Serena conduce operaclassica eco italiano
COMUNICATO STAMPA
IL MAGGIO MUSICALE FIORENTINO PRESENTA LA STAGIONE 2027 E L’ 890 EDIZIONE DEL FESTIVAL
IL GRANDE TEATRO DELLA MUSICA EUROPEA
Dodici titoli d’opera, una nuova produzione di balletto, venti grandi concerti sinfonici e sinfonico-corali, oltre a recital e ospiti straordinari.
La stagione 2027 del Maggio Musicale Fiorentino e dell’890 edizione del Festival si presenta come un grande viaggio attraverso la tradizione musicale europea, un percorso che attraversa tre secoli di storia e che trova nei capolavori del teatro musicale la sua ragione più profonda.
Il Direttore Musicale Daniele Gatti alla guida di tre nuove produzioni liriche e sei appuntamenti sinfonici, vara un ciclo Bruckner biennale.
Quattro tipologie di abbonamento offerte al pubblico
I rinnovi e i nuovi abbonamenti possono essere effettuati a partire dal 19 giugno 2026.
I biglietti per i singoli spettacoli sono in vendita a partire dal 10 luglio 2026 Invariati i costi dei biglietti.
Firenze, 19 giugno 2026 – La stagione 2027 del Maggio Musicale Fiorentino e del Festival che giunge alla 890edizione, offre dodici titoli d’opera (due opere in forma di concerto), una nuova produzione di balletto, venti grandi concerti sinfonici e sinfonico-corali, numerosi recital vocali e pianistici e ospiti straordinari e la costante attenzione verso il pubblico più giovane con gli spettacoli dedicati. Una programmazione con un nuovo cartellone che si delinea come un percorso artistico di grande respiro in un arco temporale di quasi trecento anni che va dal Barocco e il Classicismo, centra l’Ottocento con il Classicismo maturo, il Belcanto e il
Romanticismo, e giunge al Novecento e che unisce, nel solco della missione e della visione del Maggio, tradizione e contemporaneità, repertorio e ricerca, radicamento territoriale e apertura internazionale. A questo proposito, nella sua presentazione, il sovrintendente Carlo Fuortes commenta: «La Stagione 2027 è un invito a ritrovare nei capolavori musicali e negli artisti che li interpretano la loro inesauribile capacità di parlare al presente. Il Maggio Musicale Fiorentino rinnova la propria missione: essere un luogo dove la tradizione non viene semplicemente custodita, ma continuamente riscoperta e riportata alla vita attraverso la forza sempre sorprendente della musica».
Accanto ai capolavori di Verdi, Mozart e Wagner e Strauss, il cartellone si distingue per l’ampiezza dello sguardo culturale, la qualità delle coproduzioni internazionali e la capacità di mettere in dialogo le diverse tradizioni della musica europea. Il Direttore Musicale Daniele Gatti, centro della Stagione, dirigerà tre nuove produzioni liriche e sei appuntamenti sinfonici varando anche un nuovo ciclo sinfonico integrale dedicato a Bruckner della durata di due anni. Tra gli oltre 250 artisti coinvolti, dalle compagnie di canto agli staff creativi, dai solisti vocali nei concerti agli strumentisti, sono numerosissime le stelle internazionali presenti in stagione alcune al loro importante e atteso debutto al Maggio. L’orizzonte complessivo di opere, il balletto, i concerti, la programmazione per i giovani, si attesta su 50 programmi, che si tradurranno ovviamente in un volume di serate molto più ampio se si considerano le repliche previste per gli spettacoli e che è un numero destinato ad accrescere considerando poi le manifestazioni che verranno annunciate nel corso della stagione come il ciclo «Maggio
Metropolitano» che battezzerà l’undicesima edizione e, nell’ambito del Festival, il mosaico delle collaborazioni con le prestigiose istituzioni musicali del territorio che compongono il «Maggio Aperto».
I dodici titoli lirici in programmazione in ordine di calendario, sono: La traviata, di Giuseppe Verdi, direttore Alessandro Bonato e regia di Stefania Grazioli; Il mondo alla roversa, ossia le donne che comandano, di Baldassarre Galuppi, direttrice Chiara Cattani e regia di Paola Rota; Il trovatore, di Giuseppe Verdi, direttore Daniele Gatti, regia di Leo Muscato; A
Midsummer Night’s Dream di Beniamin Britten, direttore Ivor Bolton, regia Deborah Warner; Tristan un Isolde, di Richard Wagner, direttore Alexander Soddy e regia di Keit Warner; Elektra, di Richard Strauss, direttore Daniele Gatti, regia di Stéphane Braunschweig; Tosca, di Giacomo Puccini, direttore Riccardo Frizza, in forma di concerto; Macbeth, di Giuseppe Verdi, direttore Nicola Luisotti, in forma di concerto; Norma, di Vincenzo Bellini, direttore Stefano Montanari, regia di Andrea De Rosa; Adriana Lecouvreur, di Francesco Cilea, direttore Francesco Lanzillotta, regia di Arnaud Bernard; Anna Bolena di Gaetano Donizetti, direttore Michele Spotti, regia di Andrea Bernard; Don Giovanni, di Wolfgang Amadeus Mozart, direttore Daniele Gatti, regia di Daniele Menghini. Il balletto in programmazione è Il lago dei cigni, di Pëtr Il’iö Öaikovskii, coreografia di Xander Parish, direttore James Conlon, in coproduzione con The New Generation Foundation.
Accanto all’opera e al balletto, la programmazione sinfonica e concertistica offre un percorso di grande ricchezza con 20 concerti sinfonici 4 solistici e 3 concerti di canto. Nel corso del 2027 il cartellone affronterà con grandi direttori, grandi pianisti, grandi solisti e grandi voci, un percorso musicale che, come per l’opera, abbraccia circa tre secoli partendo da George Friedrich Händel ancorato al Barocco, per toccare Haydn, Mozart, Beethoven, Cherubini,
Schubert, Brahms, Bruckner Schumann, Dvorak; e poi Öaikovskii, Musorgskii, Strauss,
Stravinskii, Prokof’ev, Chaöaturian, Hindemith, per giungere a Sostakóviö nel pieno Novecento.
