“C’è un Cuore che batte nel Cuore di Roma”: …..Bartocci Sport ! – di Cristian Arni






“C’E’ UN CUORE CHE BATTE NEL CUORE DI ROMA”:
< BARTOCCI SPORT >
A cura di Cristian Arni e con “Note a Margine” di Giuliano Marchetti
La storia di una Famiglia che del commercio ha fatto la sua vocazione, vestendo generazioni di giovani, tra Vip, Pariolini, Ragazzi della Capitale, Calciatori, Artisti, Attori e Registi
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Ci sono attività commerciali di quartiere intramontabili, che r-esistono alla dura prova del tempo e che anzi proprio il tempo impreziosisce di quella specificità che le rende uniche, a dispetto di tutto; una di queste è Bartocci Sport, abbigliamento casual e sportivo, praticamente un’istituzione per i “veterani” dello shopping capitolino.
Il negozio si trova a pochi passi da Piazza Buenos Aires, soprannominata dai romani Piazza Quadrata appunto per la sua forma specifica, vicino al suggestivo Quartiere Coppedè, al civico 49-51 di V.le Regina Margherita, viale storico di Roma che, fiancheggiando la Città Universitaria, il Policlinico Umberto I, attraversando arterie stradali importanti come Via Nomentana e giù di lì passando per il Quartiere Trieste, raggiunge il quadrante Nord della Capitale, dove prende il nome di Viale Parioli.
Ed è proprio nell’allora Campo Parioli che prende avvio la storia della Famiglia Bartocci, una famiglia che del commercio al dettaglio ha fatto la propria vocazione professionale, prima che questa area fosse urbanizzata nel secondo dopoguerra, dove fu edificato, in occasione delle Olimpiadi di Roma del 1960, il Villaggio Olimpico,
Proprio in questa zona, con l’arrivo degli americani, Papà Bartocci, Enzo detto Righetto, acquistava i primi jeans proprio da loro, per poi rivenderli. Inizialmente “Righetto”, così soprannominato, era un venditore ambulante che trattava un po’ di tutto, specie prodotti di igiene made USA: dai saponi ai deodoranti, dentifrici fino ai primi jeans e altri capi di abbigliamento, costituendo successivamente la fortuna commerciale di papà Enzo che a quel punto aveva aperto il suo ‘Emporio’ nel seminterrato in Viale Parioli.
Da venditore ambulante su un muretto tra Via Giosuè Borsi e Via Ruggero Fauro, Enzo/Righetto con il figlio Franco, di soli 9 anni, divennero commercianti a tutti gli effetti, con un proprio punto vendita.
L’aneddotica sul suo soprannome è quanto mai singolare: dove Enzo esponeva inizialmente i suoi prodotti c’era un falegname, Enrichetto, così quando Papà Enzo passava davanti alla sua bottega lo salutava confidenzialmente: “Ciao Erì” e l’altro gli rispondeva giocosamente completando il suo nome: “Ciao Righè”, così si diffuse la credenza che Enzo si chiamasse Righetto e ne adottò il “nome d’arte” per il suo banco.
Così tra un prodotto di igiene e un jeans, tra un capo di abbigliamento e l’altro Enzo, trovata una cantina in via Gualtiero Castellani 6 iniziò a “vestire” i giovani pariolini di allora fino a conquistare tutti i ragazzi della Capitale con i capi di abbigliamento firmati: Levi Strauss, Lee, Wrangler, le Dodgers, Westcott e Clarks ai piedi, poi le Timberland, le immancabili T-Shirt Fruit of the Loom e molte altre case di abbigliamento (oggi diremmo brand) che all’epoca erano ignote nel nostro Paese, appena uscito – e malamente – da un conflitto mondiale, che puntava alla sua ricostruzione.
Oggi termini come emporio, negozio, suscitano quasi stupore e meraviglia nelle nuove generazioni avvezze allo shopping online, ma attività commerciali come Bartocci Sport, dicevamo in apertura, hanno resistito alla dura prova del tempo e al cambiamento delle abitudini sociali.
