Cultura

150 anni di storia della musica al Museo del Disco d’Epoca | Piazza Garibaldi, 19 – Sogliano al Rubicone (FC)

A admin
24 de junio, 2026

MUSEO DEL DISCO D’EPOCA:UN VIAGGIO ATTRAVERSO 150 ANNI DI STORIA DELLA MUSICAA SOGLIANO AL RUBICONENel cuore di Sogliano al Rubicone (FC), all’interno delle sale affrescate del Palazzo della Cultura – originariamente noto come Palazzo Marcosanti-Ripa e risalente al XIX secolo – ha sede il Museo del Disco d’Epoca. Frutto del collezionismo discografico di Roberto Parenti, il Museo è ospitato al piano nobiliare del palazzo dal 2012, ma le sue origini risalgono a molto prima: nel 1995, Parenti era arrivato a raccogliere la sua già corposa collezione all’interno di un garage a pochi passi dall’attuale Museo. Successivamente ad un lavoro di studio e organizzazione del materiale, i 30 anni di collezionismo discografico prendono una forma ordinata e coerente. Ad oggi, il patrimonio custodito conta un totale di 80.000 dischi – di cui 50.000 conservati nell’ex sede del museo, oggi adibita a magazzino, e circa 30.000 esposti nelle sale del museo – che ricostruiscono 150 anni di storia registrata e non solo.Il Museo del Disco d’Epoca si distingue dalle altre collezioni, che di norma hanno un topic ben preciso, esponendo oggetti di natura diversa ma capaci di raccontare e presentare tutta la storia della musica incisa e trascritta. Il materiale è ampio, variegato e in continua espansione, messo a disposizione gratuitamente del pubblico per studio, consultazione o semplice curiosità. Comprende tutta l’evoluzione tecnologica dell’incisione sonora, a partire dai più antichi esemplari conservati nella collezione: i cilindri in cera
Questi comparvero circa due anni dopo le prime modellazioni sperimentali effettuate tra il 1877/1888 su fogli di stagnola applicati ai fonografi ottocenteschi, di cui non sono rimaste tracce, poiché venivano distrutte ogni volta che si sostituiva la stagnola sul tamburo del fonografo. Di quella fase sopravvive soltanto un unico esemplare realizzato da Thomas Edison.  La collezione passa poi alla “musica di carta”, fino alle emissioni più moderne (vinili, sacd, dvd audio etc.); centinaia di oggetti culto legati alla cultura musicale contemporanea; migliaia di oggetti cartacei (libretti d’opera, spartiti musicali, foto autografe, manifesti pubblicitari, etc.); decine di apparecchi meccanici ed elettronici per la riproduzione musicale e tanto altro.La collezione è talmente ricca di oggetti storici, curiosità, rarità e apparecchi ancora funzionanti da poter osservare e, in alcuni casi, ascoltare o far suonare personalmente, che una sola visita difficilmente basta per esplorarla interamente. Come in una sorta di Alice nel Paese delle Meraviglie della storia della musica, ogni sala del museo rivela sorprese e tesori nascosti che invitano il visitatore a tornare ancora e ancora. L’importanza e l’unicità di questo patrimonio hanno portato, negli anni, anche alla collaborazione con l’Università di Bologna, che per cinque anni ha sviluppato un progetto di valorizzazione, catalogazione, digitalizzazione e archiviazione di una parte significativa della collezione custodita dal Museo.  IL PERCORSO ESPOSITIVO
Salendo le scale del Palazzo della Cultura, ad accogliere i visitatori è una statua di Marilyn Monroe, affacciata su una balconata interna. Proseguendo, ci si trova al piano nobiliare del palazzo composto da un lungo corridoio che accompagna i visitatori in un percorso suddiviso in sette stanze. La prima sala ricorda la storia dell’edificio attraverso soffitti affrescati che richiamano la classicità del palazzo e un allestimento che mescola elementi sia moderni che antichi, sia documenti sonori che dispositivi per la riproduzione: i muri sono coperti da ripiani contenenti pezzi di archivio e immagini dal valore storico, accompagnati da statuette dalle fattezze di alcuni personaggi rilevanti nel mondo culturale e musicale. Oltre ad un jukebox originale Wurlitzer modello 500 del 1938 – dotato di gettoniera originale americana amplificato a valvole, capace di suonare 24 dischi a 78 giri – qui si trova un’importante collezione di voci storicheEdoardo VII, Guglielmo II detto il Kaiser, Umberto I, Vittorio Emanuele II, Stalin, Hitler, Il Duce e altri ancora. Inoltre, un box musicale ospita una coppia di marionette musiciste che si mettono all’opera, suonando mambo e cha cha cha, non appena ricevono un soldo.Si