Con l’Orchestra e il Coro del Maggio, protagonisti assoluti e ossatura della Stagione, tre
Orchestre ospiti: l’Orchestre de chambre de Lausanne, la Gustav Mahler
Jugendorchester e l’Orchestra della Toscana. Tre diverse celebrazioni: il bicentenario beethoveniano il centenario della nascita di Rostropovich e l’omaggio alla memoria storica del Teatro stesso attraverso l’intitolazione ufficiale a Vittorio Gui. Sul podio saliranno Daniele Gatti,
Zubin Mehta, Riccardo Muti, James Conlon, Giulio Prandi, Renaud Capuçon, Ivor Bolton,
Alexander Soddy, Diego Ceretta, Pietari Inkinen, Kirill Petrenko, Philippe Jordan, Emmanuel Tieknavorian, Dmitry Matvienko, George Petrou. Tra i solisti: Beatrice Rana,
Martha Argerich, Yunchan Lim, Grigori Sokolov, Mao Fuiita, Maxim Vengherov, Polina
Osetinskaya, Francesco Piemontesi, Ettore Pagano, Andrea Lucchesini. Tra i solisti anche le prime parti dell’Orchestra del Maggio Salvatore Quaranta, Marcello Miramonti, Simäo Pedro Alcoforado Barreira, Luca Di Manso, Aleiandra Roias. I concerti di canto schierano le più grandi voci della lirica internazionale: Pretty Yende con Ludovic Tézier (al pianoforte Alessandro Praticò); Kristina Mkhitaryan con Aigul Akhmetshina (al pianoforte Pavel Nebolsin); Marina Rebeka con Jonas Kaufmann (direttore Jochen Rieder); tra le voci soliste nei concerti quelle di ElÏna Garanöa, Camilla Nylund e Malin Byström, poi Gesua Gallifoco, Margherita Sala, Anicio Zorzi Giustiniani, Alessandro Ravasio, Jiayu Jin, Avery Amereau,
Ru Charlesworth, William Thomas. Anche i talenti dell’Accademia del Maggio Musicale
Fiorentino: Chiara Salerno, Hinano Yorimitsu, Alexandru Tiba, Yukang Zheng, Jukang Zheng, Juan Carlos Villalobos, Juana Shtrepi, Vivien Georgiev, saranno impegnati nelle esecuzioni dei concerti sinfonici.
Nel 2027, il Maggio propone altrettanto un ricco programma per famiglie, giovani e scuole. Si apre il 3 gennaio con Fantasia di Walt Disney eseguito dal vivo dall’Orchestra del Maggio.
Tornano poi gli spettacoli di Venti Lucenti di Manu Lalli, realizzati grazie al contributo di
Fondazione CR Firenze, con studenti e giovani musicisti: Il magico sogno di una notte d’estate (dal 16 marzo) e Così fan tutti L ‘amore è un gioco (dal 27 novembre). Prosegue inoltre la rassegna «C’è Musica e Musica 4.0», che giunge alla quarta edizione, pensata per avvicinare il pubblico al teatro musicale, con concerti e spettacoli dedicati per il pubblico in erba (ma non solo) che per il 2027 raddoppia la programmazione con gli spettacoli proposti anche per le scuole. Il programma si conclude il 12 dicembre con il tradizionale Concerto di Natale del Coro di voci bianche dell’Accademia del Maggio.
Il Teatro del Maggio, per la stagione 2027 propone al pubblico una serie di quattro diversi abbonamenti. Si parte da quello complessivo che include tutta la programmazione degli spettacoli previsti in abbonamento denominato «Tutto Maggio» e che comprende dieci opere, ventiquattro concerti e il balletto del cartellone per un totale di trentacinque spettacoli, Festival compreso. A questo si affiancano altri tre abbonamenti più circoscritti: il primo raggruppa nove opere e il balletto per dieci spettacoli, denominato «Opera e balletto 2027»; il secondo denominato «Opera 2027» solo le nove opere per 9 spettacoli; il terzo denominato «Sinfonica 2027» include i concerti, per ventiquattro spettacoli. Gli abbonamenti «Tutto Maggio», «Opera e Balletto» e «Opera» sono declinati su tre turni: turno A, prime rappresentazioni; turno B, repliche; turno P, recite pomeridiane. I prezzi dei biglietti restano invariati. Gli abbonamenti saranno in vendita dal 19 giugno 2026.
LA PRESENTAZIONE DEL SOVRINTENDENTE CARLO FUORTES
Dodici titoli d’opera, una nuova produzione di balletto, grandi concerti sinfonici e sinfonicocorali, recital e ospiti straordinari.
La nuova stagione si presenta come un grande viaggio attraverso la tradizione musicale europea, un percorso che attraversa tre secoli di storia e che trova nei capolavori del teatro musicale la sua ragione più profonda. La presenza di Daniele Gatti, nostro direttore musicale, costituisce uno degli assi portanti dell’intera programmazione: alla sua bacchetta sono affidate tre nuove produzioni di altrettanti capolavori del teatro europeo: Il trovatore, Elektra e Don Giovanni, oltre a sei importanti appuntamenti sinfonici che contribuiranno in maniera decisiva alla definizione dell’identità musicale dell’Orchestra.
L’opera di apertura dell’890 Festival del Maggio sarà A Midsummer Night’s Dream di Beniamin Britten, in una coproduzione internazionale con il Teatro Real di Madrid e la Royal Opera House di Londra. Con la direzione di Ivor Bolton e la regia di Deborah Warner, il capolavoro del compositore inglese trasforma la commedia di Shakespeare in un universo sospeso tra sogno e realtà, una delle opere più affascinanti del secondo Novecento. Dal sogno si passa alla passione assoluta di Tristan und Isolde, monumento della cultura europea e vertice del teatro musicale di Richard Wagner. La nuova produzione affidata alla direzione di Alexander Soddy e alla regia di Keith Warner porterà in scena una delle più travolgenti riflessioni sull’amore e sul desiderio mai concepite. A completare il grande arco del repertorio tedesco sarà Elektra di Richard Strauss, diretta da Daniele Gatti e con la regia di Stéphane Braunschweig: un capolavoro di straordinaria forza teatrale e musicale, dove ossessione, violenza e memoria si trasformano in un’esperienza emotiva di rara intensità.
Il cuore della tradizione italiana sarà rappresentato da alcuni dei titoli più amati e significativi del repertorio. Il trovatore di Giuseppe Verdi, nuova produzione affidata alla direzione di Daniele Gatti e alla regia di Leo Muscato, riporta in scena il grande melodramma verdiano delle passioni estreme. Accanto a questo, la stagione accoglie inoltre due grandi protagoniste del belcanto romantico: Norma di Vincenzo Bellini e Anna Bolena di Gaetano Donizetti. Due figure femminili di straordinaria complessità, sospese tra sentimento, potere e sacrificio, affidate rispettivamente alla direzione di Stefano Montanari con la regia di Andrea De Rosa e a Michele Spotti con la regia di Andrea Bernard. Completa il percorso italiano Adriana Lecouvreur di Francesco Cilea, raffinato omaggio al mondo del teatro e agli intrecci tra arte e vita, diretta da Francesco Lanzillotta e affidata alla regia di Arnaud Bernard.
A chiudere l’anno sarà una nuova produzione del Don Giovanni di Wolfgang Amadeus Mozart, affidata alla direzione di Daniele Gatti e alla regia di Daniele Menghini. Un capolavoro della civiltà musicale occidentale che conclude simbolicamente il viaggio della stagione con una riflessione universale sul mistero della natura umana.
