Serena conduce operaclassica eco italiano

Ufficio Stampa                                                                                                                                                               14/01/2026

Quattro rappresentazioni per il leggendario “dissoluto punito” dal 18 al 25 gennaio

DON GIOVANNI, IL CAPOLAVORO DI MOZART INAUGURA LA STAGIONE 2026 DEL TEATRO FILARMONICO

Domenica 18 gennaio, un cast di giovani e affermati artisti debutta al Teatro Filarmonico con Orchestra, Coro e Tecnici di Fondazione Arena, con la direzione di Francesco Lanzillotta e la regia di Enrico Stinchelli.

Conferenze, film, visite guidate: molte iniziative collaterali all’interno del Festival Mozart a Verona 2026

Giovedì 15 gennaio alle 18, nella Sala Veranda dell’Accademia Filarmonica di Verona, l’opera verrà presentata al pubblico in un incontro gratuito con la musicologa e critica Carla Moreni

DON GIOVANNI

di Wolfgang Amadeus Mozart

domenica 18 gennaio ore 15.30

mercoledì 21 gennaio ore 19.00

venerdì 23 gennaio ore 20.00

domenica 25 gennaio ore 15.30

Teatro Filarmonico di Verona

Il protagonista più seducente e maledetto della musica riconquista il Teatro Filarmonico, inaugurando la Stagione d’Opera e Balletto 2026 di Fondazione Arena. Don Giovanni, capolavoro di Mozart e della storia del melodramma, debutta domenica 18 gennaio, alle ore 15.30, con un cast internazionale giovane e di prestigio e la direzione di Francesco Lanzillotta. Orchestra, Coro e Tecnici areniani portano in scena l’allestimento firmato da Enrico Stinchelli con i costumi del premiato Maurizio Millenotti e il visual design di Ezio Antonelli. Repliche mercoledì 21 gennaio alle 19, venerdì 23 alle 20, domenica 25 alle 15.30.

Dal Seicento ad oggi, il mito di Don Giovanni affascina l’umanità: il seduttore incallito, l’uomo incessantemente in movimento alla ricerca della vita è, al pari di Faust, il personaggio che arriva a sfidare i limiti dell’umano e del divino. Ma più di tutte le pièce teatrali, di tutti i racconti, i romanzi e i film prodotti in più di quattro secoli, l’opera di Mozart è riuscita a immortalare questa figura sfuggente e beffarda, demoniaca e accattivante, grazie ad una musica tanto vorticosa quanto ammaliante, dolce ed infernale. Don Giovanni è un “dramma giocoso” in cui convivono gli espedienti dell’opera buffa italiana e inaspettati abissi tragici: il protagonista non teme la morte, la causa e ne ride, fino a sfidarla. La profondità e la dualità dell’opera si manifestano sin dalla sinfonia iniziale, che conduce gli ascoltatori dal dramma alla commedia fino all’apertura di sipario. Inseguimenti, travestimenti, seduzioni, inganni, smascheramenti, duetti amorosi e scontri mortali: in poco meno di tre ore di musica e teatro, Mozart ha creato un universo di personaggi che gravitano intorno al memorabile protagonista del titolo. Un classico che ad ogni ascolto e visione interroga il pubblico, suggerendo sempre nuovi orizzonti.

Per rendere giustizia a Don Giovanni occorrono artisti pronti alle sfide sceniche tanto a quelle musicali, come sono quelli del cast in scena a Verona per l’inaugurazione 2026. Nel ruolo del titolo debutta al Teatro Filarmonico il giovane baritono Christian Federici, già vincitore dei Concorsi internazionali di Spoleto e «Toti Dal Monte», recentemente apprezzato su diversi palcoscenici proprio come Don Giovanni, accanto all’esperto Leporello di Paolo Bordogna. Donna Anna sarà interpretata da Gilda Fiume mentre Donna Elvira da Marta Torbidoni, entrambe voci areniane e soprani internazionalmente affermati. Nel ruolo di Don Ottavio si alterneranno due tenori: l’applaudito Edgardo Rocha (18 e 21 gennaio) e Leonardo Sánchez, esordiente a Verona (23 e 25 gennaio). Debutta al Teatro Filarmonico anche il soprano Emma Fekete come Zerlina accanto allo sposo Masetto interpretato dal giovane basso Alessandro Abis. Completa il cast Ramaz Chikviladze come Commendatore, colui che, ucciso da Don Giovanni, tornerà dalle tenebre sfidato dall’impavido protagonista. A dirigere l’Orchestra di Fondazione Arena il Maestro Francesco Lanzillotta, applaudito a Verona e nei maggiori teatri internazionali, nonché prossimo al debutto in Anfiteatro. Il Coro, diretto da Roberto Gabbiani, è in scena con diversi mimi e giovanissimi figuranti provenienti dal nuovo Coro di voci bianche di Fondazione Arena di Verona. I Tecnici portano in scena lo spettacolo insieme tradizionale e tecnologico, narrativo e metateatrale di Enrico Stinchelli, che firma regia e impianto scenico insieme al visual design di Ezio Antonelli e alle luci di Paolo Mazzon. I fedeli e sontuosi costumi settecenteschi dai mille colori sono quelli disegnati dal premiato Maurizio Millenotti.

