},"modified":"2026-11-06T13:37:29","modified_gmt":"2026-11-06T13:37:29","slug":"giovanna-gulli-caterina-marasca-e-la-coscienza-lacerata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=98467","title":{"rendered":"GIOVANNA GULLI. CATERINA MARASCA E LA COSCIENZA LACERATA."},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Il primo esistenzialismo calabrese<\/strong><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/1000401816.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/1000401816-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-98468\" style=\"width:354px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/1000401816-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/1000401816-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/1000401816-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/1000401816-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/1000401816.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p><em>Pierfranco Bruni<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Giovanna Gull\u00ec \u00e8 una scrittrice calabrese completamente dimenticata oggi. E la dimenticanza \u00e8 gi\u00e0 un giudizio sulla nostra incapacit\u00e0 di leggere le origini. Scrisse sostanzialmente un unico romanzo dal titolo Caterina Marasca. Pi\u00f9 volte mi sono occupato di lei perch\u00e9 in lei ho ritrovato un nodo che non \u00e8 soltanto letterario ma \u00e8 antropologico.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu un ponte tra la societ\u00e0 detta patriarcale del primo Novecento in Calabria e il contesto milanese nel quale si era trasferita. Un ponte gettato con il corpo, non con l&#8217;ideologia. Da Reggio a Milano non c&#8217;\u00e8 soltanto una distanza geografica, c&#8217;\u00e8 una frattura esistenziale.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono precise caratteristiche nel suo romanzo che toccano l&#8217;ambiente sociale calabrese, la negazione del fatalismo meridionale, una sensualit\u00e0 inquieta, il contrapporsi alla rabbia anche se lei non ne fu immune. Caterina Marasca non accetta il destino come alibi. Lo interroga, lo sfida, lo capovolge.<\/p>\n\n\n\n<p>Giovanna Gull\u00ec era nata a Reggio Calabria il 5 novembre del 1911 e morta a Milano il 17 agosto del 1939. Ventisette anni. Una vita bruciata.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel suo romanzo emergono concetti chiave che ci danno il senso dello scrivere e del narrare attraverso proprio il pellegrinaggio di Caterina Marasca.<\/p>\n\n\n\n<p>Dunque nata in Calabria, si trasfer\u00ec a Milano in cerca di una emancipazione e per sfuggire alle molestie del suo capufficio. Visse enormi difficolt\u00e0 e in una condizione di estrema povert\u00e0 a Milano e mor\u00ec giovanissima a soli ventisette anni di tubercolosi e di polmonite. La povert\u00e0 non come tema, ma come carne.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel suo romanzo si leggono alcuni passi essenziali che sono gi\u00e0 manifesti di una poetica:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abUn fumo denso e caldo di orzo tostato riempiva le tre camere. Era soffocante\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Un&#8217;immagine raccapricciante, domestica e metafisica insieme. L&#8217;asfissia della casa meridionale come asfissia dell&#8217;anima.<\/p>\n\n\n\n<p>Come queste altre riferendosi a Caterina:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abIn alcuni momenti essa sentiva un&#8217;avversione profonda contro tutti; ed in certi attimi, anche un rancore indefinito contro mamm\u00e0 e i fratelli\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPossibile? Mamm\u00e0 si rassegnava a tutto? Non aveva sentimento? Non aveva volont\u00e0? Anima? Sensi?\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Oppure:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abDio avrebbe dovuto interessarsi di noi\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Riferendosi sempre a Caterina:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCaterina rise, con la bocca rossa, rovesciando indietro la testa, con quell&#8217;espressione accentuata di crudelt\u00e0, ma che questa volta nel riso un po&#8217; largo e umido prendeva una certa grazia torbida e sensuale\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Ancora:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abera una donna di nervi e di sangue e avrebbe in un istante di terribile violenza, potuto uccidere un uomo\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Un alter ego? Ma \u00e8 certo che Giovanna e Caterina costituiscono scrittrice e io narrante e metafora. Una autobiografia? Certamente. Ma un&#8217;autobiografia che non chiede piet\u00e0, chiede verit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Anticipa di molto quella letteratura definita realista. Direi che pi\u00f9 che realista \u00e8 piuttosto esistenzialista. Ridurla a realismo \u00e8 etichettarla. Fu ben altro. Tra condizione femminile di quel tempo e autobiografia lacerata \u00e8 la prima scrittrice calabrese che pone una questione esistenzialista. Prima di Pavese, prima delle narrazioni del disagio del dopoguerra, c&#8217;\u00e8 gi\u00e0 in Gull\u00ec la donna che non ha posto, che non ha casa, che non ha linguaggio se non quello della rottura.