Serena conduce operaclassica eco italiano

ORFEO ED EURIDICE

DIRETTO DA FABIO BIONDI

NEL NUOVO ALLESTIMENTO

FIRMATO DALL’ARTISTA SHIRIN NESHAT

INAUGURA LA STAGIONE D’OPERA 2026

L’opera di Gluck, nella versione di Vienna del 1762,

torna al Regio dopo 39 anni, con la Filarmonica Arturo Toscanini e il Coro del Teatro Regio di Parma preparato da Martino Faggiani. Protagonisti Carlo Vistoli,

Francesca Pia Vitale, Theodora Raftis

Teatro Regio di Parma

23, 25, 29, 31 gennaio 2026

Incontri con Shirin Neshat

Ridotto del Teatro Regio di Parma

20 gennaio 2026, ore 18.00

a seguire proiezione dei suoi film

ingresso libero con prenotazione

Auditorium Niccolò Paganini di Parma

22 gennaio 2026, ore 18.00

ingresso libero con prenotazione

La Stagione d’Opera del Teatro Regio di Parma si apre con Orfeo ed Euridice, azione teatrale per musica in tre atti composta intorno al mito di Orfeo da Christoph Willibald Gluck, su libretto di Ranieri de’ Calzabigi, che torna al Teatro Regio di Parma per la seconda volta dopo 39 anni e debutta venerdì 23 gennaio alle ore 20.00 (recite domenica 25 ore 15.30, giovedì 29 e sabato 31 gennaio, ore 20.00). Per la prima volta al Teatro Regio di Parma la celebre artista iraniana-americana Shirin Neshat firma la regia di questo nuovo allestimento realizzato in coproduzione con ITeatri di Reggio Emilia con le scene di Heike Vollmer,i costumi di Katharina Schlipf, le luci di Valerio Tiberi, lecoreografiedi Claudia Greco, la drammaturgia di Yvonne Gebauer, la direzione della fotografia di Rodin Hamidi.

Fabio Biondi, al suo debutto al Teatro Regio, dirige l’opera, che è eseguita nella versione viennese del 1762, sul podio della Filarmonica Arturo Toscanini e del Coro del Teatro Regio di Parma preparato da Martino Faggiani.Protagonisti Carlo Vistoli (Orfeo), Francesca Pia Vitale (Euridice), Theodora Raftis (Amore).

All’opera che si svolge in palcoscenico si sovrapporranno le immagini riprese a Parma da Shirin Neshat nelle scorse settimane, che offriranno un ulteriore livello narrativo, fatto soprattutto di sguardi intimi sui personaggi e sulle loro relazioni. Un racconto che presenta Orfeo ed Euridice non come due esseri mitologici, ma come due esseri umani che vivono l’amore, il dolore, l’incomunicabilità, in un viaggio tra la vita e la morte.

“L’organico orchestrale di Orfeo ed Euridice, dichiara Fabio Biondi, è lontano dagli standard usuali: è più piccolo quantitativamente e più snello timbricamente. Ciononostante, si differenzia da altre partiture operistiche coeve per una certa ricchezza strumentale. […] Altra particolarità di questa partitura poi è che l’orchestra è divisa in due parti, che si rispondono fra loro. Dunque, il concetto orchestrale di base di Orfeo ed Euridice è eccezionale per il XVIII secolo, soprattutto perché dietro si nasconde un codice di differenziazione legato a un’operazione riformista. […] In generale in questa partitura bisogna intervenire sul piano interpretativo in modo che il dramma scorra e si eviti il pericolo del tedio, anche a livello di passaggi fra recitativi secchi e accompagnati. Da questo

punto di vista per il direttore sono situazioni sfidanti. Ma la realtà è che Orfeo ed Euridice non è un’opera che parla da sola, bisogna lavorarci dentro per renderla mobile, armonica, e capace di comunicare significati”.

