Serena conduce operaclassica eco italiano
Ufficio stampa 17/06/2026
DAL 19 GIUGNO IN SCENA L’OPERA REGINA DELL’ARENA:
DEBUTTO STAGIONALE PER AIDA ‘DI CRISTALLO’
Sei serate con un cast internazionale diretto da Daniel Oren
AIDA di Giuseppe Verdi
ed. Stefano Poda
19, 25 giugno ore 21.15
2, 10, 19, 24 luglio ore 21.15
Secondo titolo operistico del 103° Festival, Aida, l’opera più amata e rappresentata della storia areniana, risuona dal 19 giugno per sei serate nell’edizione ‘di cristallo’ firmata interamente da Stefano Poda. Giochi di luce, trasparenze, laser, scene di massa, sontuosi costumi, per un allestimento innovativo che unisce l’iconografia dell’Antico Egitto con l’alta moda e l’arte contemporanea. Il Maestro Oren dirige i complessi artistici di Fondazione Arena e un cast internazionale, tra cui Siri, Eyvazov, Margaine, Enkhbat, Lim. Dopo la prima, repliche il 25 giugno, il 2 luglio, 10, 19 e 24 luglio sempre alle 21.15.
Come da tradizione, dopo il titolo inaugurale – la nuova produzione de La Traviata – va in scena l’opera-simbolo del Festival lirico in Arena, sin dal 1913: Aida, capolavoro di Verdi in perfetto equilibrio tra spettacolari scene di massa e appassionante dramma intimista. Venerdì 19 giugno, per la prima di sei rappresentazioni, torna la produzione ‘di cristallo’ che inaugurò il 100° Festival, rivoluzionando l’opera in Anfiteatro per mano del premiato Stefano Poda, regista, scenografo, costumista, lighting designer e coreografo.
Giochi di luce, trasparenze inedite, materiali innovativi sottolineano le linee originali dell’ormai bimillenaria Arena di Verona, come parte della storia, luogo del rito collettivo, elemento essenziale del viaggio compiuto dall’umanità attraverso amore, gelosia, guerra, preghiera. Il tutto senza rinunciare all’iconografia dell’Antico Egitto, presente anche nei costumi sontuosi e dettagliati che sono anche esempi di alta moda e arte contemporanea.
L’opera verdiana più rappresentata in Arena (quella di venerdì sarà la recita numero 778 del titolo) vedrà alternarsi prestigiosi interpreti internazionali: protagonista titolare, nei panni della principessa etiope ridotta in schiavitù in Egitto, sarà per cinque serate Maria José Siri – Alessandra Di Giorgio il 19 luglio – mentre la rivale in amore, Amneris, figlia dei faraoni, sarà Clémentine Margaine (in alternanza con Alisa Kolosova il 25/6, 2 e 10/7). Al centro, diviso tra amore per la patria e per la figlia del nemico, il condottiero Radames di Yusif Eyvazov (già Alfredo nell’opera inaugurale), che si avvicenderà con Gregory Kunde il 2 e 10 luglio. La ritualità del potere e della religione è parte fondante di Aida: il gran sacerdote Ramfis sarà interpretato da Simon Lim per le prime quattro recite, quindi da Alexander Vinogradov, il Re degli Egizi da Abramo Rosalen, mentre Amonasro, Re etiope e padre di Aida, vedrà alternarsi Amartuvshin Enkhbat (anch’egli protagonista dell’inaugurazione) e Youngjun Park. Completano il cast il messaggero di Carlo Bosi, in alternanza con Riccardo Rados e Matteo Macchioni, e la sacerdotessa di Francesca Maionchi.
L’Orchestra di Fondazione Arena e il Coro preparato da Roberto Gabbiani sono diretti da Daniel Oren, forte di oltre 550 presenze sul podio areniano lungo 38 stagioni. In scena anche centinaia di mimi, comparse, piccolissimi danzatori e il Ballo coordinato da Gaetano Petrosino.
La vicenda. Mentre ai confini dell’Egitto è in corso la guerra, a Menfi il giovane capitano Radamès è conteso fra l’amore di Amneris, figlia del Faraone, e quello (da lui ricambiato) della schiava Aida (anch’ella principessa, figlia del Re etiope Amonasro). L’oracolo nomina Radamès come guida dell’esercito contro il popolo di Aida. La battaglia è vinta dagli Egizi e anche Amonasro viene condotto nella capitale tra i prigionieri etiopi: finge di non essere il Re e ottiene la grazia ma, di nascosto, costringe la figlia a corrompere l’amato giovane. In un incontro notturno dei due innamorati, Radamès (suo malgrado promesso sposo della rivale Amneris) svela involontariamente un segreto di guerra. La fuga per tutti varrebbe sia la salvezza che il disonore ma Amneris li scopre: messi in fuga Aida e il padre, rimane il giovane, che è condannato a morte per tradimento, nonostante la principessa tenti di salvarlo dal verdetto dei sacerdoti. Aida, creduta dispersa, riesce a nascondersi nel sotterraneo del tempio in cui Radamès viene sepolto vivo: insieme sperano in un aldilà migliore.