Uno sguardo particolare sarà dedicato anche alle radici del teatro musicale italiano con Il mondo alla roversa di Baldassarre Galuppi, tratto da una commedia di Carlo Goldoni e
presentato nel bellissimo Teatro Goldoni. Realizzata in coproduzione con l’Academia Montis Regalis, la produzione riporta alla luce uno dei titoli più originali e divertenti del repertorio del Settecento veneziano.
Il cartellone sarà inoltre impreziosito da un parterre di interpreti vocali di assoluto rilievo internazionale. Tra gli artisti attesi figurano Anna Netrebko, Jonas Kaufmann, Kristina Mikhitaryan, Aleksandra Kurzak, Marina Rebeka, Ludovic Tézier, Elïna
Garanöa, Luca Salsi, Francesco Meli, Vasilisa Beržanskaia, Jessica Pratt, Violeta Urmana,
Pretty Yende, Ania Kampe, Aigul Akhmetshina, Vida Miknev•cluté, Ricarda Merbeth, Chiara Isotton, Mariangela Sicilia, Alex Esposito, Luca Micheletti e numerosi altri protagonisti della scena lirica contemporanea.
Un capitolo particolarmente significativo sarà dedicato alla danza. Con una nuova produzione de Il lago dei cigni di Pëtr Il’iö Öaikovskii nascerà infatti il Nouveaux Ballets Russes, una nuova compagnia di danza che riunisce grandi danzatori russi, ucraini, inglesi, americani, italiani e di altre nazionalità che hanno lasciato i teatri russi dopo l’invasione dell’Ucraina. Così come Parigi negli anni venti fu la città dove nacquero i Ballets Russes, così Firenze diventerà nel 2027 il luogo di nascita dei Nouveaux Ballets Russes. Un progetto di straordinario valore simbolico, realizzato in coproduzione con The New Generation Foundation, che guarda al futuro e arricchisce ulteriormente la vocazione multidisciplinare del Maggio, riaffermando il ruolo della danza all’interno della programmazione artistica.
Accanto all’opera e al balletto, la stagione sinfonica offrirà un percorso di grande ricchezza. Ad aprire il programma sinfonico dell’890 Festival del Maggio sarà Riccardo Muti alla guida di Orchestra e Coro del Maggio con la «Messa per l’incoronazione di Carlo X» di Luigi Cherubini. A seguire sul podio alcuni tra i più autorevoli direttori della scena internazionale: il nostro amato Zubin Mehta, Kirill Petrenko con la Jugend Mahler Orchestra, James Conlon, Philippe
Jordan, Pietari Inkinen, Renaud Capuçon con l’Orchestra di Losanna e Martha Argerich, Emmanuel Tieknavorian per citarne alcuni. Inoltre il Maggio conferma la propria capacità di riunire alcuni tra i solisti più prestigiosi della vita musicale internazionale come Beatrice Rana, Yunchan Lim, Grigorii Sokolov, Maxim Vengerov, Mao Fuiita, Ettore Pagano, Francesco Piemontesi e Andrea Lucchesini. Prosegue infine l’impegno del Maggio nei confronti delle famiglie, delle nuove generazioni e del mondo della scuola, attraverso progetti e iniziative per esempio quelle di Venti Lucenti realizzati grazie al contributo di Fondazione CR Firenze, che testimoniano la volontà del nostro Teatro di investire nella formazione e nella cultura del pubblico di domani.
La Stagione 2027 è un invito a ritrovare nei capolavori musicali e negli artisti che li interpretano la loro inesauribile capacità di parlare al presente. Il Maggio Musicale Fiorentino rinnova la propria missione: essere un luogo dove la tradizione non viene semplicemente custodita, ma continuamente riscoperta e riportata alla vita attraverso la forza sempre sorprendente della musica.
IL DETTAGLIO DELLA PROGRAMMAZIONE
LE OPERE
La stagione inizia il 15 gennaio 2027 alle ore 20 (repliche il 17 alle 15.30, il 20 e 22 gennaio alle ore
20) con la ripresa di La traviata di Giuseppe Verdi, nell’allestimento con la regia Stefania Grazioli andato in scena nel 2024 e che vede il ritorno sul podio per questo grande titolo del melodramma, di Alessandro Bonato dopo il successo di Elisir d’amore diretto per la Stagione estiva 2025 in Cavea. Nel cast si segnala il debutto a Firenze, come Violetta, di Kristina Mkhitaryan, soprano quotatissimo in grande ascesa che sta mietendo importanti successi internazionali. Alfredo sarà di nuovo Anthony Ciaramitaro che figura anche tra gli interpreti di Romanzo Criminale nel personaggio di Dandi in programma nel corso di questa stagione. Un Giorgio Germot di gran lusso sarà Luca Salsi impegnato nelle prime due recite mentre nelle ultime due il personaggio sarà interpretato da Min Kim. Il Coro del Maggio Musicale Fiorentino è diretto dal maestro Lorenzo Fratini.
La seconda opera in cartellone va in scena al Teatro Goldoni ed è frutto dell’accordo triennale del Maggio con l’Academia Montis Regalis stipulato dopo il grande successo di Il Ciro messo in scena nel 2025 sempre presso il Goldoni e mantiene la promessa del Maggio di programmare il prezioso e ricco repertorio barocco. Il progetto prevede tre opere di compositori diversi ma che abbiano in comunque il libretto di Carlo Goldoni. Per il primo titolo si è puntato su Il mondo a la roversa, ossia le donne che comandano di Baldassarre Galuppi. Un’opera brillante e raffinata mai rappresentata al Maggio che merita giustamente di essere riscoperta e restituita al pubblico nella sua piena vitalità teatrale. La prima è prevista il 30 gennaio alle ore 17 con due repliche, domenica 31 gennaio alle 15.30 e il 2 febbraio alle 20. Sul podio dell’Orchestra dell’Academia Montis Regalis la direttrice Chiara Cattani, la regia è di Paola Rota. La compagnia di canto verrà composta «attingendo» tra i finalisti del Concorso internazionale Piero Antonio Cesti di Innsbruck, tra i più importanti concorsi al mondo per il canto barocco.