“Quando Alessio Vlad mi ha proposto di dirigere Orfeo – scrive Shirin Neshat, ho subito capito che quest’opera era la storia giusta per me, con interessanti possibilità visive e concettuali perfettamente in linea con il mio lavoro passato nella fotografia e nel cinema. Orfeo è ricco di dualità: amore e morte, dolore e gioia, cielo e terra, mondo e inferno, magia e realismo e, infine, coscienza e subconscio. Fin dall’inizio ho immaginato quest’opera in bianco e nero per incarnare alcuni di questi paradossi, ma anche per rimanere fedele al mio stile caratteristico, in cui i contrasti tra i diversi elementi di una storia sono sottolineati in termini visivi. Insieme al mio meraviglioso team, in particolare alla drammaturga Yvonne Gebauer, abbiamo trovato la nostra interpretazione e il nostro linguaggio visivo per Orfeo ed Euridice. Nella nostra interpretazione Orfeo non appare come una figura mitologica, ma come un essere umano, un uomo in conflitto tra il proprio ego, il narcisismo e l’amore incondizionato per sua moglie Euridice. Orfeo rimane completamente distrutto quando deve affrontare la perdita di Euridice, morta suicida. Orfeo cade in una crisi esistenziale e non è più in grado di distinguere tra illusione e realtà, vita e morte, innocenza e colpa. Questo disorientamento gli apre uno spazio immaginario e gli inferi si trasformano in un paesaggio di coscienza e giudizio, dove Orfeo si ritrova in un bizzarro processo, incontrando le ombre di se stesso, i ricordi, la mortalità e le prove delle sue colpe. Alla fine, il passaggio di Orfeo attraverso gli inferi diventa un viaggio nell’oscurità, nel dubbio, nel dolore e nei limiti umani. Euridice, invece, tormentata dalla perdita del figlio e dalla crudeltà e incapacità del marito di piangere questa tragedia, si getta nella morte. Successivamente, quando Orfeo, in un tentativo disperato e con l’aiuto magico di Amore, appare negli inferi per liberare Euridice, lei torna esitante alla vita solo per ritrovarsi disillusa e sopraffatta dall’assenza di suo figlio. Quest’opera inizia e finisce con film muti in bianco e nero che aggiungono un altro livello narrativo, offrendo uno sguardo per lo più intimo sui personaggi e sulla relazione tra Orfeo ed Euridice.”

“Raccogliendo le diffuse insoddisfazioni degli ambienti intellettuali europei di metà Settecento sulla deriva dello spettacolo operistico serio – scrive Giuseppe Martini, ormai schiacciato e reso drammaturgicamente inverosimile dalla prevalenza edonistica dell’atletismo vocale dei virtuosi, il compositore boemo, ma di formazione italiana, Christoph Willibald Gluck mise a punto un progetto di riforma in grado di restituire espressione drammatica all’opera seria. A questo scopo si appoggiò a un libretto sul soggetto di Orfeo ed Euridice già preparato da Ranieri de’ Calzabigi e mise a punto un’unità d’azione che non tollerasse spazi lirici fini a sé stessi: eliminazione di personaggi secondari, semplificazione dell’intreccio, sfrondamento del da capo nelle arie, recitativi ridotti al minimo e intersecati fra le arie, spazio ai cori. Calzabigi mutò il finale del mito: Euridice viene restituita a Orfeo per intervento di Amore, che qui diviene personaggio fondamentale. Allestita al Burgtheater di Vienna il 5 ottobre 1762 con l’appoggio dell’ispettore generale degli spettacoli di corte Giacomo Durazzo, Orfeo ed Euridice passò in sordina. Il suo successo partì solo dopo che la ripresa che il 24 agosto 1769 a Parma ne fece lo stesso Gluck, incaricato di curare l’allestimento degli spettacoli teatrali in occasione delle nozze del duca Ferdinando di Borbone, accorciandolo da tre a un solo atto e affidando il ruolo del protagonista a un sopranista anziché a un contraltista. Da allora l’opera cominciò a girare l’Europa con grande successo, e lo stesso Gluck ne fece una nuova versione in francese a Parigi nel 1773”.

GLI INCONTRI CON SHIRIN NESHAT

Shirin Neshat sarà protagonista di due incontri aperti al pubblico, ingresso libero con prenotazione sino a esaurimento posti.

Martedì 20 gennaio 2026 al Ridotto del Teatro Regio di Parma (prenotazione su eventbrite) Shirin Neshat dialogherà con Michele Guerra e al termine dell’incontro seguirà la proiezione dei suoi film Turbulent (10′), Rapture (13′), Illusions&Mirrors (12′), Roja (15′), Sarah (13′).