Sono intervenuti alla conferenza stampa di presentazione dell’opera e delle iniziative collaterali Stefano Trespidi, Vicedirettore Artistico di Fondazione Arena, Pietro Trincanato, Consigliere del Comune di Verona, il regista Enrico Stinchelli, il Maestro del Coro di Fondazione Arena Roberto Gabbiani, il Segretario Artistico Francesco Ommassini, Michele Magnabosco, Direttore Artistico del Festival Mozart a Verona e Luca Cenzato, Responsabile Servizio Marketing Istituzionale, Sviluppo Territori e Relazioni Istituzionali BCC Veneta.

Don Giovanni e i suoi numerosi eventi collaterali si inseriscono nella ricca programmazione del Festival Mozart a Verona che da sette anni, ogni gennaio, celebra in varie forme e sedi il passaggio dell’allora giovanissimo genio di Salisburgo nella città scaligera nel 1770. Dopo la prima di domenica 18 gennaio, Don Giovanni replica mercoledì 21, venerdì 23 e domenica 25 gennaio.

La Stagione d’Opera e Balletto 2026 comprende altri quattro titoli operistici e due balletti, con prime assolute per Verona: è ancora possibile acquistare abbonamenti, nuovi carnet e biglietti singoli per ogni data al link https://www.arena.it/it/teatro-filarmonico, alle Biglietterie dell’Arena e nella rete Vivaticket.

BCC Veneta rinnova il suo legame con Fondazione Arena di Verona anche per il 2026, confermandosi main sponsor della Stagione Artistica del Teatro Filarmonico.

INCONTRO DI APPROFONDIMENTO APERTO AL PUBBLICO

Per tutta la Stagione d’Opera e Balletto 2026 si confermano gli incontri gratuiti di approfondimento, in collaborazione con Accademia Filarmonica di Verona: Don Giovanni sarà presentato al pubblico giovedì 15 gennaio alle 18 nella prestigiosa Sala Veranda dell’Accademia Filarmonica (via Mutilati 4) dalla critica e musicologa Carla Moreni. Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

MUSICA E CINEMA: IL FILM DI LOSEY

Sabato 17 gennaio, alle ore 18, Fondazione Arena inaugura una nuova rassegna per il 2026, Musica e Cinema: il sabato precedente le prime d’Opera e Balletto, il Teatro Filarmonico diventa una sala cinematografica d’eccezione con pellicole in lingua originale ispirate ai soggetti in scena. Si comincia con Don Giovanni del regista Joseph Losey (1979), celebre film in cui l’opera di Mozart rivive nei luoghi palladiani con un cast di stelle (Raimondi, Te Kanawa, van Dam, Berganza, diretti da Maazel) e un’eleganza senza tempo premiata da diversi César e David di Donatello. Biglietti da 3 a 5 euro.

APPUNTAMENTI PER GIOVANI E STUDENTI

Con Don Giovanni prende il via anche la programmazione 2026 di Arena Young: spettacoli, incontri e iniziative per bambini, studenti, famiglie, personale di scuole, università, accademie. L’opera debutta infatti con l’Anteprima riservata a studenti e giovani, già sold-outvenerdì 16 gennaio alle ore 16, preceduta da una presentazione dedicata.

Per la rassegna Andiamo a teatro, il mondo della scuola potrà assistere alle rappresentazioni infrasettimanali al Filarmonico partecipando al Preludio un’ora prima dello spettacolo: un’introduzione alla trama, ai personaggi e al linguaggio del teatro in musica, a cura di Fondazione Arena, nella prestigiosa Sala Maffeiana, mercoledì 21 gennaio alle ore 18 e venerdì 23 gennaio alle ore 19.

Info e prenotazioni: Ufficio Didattica Cultura e Formazione scuola@arenadiverona.it – tel. 045 80519.33/.84

LE SALE DELLA MUSICA: VISITE GUIDATE

Sabato 17 gennaio prende il via Le Sale della Musica, un calendario di visite guidate per approfondire storia, curiosità e dietro le quinte del Teatro Filarmonico ma anche per conoscere le professionalità che lavorano in teatro e l’attività di messa in scena di opere e concerti. Tutte le giornate di visita (dieci appuntamenti fino a dicembre, sempre il sabato mattina) avranno un primo turno alle ore 10.30 e un secondo turno alle ore 12. Il percorso, che varierà ogni volta in base agli spettacoli in produzione, durerà un’ora circa ed è aperto a gruppi fino ad un massimo di 20 persone. Per partecipare, è possibile riservare il proprio posto con un biglietto intero di 5 euro o ridotto a 3 euro per le fasce Under30/Over65.

