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AL CONSIGLIO D’EUROPA UNA MOSTRA FOTOGRAFICA DEI SALVATAGGI DI OPEN ARMS
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admin
19 de junio, 2026
A Strasburgo la mostra fotografica di Open Arms “Saving lives at sea in the name of humanity and human rights”Dal 22 al 26 giugno, in concomitanza con la sessione estiva dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, le immagini dei soccorsi nel Mediterraneo centrale perché non vengano dimenticati gli obblighi di ricerca e di soccorso in mare, a pochi giorni dall’entrata in vigore del nuovo Patto europeo su migrazione e asilo![]() Strasburgo, 19.06.2026 – Lunedì 22 giugno, alle ore 13, presso il Palais de l’Europe a Strasburgo, sarà inaugurata la mostra fotografica “Saving lives at sea in the name of humanity and human rights”, promossa dalla senatrice Sandra Zampa, presidente della Commissione migrazione, protezione internazionale e cooperazione economica dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa (APCE) e vicepresidente della delegazione italiana presso la stessa Assemblea. La mostra, curata dalla ONG Open Arms, resterà allestita fino al 26 giugno, per tutta la durata della sessione estiva dell’APCE, che riunisce a Strasburgo i parlamentari dei 46 Stati membri del Consiglio d’Europa. Curata dall’organizzazione spagnola Open Arms, impegnata dal 2015 in operazioni di ricerca e soccorso in mare con la propria flotta civile, la mostra raccoglie fotografie scattate durante le missioni dell’ONG nel Mediterraneo centrale. Da quando ha iniziato la propria attività, Open Arms ha salvato oltre 70.000 persone in fuga da guerre, persecuzioni e povertà, gran parte delle quali nelle acque tra la Libia, la Tunisia e l’Italia, in quella che resta la rotta migratoria più letale al mondo.L’obiettivo dell’esposizione è dare un volto alle persone soccorse e riportare l’attenzione dei parlamentari sulla crisi umanitaria che continua nel Mediterraneo centrale, ribadendo la necessità di salvare vite in mare nel nome dell’umanità e dei diritti umani fondamentali: il diritto alla vita, il diritto a non subire trattamenti inumani o degradanti e l’obbligo, sancito dal diritto internazionale, di soccorrere chiunque si trovi in pericolo in mare.Le immagini esposte fanno parte del volume fotografico pubblicato da Open Arms per celebrare i suoi primi dieci anni di attività, che ripercorre un decennio di missioni di soccorso attraverso fotografie, testimonianze dirette e i ricordi di chi era a bordo. Il libro intreccia gli attacchi e le polemiche che hanno accompagnato il lavoro dell’organizzazione con le storie di sostegno e di chi è stato soccorso, intorno a una tesi centrale: salvare vite non è un atto eroico, ma un obbligo giuridico e un dovere umano. Un’iniziativa che arriva nel momento più delicato – L’inaugurazione cade a pochi giorni dall’entrata in vigore, il 12 giugno 2026, del nuovo Patto europeo su migrazione e asilo, che introduce in tutti gli Stati membri dell’Unione procedure di frontiera accelerate, un sistema comune di rimpatrio, una definizione di Paesi di origine sicuri e un meccanismo di solidarietà tra Stati membri. Mentre le istituzioni europee parlano di una riforma storica, numerose organizzazioni umanitarie della società civile, tra cui Open Arms, denunciano il rischio che le nuove misure riducano ulteriormente le garanzie per chi richiede protezione internazionale e, in alcuni casi, per chi opera nel soccorso civile in mare. La mostra si propone quindi come momento di confronto diretto tra i parlamentari e la realtà quotidiana delle operazioni civili di ricerca e di soccorso, in un momento in cui le politiche migratorie europee sono al centro del dibattito pubblico e istituzionale. La risoluzione 2612 e l’impegno dell’Assemblea parlamentare – L’iniziativa si inserisce nell’ambito della promozione della Risoluzione 2612, adottata nel giugno 2025 dall’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa e intitolata “Salvare la vita dei migranti in mare e tutelare i loro diritti umani” (relatore Paulo Pisco). La risoluzione invita i 46 Stati membri del Consiglio d’Europa a ripristinare e promuovere operazioni europee di ricerca e soccorso su larga scala per salvare vite umane in mare, a consentire alle organizzazioni umanitarie della società civile di operare senza ostacoli giuridici o amministrativi e a istituire percorsi sicuri e legali per i migranti e per le persone bisognose di protezione internazionale. Ricordiamo anche in questa occasione alcuni dati che riguardano il Mediterraneo centrale: secondo i numeri rilasciati dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, nei primi cinque mesi del 2026, 1.239 persone sono morte o disperse nel Mediterraneo. Un incremento superiore al 150% (dato OIM) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente: il dato più alto per questo periodo dell’anno dal 2014. Intanto, solo il 21% delle persone arrivate in Italia nei primi cinque mesi del 2026 è stato soccorso da navi delle ONG nel Mediterraneo. Informazioni praticheMostra fotografica “Saving lives at sea in the name of humanity and human rights” Dal 22 al 26 giugno 2026; inaugurazione lunedì 22 giugno alle ore 13:00 Palais de l’Europe, Strasburgo, sede dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa Promossa da Sandra Zampa, presidente della Commissione migrazione, protezione internazionale e cooperazione economica dell’APCE A cura di Open Arms Note per la stampa:Open Arms è un’Organizzazione Non Governativa spagnola fondata nel 2015 da Oscar Camps, attiva nella ricerca e nel soccorso in mare nel Mediterraneo centrale e in altri contesti di crisi umanitaria, con una flotta civile dedicata al salvataggio di persone in pericolo. L’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa (APCE) riunisce 306 parlamentari provenienti dai parlamenti nazionali dei 46 Stati membri del Consiglio d’Europa, la principale organizzazione intergovernativa europea per la tutela dei diritti umani, della democrazia e dello Stato di diritto. SILVIA BELLUCCIUFFICIO STAMPA OPEN ARMS+39 3461561637 ![]() ![]() Silvia BellucciUfficio StampaMob. +39 3461561637 |
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