{"id":9951,"date":"2020-03-18T11:08:43","date_gmt":"2020-03-18T11:08:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=9951"},"modified":"2020-03-18T11:08:43","modified_gmt":"2020-03-18T11:08:43","slug":"un-giorno-ci-rivedremo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=9951","title":{"rendered":"Un giorno ci rivedremo"},"content":{"rendered":"<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-9951 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=9952'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/2-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=9953'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Immagine-1-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure>\n\t\t<\/div>\n\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un giorno ci rivedremo<\/p>\n<p>E\u2019 una splendida giornata di primavera, il cinguettio di due uccellini che saltano da un ramo all\u2019altro richiama la mia attenzione, li osservo divertita e ammiro con orgoglio il mio piccolo giardino: il prato di un verde intenso, il roseto gi\u00e0 pieno di boccioli e il pesco in fiore. Ho voglia di uscire, di andare a fare una lunga passeggiata, sento suonare il telefono, vedo l\u2019ora, \u00e8 sicuramente mia zia che come tutte le mattine, per pi\u00f9 di mezz\u2019ora mi racconta sempre le solite cose, non ho voglia di ascoltarla, non stamattina, ho altro da fare. Chiudo casa e mentre scendo le scale, suona il cellulare, mia sorella Sonia, come mai? Ci sentiamo cos\u00ec raramente che mi meraviglio.<\/p>\n<p>\u00abCiao Sonia come va?\u00bb<br \/>\n\u00abClaudia, la mamma sta molto male, sta morendo.\u00bb<\/p>\n<p>L\u2019ascolto in silenzio e dopo averla salutata chiudo il telefono, \u00e8 come se avessi ricevuto un colpo allo stomaco; ho pensato tante volte a questo momento a come avrei reagito. Non sento e non vedo i miei genitori da tanti anni, mi ero convinta che tutto ci\u00f2 che riguardasse loro non mi sarebbe pi\u00f9 interessato. Ma ecco che la notizia mi sconvolge, vorrei rimanere indifferente a tutto, lasciare che gli anni passati rimangano l\u00ec, dove ho cercato, dopo tanto dolore, di serrarli, in un angolo remoto della mia mente. Rientro a casa e senza pensarci su tanto, preparo un borsone con l\u2019occorrente per stare fuori qualche giorno, i miei genitori abitano a trecento chilometri di distanza.<\/p>\n<p>Entro in macchina come un automa e lungo il tragitto mi sforzo di non pensare a niente, ma non \u00e8 possibile, loro hanno fatto parte fondamentale della mia vita, a causa loro, dei loro errori, della loro indifferenza, la mia vita ha cambiato il suo naturale percorso. Ricordo ancora con dolore come non sono mai stata una bambina spensierata, come la continua assenza di mia madre mi pesasse enormemente. Lei ha preferito seguire mio padre in tutto e per tutto, come se fosse stato il suo unico bambino da accudire e proteggere, lasciandoci crescere da una donna dispotica. Spesso la notte, sola nel mio letto, piangevo e invocavo silenziosamente una mamma inesistente.<\/p>\n<p>Negli anni ho imparato a chiudermi in un mondo tutto mio, fatto di sogni, di desideri; il pi\u00f9 grande era quello di poter andare via da quella casa. Ho sempre sognato un principe, l\u2019uomo che mi avrebbe portata via, che mi avrebbe amata di un amore assoluto, speciale. Il mio principe lo avevo trovato, ma per il mio solito destino avverso, nel momento che stava per raggiungermi, ha perso la strada. Ci amavamo in modo unico, meraviglioso, ero molto speciale per lui e lui era l\u2019unico a cui avevo permesso di conoscere la vera Claudia, l\u2019unico a cui avevo donato il mio cuore. Questo mi ha impedito di riuscire ad amare un altro uomo. La mia sensibilit\u00e0, il mio essere speciale, come diceva lui, mi aveva tenuta legata al suo cuore per sempre.<\/p>\n<p>Un turbinio di episodi e pensieri affollano la mia mente, penso a quello che non sarebbe mai dovuto succedere a una bambina di undici anni e a tutto quello che ne \u00e8 seguito: un grande senso di colpa che vivo ancora oggi, quel senso di colpa che mi ha portato negli anni a vivere continue paure e insicurezze. Finalmente smetto di pensare, sono arrivata all\u2019ospedale di Cosenza, mia sorella mi viene incontro e mi racconta tutto: mia madre era malata da diverso tempo e da ieri era entrata in coma. Sonia non si aspetta che le chieda come mai non mi ha avvisata prima, ci guardiamo in silenzio, lei sa benissimo come la penso in merito ai miei genitori, anzi credo si sia meravigliata nel vedermi qui.