IL FESTIVAL 2026. Il Festival riporterà in scena alcuni dei titoli più amati dal grande pubblico nella stagione più lunga della storia areniana. Oltre alla nuova Traviata, due diversi allestimenti di Aida, le più recenti produzioni di Nabuccoe La Bohème, quindi Turandota 100 anni dalla prima assoluta. Sei le serate-evento in singola data: l’atteso appuntamento di Roberto Bolle and friends coprodotto con ARTEDANZAsrl il 21 luglio, il balletto tornerà anche al Teatro Romano con l’acclamata produzione di Zorba il greco, nella coreografia originale di Lorca Massine il 25 e 26 agosto. Ritorna il grande organico sinfonico-corale dispiegato dai Carmina Burana di Orff al centro dell’Arena il 13 agosto con un nuovo eccezionale cast, che schiera Erin Morley, Mihai Damian e il contraltista Carlo Vistoli al suo esordio areniano, diretto dal Maestro James Conlon, anch’egli per la prima volta in Anfiteatro. Infine, il nuovo concerto immersivo Paganini Paradise debuttain prima assoluta il 18 agosto e si aggiunge alle Quattro stagioni in Viva Vivaldi, con l’Orchestra di Fondazione Arena e spettacolari proiezioni tridimensionali firmate da Balich Wonder Studio il 19 agosto.
L’Arena di Verona Opera Festival 2026 conta sul sostegno di numerosi sponsor, in primis il Main Partner UniCredit, che vanta una trentennale longevità di collaborazione, i Premium Partner Calzedonia e Pastificio Rana, e ancora Volkswagen Group Italia, DB Bahn, Forno Bonomi, Genny, RTL 102.5, Müller, che sostiene i progetti di accessibilità dedicati alle persone con disabilità. Magis si conferma Green Energy Partner del Festival e Generali è Education Partner. Tra gli official partner marchi storici quali Veronafiere, Air Dolomiti, A4 Holding, SABA Italia, SDG Group, Sartori di Verona, Palazzo Maffei e Mantova Village. Così come Manpower Group, Ferroli e il Consorzio di Tutela dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP. New entries del 2026 Nardi outdoor tra gli official partner e il Major Partner Vivaticket. Oltre a imprese, privati, ordini professionali che compongono la schiera della Membership 67 Colonne per l’Arena di Verona, fondata da Gianluca Rana dell’omonimo pastificio e da Sandro Veronesi, patron del Gruppo Oniverse.
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AIDA di Giuseppe Verdi
produzione del 100° Festival Opera in quattro atti. Libretto di Antonio Ghislanzoni
19, 25 giugno ore 21.15
2, 10, 19, 24 luglio ore 21.15
Regia, scene, costumi,
luci, coreografie Stefano Poda
Assistente a regia,
luci, coreografie Paolo Giani Cei
Direttore Daniel Oren
Il Re Abramo Rosalen 19, 25/6 – 2, 10/7
Simon Lim 19, 24/7
Amneris Clémentine Margaine 19/6 – 19, 24/7
Alisa Kolosova 25/6 – 2, 10/7
Aida Maria José Siri 19, 25/6 – 2, 10, 24/7
Alessandra Di Giorgio 19/7
Radames Yusif Eyvazov 19, 25/6 – 19, 24/7
Gregory Kunde 2, 10/7
Amonasro Amartuvshin Enkhbat 19/6 – 2, 10/7
Youngjun Park 25/6 – 19, 24/7
Ramfis Simon Lim 19, 25/6 – 2, 10/7
Alexander Vinogradov 19, 24/7
Un messaggero Carlo Bosi 19/6 – 2/7
Riccardo Rados 25/6 – 10/7
Matteo Macchioni 19, 24/7
Gran Sacerdotessa Francesca Maionchi
Orchestra, Coro, Ballo e Tecnici
di Fondazione Arena di Verona
Maestro del Coro Roberto Gabbiani
Coordinatore del Ballo Gaetano Bouy Petrosino
Direttore Allestimenti scenici Michele Olcese
103° Arena di Verona Opera Festival 2026 dal 5 giugno al 12 settembre
Campioni del Mondo Italia loves Unesco
5 giugno ore 21.15
La Traviata di Giuseppe Verdi
NUOVA PRODUZIONE- Regia di Paul Curran
12, 13 giugno ore 21.30 20, 27 giugno ore 21.15
5, 9, 16, 31 luglio ore 21.15
6, 22, 29 agosto ore 21.00
5, 12 settembre ore 21.00
Aida di Giuseppe Verdi
produzione del 100° Festival Regia e scene Stefano Poda
19, 25 giugno ore 21.15
2, 10, 19, 24 luglio ore 21.15
Nabucco di Giuseppe Verdi
Regia e scene Stefano Poda
26 giugno ore 21.15
4, 12, 18, 23 luglio ore 21.15