Il direttore musicale del Maggio, Daniele Gatti dopo i due cicli sinfonici dedicati alle integrali delle sinfonie beethoveniane e di Mendelssohn della stagione 2026, affronta la prima delle tre opere liriche che dirigerà nel cartellone 2027, il nuovo allestimento di Il trovatore di Giuseppe Verdi con la regia di Leo Muscato. La prima è il cartellone il 23 febbraio alle ore 20 con repliche il 26 alle 20, domenica 28 alle 15.30 e il 2 marzo alle 20. L’opera segna il debutto come Leonora di Mariangela Sicilia, il Conte di Luna è Gabriele Viviani, Azucena è Valentina Pernòzzoli, i panni di Manrico saranno indossati da Antonio Poli, Ferrando sarà Riccardo Zanellato. La visione del maestro Gatti è quella di offrire una versione «romantica» e giovane nello spirito dei personaggi del capolavoro verdiano che nella vicenda in effetti sono dei ventenni. Un Trovatore che si distaccherà dalle esecuzioni «a tinte forti» che una certa prassi interpretativa vocale ci ha abituati. Il Coro del Maggio Musicale Fiorentino è diretto dal maestro Lorenzo Fratini.
L’opera che inaugura 1’89 Festival del Maggio Musicale il 18 aprile alle ore 17 con due repliche successive, il 24 alle 15.30 e il 28 alle 20 è A Midsummer Night’s Dream di Beniamin Britten; sul podio Ivor Bolton e con la regia di Deborah Warner. E un nuovo allestimento in coproduzione con il Teatro Real di Madrid e la Royal Opera House Content Garden di Londra. La compagnia è composta da cantanti-attori la maggior parte dei quali sia con direttore e ovviamente con la regista hanno fatto parte della prima di quest’allestimento a Madrid. Per la prima volta al Maggio quest’opera viene proposta nella versione originale in inglese. Il Coro di voci bianche dell’Accademia del Maggio è diretto da Sara Matteucci.
Dal sogno britteniano si passa alla passione assoluta con il Festival che prosegue nel versante lirico con un nuovo allestimento di Tristan und Isolde di Richard Wagner, la prima del capolavoro definito dal sovrintendente un vero «monumento della cultura europea» è fissata il 20 maggio alle ore 19; le altre tre repliche sono in cartellone domenica 23 maggio alle 15.30, il 26 maggio alle 19 e sabato 29 maggio alle 15.30. Sul podio sale Alexander Soddy vincitore del Premio Abbiati 2025 come miglior direttore d’orchestra per la direzione di Macbeth al Maggio nell’ottobre 2025; la regia è firmata da Keith Warner. La compagnia di canto «all star» è composta da artisti con una consolidata esperienza nel repertorio wagneriano con Simon O’Neill, Ania Kampe, Okka von Der Damerau, lain Paterson. Il Coro del Maggio Musicale Fiorentino è diretto dal maestro Lorenzo Fratini.
La terza opera del Festival, e la seconda diretta da Gatti, è un altro capolavoro del Novecento, il nuovo allestimento di Elektra di Richard Strauss. La regia e le scene sono firmate da Stéphane Braunschweig. Anche in questo caso la compagnia è tutta «all star» di stampo straussiano con
Violeta Urmana, Ricarda Merbeth, Vida Mikneviöiüté (fresca vincitrice del Premio Abbiati 2025), Christoph Fischesser, Nikolai Schukoff che riascoltiamo al Maggio dopo il successo ottenuto in Salome lo scorso anno. La prima è in cartellone domenica 20 giugno alle ore 17; le successive repliche sono proposte il 23 giugno alle 20, sabato 26 alle 15.30 e il 28 giugno alle 20. Il Coro del Maggio Musicale Fiorentino è diretto dal maestro Lorenzo Fratini.
La stagione estiva propone un importante «cameo» un’esecuzione in forma di concerto il 22 luglio alle ore 21 dell’opera Tosca, di Giacomo Puccini. Nei tre personaggi principali si segnala il debutto fiorentino di Alexandra Kurzak come Tosca e poi di una «coppia» quasi iconica di artisti nei panni di Cavaradossi e Scarpia: Francesco Meli e Luca Salsi, premio Abbiati 2025 come miglior cantante per la sua interpretazione di Macbeth nell’opera andata in scena al maggio nel
2025. Sul podio dell’Orchestra e del Coro del Maggio, Riccardo Frizza. Il Coro è diretto da Lorenzo Fratini. Il Coro di voci bianche dell’Accademia del Maggio è diretto da Sara Matteucci.
ln settembre, domenica 12 alle ore 17, la prima opera dopo la pausa vede in programma un altro titolo proposto in forma di concerto: Macbeth di Giuseppe Verdi. Sul podio Nicola Luisotti. Come Macbeth apprezzeremo uno dei più celebri baritoni della scena internazionale Ludovic Tézier che raccoglie il testimone del personaggio interpretato al Maggio dall’altrettanto celebre Luca Salsi; mentre la Lady sarà la superstar Anna Netrebko. I panni di Banco saranno sostenuti da Alexander Köpeczi. Macduff sarà Vincenzo Costanzo. Il Coro del Maggio Musicale Fiorentino è diretto dal maestro Lorenzo Fratini.
Il 16 settembre alle ore 20, con repliche domenica 19 alle 15.30 e poi il 22 alle 20 e sabato 25 alle 18 il Maggio ripropone Norma di Vincenzo Bellini nell’allestimento andato in scena nel 2025 con la regia di Andrea De Rosa. Sul podio sale Stefano Montanari. Il cast rispetto all’edizione precedente è completamente nuovo: Norma è Vasilisa Beržanskaia, Pollione Dmitry Korchak, Oroveso, Simon Lim e Adalgisa Federica Guida. Il Coro del Maggio Musicale Fiorentino è diretto dal maestro Lorenzo Fratini.
Il IO ottobre alle ore 17 si alza il sipario su Adriana Lecouvreur di Francesco Cilea, nell’allestimento che arriva da Liegi, dall’Opera Wallonie. Le repliche sono programmate giovedì 14 alle 20, poi domenica 17 alle 15.30 e il 19 alle 20. Sul podio Francesco Lanzillotta. La regia è di Arnaud Bernard. Adriana sarà Chiara Isotton nelle recite del 10, 14 e 17 ottobre, mentre il 19 a vestire i panni del personaggio del titolo sarà Marta Mari. Nel cast poi Ksenia Dudnikova, come principessa di Bouillon, Piero Pretti come Maurizio di Sassonia e Roberto de Candia come Michonnet. Una nota di curiosità, una «chicca» musicologica, di questa produzione è offerta dal fatto che Francesco Lanzillotta ristrumenterà e reinserirà in partitura la piccola aria del principe di Bouillon (Nicola Ulivieri) che fu eliminata e poi si perse, in occasione della prima rappresentazione a Milano nel 1902. Il Coro del Maggio Musicale Fiorentino è diretto dal maestro Lorenzo Fratini.