Specialmente negli ultimi 25 anni il commercio al dettaglio ha subito vari affondi: prima dal fiorire dei centri commerciali, poi la diffusione dell’acquisto (più o meno compulsivo sul web) e successivamente con l’imporsi, specie dopo la pandemia da Covid, di piattaforme digitali in cui è possibile trovare di tutto, non di rado a prezzi concorrenziali, ma ciò che manca è il rapporto umano, il calore e colore che si instaura con chi la vendita ce l’ha nel sangue, e non imposta da meri fini e formule di marketing, da professionisti che ti sanno indicare, indirizzare verso il prodotto giusto, proprio come avveniva nei primi anni di Bartocci Sport, dove uno dei figli di Enzo, Maurizio, ricordato come un ragazzone alto e svelto, era un abile venditore capace di prendere le misure solo osservando il cliente, o tuttalpiù poggiando le sue mani sulle spalle.
Nel mentre un altro figlio di “Righetto”, Franco, appassionato di motociclismo tanto da frequentarlo professionalmente, quando decise di smettere con le gare, aprì il suo punto vendita, in Via Rubicone, angolo Via Tagliamento – con il nome “Bartocci Sport” – non lontano dal Piper, dove ancora oggi è presente lo Stock House, guarda caso anche qui si scendono delle scale per immergersi in un mondo di abbigliamento casual che ripercorre la storia di firme che hanno vestito le ultime quattro generazioni, e contemporaneamente ne apre un altro, quello in Viale Regina Margherita, ora il suo “Punto di Forza”.
E’ sufficiente entrare nel suo negozio attuale per trovare le griffe, le marche e i grandi nomi di capi di abbigliamento in voga già dagli anni in cui il negozio era frequentato da VIP, attori, esponenti del mondo sportivo, personalità del mondo imprenditoriale, registi, sia marche più “giovani”, in un ambiente unico, caloroso, di atmosfera, pieno di colori, dove è possibile assaporare (per i palati più fini) il sapore del tempo, ma un tempo in divenire, che non si è solo fermato al passato, perché la storia della Famiglia Bartocci fonda le radici nel passato ma si è proiettata non solo nel presente, ma anche nel futuro, aggiornandosi a ciò che il mercato, in qualche modo offre oggi, un sito web dove effettuare ordini e acquistare capi di abbigliamento da ricevere a casa, oppure da ritirare in negozio; naturalmente non mancano i canali social, da Facebook a Instagram, dove è possibile seguire le ultime novità e iniziative, promozionali e restare aggiornati sui cataloghi e le novità disponibili.
Del resto anche chi ha redatto questo articolo è passato nei camerini di Bartocci, sia nel punto vendita di Via Rubicone, sia in quello di Viale Regina Margherita, quando tra scuola, occupazioni, scioperi e “4 salti” al noto e vicinissimo Piper il Sabato pomeriggio – prima di immergersi con gli amici e i compagni di classe nella movida capitolina di quella meravigliosa stagione che è la giovinezza – ci si recava a comprare ora le scarpe, solitamente i boot della Timberland, ora i jeans Levi Strauss, i famigerati 501 (a vita bassa) o i jeans Lee, o i cross country, ora un North Face, oppure un Ciesse Piumini, fermandoci alle immancabili T-Shirt della Fruit of the Loom, indossate anche dai genitori, il tutto tra risa, canzonature giocose e mai maliziose tra noi che partivamo per queste scorribande con gli amici di Piazza Verbano, Piazza Bologna e i Parioli, per competere con i Paninari milanesi, a Roma chiamati: “Tozzi”.
Sebbene oggi, Paninari e Tozzi siano appannaggio delle generazioni anni ’80, e le mode cambino con l’evoluzione del costume e della società, Bartocci Sport resta un punto di riferimento per lo shopping, non solo degli aficionados e dei Boomer (per chiarezza, le generazioni prima dei Millennial e successive), da Bartocci Sport si rivolgono sia gli uni che gli altri, adulti e ragazzi, ce n’è per tutti: donne, uomini e giovanissimi.
Del resto il motto dello storico negozio lo esprime a chiare lettere uno slogan che ‘recita’ nel corso del tempo: “Non si arriva in alto superando gli altri. Si arriva in alto superando se stessi“.
_____________________________ Cristian Arni
NOTE A MARGINE
Bartocci Sport, con la sua sede in viale Regina Margherita e Stock Hause in via Rubicone, è senz’altro un punto di riferimento per tutta Roma, per i Romani “Doc” e gli altri – residenti e non – a prescindere dalle fasce di età, dalle attività personali, dalle proprie simpatie sportive e/o politiche.
