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L’italo-americano James Talarico alla conquista del Texas: l’assist di Trump a Paxton sarà un boomerang?

A admin
5 de junio, 2026

Domenico Maceri


“In un’epoca in cui si dibatte aspramente sul significato di uomo, mio padre me lo ha dimostrato ogni sabato mattina. Tagliava il prato davanti casa mia e poi faceva la stessa cosa per la vicina senza mai dire niente a nessuno….”. Così James Talarico ha risposto a un’accusa che metteva in dubbio la sua mascolinità. Talarico, come si sa, è il candidato al seggio al Senato degli Stati Uniti per lo Stato del Texas e ha buone opportunità di sconfiggere il suo avversario repubblicano a novembre. Sarebbe la prima volta dal 1994 che un democratico conquista una carica valida per tutto il Lone Star State.

L’avversario di Talarico sarà Ken Paxton, attuale procuratore generale del Texas, il quale è riuscito a sconfiggere alle recenti primarie repubblicane il senatore in carica John Cornyn, che rappresenta il suo Stato al Senato dal 2002. Paxton ha sconfitto Cornyn in maniera schiacciante grazie all’endorsement di Donald Trump.

Il quarantasettesimo presidente aveva esitato su chi dei due candidati repubblicani offrire il suo appoggio, ma alla fine ha scelto Paxton. Trump ha dichiarato che Paxton “è un guerriero MAGA che ha SEMPRE servito il Texas”. Su Cornyn, invece, l’attuale inquilino della Casa Bianca ha detto che “è stato MOLTO infedele” per non avere supportato l’agenda politica del suo partito. In realtà, Cornyn era stato un conservatore in economia, pragmatico, e anche leader del suo partito al Senato. I suoi colleghi alla Camera Alta non hanno gradito la scelta di Trump per molte ragioni, ma sotto molti aspetti questo ha fatto sorridere Talarico.

Il candidato democratico, secondo i sondaggi, sarebbe in netto vantaggio su Paxton di 5-8 punti, mentre con Cornyn si sarebbe trattato di un testa a testa. Il Partito Democratico ha accolto con favore la scelta di Trump, come dimostrano le casse di Talarico, che avrebbe già raccolto una trentina di milioni di dollari. Inoltre, la probabile debolezza di Paxton costringerà il Partito Repubblicano a investire ingenti fondi per difenderlo, risorse che potrebbero essere usate in altre corse.

E Paxton avrà bisogno di essere difeso. Il procuratore generale del Texas è un politico notevolmente controverso e accusato di corruzione, e ha persino subito l’impeachment dalla Camera del suo Stato, controllata dal suo stesso partito, anche se alla fine non è stato condannato dal Senato texano. In un’incriminazione ha patteggiato, dovendo però pagare un risarcimento di 300mila dollari. Sposato da 38 anni, è stato anche accusato dalla moglie di averla tradita e la coppia ha recentemente iniziato la procedura per il divorzio. In effetti, il percorso di Paxton riflette quello di Trump. Vanno ricordate le condanne legali a New York, due civili e una penale, e i suoi rapporti con Jeffrey Epstein, condannato per sfruttamento e abusi sessuali di minori. I file del finanziere, suicidatosi in carcere, non sono stati ancora rilasciati come prevede la legge e, ovviamente, se tutti i rapporti fra i due fossero stati completamente innocenti, Trump spingerebbe per rilasciarli invece di farli congelare.

Trump non ha però congelato gli attacchi a Talarico per offrire un assist a Paxton. Il presidente statunitense lo ha persino attaccato asserendo che “è un’offesa a Gesù”. Il candidato democratico gli ha risposto per le rime, ribattendo che Gesù è offeso dall’uso di “bombe su bambini in età scolare, dall’espulsione di innocenti dalle loro case, dalla separazione delle madri dai loro neonati e dall’insabbiamento dei file di Epstein”. Talarico sa qualcosina in più di Gesù, poiché è un seminarista che ha interrotto i suoi studi per dedicarsi alla politica. Infatti, Talarico spesso discute di religione in maniera progressista, riflettendo i valori cristiani che lo vedono a fianco dei poveri, contro i ricchi e i potenti come Trump.

Scegliendo Paxton, il presidente americano ha pensato di dargli un grande assist. Ciò è vero a livello delle primarie repubblicane, dove il presidente esercita un fortissimo peso. L’assist di Trump a Paxton potrebbe alla fine rivelarsi un bacio della morte, poiché include anche le sue politiche che al momento lo vedono ai minimi storici nei sondaggi. Il sostegno a Paxton potrebbe alla fine rivelarsi un effetto boomerang.


Domenico Maceri, PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California. Alcuni dei suoi articoli hanno vinto premi della  National Association of Hispanic Publications.

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