Il 7 novembre alle ore 17 (repliche il 9, il 12 alle 20 e domenica 14 alle ore 15.30) va in scena Anna Bolena una delle Regine Tudor, grande «vetrina» del belcanto e una delle vette più alte della produzione operistica di Gaetano Donizetti, in un nuovo allestimento in coproduzione con il Teatro Lirico di Cagliari. Il podio è affidato a Michele Spotti, alla regia torna Andrea Bernard che rivediamo al Maggio dopo la regia della «Borgia». Interprete di Anna Bolena, la sfortunata regina, sarà il soprano Jessica Pratt. Alex Esposito sarà Enrico, Raffaella Lupinacci sarà Giovanna; Percy sarà René Barbera. Il Coro del Maggio Musicale Fiorentino è diretto dal maestro Lorenzo Fratini.
Chiude l’anno operistico uno dei titoli più amati del repertorio, il capolavoro mozartiano Don Giovanni. La prima è in programma il 3 dicembre alle ore 20 con quattro repliche a seguire: il 5 dicembre alle 15.30, il 7 alle 20, il 9 alle 20 e sabato 11 alle ore 18. Sul podio per la sua terza direzione lirica Daniele Gatti. La regia è affidata a Daniele Menghini, vincitore con il Maggio del premio Abbiati come migliore spettacolo del 2025 con DerÍunge Lord di Henze. Un segno di particolare interesse, quasi un gioco di specchi teatrale, per questa occasione è dato dai due interpreti di Don Giovanni e di Leporello, rispettivamente Alex Esposito e Luca Micheletti che usualmente hanno sempre impersonato Esposito il fido Leporello e Micheletti il gran seduttore Don Giovanni che si trovano per la prima volta a vestire panni del contraltare: un doppio debutto vero e proprio. Donna Anna è Mariangela Sicilia, Don Ottavio è Dave Monaco, ex allievo dell’Accademia del Maggio e ora lanciassimo internazionalmente. Donna Elvira è Michèle Losier. Il Coro del Maggio Musicale Fiorentino è diretto dal maestro Lorenzo Fratini.
LA STAGIONE SINFONICA E CONCERTISTICA
Accanto all’opera e al balletto, la programmazione sinfonica e concertistica offrirà un percorso di grande ricchezza. Se da un lato prosegue l’omaggio a Beethoven nell’anniversario dei duecento anni dalla morte – omaggio tra l’altro già avviato nel corso del Festival 2026 con l’integrale delle Sinfonie dirette dal Maestro Gatti – dall’altro si sviluppa un percorso del «dopo Beethoven», rappresentato dai grandi compositori venuti dopo di lui e dal loro rapporto con il linguaggio sinfonico. Nel corso del 2027 il Maggio affronterà un viaggio nella Sinfonia, modellata sull’equilibro classico di Haydn e di Mozart, trasformata in afflato eroico da Beethoven, esplorata nell’intimità da Schubert, difesa nel rigore da Brahms, trasfigurata in cattedrale sonora da Bruckner, incrinata dalle tensioni decadenti di Mahler.
L’avvio concertistico è fissato sabato 9 gennaio alle ore 16 con la pianista Beatrice Rana in un concerto in coproduzione di gli Amici della Musica di Firenze; Beatrice Rana è la prima di una serie di grandi pianisti che si esibiranno al Maggio: a lei seguirà Yunchan Lim il 7 maggio (con un programma tutto mozartiano), e poi ancora in collaborazione con gli Amici della Musica, il 10 maggio sarà la volta di Grigorii Sokolov, tre grandi nomi per tre concerti solistici. Ma nei concerti sinfonici si siederanno alla tastiera anche Francesco Piemontesi il 27 febbraio in concerto con Daniele Gatti, Martha Argerich in concerto con l’Orchestre de chambre de Lausanne diretta da Renaud Capuçon il 7 aprile, Mao Fuiita con Pietari Inkinen il 28 maggio e per finire Andrea Lucchesini con Daniele Gatti il 19 novembre.
ln stagione prende avvio una serie di tre recital con celebri cantanti impegnati in arie e duetti d’opera: il 10 gennaio il soprano Pretty Yende e il baritono Ludovic Tézier entrambi al loro debutto al Maggio, con al pianoforte Alessandro Praticò, l’I ottobre il soprano Kristina Mkhitaryan e il mezzosprano Aigul Akhmetshina, con Pavel Nebolsin al pianoforte e il 24 ottobre sul palco della Sala Grande saliranno il soprano Marina Rebeka e il tenore Jonas Kaufmann in un altro concerto di arie e duetti d’opera questa volta con l’Orchestra del Maggio diretta da Jochen Rieder.
Sul corposo fronte sinfonico – saranno 20 in totale i concerti sinfonici in programma e con tre Orchestre ospiti – il primo concerto è affidato al direttore emerito del Maggio Zubin Mehta che salirà sul podio il 23 gennaio alle ore 20 per un programma con musiche di Haydn (la Sinfonia concertante in si bemolle maggiore, con la partecipazione delle prime parti dell’Orchestra del Maggio Marcello Miramonti al violino, Simão Pedro Alcoforado Barreira al violoncello, Luca Di Manso all’oboe e Aleiandra Roias al fagotto) e Schubert.
Per il secondo concerto sinfonico in calendario, il maestro Daniele Gatti, direttore musicale del Maggio, sale sul podio il 7 febbraio per il suo primo concerto sinfonico dell’anno e per dare avvio all’importante progetto di esecuzione delle nove Sinfonie di Anton Bruckner (alcune delle quali mai eseguite a Firenze) che proporrà integralmente e che proseguirà anche nel 2028. Il maestro Gatti ha deciso di proporre una sinfonia per concerto, associandola a lavori diversi di altri compositori. Per il primo appuntamento del ciclo, il Direttore musicale ci traghetta dall’impeto ancora tutto romantico della Prima Sinfonia di Bruckner, alle atmosfere fin de siècle di disincantata contemplazione della vita terrena dei Rückert-Lieder di Mahler fino alle prime avvisaglie del modernismo novecentesco delle pagine liederistiche del giovane Alban Berg. Con il direttore, il mezzosoprano ElÏna Garanöa al suo debutto al Maggio.
Per il terzo concerto, il 27 febbraio, Daniele Gatti propone un confronto tra i due giganti del sinfonismo tardo-romantico: Bruckner e Brahms. ln programma la Sinfonia n. 2 di Bruckner, che a differenza delle altre sinfonie colossali mostra una compattezza quasi classica, e il Concerto
n. 2 per pianoforte e orchestra di Brahms, una delle opere per pianoforte e orchestra più complesse della letteratura ottocentesca, già a partire dall’imponente struttura di respiro sinfonico, con quattro ampi movimenti in luogo dei canonici tre. Solista al pianoforte Francesco Piemontesi. Le successive tappe del «Ciclo Bruckner» per il 2027, sono previste poi il 19 novembre e il 4 dicembre.