Anch’io – pur se non più Giovane, ma oramai nobilmente “Antico” per datazione Anagrafica (e per determinate radici identitarie ritenute politicamente scorrette) – alquanto sovente mi affaccio davanti ai due negozi, sia per ammirare i poster ed osservare le vetrine od effettuare saltuariamente qualche acquisto, sia in altri momenti, mi capita – a volte anche quotidianamente – incontrare e salutare il Signor Franco nei pressi del suo “Negozio Principale” di Viale Regina Margherita, sempre cordiale, entusiasta del suo lavoro e della sua attività commerciale che gestisce personalmente, coadiuvato dalla Moglie Luciana e dalla Figlia Cristina.
Qui infatti Franco ha creato il marchio Cross-Country per realizzare quei suoi articoli in vendita esclusiva nello stesso Negozio.
Quello su viale Regina Margherita è un negozio in cui ci si entra volentieri, non solo per il ricco e vasto assortimento di indumenti, capi di vestiario ed accessori, non solo per la gentilezza e cortesia delle addette e/o addetti alla vendita (caratteristiche presenti anche nella dependance in via Rubicone), ma in quanto, all’interno, si respira altresì l’atmosfera di un “negozio storico” che sa trasmettere la “propria storia” sia ai suoi Clienti abitudinari, così come ai suoi Visitatori occasionali o di passaggio. E proprio a seguito di questi temporanei incontri, sono personalmente convinto che scambiare qualche breve chiacchiera con Lui (o meglio –e perché non– anche una lunga conversazione) sia sempre un’occasione piacevole e da non perdere.
In questa nostra temporaneità, sempre più dominata dalla tecnologia, dall’informatica, dagli algoritmi e dalla così-detta “Intelligenza Artificiale” che (in futuribile ma imminente scenario) forse potrebbe definitivamente emarginare la oramai residuale “Spiritualità dell’Essere Umano”.
E pertanto, mi piace ricollegarmi al titolo “C’E’ UN CUORE CHE BATTE ….” a mio giudizio ben individuato da parte di Cristian, rievocando una bella CANZONE (1964) di Antonello Venditti con spiccato riferimento a Roma e all’amore per Roma, accennando qui di seguito ad un altro argomento da affrontare in prossimi articoli.
Infatti un discorso a parte bisognerebbe dedicarlo anche alle Numerose-&-Tradizionali Botteghe d’Epoca o Negozi Storici di questa nostra “Aeterna Roma, atque Caput Mundi“, che costituiscono – come in tutte le Città d’Italia, straordinariamente uniche – il corpo vivente ed umano, strutturale ed imprenditoriale, nonché generazionale e culturale di questo nostro “BEL PAESE”.
Trattasi a mio giudizio di un Patrimonio Mnemonico ed Immateriale che meriterebbe essere custodito e (senza alcuna presunzione ma con un piccolo e giustificato orgoglio) tramandato nel tempo alle successive generazioni che verranno.
Al riguardo – e a titolo personale – posso testimoniare una mia piccola esperienza di collaborazione nella gestione della “Libreria Dante” (tra gli anni 55/90) appartenente alla mia Famiglia nel Quartiere Prati in Roma, in via Ennio Quirino Visconti di fronte alla Media e Liceo Dante, con accanto in via Federico Cesi uno storico negozio di articoli sportivi gestito da un ex Istruttore di Pugilato, Cesaretto De Santis con suo figlio Augustarello, nonché di un altro storico laboratorio artigianale in pellami e pelletteria – se ben ricordo – della Famiglia Piferi.
***** *** *****
E a questa carrellata di Amarcord che iniziano poco prima la metà del Secolo Scorso, desidero incorporare (con un Link di collegamento) una recente pagina de “Il Messaggero” del 10.04.2025 dedicata a Franco Bartocci, intitolata “Un Ritratto Romano” a firma del Maestro Enrico Vanzina che – se non erro – credo sia un Amico di un mio quasi ‘Gemello’, il mio Amico Prof. Egidio Eleuteri, noto Antiquario ed Esperto d’Arte, più volte Gradito Ospite su questa Testata.
E terminando queste “NOTE A MARGINE” sono sicuro che alla Consul-Press farebbe molto piacere poter ospitare come Gradito Ospite anche il Signor Franco Bartocci per un’intervista a 360°, ove parlare non solo della sua attività commerciale e dei suoi rapporti umani con Amici e Clienti frequentatori del suo bel negozio, ma anche ascoltare “in diretta” una sua personale narrazione e rievocazione dei propri trascorsi sportivi, quale campione di Enduro ed eccellente motociclista.