L’OPERA, GLI AUTORI E LA TRAMA

Mozart (1756-1791) scrisse Il dissoluto punito o sia il Don Giovanni per la compagnia italiana del Teatro degli Stati di Praga nel 1787, sull’onda dell’enorme successo che la sua ultima creazione, Le Nozze di Figaro, riscuoteva più che nella capitale dell’Impero asburgico. Librettista il medesimo collaboratore delle acclamate Nozze, Lorenzo Da Ponte (1749-1838), figura poliedrica e a suo modo dongiovannesca, che attinse alle ben note creazioni di Tirso de Molina e Molière e soprattutto alla più recente opera ispirata allo stesso soggetto di Gazzaniga su testo di Bertati. La varietà di metro e situazioni e la profondità psicologica dei personaggi sono qui però ineguagliati, per la piena maturità di librettista e compositore, destinati a realizzare insieme un terzo capolavoro operistico in Così fan tutte (1790). Sfide drammaturgiche e sperimentazioni musicali senza precedenti (come la compresenza di tre orchestre impegnate in contemporanea in tre danze diverse). Don Giovanni ebbe subito successo ma, alla prima ripresa dell’opera a Vienna, cadde dopo solo quindici serate. Lì il compositore aveva acconsentito ad alcune sostanziali modifiche, compreso il taglio del lieto fine dopo la scomparsa del protagonista negli inferi, aprendo la strada a nuovi enigmi nella storia interpretativa dell’opera, tuttora aperti.

La trama in breve. Dopo la celebre Ouverture, il sipario si apre su una notte sivigliana. Il servo Leporello è stanco di fare la guardia mentre il suo insaziabile padrone Don Giovanni si intrattiene con donne di “ogni grado, forma, età”. Ma questa volta il seduttore è in fuga da Donna Anna e dal di lei padre, il vecchio Commendatore che lo sfida a duello e ha la peggio. Leporello è sconvolto ma può solo fare da scudo al padrone mettendo la “ex” Donna Elvira di fronte all’interminabile catalogo di sedotte e abbandonate. Nel frattempo Don Giovanni irrompe alla festa contadina dei neosposi Zerlina e Masetto, allontanando lui e seducendo lei, ma i suoi piani sono guastati dalle due donne precedenti in cerca di vendetta, aiutate da Don Ottavio, promesso di Donna Anna. Nella festa a cui tutti sono invitati, il nobile status di Don Giovanni non riesce più a fornire alibi ai suoi delitti. Dopo ulteriori inganni, serenate e violenze, in fuga con Leporello, il dissoluto padrone si rifugia casualmente in un cimitero dove trova la statua del Commendatore ucciso in duello. Entrambi vedono la statua muoversi ma Don Giovanni non ne ha paura: la invita anzi a cena. E a cena si giocherà il destino del protagonista, sospeso tra un’ultima redenzione e gli inferi.

BIGLIETTERIE ARENA DI VERONA

Via Dietro Anfiteatro 6/b 

Aperta da lunedì a venerdì (10.30 – 16.00)

sabato (09.15 – 12.45)

chiusa la domenica

Via Roma 1 

Aperta martedì, giovedì e sabato (10.00 – 18.00)

mercoledì e venerdì (13.00 – 20.00)

domenica (12.00 – 15.30)

chiusa il lunedì

biglietteria@arenadiverona.it

Call center (+39) 045 8005151

www.arena.it

Rete vendita Vivaticket

informazioni

Ufficio Stampa Fondazione Arena di Verona

Via Roma 7/D, 37121 Verona

tel. (+39) 045 805.1861-1905-1891-1939-1847

ufficio.stampa@arenadiverona.itwww.arena.it

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Domenica 18 gennaio ore 15.30turno A

Mercoledì 21 gennaio ore 19.00turno C

Venerdì 23 gennaio ore 20.00turno D

Domenica 25 gennaio ore 15.30turno B

DON GIOVANNI

Il dissoluto punito o sia il Don Giovanni

Dramma giocoso in due atti

di Wolfgang Amadeus Mozart

Libretto di Lorenzo Da Ponte

                                                            Direttore       Francesco Lanzillotta

                                                      Regia e scene       Enrico Stinchelli

                                                   Assistente alla regia            Maria Selene Farinelli            

                                                      Visual design       Ezio Antonelli

                                                              Costumi        Maurizio Millenotti

                                                                     Luci       Paolo Mazzon

                                                                                               Don Giovanni         Christian Federici

                                                                               Leporello         Paolo Bordogna

                                                                   Commendatore         Ramaz Chikviladze

                                                                          Donna Anna         Gilda Fiume

                                                                          Don Ottavio         Edgardo Rocha 18, 21/1

                                                                                                        Leonardo Sánchez 23, 25/1

                                                                         Donna Elvira         Marta Torbidoni

                                                                                   Zerlina         Emma Fekete

                                                                                Masetto         Alessandro Abis

                                                                                                                     Mimi       Jessica Aiello,Amedeo Angelone, Michelangelo Brunelli,

                                                                                                                                          Elisabetta Di Chiara, Carmela Gragnaniello, Alice Lionello,

                                                                                                                                          Giancarla Malusardi, Jasmine Mechergui, Katia Mirabella,

                                                                                                                                          Chiara Monti, Igor Pane, Simone Pergola, Greta Puggioni,

                                                                                                                                          Giorgia Ricciardi, Rebecca Testa

                                                                                                              Figuranti            Membri del Coro di voci bianche di Fondazione Arena di Verona