Il quarto concerto sinfonico in calendario è in cartellone il 5 marzo e vede sul podio James
Conlon, nel periodo del suo impegno con le prove e poi con le recite del balletto II lago dei cigni. Conlon punta dritto al cuore del classicismo viennese con tre Sinfonie firmate dai suoi tre numi tutelari: la Sinfonia n. 104 in re maggiore di Haydn, ultima delle dodici sinfonie realizzate dal compositore durante i soggiorni londinesi, nonché ultima della sua produzione, la Sinfonia n. 32 in sol maggiore K.318 di Mozart, composizione giovanile del 1779 probabilmente nata come ouverture per l’opera Zaide e la Sinfonia n. 2 in re maggiore di Beethoven, opera animata da energia palpitante che condensa abilmente elementi dello stile classico ad altri tipici dello stile beethoveniano.
Il quinto concerto, sinfonico corale, è in programma il 26 marzo alle ore 20 e riveste una importanza particolare sia perché è eseguito nella sera del Venerdì Santo ma soprattutto nel giorno del 2000anniversario della morte di Ludwig van Beethoven. Il maestro Giulio Prandi dirigerà il Requiem in re minore K.626 per soli coro e orchestra di Wolfgang Amadeus Mozart. La scelta del Requiem è stata dettata dal fatto che qualche giorno dopo i funerali di Beethoven a Vienna, il compositore fu commemorato con l’esecuzione mozartiana. I solisti saranno il soprano Gesua Gallifoco, il mezzosoprano Margherita Sala, il tenore Anicio Zorzi Giustiniani e il basso Alessandro Ravasio. Il maestro del Coro è Lorenzo Fratini.
Il sesto concerto il 7 aprile, ospita l’Orchestre de Chambre de Lausanne diretta da Renaud Capuçon. Al pianoforte Martha Argerich. Il programma onorerà ancora Beethoven con l’esecuzione dell’assertiva ouverture op. 62 Coriolano, il concerto n.2 in si bemolle maggiore op.19 per pianoforte e orchestra composto da Beethoven dopo il suo trasferimento a Vienna ancora legato al modello mozartiano nel perfetto equilibrio sonoro tra solista e orchestra e infine la Sinfonia n.7 in la maggiore op.92, definita da Wagner «l’apoteosi della danza» per l’importanza dell’elemento ritmico che dal primo all’ultimo movimento regola e sostanzia un discorso drammatico in continuo divenire.
Il 21 aprile, settimo concerto in cartellone e concerto inaugurale della programmazione sinfonica dell’890 Festival del Maggio, è particolarmente importante e significativo ed è in cartellone in occasione dell’intitolazione a Vittorio Gui del Teatro del Maggio. Sale sul podio, tornando al Maggio, Riccardo Muti che in occasione del concerto da lui diretto il 19 dicembre 2025 per la commemorazione di Vittorio Gui a 50 anni dalla morte, lanciò l’appello affinché al Teatro del Maggio venisse affiancata l’intitolazione a Vittorio Gui, il fondatore dell’Orchestra e del Festival, promettendo che sarebbe tornato solo quando ciò fosse avvenuto. Così è stato e perciò il maestro Muti tiene fede alla sua promessa e dirigerà per la prima volta al Maggio l’imponente e solenne Troisième messe Solennelle in la maggiore per Coro e Orchestra per l’Incoronazione di Carlo X, di Luigi Cherubini. Il maestro del Coro è Lorenzo Fratini.
Per l’ottavo concerto, il 30 aprile, due giorni dopo dell’ultima recita di A Misdsummer Night’s Dream l’opera inaugurale del 890Festival, sale sul podio Ivor Bolton con un programma dedicato tutto a Schubert con due componimenti che rappresentano la sua evoluzione stilistica: dal debutto del ragazzo prodigio che sedicenne firma la sua Sinfonia n. 1 in re maggiore D.82, lavoro ancora legato alla tradizione di fine Settecento, al testamento spirituale della maturità con la grande Messa n.6 in mi bemolle maggiore D.950 scritta nel 1828, ultimo anno di vita di Schubert, e proiettata in una dimensione ultraterrena. I solisti chiamati nella Messa sono il soprano Chiara Salerno, il mezzosoprano Hinano Yorimitsu, i tenori Alexandru Tiba e Yukang Zheng e il basso Juan Carlos Villalobos, tutti talenti dell’Accademia del Maggio Musicale Fiorentino. Il maestro del Coro è Lorenzo Fratini.
Il 6 maggio, nel Festival, torna Alexander Soddy per il 90 concerto in programma della stagione con un programma che conduce il pubblico a una breve tappa in Russia. ln locandina il noto Concerto per violino e orchestra in re maggiore op. 35 di Öaikovskii (solista Salvatore
Quaranta primo violino dell’Orchestra del Maggio), l’unico del catalogo del compositore che fu composto nella primavera del 1878 in un periodo di particolare felicità creativa e la Sinfonia n. 5 in re minore op. 47 di Šostakoviö, pagina sinfonica tra le più emblematiche e sofferte, realizzata nel 1937 dopo la pesantissima accusa di formalismo rivoltagli dal regime sovietico.
Dopo i recital pianistici di Yunchan Lim (7 maggio) tutto incentrato su Mozart con una gustosa carrellata di Sonate del Salisburghese per lo strumento a tastiera e Grigorii Sokolov (IO maggio) in coproduzione con gli Amici della Musica Firenze, mercoledì 19 maggio, per il decimo concerto, Diego Ceretta porta l’Orchestra della Toscana, della quale è Direttore musicale in quello che oramai è un tradizionale appuntamento in collaborazione tra il Maggio e l’Ort. Per il decimo concerto sinfonico si è pensato a un programma che ruotasse attorno ai temi del teatro shakesperiano e che si legasse perciò all’opera inaugurale del Festival. Quindi in apertura verrà proposta Gamlet (Amleto) op.32, suite dalle musiche di scena per la tragedia di William Shakespeare scritte da Šostakoviö nel 1932, e, Ein Sommernachtstraum op. 61, musiche di scena per la commedia di Shakespeare, di Mendelssohn che fin da giovanissimo, dopo aver assistito allo spettacolo teatrale, aveva deciso di trasferire in musica il mondo fiabesco della commedia shakespeariana. Soliste il soprano Juana Shtrepi e il mezzosoprano Vivien Georgiev entrambe dell’Accademia del Maggio. Il Coro femminile del Maggio è diretto da Lorenzo Fratini.
Per il concerto del 28 maggio – l’11 0concerto – Pietari Inkinen ritorna a Beethoven e dirige il più noto e ultimo dei suoi cinque concerti per pianoforte e orchestra, in mi bemolle maggiore op. 73, grandioso nei toni e nelle intenzioni, che non a torto si meritò l’epiteto di «Imperatore». Solista Mao Fuiita. A seguire Inkinen dirigerà la Sinfonia n. 7 in re minore op. 70 di DvoFák, opera che coniuga l’austerità e l’equilibrio del primo movimento a tratti tipicamente slavi riscontrabili nelle melodie espanse dei movimenti centrali.
