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COMUNICATO STAMPA

17 settembre 2021, La traviata, melodramma di Giuseppe Verdi, al Maggio Musicale Fiorentino.
Zubin Mehta sul podio e la regia di Davide Livermore per un nuovo allestimento che pone la tragedia di Violetta in una Parigi del 1968.
Sei recite: 17, 22, 24, 28 settembre e 2 e 5 ottobre 2021
Un cast di eccellenza con il debutto di Nadine Sierra come Violetta, il ritorno al Maggio di Francesco Meli come Alfredo e le voci di Leo Nucci (17, 22, 24, 28 settembre) e Placido Domingo (2 e 5 ottobre) che si alterneranno nel ruolo di Germont

Firenze 15 settembre 2021 – Dopo le recite di Così fan tutte che hanno segnato la ripresa della stagione al Maggio, il 17 settembre debutta il nuovissimo allestimento di La traviata il capolavoro di Giuseppe Verdi, con la direzione di Zubin Mehta, uno dei più autorevoli interpreti verdiani al mondo che affronta qui uno dei suoi titoli prediletti col quale ha debuttato proprio a Firenze, al Comunale nel 1964. La regia firmata da Davide Livermore, al suo secondo titolo verdiano al Maggio dopo Rigoletto, che ambienta la tragedia di Violetta in una Parigi del 1968 negli anni della contestazione. In locandina un cast di eccellenza con il debutto del grande talento di Nadine Sierra come Violetta, accanto a lei il ritorno al Maggio di un interprete di rifermento per il repertorio verdiano, Francesco Meli come Alfredo ruolo a lui tra i più congeniali. Con Nadine Sierra e Francesco Meli poi ci sono due grandi e carismatici artisti Leo Nucci e Plàcido Domingo che si alterneranno nel ruolo di Germont (17, 22, 24, 28 settembre Nucci) (2 e 5 ottobre Domingo). Il Coro e l’Orchestra del Maggio sono diretti da Lorenzo Fratini. Le scene sono disegnate da Giò Forma, con i costumi sono di Mariana Fracasso e le luci di Antonio Castro, i video di D-wok. Assistente regista è Aida Bousselma. A completare il cast degli interpreti sul palcoscenico Caterina Piva (Flora Bervoix), Caterina Meldolesi (Annina), Luca Bernard (Gastone), Francesco Samuele Venuti (il Barone Douphol), William Corrò (il Marchese d’Obigny), Emanuele Cordaro (il Dottor Grenvil), Alfio Vacanti (Giuseppe, servo di Violetta), Egidio Massimo Naccarato (un domestico di Flora), Giovanni Mazzei (un Commissionario). Il manifesto grafico adottato e diffuso dal Maggio cita espressamente il film “Belle de jour” di Luis Buñuel riproducendo con le fotografie di Michele Monasta agli interpreti, le stesse pose del manifesto cinematografico originale con Nadine Sierra nella simile posizione di spalle di Catherine Deneuve.

Il maestro Zubin Mehta ha debuttato a Firenze nel 1964 proprio con La traviata, uno dei titoli verdiani più rappresentati e amati di tutto il melodramma, riproponendola al Comunale poi nel 2000, 2001 (in tour a Tokyo con il Maggio) e nel 2015. Ovviamente il Maestro l’ha diretta innumerevoli altre volte nel corso della sua prestigiosa carriera, l’ultima, in forma di concerto, alla Scala nel settembre 2020 proprio con Nucci tra i protagonisti, collezionando un totale di più di 70 recite. In questo calendario va anche ricordata la celebre messa in scena in diretta televisiva del giugno 2000, diffusa in 125 Paesi con la regia di Giuseppe Patroni Griffi di La traviata nei luoghi, le ore, gli spostamenti in cui si svolge la trama. Al Maggio nelle diverse stagioni nel corso della sua storia, a cominciare dal 1929, il capolavoro di Giuseppe Verdi è stato messo in cartellone 32 volte per più di 180 rappresentazioni.

La vicenda dunque è ambientata da Davide Livermore a Parigi nel 1968 in pieno fervore rivoluzionario giovanile e di contestazione politica e ideologica: “non per provocare – dice Livermore – ma per raccontare più da vicino questa storia, per sviluppare la ricchezza e la modernità del capolavoro verdiano e anche lo scandalo che creò nella società di allora, nel 1853. Ciò nel rispetto totale, parola per parola, nota per nota, del libretto e della partitura”. “Anche l’amore tra Violetta e Alfredo è altrettanto forte e rivoluzionario” continua il regista “è quello di una giovane e bellissima prostituta, Violetta, che grazie a esso intraprende un vero e proprio percorso di redenzione personale”. A Davide Livermore il Maggio ha affidato anche la regia di un prossimo Trovatore per concludere così la proposta della Trilogia popolare verdiana. Dal prossimo 19 ottobre, al Maggio, il pubblico potrà assistere a Rigoletto nell’allestimento firmato da Livermore che è stato messo in scena per una sola recita a porte chiuse nello scorso mese di febbraio per registrarlo e trasmetterlo in video per la piattaforma digitale ItsArt.