Giovedì 22 gennaio alle ore 18.00 all’Auditorim Paganini di Parma (prenotazione su miprendoilmondo.it o salonelibro.it) nell’ambito di Mi prendo il mondo. In dialogo con le nuove generazioni, che mette al centro i giovani e la loro capacità di guardare al futuro, progetto ideato dalle ragazze e dai ragazzi riuniti nella “Direzione Futura” e dal Salone Internazionale del Libro di Torino, in collaborazione col Comune di Parma, con il sostegno di Regione Emilia-Romagna e Fondazione Cariparma e con il patrocinio dell’Università di Parma e di Rai.

PROVA UNDER 30 CON AFTERSHOW E PROVA APERTA

Nei giorni che precedono il debutto, sono aperte al pubblico la prova riservata agli under 30 lunedì 19 aprile ore 20.00, al termine aftershow con aperitivo e dj set nelle sale del Ridotto, e la prova aperta al pubblico mercoledì 21 gennaio ore 15.30.

REGIOINSIEME

In occasione della recita dedicata agli Under30, l’opera sarà presentata in foyer nei pittogrammi della CAA – Comunicazione Aumentativa Alternativa per poter leggere e interpretare la storia in modo più accessibile: attraverso le parole, le immagini, nell’ambito del progetto realizzato in collaborazione con Fare Leggere Tutti APS, che ha l’obiettivo di supportare e migliorare la comunicazione servendosi di strategie e strumenti che aiutano a esprimersi e a comprendere meglio il messaggio.

Attraverso l’utilizzo di simboli, immagini e parole chiave l’opera lirica diventa un’esperienza inclusiva che favorisce la partecipazione, la comprensione e il coinvolgimento emotivo di un pubblico più ampio, con un’attenzione particolare alle persone con bisogni comunicativi complessi.

PARTNER E SPONSOR

La Stagione del Teatro Regio di Parma è realizzata grazie al contributo di Ministero della Cultura, Regione Emilia-Romagna, Comune di Parma, Reggio Parma Festival. Major partner Fondazione Cariparma. Main partner Chiesi. Cultural partner Crédit Agricole. Media partner Mediaset Publitalia ’80. Main sponsor Iren, Barilla. Sponsor Agugiaro e Figna, CePIM, Grasselli, La Giovane, Mutti, Opem, GloveICT, Amoretti, GHC, Poliambulatorio Dalla Rosa Prati, Drill Pac, Rainieri. Security partner Metronotte. Educational partner Parmalat. Wine partner Oinoe. Mobility partner Tep. Fair Play partner Zebre. Identity Partner Parma Calcio. Radio Ufficiale Radio Monte Carlo. Con il contributo di Ascom Confcommercio Parma Fondazione, Ascom Parma Confcommercio, Camera di Commercio dell’Emilia, Fondazione Monteparma. Legal counselling Villa&Partners. Con il supporto di “Parma, io ci sto!”. Sostenitori tecnici De Simoni, Teamwork, Graphital. Partner artistici e istituzionali Casa della Musica, Coro del Teatro Regio di Parma, Conservatorio “Arrigo Boito”, Società dei Concerti di Parma, La Toscanini. Il Teatro Regio aderisce a Parma Città Climate Neutral 2030, ATIT, AGIS, Comitato per la Salvaguardia dell’Arte del Canto Lirico Italiano, Fedora, Opera Europa, Opera Vision, Emilia taste, nature & culture.

BIGLIETTERIA DEL TEATRO REGIO DI PARMA

Biglietti da 10 a 120 euro. Agevolazioni e riduzioni sono rivolte a Under30, famiglie, lavoratori, neomaggiorenni, studenti e docenti, studenti universitari, gruppi, aziende. Strada Giuseppe Garibaldi, 16/A 43121 Parma Tel. +39 0521 203999 biglietteria@teatroregioparma.it

I biglietti sono disponibili online su www.teatroregioparma.it, senza costi di commissione. Orari di apertura: la Biglietteria del Teatro Regio di Parma è aperta da martedì a sabato dalle 10.00 alle 13.00, il mercoledì e il venerdì dalle 16.00 alle 18.00 e un’ora e mezza prima dello spettacolo. In caso di spettacolo nei giorni di chiusura, da un’ora e mezza prima dello spettacolo. Chiuso il lunedì, la domenica e i giorni festivi.

Parma, 18 gennaio 2025

Paolo Maier

Responsabile Comunicazione istituzionale, Ufficio Stampa, Archivio

Teatro Regio di Parma strada Garibaldi, 16/A, 43121 Parma – Italia

Tel. +39 0521 203969

p.maier@teatroregioparma.it

stampa@teatroregioparma.it

www.teatroregioparma.it

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