                                                                       Clavicembalo / basso continuo            Roberto Brandolisio, Sara Airoldi

Orchestra, Coro e Tecnici di Fondazione Arena di Verona

Maestro del Coro Roberto Gabbiani

Direttore Allestimenti Scenici Michele Olcese

Allestimento di Fondazione Arena di Verona

All’interno del Festival Mozart a Verona 2026

Tempi di spettacolo

Atto I 90’ circaintervalloAtto II 85’ circa

Don Giovanni: l’Opera delle Opere

Note di regia di Enrico Stinchelli

Sotto molti aspetti Don Giovanni è l’Opera per antonomasia. Flaubert diceva che tre erano le cose più belle create da Dio: il mare, l’Amleto e il Don Giovanni di Mozart. Ancora oggi dopo oltre 200 anni dalla sua prima esecuzione è un’opera aperta, carica di sottintesi e di dubbi irrisolti, campo di battaglia per registi pronti a tutto e palestra vocale e stilistica per cantanti forse non del tutto consapevoli delle enormi difficoltà poste da Mozart. Fate caso: Don Giovanni lascia a tutti la possibilità di sperimentare e di rischiare, è un’opera senza tempo, per questo ho scelto un’impostazione agile, dinamica, a tratti surreale, ma strettamente legata alla drammaturgia, perché Don Giovanni racconta una storia ben precisa. I bellissimi costumi di Maurizio Millenotti, utilizzati per il meraviglioso spettacolo proposto da Zeffirelli in Arena, sono il trait d’union con la grande tradizione, direi una garanzia di bellezza e di rispetto. In realtà l’idea che caratterizza questa nuova produzione, attraverso le scene e le proiezioni realizzate da Ezio Antonelli, ci conduce in un altro mondo, che è puro “teatro nel teatro”. Un mondo fatto di proiezioni dinamiche e luci, che narrano – com’è nel mio stile – le vicende del grande libertino e svelano la potenza vittoriosa del protagonista, il quale si erge sopra tutti gli altri personaggi. Un grande burattinaio, che ride beffardo delle miserie umane e si diverte a manovrare le sue vittime, senza alcuna cura di sé stesso, persino di fronte alla morte, che sfida orgogliosamente come Capaneo nell’Inferno dantesco. Le proiezioni e il disegno luci, in stretta relazione con l’incalzare della vicenda e della musica, rappresentano la tecnologia più avanzata al servizio della tradizione, l’arma segreta per rilanciare lo spettacolo più costoso e complesso, ma anche più affascinante che esista: l’opera.

Vorrei proporvi una riflessione sul ruolo del protagonista, uno dei rari casi che ha visto coinvolte TUTTE le tipologie vocali maschili. Il primo Don Giovanni, Luigi Bassi (1766-1826), fu una specie di catastrofe vivente: aveva debuttato a soli 13 anni in un’opera di Anfossi, cantòDon Giovanni a Praga appena ventiduenne lasciando MOLTO insoddisfatto Mozart. Basso? Baritono? Non si capì. Il Don Giovanni della ripresa a Vienna fu Francesco Albertarelli, un buffo, con scarsa attrattiva fisica, giudicato persino inferiore al Bassi che, per lo meno, si presentava bene come figura. Nella prima metà dell’800 i più famosi Don Giovanni furono…TENORI: Nicola Tacchinardi, Andrea Nozzari, Manuel Garçia, Adolphe Nourrit e Giovanni de’ Candia (Mario), a ben vedere dei classici baritenori di scuola rossiniana. Poi apparvero i baritoni, tra questi Tamburini, Coletti, De Bassini, Ronconi, Graziani, Faure,oltre al famoso bassi Lablache, che fu un famoso buffo. La galleria si chiude con Maurel (il primo Falstaff, Jago), Lassalle, Ancona, Renaud, arrivando a Mattia Battistini, le cui registrazioni di Don Giovanni pervenuteci sono tra le peggiori interpretazioni mai udite. Nel ‘900 finalmente una boccata d’ossigeno: Stabile, Pinza (divo al Met), Brownlee, Schoeffler, Petri, Silveri, persino Taddei (ma solo in disco), il fenomenale Siepi arrivando a Gobbi, Waechter, Rossi Lemeni, London, Ghiaurov, Soyer, Raimondi (gratificato da un notissimo film), Milnes, Van Dam, Bruson, Ramey, cui hanno fatto seguito Coni, D’Arcangelo, Scandiuzzi, Alberghini, Pisaroni, Pertusi, Shrott, Keenlyside, Mattei e via via tanti altri. QUINDI: tenori nell’800, poi baritoni e bassi alternativamente. Il basso non ha vita facile con Don Giovanni: la tessitura lo impegna moltissimo sulle note di passaggio proprie del baritono e lo condiziona. Più a suo agio il baritono, ovviamente, che può permettersi una diversa disinvoltura vocale. Anche perché Leporello, l’alter ego, è in realtà un basso vero, direi pure un basso scuro. E a questo proposito ricorderò ciò che accadde al Met in una storica recita diretta da Walter, in cui si ritrovarono Pinza come Don Giovanni e Alexander Kipnis, meraviglioso basso profondo, come Leporello. Nella scena del travestimento del II atto, quando l’uno deve imitare la voce dell’altro, Kipnis fece l’esatta imitazione di Pinza, producendo un comicissimo vibrato stretto (caratteristica della voce di Pinza) con boati di risate del pubblico. Pinza, invece (che era un basso chiaro), non riuscì a imitare i suoni scuri e profondi del collega. Da quella sera i due non cantarono mai più insieme.