Le scene di Giò Forma – la prima durante il preludio mostra il corridoio di un albergo con le camere dalle quali entrano ed escono i personaggi e Violetta esce proprio dalla stanza numero 1853 come a voler metaforicamente portare l’opera dall’anno della sua composizione alla contemporaneità – saranno lo specchio visivo del progressivo cedere della protagonista alla sua malattia, con l’allestimento che di pari passo passerà dallo splendore del primo atto a essere quasi dismesso e decadente, con specchi infranti e porte sbarrate, alla fine dell’opera, salvo poi tornare di nuovo a splendere al momento della morte di Violetta, quasi come se l’abbandono delle sue spoglie mortali (e del peso atroce della malattia) fosse un ultimo atto di liberazione personale. In ogni quadro di ogni atto, campeggiano, inoltre, in scena fotografie e proiezioni di ritratti dei due principali protagonisti che “hanno nella fotografia, una loro passione che condividono nel loft – una comune di artisti – dove vivono a Parigi – dice Livermore – “il fotografarsi a vicenda è volersi possedere ancora di più. È una chiara citazione del film Blow up di Antonioni”.

Nadine Sierra al suo debutto come Violetta dice: “È molto interessante questo personaggio che per la prima volta in assoluto nella mia carriera interpreto a Firenze. Sono elettrizzata dal poterlo fare con la direzione di Zubin Mehta e con colleghi strepitosi. Questa produzione di Davide Livermore con il quale è bellissimo lavorare anche per il modo con cui si costruisce il personaggio è differente da La Traviata che conosciamo, visto che è ambientata nella Parigi del 1968; l’ambiente è quindi diverso, ma il tema di fondo resta invariato: vediamo una donna, la quale non sembra avere molte scelte nella vita e, quando finalmente trova quell’opportunità di amare realmente qualcuno ed essere libera, le cose vanno bene ma sfortunatamente va incontro a un destino che, né lei né il pubblico, avrebbero mai voluto. Io credo che sia in ogni caso una splendida celebrazione delle donne, che amano liberamente e che altrettanto liberamente possono vivere la propria vita.” Francesco Meli, artista che è un punto di riferimento per il repertorio verdiano, interpreta Alfredo, uno dei ruoli a lui più congeniali, dice: “Alfredo in questa nuova produzione è un giovane ragazzo del 1968, che vuole perciò vivere la sua vita in maniera spericolata e si trova ad avere a che fare con una donna spericolata come Violetta, la quale vuole vivere la sua vita altrettanto a pieno, forse anche di più. Essi sono perciò vittima dei loro anni e dell’ipocrisia degli ‘adulti’ della loro epoca, ed entrambi sono impotenti rispetto ad un destino che per loro era già scritto.” Leo Nucci, il carismatico e celebre baritono che torna a Firenze dopo aver interpretato proprio Germont nella Traviata concertante dell’estate 2020 rappresentata nella Cavea del Maggio con la direzione di Carlo Rizzi, canta per la prima volta nella grande sala del Teatro e ritrova Zubin Mehta dopo La traviata scaligera, Nadine Sierra con la quale aveva cantato recentemente Rigoletto e Francesco Meli col quale oramai ha una consolidata consuetudine artistica. “Non potrei essere più felice di un cast così” dice Nucci, che continua “e sono contentissimo di lavorare per la prima volta con Davide Livermore; la sua è una visione trasportata nel tempo: un tempo di rivoluzione culturale: il 1968. Io di solito rimango perplesso quando si spostano le opere in periodi diversi, ma confesso che con La Traviata lo feci anche io quando ne curai la regia per il Teatro Municipale di Piacenza: la trasportai nel 1955, come celebrazione per l’anniversario della morte di Maria Callas. Questa tuttavia è un’opera senza tempo perché senza tempo è il personaggio e il dramma di Violetta; anche il mio personaggio, Germont, in parte padre padrone e in parte padre con le sue preoccupazioni è un personaggio assolutamente senza tempo. Sono convinto che questo dramma, questo capolavoro, lo si può e lo si potrà adattare in qualsiasi periodo, senza perdere di comunicativa. In questa edizione io mi trovo perfettamente a mio agio”. Nucci continua con un aneddoto: “Una volta, in Giappone, a proposito di Traviata mi chiesero in cosa consistesse la modernità di questo personaggio incredibile, domanda alla quale risposi – un po’ come ha detto Francesco Meli – rammentando la canzone di Vasco Rossi dove lui diceva di volere “una vita spericolata”. Ecco, trasportata, con tutte le ovvie differenze del caso, nella sua epoca (di Violetta), anche lei quando canta “Sempre libera degg’io folleggiare di gioia in gioia” intende le stesse cose, ovviamente con un’eleganza di linguaggio diverso, ma Violetta è un personaggio realmente moderno.”

I figuranti speciali che prendono parte nelle recite sono Giuliano Del Taglia (toreador), Desirè Liliane Banco, Elena Barsotti, Ilaria Brandaglia, Hanna Carolina Braus, Enrica Gualtieri, Françoise Magne Fokou, Maria Mascalchi, Maya Quattrini, Erika Rombaldoni, Jane Tayar (concierge), Uemura Ayumi, Paolo Arcangeli, Fabrizio Casagrande, Leonardo Cirri, Cristiano Colangelo, Emanuele Marchetti, Leonardo Paoli

Sei le recite complessive il 17, 22, 24, 28 settembre alle ore 20, 2 ottobre alle ore 18 e ultima rappresentazione il 5 ottobre alle ore 20.

Prezzi: Platea1 200€ – Platea2 160€ – Platea3 120€ – Platea4 90€ – PalchiA 160€ – PalchiB 90€ – Galleria 50€ – Visibilità limitata e Ascolto 15 €

 

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