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Tornano gli “Incontri con la Storia”, la rassegna firmata da Fondazione AEM e Fondazione Corriere della Sera sulle sfide della contemporaneità. Ospiti Michelangelo Pistoletto e il poeta di strada ivan
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admin
24 de marzo, 2026
![]() “Incontri con la Storia” riparte con “Un’impresa ad arte. La cultura del bello tra autorappresentazione e impegno per le comunità”.Voci del mondo dell’arte ospiti della serata, fra cui Michelangelo Pistoletto e ivan.Torna la rassegna promossa da Fondazione AEM e Fondazione Corriere della Sera con il quinto ciclo di incontri Gli altri eventi in programma: il cambiamento infrastrutturale delle città e i nuovi linguaggi per costruire rapporti di comunanza ![]() Scarica l’immagineda sx Martinelli e TascaMilano, 23 marzo 2026 – Tornano gli “Incontri con la Storia” e aprono con due ospiti speciali: Michelangelo Pistoletto e ivan. Al via ieri, lunedì 23 marzo, la rassegna firmata da Fondazione AEM e Fondazione Corriere della Sera, che ha l’obiettivo di riflettere sulle sfide della contemporaneità, prendendo spunto dalla storia e dal patrimonio culturale di AEM. Giunta ormai alla sua quinta edizione, “Incontri con la Storia” ha inaugurato questo ciclo concentrandosi sul potere dell’arte nel migliorare le condizioni di vita delle comunità locali, in equilibrio costante tra identità e necessità di cambiamento. Seguiranno altri due appuntamenti: quello sul cambiamento infrastrutturale delle città (a giugno) e quello sui nuovi linguaggi per costruire rapporti di comunanza (a novembre).Primo incontro: “Un’impresa ad arte”. “Un’impresa ad arte. La cultura del bello tra autorappresentazione e impegno per le comunità” è il titolo del primo incontro del 2026. Si è parlato delle collezioni artistiche che le imprese generano e conservano come patrimonio storico, testimonianza di attenzione e sensibilità rispetto ai temi di autorappresentazione e presenza nei territori. Dell’importanza che le aziende hanno nello sviluppo dei progetti tesi a migliorare le condizioni di vita delle comunità locali attraverso l’arte, hanno discusso Chiara Cappelletto, professoressa ordinaria di Estetica dell’Università degli Studi di Milano; Maria Fratelli della Direzione Cultura del Comune di Milano, Unità Progetti Speciali e Fabbrica del Vapore; il Poeta di strada ivan; Francesco Martelli, Direttore Cittadella degli Archivi; Fortunato D’Amico con l’artista Michelangelo Pistoletto; il Presidente di A2A Roberto Tasca e Anita Todesco, Direttrice artistica di Galleria Campari. Insieme a loro, il Presidente di Fondazione AEM Alberto Martinelli e il Presidente di Fondazione Corriere della Sera Ferruccio de Bortoli. Fondazione AEM e arte: una storia che viene da lontano. Il legame tra Fondazione AEM e l’arte affonda le sue radici in una storia che viene da lontano, alimentata dalla fascinazione che i grandi impianti energetici hanno esercitato sugli artisti per tutto il corso del Novecento. Questa narrazione visiva ha inizio con la centrale termoelettrica di piazza Trento, immortalata da Umberto Boccioni in tre delle sue opere, per poi proseguire con le Ricevitrici nord e sud raffigurate dal pittore Dino Lanaro e dall’incisore Guglielmo Baldassini, fino ai gasometri disegnati da Gabriele Mucchi per celebrare la dismissione dell’Officina del gas alla Bovisa. Il patrimonio iconografico si è ulteriormente arricchito durante le trasformazioni aziendali degli anni Ottanta e Novanta, accogliendo i lavori di Giangiacomo Spadari, Fernando de Filippi, Ugo Sanguineti, Emilio Tadini e le imponenti vedute della Bovisa di Jonathan Guaitamacchi. Oggi, il Gruppo A2A porta avanti questa eredità identitaria investendo nell’arte come strumento di benessere per le comunità, come dimostrato dalle iniziative per “Bergamo Brescia Capitale Italiana della Cultura 2023” con la Festa delle Luci – Light is Life e le prestigiose collaborazioni con Michelangelo Pistoletto – autore del Terzo Paradiso al Lago d’Iseo – Marco Lodola e