Lo straordinario lavoro compiuto da Mozart e Da Ponte mise in particolare risalto le tre figure femminili del Don Giovanni: Donna Anna, Donna Elvira e Zerlina. Nel primo caso abbiamo la caratterizzazione di una donna fiera, sdegnosa, dalle profonde malinconie alternate a veementi scatti d’ira, in cui domina il contrasto tra l’attrazione fortissima e malcelata per Don Giovanni e l’eterno fidanzamento con Don Ottavio, figura rassicurante ma fondamentalmente noiosa. E le donne, come i gatti, hanno il terrore della noia! Questo, sia Mozart sia soprattutto Da Ponte lo sapevano benissimo. Ecco quindi che Donna Anna sembra odiare Don Giovanni, non tanto per avergli ucciso il padre, ma per non aver completato l'»opera di seduzione» appena iniziata. Don Giovanni ha posseduto Donna Anna o no? Questo dubbio permane. Nella mia regìa cercherò di sottolineare questa ansia e queste voglie represse, che ben vengono esposte nel racconto che fa Donna Anna a Don Ottavio «Era già alquanto avanzata la notte», in cui viene narrato il tentativo, forse riuscito, di stupro. La risposta di Don Ottavio è una delle più comiche frasi della storia operistica: «Ohimé…respiro». Donna Elvira è il classico ritratto della «sedotta e abbandonata» che non vuole saperne di dover rinunciare all’impenitente libertino. La donna in preda a una crisi di nervi perenne, così poco credibile anche se compatibile. A ogni sua apparizione si sorride un po’ amaramente, poiché è scocciante e insistente, nonostante la battaglia sia persa in partenza. A Donna Elvira sono riservate arie di notevole difficoltà, il ruolo è davvero ingrato, soprattutto nella versione di Vienna che vide aggiunta l’aria «Mi tradì quell’alma ingrata» (scritta per Caterina Cavalieri, celebre virtuosa dell’Opera di Vienna). Da notare che, vocalmente, non vi sono grandi differenze tra Donna Anna e Donna Elvira, per cui risulta completamente inspiegabile la tradizione che volle «scura e drammatica» Donna Anna e «dolce e lirica» Donna Elvira (si pensi a una Nilsson o a una Price contrapposte a una Schwarzkopf o a una Della Casa!). Questo tipo di contrasto è andato stemperandosi nei Don Giovanni dell’ultimo trentennio, fin quasi a rovesciare le parti (si pensi a una Antonacci/Elvira, per esempio, o a una Devia/Donna Anna). Zerlina appartiene invece alla classica tipologia della contadinotta astuta, maliziosa, un po’ ingenua e molto sexy, un carattere che Da Ponte ben conosceva, essendo ispirato dalla bella sedicenne figlia della sua padrona di casa, con la quale (apprendiamo dalle sue Memorie) si trastullava durante la composizione del Don Giovanni. Attenzione: Zerlina non è un sopranino-soubrette. Affatto. Zerlina è a tutti gli effetti un soprano pieno, di alte virtù tecniche, storicamente interpretata da grandissime cantanti: la Malibran, la Grisi, la Tacchinardi-Persiani, la Viardot, la Alboni, la Patti e andando più avanti nel tempo la Favero, la Cebotari, la Sayao, la Seefried, la Carteri, la Moffo, la Freni, la deliziosa Sciutti, ma anche la Stratas, in disco la Horne, vale a dire vocalità che vanno dal mezzosoprano o contralto d’agilità fino al soprano leggero. Come si può vedere: fare un cast per Don Giovanni non è cosa semplice e lo stesso vale per la regìa, aperta a tante possibilità, ma condizionata dal rigido schema settecentesco. 

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Pressestelle                                                                                                                                          10.10.2025

DIE FONDAZIONE ARENA DI VERONA PRÄSENTIERT DIE SPIELZEIT 2026 IM TEATRO FILARMONICO

Von Januar bis Dezember: 5 Operntitel, 2 Ballette, 8 symphonische Programme mit international renommierten Künstlern

Die Tournee bringt die künstlerischen und technischen Ensembles durch die Theater Venetiens, an das Teatro Regio di Parma sowie nach Australien

Ein intensives Jahr voller Herausforderungen steht bevor. Die Fondazione Arena di Verona präsentiert die Spielzeit 2026 im Teatro Filarmonico: gleich 42 Abende mit Oper, Tanz und Sinfoniekonzerten. Hinzu kommen öffentliche Proben für Schulklassen, Vorstellungen für junge Menschen und Familien, Kurse für den Kinderchor sowie zahlreiche Auswärtstermine – von Aufführungen von Aida in Australien bis zur Tournee mit Sinfoniekonzerten durch die Städte Venetiens. 