Attendiamo una cortese risposta, auspicando che sia positiva, per poter successivamente riparlare anche di altri “negozi storici” o comunque caratteristici e tipici di Roma e di altre Città del nostro “Bel Paese”.
_____________________________Giuliano Marchetti
“C’è un Cuore che batte nel Cuore di Roma”: …..Bartocci Sport !
La storia di una Famiglia che del commercio ha fatto la sua vocazione, vestendo generazioni di giovani, tra Vip, Pariolini, Ragazzi della Capitale, Calciatori, Artisti, Attori e Registi
Ci sono attività commerciali di quartiere intramontabili, che r-esistono alla dura prova del tempo e che anzi proprio il tempo impreziosisce di quella specificità che le rende uniche, a dispetto di tutto; una di queste è Bartocci Sport, abbigliamento casual e sportivo, praticamente un’istituzione per i “veterani” dello shopping capitolino.
Il negozio si trova a pochi passi da Piazza Buenos Aires, soprannominata dai romani Piazza Quadrata appunto per la sua forma specifica, vicino al suggestivo Quartiere Coppedè, al civico 49-51 di Viale Regina Margherita, viale storico di Roma che, fiancheggiando la Città Universitaria, il Policlinico Umberto I, attraversando arterie stradali importanti come Via Nomentana e giù di lì passando per il Quartiere Trieste, raggiunge il quadrante Nord della Capitale, dove prende il nome di Viale Parioli.
Ed è proprio nell’allora Campo Parioli che prende avvio la storia della Famiglia Bartocci, una famiglia che del commercio al dettaglio ha fatto la propria vocazione professionale, prima che questa area fosse urbanizzata nel secondo dopoguerra, dove fu edificato, in occasione delle Olimpiadi di Roma del 1960, il Villaggio Olimpico,
Proprio in questa zona, con l’arrivo degli americani, Papà Bartocci, Enzo detto Righetto, acquistava i primi jeans proprio da loro, per poi rivenderli. Inizialmente “Righetto”, così soprannominato, era un venditore ambulante che trattava un po’ di tutto, specie prodotti di igiene made USA: dai saponi ai deodoranti, dentifrici fino ai primi jeans e altri capi di abbigliamento, successivamente fecero la fortuna di papà Enzo che a quel punto aveva aperto il suo emporio nel seminterrato in Viale Parioli.
Da venditore ambulante su un muretto tra Via Giosuè Borsi e Via Ruggero Fauro ed Enzo/Righetto con il figlio Franco, di soli 9 anni, divennero commercianti a tutti gli effetti, con un proprio punto vendita. L’aneddotica sul suo soprannome è quanto mai singolare: dove Enzo esponeva inizialmente i suoi prodotti c’era un falegname, Enrichetto, così quando Papà Enzo passava davanti alla sua bottega lo salutava confidenzialmente: “Ciao Erì” e l’altro gli rispondeva giocosamente completando il suo nome: “Ciao Righè”, così si diffuse la credenza che Enzo si chiamasse Righetto e ne adottò il “nome d’arte” per il suo banco.
Così tra un prodotto di igiene e un jeans, tra un capo di abbigliamento e l’altro Enzo, trovata una cantina in via Gualtiero Castellani 6 iniziò a “vestire” i giovani pariolini di allora fino a conquistare tutti i ragazzi della Capitale con i capi di abbigliamento firmati: Levi Strauss, Lee, Wrangler, le Dodgers, Westcott e Clarks ai piedi, poi le Timberland, le immancabili T-Shirt Fruit of the Loom e molte altre case di abbigliamento (oggi diremmo brand) che all’epoca erano ignote nel nostro Paese, appena uscito – e malamente – da un conflitto mondiale, che puntava alla sua ricostruzione.
Oggi termini come emporio, negozio, suscitano quasi stupore e meraviglia nelle nuove generazioni avvezze allo shopping online, ma attività commerciali come Bartocci Sport, dicevamo in apertura, hanno resistito alla dura prova del tempo e al cambiamento delle abitudini sociali.
Specialmente negli ultimi 25 anni il commercio al dettaglio ha subito vari affondi: prima dal fiorire dei centri commerciali, poi la diffusione dell’acquisto (più o meno compulsivo sul web) e successivamente con l’imporsi, specie dopo la pandemia da Covid, di piattaforme digitali in cui è possibile trovare di tutto, non di rado a prezzi concorrenziali, ma ciò che manca è il rapporto umano, il calore e colore che si instaura con chi la vendita ce l’ha nel sangue, e non imposta da meri fini e formule di marketing, da professionisti che ti sanno indicare, indirizzare verso il prodotto giusto, proprio come avveniva nei primi anni di Bartocci Sport, dove uno dei figli di Enzo, Maurizio, ricordato come un ragazzone alto e svelto, era un abile venditore capace di prendere le misure solo osservando il cliente, o tuttalpiù poggiando le sue mani sulle spalle.