Angelo Bonello. Questo importante patrimonio di quadri, incisioni e disegni è oggi pienamente valorizzato e reso accessibile al pubblico sia all’interno dell’AEMuseum sia attraverso una vasta collezione digitalizzata. Opere di utilità sociale. “Una collezione d’arte che si è costruita nel corso degli anni per ragioni di rappresentanza, in un’azienda pubblica dove non si doveva ‘sperperare denaro in amenità’ quanto in opere di utilità sociale, tant’è che in quell’ottica è prosperata di più l’inclinazione dell’impresa ad affidare principalmente alla fotografia prima, e poi al cinema, la migliore autorappresentazione di sé, unendo in una sola via e in senso molto pratico documentazione preziosa di lavoro e autocelebrazione” racconta Alberto Martinelli, Presidente di Fondazione AEM.“L’arte è un catalizzatore che innesca esperienze non conformiste e trasforma in stimoli quel che i pianificatori e gli amministratori spesso considerano limiti. In questa dinamica le Fondazioni possono giocare un ruolo significativamente propulsivo, fornendo sostegno anche lungo il percorso creativo, come dei veri e propri committenti. Possono inoltre coinvolgere la cittadinanza in processi di scelta partecipata, così che l’arte venga vissuta come un bene davvero comune” Chiara Cappelletto, professoressa ordinaria di Estetica dell’Università degli Studi di Milano.“Ripongo nella cultura il valore di un’impresa il cui impatto è misurabile nel divenire, nella capacità di generare senso attraverso la ricerca e la condivisione del sapere per migliorare la qualità della vita sul pianeta. Arte, storia e politica sono gli strumenti di questa ‘impresa’ volta all’ottenimento di equilibrio, equità e bellezza. Iniziative come questa confermano come il patrimonio storico e le pratiche artistiche siano i pilastri su cui edificare una nuova sensibilità civica e sociale” Maria Fratelli, Direzione Cultura del Comune di Milano, Unità Progetti Speciali e Fabbrica del Vapore.“Poesia di strada vuol dire appartenere alle moltitudini che attraversi e ti attraversano, perché ‘sarà solo sognare che ci terrà svegli’” ivan, Poeta di strada.«Cittadella degli Archivi è un esempio di trasformazione di un archivio civico in incubatore culturale in cui hanno potuto esprimersi oltre 100 artisti italiani e internazionali, che hanno riconsegnato alla comunità milanese la storia della città in una formula innovativa di ritorno alla committenza pubblica grazie anche alla collaborazione con donazioni private e fondazioni come AEM» Francesco Martelli, Direttore Cittadella degli Archivi.“La storia di A2A è profondamente legata ai territori in cui il Gruppo opera. L’arte che si fa memoria collettiva testimonia questa vicinanza che va oltre la dimensione puramente industriale. La cultura e le iniziative che la promuovono favoriscono la crescita della consapevolezza sociale e del benessere collettivo. Attraverso questo ciclo di incontri ci proponiamo di valorizzare un’attività di cura storiografica e archivistica che rappresenta non solo una celebrazione del passato, ma un linguaggio attuale che può interpretare le trasformazioni sociali. Custodire questo patrimonio è un modo per ricordare le nostre radici e mantenere viva una cultura d’impresa che contribuisca a generare valore e bellezza per le comunità” le parole di Roberto Tasca, Presidente di A2A.“L’Archivio Campari e il museo Galleria Campari sono luoghi di conservazione e anche motori culturali di un patrimonio vivo, che viene attivato attraverso mostre, prestiti di opere, collaborazioni, iniziative e nuove letture. È qui che la storia visiva della marca dialoga con la cultura, trasformando la memoria d’impresa in un bene condiviso. L’arte, per Campari, non è mai stata esterna al prodotto o all’azienda: è parte integrante dell’identità, un terreno di sperimentazione che continua a generare connessioni, visioni e innovazione” Anita Todesco, Direttrice artistica di Galleria Campari. Elena Giacchino+39 340 268 2776Florentina Ricciarelli+39 329 234 8154 |
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