Ein besonderes Jahr, in dem Verona im Fokus der internationalen Aufmerksamkeit steht – zum einen, weil erstmals ein gesamtes Opernhaus zu einer Gastspielreise ans andere Ende der Welt, nach Australien, aufbricht, zum anderen wegen der olympischen Zeremonien in der Arena. Infolge der intensiven Zusammenarbeit und prominenter Gastauftritte aus dem In- und Ausland in der Scaligerstadt Verona bringt die Spielzeit 2026 ein durchdachtes Programm auf mehreren Bühnen.

Die Opern- und Ballettsaison umfasst 7 Produktionen: 5 Opern und 2 Ballette. Vom 18. bis 25. Januar – dem Mozart-Monat – kehrt dank des etablierten Festivals „Mozart a Verona“ Mozarts Don Giovanni in der Inszenierung der Fondazione Arena auf die Bühne zurück. Im Februar hebt sich der Vorhang ausnahmsweise auf der Bühne des Teatro Ristori, und zwar für eine neue Barockproduktion: Vivaldis L’Olimpiade ist vom 23. Februar bis 1. März in der Produktion des Théâtre des Champs-Élysées zu erleben, genau an den Tagen der großen olympischen Zeremonien. Eine exklusive Voraufführung findet am 21. Februar auf Einladung statt. Vom 22. bis 29. März kehren die künstlerischen und technischen Ensembles der Fondazione Arena ins Teatro Filarmonico zurück: Verdis Falstaff, sein spätes Meisterwerk, steht auf dem Programm – ein Jahr nach der Aufführung des gleichnamigen Werks von Salieri. Die Inszenierung stammt vom Teatro Regio di Parma.

Nach der sommerlichen Spielpause kehrt die Oper vom 25. Oktober bis 1. November auf die Bühne des Teatro Filarmonico zurück: Menottis Amelia al ballo feiert Hauspremiere, eingeleitet von Strawinskys Ballett Jeu de cartes in einer Neuproduktion der Fondazione Arena di Verona. Ein in Verona erstmals zu erlebender Doppelabend. Vom 22. bis 29. November ist La Bohème Pucciniana in der neuesten Produktion aus Verona an der Reihe. Vom 13. bis 31. Dezember kehrt Il Lago dei cigni zurück – ein Werk, das im vergangenen Jahr mit 6 ausverkauften Abenden das Publikum eroberte und 2026 auch auf der Bühne des Teatro Regio di Parma erwartet wird. Ebenfalls für 2026 bestätigt sind die vertiefenden Einführungsgespräche in Zusammenarbeit mit der Accademia Filarmonica di Verona: An den Donnerstagen vor der Premiere, jeweils um 18 Uhr in der Sala Veranda, erläutern Musikwissenschaftler und Journalisten die Oper des Abends. Carla Moreni, Alberto Mattioli, Giovanni Gavazzeni, Giuliano Danieli, Fabio Sartorelli und Valentina Bonelli treten mit dem Publikum in den Dialog und vertiefen Handlungen, Besonderheiten und Anekdoten zu den einzelnen Opern- und Ballettwerken. Die Veranstaltungen sind kostenlos.

Im Anschluss an die großen Ereignisse, die Verona und die Fondazione Arena in den ersten Monaten 2026 prägen, startet die Sinfoniesaison im Frühjahr mit acht Abonnement-Sinfoniekonzerten, jeweils an zwei Terminen. Vielfach kommt eine dritte Aufführung in Städten Venetiens hinzu (Rovigo, Treviso, Schio, Vicenza). Die Programme reichen vom 18. Jahrhundert bis in die Gegenwart, mit besonderem Schwerpunkt auf dem spätromantischen Repertoire und der klassischen Moderne des 20. Jahrhunderts. Zudem werden neue Auftragswerke in Uraufführung präsentiert. Außerdem werden die in den vergangenen Jahren begonnenen Sinfonik-Zyklen großer Komponisten (u. a. Mahler, Bartók, Brahms) fortgeführt. In der Programmgestaltung bleiben zwei tragende Linien, die beim Publikum auf großes Echo gestoßen sind: die großen chorsinfonischen Werke (Rossini – erstmals in der Orchesterfassung – und Beethoven als Titeldebüt für die Arena-Klangkörper) sowie die Präsenz exzellenter Solisten sowie Dirigenten von Weltrang im Dialog mit den künstlerischen und technischen Ensembles der Fondazione Arena.