Nel mentre un altro figlio di “Righetto”, Franco, appassionato di motociclismo tanto da frequentarlo professionalmente, quando decise di smettere con le gare, aprì il suo punto vendita, inizialmente in Via Rubicone, angolo Via Tagliamento – con il nome “Bartocci Sport” – non lontano dal Piper, dove ancora oggi è presente lo Stock House, guarda caso anche qui si scendono delle scale per immergersi in un mondo di abbigliamento casual che ripercorre la storia di firme che hanno vestito le ultime quattro generazioni, e contemporaneamente ne apre un altro, quello in Viale Regina Margherita, ora il suo “Punto di Forza”.
E’ sufficiente entrare nel suo negozio attuale per trovare le griffe, le marche e i grandi nomi di capi di abbigliamento in voga già dagli anni in cui il negozio era frequentato da VIP, attori, esponenti del mondo sportivo, personalità del mondo imprenditoriale, registi, sia marche più “giovani”, in un ambiente unico, caloroso, di atmosfera, pieno di colori, dove è possibile assaporare (per i palati più fini) il sapore del tempo, ma un tempo in divenire, che non si è solo fermato al passato, perché la storia della Famiglia Bartocci fonda le radici nel passato ma si è proiettata non solo nel presente, ma anche nel futuro, aggiornandosi a ciò che il mercato, in qualche modo offre oggi, un sito web dove effettuare ordini e acquistare capi di abbigliamento da ricevere a casa, oppure da ritirare in negozio; naturalmente non mancano i canali social, da Facebook a Instagram, dove è possibile seguire le ultime novità e iniziative, promozionali e restare aggiornati sui cataloghi e le novità disponibili.
Del resto anche chi ha redatto questo articolo è passato nei camerini di Bartocci, sia nel punto vendita di Via Rubicone, sia in quello di Viale Regina Margherita, quando tra scuola, occupazioni, scioperi e “4 salti” al noto e vicinissimo Piper il Sabato pomeriggio – prima di immergersi con gli amici e i compagni di classe nella movida capitolina di quella meravigliosa stagione che è la giovinezza – ci si recava a comprare ora le scarpe, solitamente i boot della Timberland, ora i jeans Levi Strauss, i famigerati 501 (a vita bassa) o i jeans Lee, o i cross country, ora un North Face, oppure un Ciesse Piumini, fermandoci alle immancabili T-Shirt della Fruit of the Loom, indossate anche dai genitori, il tutto tra risa, canzonature giocose e mai maliziose tra noi che partivamo per queste scorribande con gli amici di Piazza Verbano, Piazza Bologna e i Parioli, per competere con i Paninari milanesi, a Roma chiamati: “Tozzi”.
Sebbene oggi, Paninari e Tozzi siano appannaggio delle generazioni anni ’80, e le mode cambino con l’evoluzione del costume e della società, Bartocci Sport resta un punto di riferimento per lo shopping, non solo degli aficionados e dei Boomer (per chiarezza, le generazioni prima dei Millennial e successive), da Bartocci Sport si rivolgono sia gli uni che gli altri, adulti e ragazzi, ce n’è per tutti: donne, uomini e giovanissimi.
Del resto il motto dello storico negozio lo esprime a chiare lettere la foto (qui esposta) nel corso del tempo: “Non si arriva in alto superando gli altri. Si arriva in alto superando se stessi”.
NOTE A MARGINE
Bartocci Sport, con la sua sede in viale Regina Margherita e Stock Hause in via Rubicone, è senz’altro un punto di riferimento per tutta Roma, per i Romani “Doc” e gli altri – residenti e non – a prescindere dalle fasce di età, dalle attività personali, dalle proprie simpatie sportive e/o politiche. Anche io – pur se non più Giovane, oramai nobilmente “Antico” per datazione Anagrafica (e per determinate radici identitarie ritenute politicamente scorrette) – alquanto sovente mi affaccio davanti ai due negozi, sia per ammirare i poster ed osservare le vetrine od effettuare saltuariamente qualche acquisto, sia in altri momenti, mi capita – a volte anche quotidianamente – incontrare e salutare il Signor Franco nei pressi del suo “Negozio Principale” di Viale Regina Margherita, sempre cordiale, entuasiasta del suo lavoro e della sua attività commerciale che gestisce personalmente, coadiuvato dalla Moglie Luciana e dalla Figlia Cristina (vds. foto). Qui infatti Franco ha creato il marchio Cross-Country per realizzare quei suoi articoli in vendita esclusiva nello stesso Negozio.