<\/p>\n<p>Saliamo in reparto di terapia intensiva, rimango pi\u00f9 di cinque minuti ferma dietro la vetrata, osservo mia madre l\u00ec, attaccata al respiratore, gli occhi chiusi, un viso cereo. Dopo aver infilato un camice monouso, gambaletti e cappellino, entro nella stanza e mi avvicino al suo letto. Rimango a lungo a osservarla, ha il viso tumefatto, quasi irriconoscibile a causa di mesi e mesi di cortisone, solchi che segnano il suo viso sono la testimonianza degli anni passati, le sue mani inermi, poggiate sul lenzuolo sono invecchiate, rugose. Mi siedo sulla sedia proprio di fronte a lei, la osservo, mi sforzo di ricordare il calore delle sue braccia, ma i ricordi sono cos\u00ec lontani che non riescono a riaffiorare nella mia mente. Dopo averla contemplata a lungo, poggio la mia mano sulla sua e inizio a parlare come se potesse ascoltarmi.<\/p>\n<p>\u00abVorrei dirti tante cose, vorrei dirti tutto quello che tu sai gi\u00e0, accusarti del fatto che non mi sei stata vicina, del fatto che hai accettato tutto quello che mi \u00e8 successo con apparente indifferenza, chiederti perch\u00e9 non mi hai difesa. Invece no, non voglio parlare di tutto questo.\u00bb<\/p>\n<p>Il suo corpo inerme poggiato sulle bianche lenzuola scatena in me una profonda tenerezza, poggio la testa sulla sua spalla immobile, in questo momento vorrei entrare nel suo mondo e parlare di tutto ci\u00f2 che non ci siamo mai dette, poter fare con lei tutto ci\u00f2 che non ho mai fatto, chiudo gli occhi e forse mi addormento, non so, entro in un mondo ovattato. Comincio a camminare, rimango affascinata dai tanti colori che mi circondano. Alla fine del percorso mi ritrovo in un mondo magico, meraviglioso, una luce accecante illumina un immenso prato fiorito, uno scoiattolo mi passa davanti e si ferma a osservarmi per nulla spaventato della mia presenza, il rumore del ruscello, che scorre poco lontano, richiama la mia attenzione.<\/p>\n<p>La vedo l\u00e0, seduta su di una pietra, la vedo come la ricordavo, con il suo bel viso non ancora segnato dal tempo, mi chiama con una voce dolce, soave, una voce non sua, mi tende le braccia, un gesto che non ricordo. Mi avvicino, mi siedo al suo fianco, mi lascio abbracciare, il suo calore mi riporta indietro negli anni, mi porta a ricordare quei momenti piacevoli che erano stati completamente annullati dalla mia mente perch\u00e9 sopraffatti da quelli spiacevoli, sopraffatti da un dolore indescrivibile.<\/p>\n<p>\u00abClaudia, mi dice, come stai? Come posso aiutarti?\u00bb<\/p>\n<p>Quanti anni sono che avrei voluto sentire queste parole? E cos\u00ec mi ritrovo a raccontarle tutto quello che ho passato in questi anni: la mia eterna solitudine, un grande amore finito che mi ha portato a vivere nei ricordi, la mia incapacit\u00e0 di perdonare. Piango, piango disperatamente fra le sue braccia tutto il mio dolore, la mia solitudine.<\/p>\n<p>\u00abPiangi pure tesoro mio, mi dice, sfogati, vedrai che dopo ti sentirai meglio, tu non sarai mai pi\u00f9 sola, io sar\u00f2 sempre al tuo fianco e non disperare, mai dire mai nella vita, smettila di essere cos\u00ec dura e severa con te stessa. Perdonami Claudia, vorrei aver fatto tutto quello che dovevo per te, ma tante cose neanche io sono riuscita ad accettarle, sappi che tu non eri colpevole di niente, eri una bambina indifesa, sono io che avrei dovuto difenderti, proteggerti, ma non l\u2019ho fatto, ne ho avuto paura. Nonostante tutto quello che ti era successo tu continuavi ad essere una bambina dolce ed io, inconsapevolmente, non accettavo il tuo essere, avrei preferito accuse dirette, avrebbero smosso le mie paure, la mia apparente indifferenza. Soffrivo, Claudia, soffrivo soprattutto perch\u00e9 ero incapace di aiutarti, pensavo alla gente e a proteggere un padre che non era mai stato tale per te.