{"id":9877,"date":"2020-03-08T16:02:08","date_gmt":"2020-03-08T16:02:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=9877"},"modified":"2020-03-08T16:02:08","modified_gmt":"2020-03-08T16:02:08","slug":"rapsodia-indiana-emozioni-e-sensazioni-di-un-recente-viaggio-in-india","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=9877","title":{"rendered":"RAPSODIA INDIANA &#8211; Emozioni e sensazioni di un recente viaggio in India"},"content":{"rendered":"<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-9877 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=9878'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/danze-matrimoniali-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=9879'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Il-Tempio-doro-Sikh-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=9880'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Sacre-abluzioni-nel-Gange-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=9881'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Tempio-Bahai-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure>\n\t\t<\/div>\n\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rapsodia indiana<br \/>\nEmozioni e sensazioni di un recente viaggio in India<\/p>\n<p>di Nicola F. Pomponio<\/p>\n<p>TORINO &#8211; Sono stato in India per la prima volta, non molto tempo fa. E\u2019 stato un viaggio particolare, organizzato in proprio, con amici stranieri con cui comunicavo in inglese o tedesco e con un percorso ottimamente alternativo alle \u201crotte\u201d commerciali del turismo di massa. E\u2019 stata un\u2019esperienza, sotto tutti i punti di vista, entusiasmante. L\u2019India \u00e8 sempre un po\u2019 un mondo lontano e affascinante e per me, appassionato di storia e culture, questo continente mi ha colpito con la forza del tuono e la potenza del fulmine.<\/p>\n<p>Non credo abbia senso ripercorrere tutte le tappe di un viaggio durato tre settimane e che si \u00e8 snodato nel nord di questo continente tra Rajastan, Punjab e Himalaya; cos\u00ec tanti sono i luoghi, le persone, le situazioni con cui mi sono confrontato. C\u2019\u00e8 un elemento che credo riassuma tutto: lo straripante. L\u2019India straripa, deborda dappertutto. E\u2019 un turbin\u00eco continuo di colori, suoni, sapori, odori, volti, espressioni. Nulla \u00e8 semplice, tutto \u00e8 composito, iper-decorato, sovrabbondante. Anche l\u00e0 dove la semplicit\u00e0 dovrebbe regnare, il \u201cgenius loci\u201d afferra il tutto e lo ripropone con colori accesi, smaglianti, quasi violenti.<\/p>\n<p>La frustra espressione secondo cui l\u2019India \u00e8 un luogo dalle \u201cforti contraddizioni\u201d svela cos\u00ec il suo momento di verit\u00e0: donne in sari coloratissimi e affascinanti, razzolano tra la spazzatura in compagnia di mucche, templi induisti rigurgitano di dei, dee, offerte, pellegrini e \u2026\u2026 denaro, cos\u00ec come quegli strani (per me!) dei e dee con tante braccia e tante teste.<\/p>\n<p>L\u2019India appare come il luogo della sovrabbondanza, direi quasi, utilizzando un termine forse troppo occidentale, del barocco. Cammelli addobbati quasi come spose camminano lenti e costanti lungo strade polverose, elefanti con abbellimenti coloratissimi risalgono strette viuzze apparentemente senza nemmeno essere guidati, solo un uomo, in groppa, vicino alla testa, si muove, quasi delicatamente, per indirizzarli sulla via, matrimoni (vi ho partecipato in ben due occasioni) in cui bellissime donne (quasi completamente coperte di preziosi) dai volti di sogno e uomini dall\u2019espressione al contempo virile e amichevole, vestiti in abiti da \u201cMille e una notte\u201d, danzano al ritmo di musiche strane e penetranti.<\/p>\n<p>L\u2019India sommerge, sbalordisce, spiazza. Vi \u00e8 sempre qualcosa di eccessivo, come la sua ottima cucina sempre speziata, come la sua religiosit\u00e0 sempre presente. La cerimonia delle abluzioni nel Gange \u00e8 qualcosa di spettacolare sia per la profondit\u00e0 della fede che qui si manifesta, sia per il brulicare di persone e atteggiamenti: coppie con i piedi in acqua si fanno fotografare in pose esprimenti \u201cpietas\u201d e fervore religioso, giovani, vicini a un santone, meditano a lungo e poi, all\u2019improvviso s\u2019immergono nella corrente tumultuosa aggrappandosi a delle catene e poi tanti, tantissimi oranti affidano alle acque dei piccoli cesti contenenti petali di fiori con bastoncini accesi.