L’Il giugno, grazie alla feconda collaborazione con gli Amici della Musica Firenze, in coproduzione dopo il concerto pianistico con Sokolov, è in programma il variegato concerto che mette a fianco il violinista Maxim Vengherov con la pianista Polina Osetinskaya. I due musicisti si esprimeranno nel genere della Sonata per violino e pianoforte che parte da Beethoven con la celebre Sonata n. 5 in fa maggiore op. 24 «La primavera», per approdare a Sostakoviö con la Sonata in sol maggiore op. 134 passando per l’esperienza cameristica di Brahms, con la Sonata n. 3 in re minore op. 108.
Lunedì 14 giugno alle ore 20 – 120 concerto – in Sala Grande è attesa la Gustav Mahler
Jugendorchester, terza Orchestra ospite della Stagione. Sul podio sale Kirill Petrenko che è direttore artistico e musicale dei Berliner Philharmoniker dalla stagione 2019/2020 e dirige la Gustav Mahler per la seconda volta dal 2024. Il concerto stabilisce un ponte tra la scrittura sinfonica tesa, sofferta e autobiografica di Gustav Mahler – in programma la Sinfonia n. 5 in do diesis minore- e quella anti romantica e oggettiva di Paul Hindemith ben rappresentata dalla Konzertmusik per archi e ottoni, opera costruita con estremo rigore contrappuntistico.
Daniele Gatti sale sul podio per i successivi due concerti sinfonici il 130 e il 140 della Stagione, il 22 giugno e il 30 giugno. Il Direttore musicale del Maggio nella prima data eseguirà composizioni di Stravinskii (Apollon musagète) Beethoven (Le creature di Prometeo) e la Sinfonia n.41 in do maggiore Jupiter di Mozart. Il 30 giugno con il soprano Malin Byström verrà proposto un programma tutto straussiano con il Divertimento da brani per clavicembalo di Francois Couperin op. 86, i Vier letze Liedere Tod und Verklarung op. 24.
Il 24 settembre, quindicesimo concerto sinfonico, torna Philippe Jordan. Le tensioni tardoromantiche della musica di Mahler – dopo il concerto diretto da Petrenko il 14 giugno – saranno nuovamente al centro del programma con la Sinfonia n. 7 in mi minore, opera enigmatica e complessa composta da Mahler tra il 1904 e il 1905 che, come le due sinfonie che la precedono nel catalogo, vive in una dimensione puramente strumentale carica di presentimenti oscuri e di richiami ai suoni della natura.
Un altro ritorno, molto atteso dopo la sua direzione di Un ballo in maschera e del concerto sinfonico nella stagione 2026 in corso, è quello di Emmanuel Tieknavorian che per il 160 concerto, il 16 ottobre, eseguirà un programma nel quale la musica russa è la protagonista con composizioni più o meno note di Cacaturian, Sostakovic e Musorgskii. Apre dunque il programma un brano tratto dal balletto Spartacus del compositore di origine armena Aram Chaöaturian, seguito dalla Sinfonia n. 9 di Šostakóviö, la più concisa tra le sinfonie del compositore scritta nel 1945 come terza parte dì una trilogia volta a celebrare le sofferenze e la vittoria del popolo sovietico nella guerra contro la Germania nazista. A conclusione del concerto i Quadri di un’esposizione di Musorgkii composti originariamente come ciclo pianistico nel 1874 e orchestrati nel 1922 da Maurice Ravel.
Il 13 novembre con la direzione di Dmitry Matvienko è in programma un concerto in occasione del 1000anniversario della nascita di Mstislav Rostropovich, il leggendario violoncellista. Nell’esecuzione della Sinfonia concertante in mi minore op.125 per violoncello e orchestra di
Prokof’ev (che la dedicò al grande violoncellista) si esibirà Ettore Pagano, vincitore del Premio
Abbiati come miglior solista del 2025 e recentemente (fine maggio 2026) del prestigioso premio «Queen Elisabeth Competition» di Bruxelles, affermandosi come primo violoncellista italiano ad aver vinto una delle competizioni più importanti al mondo. Ettore Pagano attualmente in residenza triennale presso Gli Amici della Musica di Firenze. ln questa composizione il violoncello non si limita a un ruolo puramente solistico ma si fonde con il fitto tessuto orchestrale in modo spiccatamente sinfonico. A completare il concerto ci sarà la Sinfonia n. 4 op.98 di Brahms, opera cardine che chiude il capitolo, breve ma intenso, della produzione sinfonica brahmsiana.
Il 19 novembre e il 4 dicembre – 180 e 190 concerto – Daniele Gatti prosegue il «Ciclo Bruckner», nella formula che comprende l’esecuzione di una sua Sinfonia con una produzione di un altro compositore a confronto. Nel concerto di novembre verranno messi a fianco i due sinfonisti della Vienna della seconda metà dell’Ottocento Bruckner appunto e Brahms. ln apertura ascolteremo il Concerto n. 1 per pianoforte e orchestra in re minore op. 15 di Brahms – solista Andrea Lucchesini – opera dalla genesi lunga e tortuosa in cui l’autore sceglie un rapporto paritario tra pianoforte e orchestra concedendo ben poco spazio alla componente virtuosistica dello strumento. A seguire, la Sinfonia n. 4 in mi bemolle maggiore Romantica di Bruckner, che impegnò il compositore per ben dieci anni di lavoro tra revisioni continue, tagli e modifiche e che sancì il suo primo riconoscimento pubblico.
Nel successivo concerto del 4 dicembre, Bruckner viene messo a fianco del suo idolo Wagner. Apre la serata la Sinfonia n. 3 in re minore di Bruckner opera dedicata proprio a Wagner, seguita dai Wesendonck-Lieder, composti da Wagner nel periodo dell’appassionata relazione clandestina con Mathilde Wesendonck che rappresentano a tutti gli effetti il «laboratorio preparatorio» di Tristan und Isolde. Tratti da questa celebre opera, ispirata alle vicende autobiografiche del compositore, sono Vorspiel und Liebestod gli episodi strumentali posizionati all’inizio e alla fine di Tristan und Isolde e riuniti in seguito da Wagner in un’unica pagina sinfonica «Preludio e morte d’Isotta» in cui sono concentrati tutti gli elementi che caratterizzano l’opera e che danno voce alla passione d’amore drammatica e totalizzante dei protagonisti. Solista il soprano Camilla Nylund.
Per chiudere la stagione concertistica – il 200 concerto sinfonico – sale sul podio il 19 dicembre
George Petrou per dirigere di Georg Friedrich Hdndel, il Messiah HWV 57. Solisti il soprano Jiayu Jin, il mezzosoprano Avery Amereau, il tenore Ru Charlesworth e il basso William Thomas. Il maestro del Coro è Lorenzo Fratini.