Zu den erwarteten Künstlern – von denen viele am Teatro Filarmonico debütieren – in der Reihenfolge des Programms: die Dirigenten Francesco Lanzillotta, Giulio Prandi, Giuseppe Grazioli, Francesco Ommassini, Gianna Fratta, Patrick Lange, Sebastiano Rolli, Oleg Caetani, Ramón Tebar, Lü Jia, Wolfram Christ, Alpesh Chauhan, Dmitri Jurowski; die Regisseure Enrico Stinchelli, Emmanuel Daumas, Jacopo Spirei, Filippo Tonon, Stefano Trespidi; die Instrumentalsolisten InMo Yang, Johannes Moser, Marc Bouchkov, Aleksandr Malofeev, Sergej Nakarjakov und große Gesangssolisten der internationalen Opernszene neben jungen Nachwuchstalenten. 

Für Oper und Ballett werden die üblichen vier Abo-Reihen bestätigt (Sonntags-Premieren 15:30; Sonntags-Reprisen 15:30; Mittwoch 19:00; Freitag 20:00), wie auch die zwei Sinfonie-Reihen (Freitag 20:00; Samstag 17:00). Die Fondazione Arena bietet zudem verschiedene Carnets zu Sonderpreisen (ab 3 für Oper, ab 2 für Ballett, ab 3 für Sinfonik), nutzbar für mehrere Eintritte am selben Abend oder verteilt auf verschiedene Termine, sowie das Mischformat Venerdì in platea, mit dem sich das künstlerische Angebot 2026 mit 3 Opern und 4 Konzerten erkunden lässt. Abonnementverlängerungen sind vom 14. Oktober bis 16. November an den Vorverkaufskassen der Arena di Verona möglich: an der Zentralkasse in der Via Dietro Anfiteatro sowie an der Kasse in der Via Roma 1 am Eingang der Sala Filarmonica. Ab dem 18. November können neue Abonnements und Carnets erworben werden. Am 25. November beginnt der Einzelkartenverkauf für alle Termine – auch online unterwww.arena.it.

Zahlreiche in den letzten zwei Jahren gestartete Rahmenprogramme werden in erweiterter, noch vielseitigerer Gestalt fortgeführt: darunter die Kammerreihe Musei in Musica sowie die Saison Arena Young, die eng mit Oper, Ballett und Sinfonik verbunden ist. In Kürze werden neue Initiativen angekündigt, die alle darauf abzielen, das Teatro Filarmonico zu einem echten Zuhause und einem Bezugspunkt für alle Bürger Veronas und Fans aus ganz Italien und der ganzen Welt zu machen.

Die Präsentation der Spielzeit 2026 fand im Foyer des Teatro Filarmonico statt, und zwar im Rahmen einer musikalischen Veranstaltung, die Abonnenten sowie dem gesamten Publikum offenstand. Cecilia Gasdia, Oberintendantin der Fondazione Arena, und der Schriftsteller und Kritiker Alberto Mattioli stellten mit Stefano Trespidi, stellvertretender künstlerischer Leiter der Fondazione Arena, die Programme und Besetzungen der kommenden Spielzeit vor. Auch Stadtrat Pietro Trincanato war anwesend. Im Verlauf des Nachmittags wurden live Highlights aus den Opern des Spielplans 2026 dargeboten: Es sangen Eleonora Bellocci, Marco Ciaponi, Carmela Remigio, Carlo Lepore und Michele Patti, begleitet von Cecilia Gasdia am Klavier.

Die künstlerische Saison des Teatro Filarmonico ist nicht zuletzt dem Engagement des Hauptsponsors BCC Veneta zu verdanken, repräsentiert von Luca Cenzato, Verantwortlicher für Institutionelles Marketing, Territorialentwicklung und Institutionelle Beziehungen.


Informationen

Pressestelle Fondazione Arena di Verona

Via Roma 7/D, 37121 Verona

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Press Office                                                                                                                                           10/10/2025

FONDAZIONE ARENA DI VERONA PRESENTS THE 2026 ARTISTIC SEASON AT THE TEATRO FILARMONICO

Between January and December, 5 operas, 2 ballets and 8 concert programmes featuring internationally renowned artists

Artistic and technical ensembles to tour the theatres of Veneto, the Regio di Parma and Australia

It promises to be a busy year, full of exciting challenges. Fondazione Arena di Verona presents the 2026 Artistic Season at the Teatro Filarmonico: 42 evenings of opera, dance and symphonic concerts, which will be joined by open rehearsals for schools, shows for children and families, courses for treble voices and numerous off-site appointments, from Aida performances in Australia to the symphonic concert tour of the cities of the Veneto. 

A special year in which Verona will be the centre of international attention both for the first trip of an entire opera house to the other side of the world, to Australia, and for the Olympic ceremonies in the Arena. Because of the important collaborations and the presence of performers from elsewhere in Italy and abroad in Verona, the 2026 season will be organised in a structured calendar featuring various different venues.

The Opera and Ballet Season consists of 7 productions: 5 operas and 2 ballets. As part of the firmly established Mozart Festival of Verona, from 18 to 25 January – Mozart month – Don Giovanni will return to the stage at Fondazione Arena. In February, the curtain will go up on a special new baroque production at Teatro Ristori: from 23 February to 1 March, coinciding with the ceremonies of the Winter Olympics, the Théâtre des Champs-Élysées’s production of Vivaldi’s L’Olimpiade will be performed, with a special invitation-only premiere on 21 February. From 22 to 29 March, the Arena’s artistic and technical ensembles will return to the Teatro Filarmonico for Verdi’s masterpiece Falstaff, a year after the staging of the same opera by Salieri; it will be performed by the Teatro Regio di Parma.