1, 8, 20, 28 agosto ore 21.00
9 settembre ore 21.00
La Bohème di Giacomo Puccini
Regia Alfonso Signorini | Scene Juan Guillermo Nova
3, 11, 17, 25 luglio ore 21.15
Roberto Bolle and Friends
in coproduzione con artedanzasrl
21 luglio ore 21.30
Aida di Giuseppe Verdi
Regia e scene Franco Zeffirelli
30 luglio ore 21.15
9, 15, 23, 30 agosto ore 21.00
4, 10 settembre ore 21.00
Turandot di Giacomo Puccini
Regia e scene Franco Zeffirelli
7, 14, 21, 27 agosto ore 21.00
3, 11 settembre ore 21.00
Carmina Burana di Carl Orff
13 agosto ore 21.3
Paganini Paradise
PRIMA ASS0LUTA In coproduzione con Balich Wonder Studio
18 agosto ore 21.30
Viva Vivaldi The Four Seasons Immersive Concert
In coproduzione con Balich Wonder Studio
19 agosto ore 21.30
Zorba il greco di Mikis Theodorakis
BALLETTO AL TEATRO ROMANO 25, 26 agosto ore 21.30
Note di Regia
Aida come un archetipico viaggio dantesco che parte dall’inferno e arriva alla pace di una visione estatica
di Stefano Poda
La storia di Aida è quella di un mondo in guerra, una guerra che divide in nemici mortali due popoli fratelli e vicini. Un viaggio dantesco, da un inizio infernale ad un finale di visione estatica.
Dualità rigide e schematiche, o dogmatismi con buoni da un lato e cattivi dall’altro, sono rifuggiti da Verdi, che non parteggia né per i vincitori né per i vinti: mostra virtù ed eccessi comuni, speranze e viltà di ognuno, ma si commuove sempre per i deboli e per le vittime.
In questo nostro mondo malato di concreto e di realismo, sento il bisogno di ritrovare uno spazio dell’anima e del sogno, che permetta all’individuo di ascoltarsi e recuperare la capacità di meditazione in uno spazio unico al mondo che diventi ponte tra antichità e futuro. Dunque nessuna interpretazione e nessuna trasposizione. In un’epoca in cui sta cambiando il senso della cultura, in un mondo disumanizzato (perché tecnologizzato troppo in fretta) e specializzato (opposto di Umanesimo capace di percezione universale), credo più che mai nell’opera come operazione di sfondamento interdisciplinare. La musica parla di tutto senza nominare niente. Per questo mi interessa anche un pubblico che all’opera non andrebbe mai. Un pubblico che diventi spettatore di sé stesso riconoscendosi in una sorta di specchio e ritrovandosi in una cattedrale laica: in questo luogo sacro e millenario, teatro primordiale, che era tragico nel senso di universalità del mezzo poetico, semplice e potente al tempo stesso. Così il palcoscenico può aprirsi ad un universo carico di mille esperienze: un viaggio anche riconoscibile, familiare, a misura d’uomo. Conciliare questi due lati, grandiosità e intimità, è la sfida nell’affrontare un titolo come Aida.
Nel miserere della civiltà delle parole e delle immagini sprecate, dove Eros si crede libero e Thanatos rimosso, vorrei dar vita ad una messa in scena né moderna né convenzionale, ma «antica», dove tutte le forme espressive dialoghino tra loro, affinché chi vede e sente, veda e senta la storia della propria anima.
La guerra è il rumore di fondo di tutto lo spettacolo, sin dalle prime note. Una guerra che suona lontana ma irrompe vicina con le sue conseguenze. Il palco mostrerà chiaramente un dualismo: da un lato l’umanità costruisce, produce, ama, abbellisce, eleva. Dall’altro, l’uomo distrugge, odia, spreca, abbatte quel che ha creato, in un circolo pericoloso che scappa ad ogni controllo.
La soluzione, purtroppo, non è nota né ai personaggi del dramma, né ai filosofi, né a noi: forse la chiave sta nel finale sorprendente e spirituale composto da Verdi. Dopo tanto conflitto, tanta tensione e tante fratture insanabili, la storia mostra che l’unione finale porterà ad una ricomposizione silenziosa, una rinascita nella luce. Se è vero che l’opera inizia con cori guerreschi, il suo ultimo implorato sussurro è quello della pace.
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