STAGIONE PER LE FAMIGLIE SCUOLE
Per le famiglie, i giovanissimi e le scuole un programma ricco come non mai: s’inizia l’anno 2027, il 3 gennaio alle ore 17 con la proiezione di Fantasia di Walt Disney con l’Orchestra del Maggio diretta da Timothy Brock che esegue in diretta tutte le musiche del celebre film d’animazione e poi due spettacoli di Manu Lalli, presenza oramai tradizionale oltre che storica nel nostro Teatro che quest’anno mette in scena a partire dal 16 marzo l’inedito nuovo allestimento Il magico sogno di una notte d’estate, ispirato all’opera di Britten che inaugurerà il Festival e la ripresa – a partire dal 27 novembre – di Così fan tutti, L ‘amore è un gioco che si ispira alla celebre opera mozartiana. I due titoli sono spettacoli di Venti Lucenti realizzati grazie al contributo di Fondazione CR Firenze con protagonisti gli studenti del Progetto All’Opera… Le scuole al Maggio! e sono commissioni della Fondazione Teatro del Maggio Musicale Fiorentino in coproduzione con Venti Lucenti e in collaborazione con l’Accademia del Maggio Musicale Fiorentino. Un progetto di Fondazione CR Firenze a cura di Venti Lucenti, ln collaborazione con la Fondazione del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino e l’Assessorato all’Educazione, Formazione professionale, Cultura della memoria e della legalità, Pari opportunità del Comune di Firenze (Le Chiavi della Città). ln buca sempre l’Ensemble orchestrale dell’Accademia del Maggio Musicale Fiorentino il cui organico è composto da giovani strumentisti provenienti dal progetto Youth Orchestra Lab, residenza artistica per giovani strumentisti attivata dalla stessa Accademia in partnership col Teatro Goldoni di Livorno e finanziata dalla Regione Toscana con il sostegno del Fondo Sociale Europeo. La residenza artistica rientra nell’ambito «GiovanisÌ», il progetto della Regione Toscana per l’autonomia dei giovani.
Nel solco dell’apprezzamento del pubblico che ne ha decretato il successo continua poi anche il ciclo C’è Musica e musica 4.0 1’iniziativa fresca, briosa e soprattutto divertente per avvicinare il pubblico, non solo quello di domani, al teatro e al grande fascino delle sue rappresentazioni. Giunge quindi alla quarta edizione e quest’anno raddoppia alcune delle sue proposte con concerti aperti anche alle scuole e vedrà tra i protagonisti le direttrici Chiara Cattani e Sara Matteucci e i direttori Giuseppe La Malfa, Piero Mazzetti, Stepan Armasar, Massimo
Raccanelli, Sieva Borzak, Alberto Zanardi, Federico Tibone, e attrici e attori come Gaia Nanni, Angela Finocchiaro, Ginevra Fenyes, Giorgia Calandrini, Lorenzo Baglioni. Il programma di C’è Musica e Musica 4.0 prevede di Camille Saint-Saëns Il carnevale degli animali (dal 15 gennaio) con Gaia Nanni; Storie di amori e creature fantastiche su musiche di Henry Purcell (20 gennaio) con Ginevra Fenyes; I racconti di Mamma Oca su musiche di Maurice Ravel e testo di Riccardo Rombi (dal 2 aprile) con Giorgia Calandrini; di Sergej Prokof’ev Pierino e il lupo (22 maggio) con Angela Finocchiaro; «Tris di primi» con i professori d’Orchestra del Maggio: al violino Marcello Miramonti, all’Oboe Luca Di Manso, al trombone Giovanni Dominicis (2 ottobre); «Lorenzo Baglioni racconta Giacomo Puccini» (dal 5 novembre); e infine il 12 dicembre il tradizionale Concerto di Natale con il Coro di voci bianche dell’Accademia del Maggio Musicale Fiorentino.
LA BIGLIETTERIA E GLI ABBONAMENTI
Il Teatro del Maggio per la Stagione 2027 propone al pubblico una serie di quattro diversi abbonamenti. Si parte da quello complessivo che include tutta la programmazione degli spettacoli previsti in abbonamento denominato «Tutto Maggio» e che comprende dieci opere (non sono incluse Tosca in forma di concerto e l’opera di Galuppi al Teatro Goldoni), ventiquattro concerti e il balletto del cartellone per un totale di trentacinque spettacoli, Festival compreso.
A questo si affiancano altri tre abbonamenti più circoscritti: il primo raggruppa nove opere e il balletto per dieci spettacoli, denominato «Opera e balletto 2027»; il secondo denominato «Opera 2027» solo le nove opere per 9 spettacoli; il terzo denominato «Sinfonica 2027» include i concerti, per ventiquattro spettacoli.
Gli abbonamenti «Tutto Maggio», «Opera e Balletto» e «Opera» sono declinati su tre turni: Turno A, prime rappresentazioni; Turno B, repliche; Turno P, recite pomeridiane.
I rinnovi degli abbonamenti possono essere effettuati dal 19 giugno fino al 30 settembre 2026 presso la Biglietteria del Teatro e/o telefonando al Servizio Cortesia. I nuovi abbonamenti possono essere sottoscritti dal 19 giugno 2026 online su www.maggiofiorentino.com oppure presso la Biglietteria del Teatro. Dal 10 luglio saranno in vendita i Carnet Maggio Open (5 spettacoli a scelta a prezzo ridotto) e i biglietti degli spettacoli dell’intera Stagione 2027. Restano invariati i prezzi dei biglietti.
RINGRAZIAMENTI
La Fondazione Teatro del Maggio Musicale Fiorentino ringrazia per il sostegno i Soci:
Soci Fondatori: il Ministero della Cultura, il Comune di Firenze e la Regione Toscana.
La Fondazione Teatro del Maggio Musicale Fiorentino ringrazia altrettanto i Soci privati: Fondazione CR Firenze, Intesa Sanpaolo.
Inoltre: Baker Hughes, Ferragamo, Publiacqua, Toscana Aeroporti, Unicoop Firenze, Gucci, Toscana Energia, The New Generation Foundation, Università di Firenze, Pitti Immagine; gli Sponsor: Cassetti Rolex, Caffè Borbone, Officina Profumo+armaceutica di Santa Maria Novella; gli Sponsor Tecnici: Brandini, Tecnoconference, Torrigiani.
La Fondazione Teatro del Maggio Musicale Fiorentino ringrazia inoltre tutti gli aderenti all’Albo degli Associati: le Aziende mecenati, i Corporate plus, gli Associati Mecenati, Sostenitori, i Benemeriti, gli Associati effettivi, e l’Associazione Amici del Maggio.


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