As ever, the curtain of the Filarmonico will go down during the summer months, the opera returning to the stage from 25 October to 1 November with Menotti’s Amelia Goes to the Ball, performed for the first time at the Teatro. This will be preceded by a new Fondazione Arena di Verona production of the Stravinsky ballet Jeu de cartes. Two absolutes firsts for Verona. From 22 to 29 November it will be the turn of the most recent Veronese production of Puccini’s La Bohème. After 6 sell-out evenings last year, Swan Lake  will return from 13 to 31 December and in 2026 will also be performed on the stage of the Teatro Regio di Parma. The deep dive meetings held in collaboration with the Accademia Filarmonica di Verona have also been confirmed for 2026: at 6 p.m. on Thursdays before premieres, musicologists and journalists will tell the story of the opera in the Sala Veranda. Carla Moreni, Alberto Mattioli, Giovanni Gavazzeni, Giuliano Danieli, Fabio Sartorelli and Valentina Bonelli will chat with the public, exploring the plots and backstories of the various operas and ballets on the programme, as well as lots of other interesting anecdotes. The meetings will be free of charge.

Following the major events that will involve Verona and Fondazione Arena in the first months of 2026, the Concert Season will begin in the spring with 8 season pass concerts, each of which performed twice and, in many cases, also a third time in different cities of the Veneto (Rovigo, Treviso, Schio, Vicenza). The programmes will range from the 18th century to the contemporary, with a particular focus on the late Romantic period and the 20th century, while also including brand new works. The complete symphonies of great composers begun in recent years (such as Mahler, Bartók, Brahms) will also continue. The programme will feature two key cornerstones that have proved very popular with the public: the great symphonic-choral works (Rossini, for the first time with orchestra, and Beethoven, first performance by the Arena ensembles) and the presence of leading world-renowned soloists and conductors in dialogue with the artistic and technical ensembles of Fondazione Arena.

The expected artists – many of whom making their debut at the Teatro Filarmonico – include, in order of appearance: conductors Francesco Lanzillotta, Giulio Prandi, Giuseppe Grazioli, Francesco Ommassini, Gianna Fratta, Patrick Lange, Sebastiano Rolli, Oleg Caetani, Ramón Tebar, Lü Jia, Wolfram Christ, Alpesh Chauhan, Dmitri Jurowski; directors Enrico Stinchelli, Emmanuel Daumas, Jacopo Spirei, Filippo Tonon, Stefano Trespidi; musicians Inmo Yang, Johannes Moser, Marc Bouchkov, Aleksandr Malofeev, Sergej Nakarjakov, and great international opera soloists alongside emerging young talents. 

For Opera and Ballet, the usual 4 season pass slots are confirmed (Sunday premieres at 3.30 p.m., Sunday repeat performances at 3.30 p.m., Wednesday evening at 7 p.m. and Friday evening at 8 p.m.), as are the 2 Concert slots (Friday evening at 8 p.m. and Saturday afternoon at 5 p.m.). Fondazione Arena will also offer several carnet options at special prices (3 tickets for the Opera, 2 for the Ballet, 3 for Concerts) that can be used for multiple admissions on the same evening or on different dates, and the hybrid Friday in the audience formula, which will allow you to explore the 2026 artistic season with 3 operas and 4 concerts. You can renew your season pass between 14 October and 16 November at the Arena di Verona ticket offices: both the central ticket office in Via Dietro Anfiteatro and the office at Via Roma 1 at the entrance to Sala Filarmonica. From 18 November it will be possible to buy new season passes and carnets, while on 25 November the sale of individual tickets for each date on the events calendar will also begin at www.arena.it.

Many associated initiatives launched in the last two years will return in an even richer and more structured form, including the Museums in Music chamber music show and the Arena Young season which will intertwine with the Opera, Ballet and Concert events. New initiatives will be announced soon, all aimed at making the Teatro Filarmonico a genuine hub and point of reference for all citizens of Verona and fans from all over Italy and the rest of the world.

The 2026 Season was presented in the foyer of the Teatro Filarmonico during a musical event open to season ticket holders and the general public. Cecilia Gasdia, General Manager of Fondazione Arena, and writer and critic Alberto Mattioli previewed the programmes and the casts of next season’s operas, shows and concerts together with Stefano Trespidi, Deputy Artistic Director of Fondazione Arena. City councillor Pietro Trincanato was also in attendance. During the afternoon, the most beautiful passages from the productions of the 2026 season were performed live with the voices of Eleonora Bellocci, Marco Ciaponi, Carmela Remigio, Carlo Lepore and Michele Patti accompanied by Cecilia Gasdia herself on piano.

The artistic programme of the Teatro Filarmonico is also possible thanks to the support of main sponsor BCC Veneta, represented by Luca Cenzato, Head of the Institutional Marketing Service for Territorial Development and Institutional Relations.


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