procede verso la sala rossa, ritrovandosi davanti a vari strumenti in grado di riprodurre il suono. Tra questi si nota un grammofono, esempio di tipologia di apparecchi tutt’altro che ordinaria: si distinguevano dai modelli più comuni, privi di mobile e dotati di tromba esterna, grazie all’impiego di legni pregiati e a una lavorazione più raffinata, come dimostrato dalle loro superfici spesso impreziosite da decorazioni pittoriche, pensate per adeguarsi all’arredamento delle dimore borghesi. Inoltre, qui abbiamo un patefono Pathéfono, nome che deriva dall’azienda francese Pathé, capace di leggere dischi fino a 50 cm di diametro e pensato per sostituire le orchestre in luoghi pubblici particolarmente rumorosi, come sale da ballo.Nella sala gialla, la storia più antica della musica si unisce a quella più attuale: attorno a un graphophone, nome commerciale dello strumento che per primo vide la riproduzione musicale a partire da un cilindro, sono situati decine di memorabilia rappresentanti personaggi iconici della musica moderna e contemporanea.
All’interno e al di sopra delle vetrine, si trovano numerosi pezzi da collezione in perfette condizioni, come la confezione speciale dell’album Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band dei Beatles che, contenendo sia il disco che dei semi, permetteva a chi l’acquistava di ricreare il giardino rappresentato sulla copertina. A dare un tocco in più alla stanza statuette caricaturali in terracotta che rappresentano alcuni dei più grandi musicisti degli anni Settanta, oltre a una vetrina interamente dedicata a esempi di ricambi per puntine dei grammofoni. Protagonisti della quarta sala sono i picture disc, supporti musicali riproducibili che incorporano sulla loro superficie un’immagine di qualsiasi natura apparendo così ben diversi dai normali dischi, il cui unico punto di colore è situato al loro centro stampato su un’etichetta di carta.Qui, trovano spazio anche altri esemplari particolari: il primo walkmann della storia, ispirato ai registratori microfonati dei giornalisti e creato su richiesta del presidente della SONY; il cosiddetto “Mikiphone”, il grammofono portatile svizzero, nonché il più piccolo grammofono mai esistito; e i mini disc di Michael Jackson, esempio di grande innovazione per la loro “memoria solida”.
La sala successiva ospita oggetti dalle dimensioni considerevoli, quali una statua di Elvis Presley, le statuette dei Led Zeppelin e una ricostruzione della copertina di Abbey Road dei Beatles con tanto di sfondo illuminato. Le pareti sono tappezzate da dischi d’oro, d’argento e di platino certificati dalla RIAA (Recording Industry Association of America), che garantisce la veridicità dei successi raggiunti dagli artisti nella vendita degli album.Nella penultima sala, il rosone si erge sopra a una parte museale più archivistica. Si ritorna a elementi musicali dal passato storico meno recente e lontani dalla cultura pop, dando ai visitatori l’opportunità unica di ammirare da vicino un costume di scena di Madama Butterfly, le statue di PavarottiMaria Callas e centinaia di libretti d’opera di fine Seicento.
Infine, si raggiunge la sala dedicata all’infanzia: esposti su un ripiano, i visitatori possono interagire con pezzi storici risalenti alle prime decadi del XX secolo. Ad esempio, una bambola parlante degli anni Venti, in grado di cantare grazie ai cilindri; “bubble books”, libretti prodotti tra il 1917 e il 1929 raffiguranti storie che i bambini potevano ascoltare grazie alle voci narranti incise sui dischi; e «Le avventure di Pinocchio su Dischi Durium«, ossia la fiaba di Collodi sceneggiata, parlata e cantata su 18 dischi a 78 giri in cartone rivestito di resina sintetica.Le opere qui menzionate rappresentano solamente una selezione di quanto è possibile scoprire nella sale del museo. Per approfondimenti si rimanda al sito https://museodeldiscodepoca.com/ e ai profili social ufficiali.CARTELLA STAMPAINFORMAZIONI UTILIDOVE: Museo del Disco d’Epoca – Palazzo della Cultura | Piazza Garibaldi, 19 – Sogliano Al Rubicone (FC)APERTURA: tutte le domeniche dalle 15:30 – 18:00 | INGRESSO GRATUITOGLI ALTRI GIORNI: visite guidate su prenotazione (a offerta libera) CONTATTI:TEL: 366-3023594E-MAIL: infomuseo@museodeldiscodepoca.comFACEBOOK: https://www.facebook.com/museodeldiscodepoca/INSTAGRAM: https://www.instagram.com/museodiscodepoca/
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