Libros y revistas, literatura.

C’è un Antico Presente nel viaggio e nel cuore del sacro vivente nella ricerca di Alessandro Giuli 

A admin
27 de marzo, 2026

Pierfranco Bruni 

L’antropologia si lega al mito. Soprattutto quando la sintesi duventa una griglia simbolica nella quale i segni di Mircea Eliade diventano voci in un viaggio non tanto nella storia ma nel tempo. Infatti il labirinto, metafora di un lungo viaggio negli antropos delle civiltà, è ricerca ma anche attesa metafisica. 

Il saggio «Antico presente. Viaggio nel sacro vivente» [Baldini + Castoldi] di Alessandro Giuli è un’opera che si presenta come un itinerario spirituale attraverso le profondità della storia e delle culture. Giuli, giornalista e saggista, ci guida appunto lungo un viaggio che parte dalle antiche popolazioni italiche e si estende fino al mondo etrusco e romano e oltre per poi raggiungere i confini estremi del Mediterraneo. Il Mediterraneo è il punto di riferimento ma non di approdo.  Nelle antropologie del sacro e del mito non ci sono approdi.

La prefazione, affidata ad Andrea Carandini, figura eminente dell’archeologia europea, non è solo un sigillo di autorevolezza, ma una chiave di lettura essenziale dentroil rapporto – legame tra archeologia e antropologia. Carandini riconosce in questo lavoro un atto di continuità con quella linea di pensiero che considera il patrimonio come sistema vivente di valori e significati, non come insieme muto di reperti. Bensì come un dialogo aperto tra culture e civiltà.

Il filo conduttore dell’opera è la nozione di «sacro vivente». Mi sembra che sia una categoria che Giuli utilizza per indicare la sopravvivenza e la trasformazione di culti e riti antichi nella coscienza contemporanea. I luoghi visitati non sono descritti come semplici siti archeologici, ma come depositi di una memoria simbolica che ancora oggi ci parla e ci interpella. Ecco perché si va oltre la storia per «perimetrare» una visione «filosofica» tra l’essere delle civiltà e il tempo dell’uomo.

Il saggio, saggio profondo,  è anche un viaggio nella geografia sacra dell’Italia, che Giuli esplora attraverso una serie di tappe che partono dalle regioni centrali e si estendono fino al Sud e al Mediterraneo. Come già detto. Una visione che chiama in causa i riti e la rutualità di una strategia in cui non solo la ricerca è portante ma anche il pensiero antropologico anti storicista e non fenomenologico che era molto caro al Cesare Pavese dei miti consacrati nelle metafore della memoria primordiale.

Infatti uno dei temi centrali del libro è il concetto di sacro come fondamento dell’esistenza umana. Giuli sostiene che il sacro non è solo un aspetto della vita religiosa, ma è la dimensione più profonda e autentica dell’esistenza umana. Il sacro è ciò che precede, ciò che fonda, ciò che ancora agisce nella nostra vita e comunque nel superamento o attraversamento della nostalgia. Ritorna sempre Mircea Eliade. 

Il tutto con una scrittura densa e evocativa. Ovvero  capace di evocare l’atmosfera dei luoghi e di far rivivere le storie e le leggende che li hanno segnati. Giuli si muove con disinvoltura tra storia, antropologia e filosofia, offrendo al lettore una visione complessa e aricolata  della cultura dei Mediterranei. Mediterranei perché non c’è un luogo preciso di un Mediterraneo. Ci sono i Mediterranei. Un dato che ho posto in evidenza anche nei miei scritti. Mediterranei come geografie comparate tra spazi e letture appunto archeo-antropologiche.

Insomma «Antico presente. Viaggio nel sacro vivente» è un  libro che ci invita a riflettere sulla nostra relazione con il sacro e con la storia, e che ci offre una chiave di lettura per comprendere che la memoria non è un passato. È il sempre che ci portiamo accanto e dentro come esistenza di un atto che richiama radici e modelli. 

Infatti da Pitagora in poi bisogna fare i conti con ciò che il tempo ha significato prima dello stesso mondo greco e dopo. Dalla Magna Madre al viaggio nel sacro e mito tra i luoghi che sono stati Magna Grecia sino ai Mediterranei di una Italia che ha raccontato il destino tra eredità di un Occidente immenso e di una tradizione che non ha mai dimenticato gli Orienti tra territori e popoli. Radici di un uomo in cammino …

Publicidad

Deja una respuesta

Tu dirección de correo electrónico no será publicada.