Quello su viale Regina Margherita è un negozio in cui ci si entra volentieri, non solo per il ricco e vasto assortimento di indumenti, capi di vestiario ed accessori, non solo per la gentilezza e cortesia delle addette e/o addetti alla vendita (caratteristiche presenti anche nella dependance in via Rubicone), ma in quanto, all’interno, si respira altresì l’atmosfera di un “negozio storico” che sa trasmettere la “propria storia” sia ai suoi Clienti abitudinari, così come ai suoi Visitatori occasionali o di passaggio. E proprio a seguito di questi temporanei incontri, sono personalmente convinto che scambiare qualche breve chiacchiera con Lui (o meglio – e perché non – una lunga conversazione) sia sempre un’occasione piacevole e da non perdere.
In questa nostra temporaneità, sempre più dominata dalla tecnologia, dall’informatica, dagli algoritmi e dalla così-detta “Intelligenza Artificiale” che (in futuribile ma imminente scenario) forse potrebbe definitivamente emarginare la oramai residuale “Spiritualità dell’Essere Umano”. E pertanto, mi piace ricollegarmi al titolo “C’E’ UN CUORE CHE BATTE ….” a mio giudizio ben individuato da parte di Cristian, rievocando una bella CANZONE (1964) di Antonello Venditti con spiccato riferimento a Roma e all’amore per Roma, accennando qui di seguito ad un altro argomento da affrontare in prossimi articoli.
Infatti un discorso a parte bisognerebbe dedicarlo anche alle Numerose-&-Tradizionali Botteghe d’Epoca o Negozi Storici di questa nostra “Aeterna Roma, atque Caput Mundi”, che costituiscono – come in tutte le Città d’Italia, straordinariamente uniche – il corpo vivente ed umano, strutturale ed imprenditoriale, nonché generazionale e culturale di questo nostro “BEL PAESE”. Trattasi a mio giudizio di un Patrimonio Mnemonico ed Immateriale che meriterebbe essere custodito e (senza alcuna presunzione ma con un piccolo e giustificato orgoglio) tramandato nel tempo alle successive generazioni che verranno. Al riguardo – e a titolo personale – posso testimoniare una mia piccola esperienza di collaborazione nella gestione della “Libreria Dante” (tra gli anni 55/90) appartenente alla mia Famiglia nel Quartiere Prati in Roma, in via Ennio Quirino Visconti di fronte alla Media e Liceo Dante, con accanto in via Federico Cesi uno storico negozio di articoli sportivi gestito da un ex Istruttore di Pugilato, Cesaretto De Santis con suo figlio Augustarello, nonché di un altro storico laboratorio artigianale in pellami e pelletteria – se ben ricordo – della Famiglia Piferi.
E a questa carrellata di“A m’arcord” che iniziano poco prima la metà del Secolo Scorso,desidero incorporare (con un Link di collegamento) una recente pagina de “Il Messaggero” del 10 aprile 2025 dedicata a Franco Bartocci ed intitolata “Un Ritratto Romano”, a firma del Maestro Enrico Vanzina che – se non erro – credo sia un Amico del mio quasi ‘Gemello’, il mio Amico Prof. Egidio Eleuteri, noto Antiquario ed Esperto d’Arte, più volte Gradito Ospite su questa Testata.
E terminando queste “NOTE A MARGINE” sono sicuro che alla Consul Press farebbe molto piacere poter ospitare come Gradito Ospite anche il Signor Franco Bartocci per un’intervista a 360°, ove parlare non solo della sua attività commerciale e dei suoi rapporti umani con Amici e Clienti frequentatori del suo bel negozio, ma anche ascoltare “in diretta” una sua personale narrazione e rievocazione dei propri trascorsi sportivi, quale campione di Enduro ed eccellente motociclista.
Attendiamo una cortese risposta, auspicando che sia positiva, per poter successivamente riparlare anche di altri “negozi storici” o comunque caratteristici e tipici di Roma e di altre Città del nostro “Bel Paese”.
Giuliano Marchetti