<\/p>\n<p>E cos\u00ec, mentre si assiste a uno spettacolo multicolore e caleidoscopico, improvvisamente delle scimmie (onnipresenti) si parano davanti e con calma \u201ccamminano\u201d sul bordo di un ponte o uomini con gravi malformazioni o vere e proprie mutilazioni si avvicinano \u201ccamminando\u201d su braccia e moncherini di gambe con movimenti che ricordano al contempo sia quelli delle scimmie sia quelli dei ragni: l\u2019eccesso, il perturbante, quel che l\u2019occidente (nel bene e nel male) ha saputo risolvere o, talvolta, solo nascondere, qui si mostra con una crudezza a cui non si \u00e8 abituati.<\/p>\n<p>Cos\u00ec come la prossimit\u00e0 tra uomini e animali. Tutti sappiamo della sacralit\u00e0 dei bovini, ma vederli camminare tranquillamente sulle \u201cautostrade\u201d o nei vicoli fangosi delle citt\u00e0 \u00e8 una vera e propria esperienza. Sono diversi dai nostri bovini, hanno come una gobba sul dorso, cos\u00ec come i tantissimi maiali, neri, irsuti, con qualcosa che assomiglia ad una cresta anche loro sul dorso e poi le scimmie, dappertutto, i pachidermi, i cammelli nel traffico delle grandi citt\u00e0.<\/p>\n<p>E\u2019 tutto un bizzarro giardino zoologico e un affascinante quanto ricco mondo vegetale che si squaderna alla vista di un occidentale abituato alla rigida separazione degli ambiti. E questa vicinanza la si ritrova nell\u2019induismo con i suoi d\u00e8i teriomorfi, le sue divinit\u00e0 in cui il confine tra umano e animale \u00e8 valicato. I sontuosi, meravigliosi palazzi visitati utilizzano cos\u00ec figure, per noi, bizzarre e le divinit\u00e0 si appropriano delle caratteristiche animalesche in un processo che mi riporta alla mente (in modo superficiale, ovviamente) le divinit\u00e0 egizie o le figure mesopotamiche dove d\u00e8i barbuti hanno il corpo di leone o altri animali.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 qualcosa di proteiforme, di eternamente cangiante, ma anche eternamente stabile nel lussureggiante pantheon induista e questa ricchissima collezione di divinit\u00e0, \u00e8 quasi il contraltare del rigido monoteismo islamico (i cui capolavori artistici sono commoventi) o del pensiero Sikh con i suoi guru e il suo stupendo Tempio d&#8217;oro dove migliaia di pellegrini ogni giorno sono gratuitamente sfamati (anch\u2019io ho mangiato con loro), o della semplicit\u00e0 buddista che per\u00f2 non rifugge anch\u2019essa dai colori accesi e dalla moltiplicazione dei bodhisattva o, infine, dal demonico del buddismo tibetano.<\/p>\n<p>Ma, imponente e affascinante, si manifesta il tempio baha\u2019i di Delhi, l\u2019ultima in ordine cronologico delle tante religioni che s\u2019incontrano in India. E nel silenzio della grande area interna di questa costruzione in cui la foglia di loto \u00e8 l\u2019elemento architettonico principale, nella totale mancanza di simboli religiosi perch\u00e9 tutte le religioni devono essere presenti, nel Nulla che viene evocato e che tanto mi ha ricordato la mistica sia cristiana, sia islamica, sia buddista, il contraltare definitivo alla spumeggiante, vitale, esuberante vita indiana si presenta in modo al contempo plastico e discreto.<\/p>\n<p>Un ultimo elemento (ma quanti altri ancora potrebbero essere evocati!) mi preme sottolineare: i volti dei bambini. Volti curiosi, desiderosi di contatto umano e di conoscenza, aperti al mondo, furbi di un candore disarmante. Abbiamo visitato una scuola: centinaia di bimbi in divise dai colori diversi secondo le classi ci hanno accolto con l\u2019espressione di chi vuole sapere, conoscere. Volti non ancora contratti nei ghigni prodotti dai giochi elettronici, ma aperti al futuro, desiderosi di sapere. Una realt\u00e0 antichissima e una nazione giovane, con enormi problemi (primo fra tutti il tentativo di imporre il concetto unificante di Stato-Nazione a situazioni dalle infinite sfaccettature, donde gli scontri tra diverse comunit\u00e0 e i soldati armati fino ai denti) ma dal ricchissimo fascino che spero di aver, anche solo in parte, evocato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Rapsodia indiana Emozioni e sensazioni di un recente viaggio in India di Nicola F. 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