\u00bb<\/p>\n<p>Le lacrime scendevano silenziose sul mio viso e finalmente l\u2019abbraccio anch\u2019io, la stringo forte e le dico quello che non avrei mai pensato di poterle dire.<\/p>\n<p>\u00abMamma non ti preoccupare, ora \u00e8 tutto passato, come hai detto tu, da questo momento in poi saremo sempre vicine, il tuo amore riuscir\u00e0 a cancellare tutto il dolore che ho dentro.\u00bb<\/p>\n<p>Rimaniamo a lungo abbracciate ad osservare l\u2019acqua del torrente che scende da una piccola roccia, suonando una dolce musica come a cullare i nostri pensieri. Un suono acuto mi riporta indietro, mi allontana piano piano da quel mondo magico, apro gli occhi, guardo il monitor, piatto, guardo mia madre, il suo ultimo respiro lo ha fatto tra le mie braccia e stringendola a me le sussurro:<\/p>\n<p>\u00abStai tranquilla mamma, finalmente ci siamo dette tutto quello che avremmo voluto dirci da tanti anni, finalmente il tuo abbraccio ha riempito il mio cuore.\u00bb<\/p>\n<p>Entrano il medico e un\u2019infermiera, non osservo il loro sguardo, so gi\u00e0 dov\u2019\u00e8 andata, finalmente in un posto tranquillo, lontano dai suoi rimpianti, dalle sue paure, dai suoi sensi di colpa, \u00e8 andata dove con pazienza mi attender\u00e0, attender\u00e0 quella figlia che non ha mai vissuto, che non ha mai ammesso a se stessa di amare, ora tutto ci\u00f2 lo sa, tutto ci\u00f2 la rasserener\u00e0.<\/p>\n<p>Esco dalla stanza, un abbraccio silenzioso a mia sorella Sonia, uno sguardo a mio padre seguito da un lieve cenno di saluto. In questi momenti il silenzio \u00e8 l\u2019unico amico, non esistono parole per colmare tutta la confusione che avvolge il tuo essere. Hai bisogno del silenzio per capire. Prima di andare via, un ultimo sguardo attraverso la vetrata, l\u2019espressione di mia madre \u00e8 serena e sembra mi dica: ho trovato finalmente la mia pace! Io con un sussurro le dico: \u201ctranquilla mamma, ti ho perdonata sai, vedrai prima o poi ci rincontreremo.\u201d<\/p>\n<p>Esco dall\u2019ospedale, alzo lo sguardo in direzione della sua camera, un senso di pace avvolge tutto il mio essere, so che ha smesso finalmente di soffrire, sento che il mio perdono \u00e8 arrivato al suo cuore. Mi avvicino alla macchina e mentre sto per sedermi, la mia attenzione viene attratta da una figura ferma, immobile sul marciapiede di fronte. La luce del sole mi acceca impedendomi di vederne i lineamenti, riparo gli occhi con le mani riconosco la figura che mi sta osservando, il mio cuore si ferma per un attimo, dalle mie labbra un sussurro, Andrea. Lui si avvicina e con il suo inconfondibile e dolce sorriso mi dice:<\/p>\n<p>\u00abSapevo che prima o poi saresti tornata, ti aspettavo da tempo. Sei andata via senza darmi il tempo di chiederti perdono. Ti ho cercata, ma inutilmente, e da quel momento ho incominciato ad aspettare, ho incominciato a sperare in un tuo ritorno, ho incominciato a vivere sognando questo momento ed \u00e8 questo che mi ha dato la forza di andare avanti.\u00bb<\/p>\n<p>Mi stringe le mani come a darmi forza e coraggio. Coraggio di credere di nuovo in lui, nelle sue parole. I suoi occhi parlano, come hanno sempre fatto. Rivolgo lo sguardo verso quella finestra chiusa.<\/p>\n<p>\u00abGrazie mamma; sai, ho iniziato a perdonare e continuer\u00f2 a farlo, ho capito che \u00e8 l\u2019unico modo per riprendere il mio percorso di vita interrotto, \u00e8 l\u2019unico modo per riprendermi, per restituire l\u2019innocenza a quella piccola e fragile bambina ormai diventata donna.\u00bb<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Un giorno ci rivedremo E\u2019 una splendida giornata di primavera, il cinguettio di due uccellini che saltano da un [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[43,10],"tags":[],"class_list":["post-9951","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-historias","category-italiano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9951","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=9951"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9951\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=9951"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=9951"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=9951"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}