Cultura

A Sant’Omero svelata la targa artistica in ricordo dei soldati Filippo e Italo Giancola

A admin
3 de junio, 2026

Opera artistica in ceramica del maestro Nando Perilli donata dall’avvocato Biagio Giancola

Una messa ha ricordato i 116 caduti di Sant’Omero nelle due guerre mondiali

Sant’Omero (TE). Da oggi, nella sala conferenze della biblioteca civica “Gabriele D’Annunzio”, campeggia l’opera d’arte del maestro ceramista Nando Perilli. L’opera artistica è stata donata dal figlio e nipote, l’avv. Biagio Giancola, dei soldati Filippo e Italo Giancola. E’ stata svelata dal Sindaco Andrea Luzii alla presenza delle autorità civili, militari e religiose. La targa in ceramica, stile liberty-risorgimentale, ricorda il diploma del Caporal Maggiore di fanteria Filippo Giancola reduce della Prima Guerra Mondiale. La cerimonia è stata preceduta dalla Santa Messa in ricordo dei due soldati e di tutti i caduti di Sant’Omero delle due guerre mondiali officiata da Don Patrick Di Leonardo della Parrocchia SS. Annunziata nella Chiesa di Sant’Antonio Abate. Hanno portato i saluti istituzionali, oltre al Sindaco Luzii: Marilena Rossi e Dino Pepe, consiglieri della Regione Abruzzo; il Ten. Col. Giovanni Di Baggio, del Comando Militare Esercito Abruzzo e Molise, Paola Donatelli, responsabile della biblioteca civica “Gabriele D’Annunzio”; Simona Leongrande, Viceprefetto aggiunto di Teramo e Tito Rubini, storico e scrittore. La giornata è stata allietata dalle musiche del maestro di violoncello, Domenico Di Martino. La conduzione e le ricerche storiche sono state affidate al ricercatore storico militare, Walter De Berardinis. Il Caporal Maggiore di fanteria Filippo Giancola, reduce della Prima Guerra Mondiale, era nato a Sant’Omero 17 aprile 1878 ed era tornato vivo dall’inferno della guerra vissuta contro gli austro-ungarici. Il figlio di quest’ultimo, il soldato di fanteria Italo Giancola, già aviere in Puglia, fu reduce dal fronte russo. Era nato a Sant’Omero il 25 dicembre 1915 ed era partito con il 277° reggimento fanteria mobilitato con la 156° Divisione di fanteria “Vicenza” per la Russia. Impegnato nella 2° battaglia del Don, il 19 febbraio 1943, viene ricoverato nel Comando tappa principale di Priluchi (Pryluky, oggi una città dell’Ucraina, distante circa 135 km da Kiev). Rientra in Italia nell’ospedale militare di Salsomaggiore successivamente alla disfatta. Sant’Omero, nelle due guerre, aveva perso 116 giovani: 66 nella Prima guerra mondiale e 50 nella seconda. All’evento erano presenti le associazioni nazionali dei Granatieri, Finanzieri e caduti e dispersi in guerra. Folta la rappresentanza militare con la Guardia di Finanza, Guardia Costiera, Carabinieri, Esercito e Vigili del Fuoco. 

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