<\/p>\n\n\n\n<p>Leonida Repaci disse di lei che \u00e8 la \u00abmigliore scrittrice calabrese\u00bb. Non era un complimento regionale, era un riconoscimento di statura nazionale.<\/p>\n\n\n\n<p>Il romanzo venne pubblicato nel 1940 da Garzanti, postumo. Successivamente ha visto altre edizioni, sempre intermittenti, sempre dimenticate. Come si dimenticano le cose che scottano.<\/p>\n\n\n\n<p>Scrisse anche due racconti: \u00abMemmo\u00bb e \u00abUn cane\u00bb. Due prove secche, dure, che confermano la stessa linea.<\/p>\n\n\n\n<p>Repaci scrisse ancora su di lei:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abGiovanna Gull\u00ec \u00e8 morta di stenti. In una citt\u00e0 grande e generosa come Milano una ragazza di quel talento non ha trovato il minimo necessario per campare\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Una frase che resta come accusa.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre Antonio Piromalli:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCi\u00f2 che importa, soprattutto, \u00e8 il comportamento della Gull\u00ec, che \u00e8 un comportamento antitetico al volgo disordinato, all&#8217;aristocrazia danarosa, alla borghesia egocentrica, viziosa e ipocrita\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco il punto: il comportamento come stile. Non l&#8217;opera separata dalla vita, ma la vita che si fa comportamento letterario.<\/p>\n\n\n\n<p>Repaci ebbe modo ancora di descriverla con queste parole:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abIl viso asciutto, pallido e regolare, i capelli fiammei, la bocca marcata e un po&#8217; crudele, lo sguardo allucinato, la patita esilit\u00e0 delle braccia e delle spalle\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Una figura che sembra gi\u00e0 personaggio, gi\u00e0 Caterina.<\/p>\n\n\n\n<p>Una scrittrice che ebbe il coraggio di lasciare la Calabria e di avventurarsi nella Milano di quei primi anni del Novecento con l&#8217;anima non della diaspora ma con il coraggio della scrittura che era ed \u00e8 la traccia indelebile di un vissuto.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 stata un punto di riferimento nelle mie conferenze sulla Letteratura del Mediterraneo. Un esempio emblematico.<\/p>\n\n\n\n<p>Giovanna Gull\u00ec non va recuperata per pietismo calabrese. Va letta perch\u00e9 pone, prima di altre, la questione che ancora ci riguarda: come si esce dalla casa patriarcale senza entrare nella menzogna della metropoli? Come si resta donna di nervi e di sangue senza diventare vittima o carnefice?<\/p>\n\n\n\n<p>Caterina Marasca \u00e8 la risposta senza risposta. \u00c8 il romanzo che non consola. Per questo \u00e8 un classico mancato. Per questo va riportato nelle scuole.<\/p>\n\n\n\n<p>NOTE<\/p>\n\n\n\n<ol start=\"1\" class=\"wp-block-list\">\n<li>Giovanna Gull\u00ec, Caterina Marasca, Garzanti, Milano 1940, pag. 23.<\/li>\n\n\n\n<li>Ivi, pag. 41.<\/li>\n\n\n\n<li>Ivi, pag. 42.<\/li>\n\n\n\n<li>Ivi, pag. 57.<\/li>\n\n\n\n<li>Ivi, pag. 88.<\/li>\n\n\n\n<li>Ivi, pag. 102.<\/li>\n\n\n\n<li>Leonida Repaci, Introduzione a Giovanna Gull\u00ec, Caterina Marasca, Garzanti, Milano 1940.<\/li>\n\n\n\n<li>Leonida Repaci, cit.<\/li>\n\n\n\n<li>Antonio Piromalli, La letteratura calabrese, Pellegrini, Cosenza 1996, vol. II.<\/li>\n\n\n\n<li>Leonida Repaci, Introduzione cit.<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p>BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE<\/p>\n\n\n\n<p>Opere di Giovanna Gull\u00ec<\/p>\n\n\n\n<ol start=\"1\" class=\"wp-block-list\">\n<li>Caterina Marasca, Milano, Garzanti, 1940. Prima edizione postuma con Introduzione di Leonida Repaci.<\/li>\n\n\n\n<li>Caterina Marasca, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2006. Ristampa a cura di Giuseppe Antonio Martino.<\/li>\n\n\n\n<li>Memmo, racconto.<\/li>\n\n\n\n<li>Un cane, racconto.<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p>Bibliografia critica essenziale<\/p>\n\n\n\n<ol start=\"1\" class=\"wp-block-list\">\n<li>Leonida Repaci, Introduzione a Giovanna Gull\u00ec, Caterina Marasca, Garzanti, 1940.<\/li>\n\n\n\n<li>Giuseppe Antonio Martino, Morta di letteratura a vent&#8217;anni. Vita e opere di Giovanna Gull\u00ec, Citt\u00e0 del Sole Edizioni, Reggio Calabria 2011.<\/li>\n\n\n\n<li>Antonio Piromalli, La letteratura calabrese, Pellegrini, Cosenza 1996.<\/li>\n\n\n\n<li>Pierfranco Bruni, Letteratura del ritorno, Settecolori, 1988.<\/li>\n\n\n\n<li>Pierfranco Bruni, Il Mediterraneo. Percorsi di Letteratura, C.S.R., 2005.<\/li>\n<\/ol>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il primo esistenzialismo calabrese Pierfranco Bruni Giovanna Gull\u00ec \u00e8 una scrittrice calabrese completamente dimenticata oggi. 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