Serena conduce operaclassica eco italiano
Ufficio stampa 30/06/2026
Dal 3 al 25 luglio, quattro eccezionali serate per il capolavoro di Puccini
LA BOHÉME PORTA IN ARENA AMORE, AMICIZIA, GIOVENTÙ
Buratto, Eyvazov, Damian, Roslavets, Antem, López Moreno, Barbera: un cast internazionale di stelle dirette dal Maestro Lanzillotta, al debutto in Arena
LA BOHÈME
di Giacomo Puccini
3, 11, 17, 25 luglio ore 21.15
Quarto titolo lirico del 103° Arena di Verona Opera Festival, La Bohème va in scena per sole quattro serate dal 3 al 25 luglio. Cast d’eccezione: Eleonora Buratto e Yusif Eyvazov interpretano per la prima volta Mimì e Rodolfo in Arena, accanto a Mihai Damian, Alexander Roslavets e Jan Antem. Cambio cast con Carolina López Moreno e René Barbera. Sul podio areniano debutta Francesco Lanzillotta. L’allestimento è quello più recente con cui l’Arena ha omaggiato il centenario pucciniano, con regia di Alfonso Signorini e scene di Juan Guillermo Nova: fra trasparenze e cambi a vista, emergono squarci realistici della vita vera a Parigi a metà Ottocento, con centinaia tra artisti del coro, mimi, ballo, comparse e voci bianche. Repliche l’11, il 17 e il 25 luglio, sempre alle 21.15.
Complicità, divertimento, amori che nascono, amicizie che restano: c’è tutto questo nella Bohème, opera eternamente giovane, grazie alla musica più ispirata e toccante di Puccini. Un’opera ‘perfetta’ in cui convivono sentimento, umorismo ed energia, con alcune delle melodie più belle e delle arie più celebri e amate di sempre. La Bohème mancava in Arena da tredici anni quando, nel 2024, fu proposta questa nuova produzione per celebrare Giacomo Puccini nel suo centenario. Torna questo venerdì, a 130 anni dalla sua prima assoluta, allora diretta dalla bacchetta del giovane Toscanini.
Le Scene della vita di bohème, romanzo di Murger, immortalate in quest’opera, raccontano sogni, amicizie, amori, amarezze e crescita di sei giovani spiantati, storie di tutti i giorni, ‘piccole’ e umanissime, divenute grandi e indimenticabili grazie alla musica e all’istinto teatrale di Puccini, sempre vero e attuale.
A raccontarla agli spettatori areniani, nel pieno rispetto del libretto di Illica e Giacosa, è Alfonso Signorini, giornalista e melomane, nonché da anni regista d’opera, con le scene dell’esperto Juan Guillermo Nova, anche autore della Traviata inaugurale. La scenografia è fedele all’epoca e costruita con materiali trasparenti per mostrare al pubblico diversi piani d’azione che illustrano la quotidianità dei singoli personaggi, anche prima dei fatali incontri che segneranno per sempre le loro vite. La stessa cura per il dettaglio è profusa nei costumi, coordinati dall’areniana Silvia Bonetti, con tagli storici che rimandano alla Francia tra il 1860 e il 1890, come da indicazioni registiche.
L’opera di Puccini vide la luce nel 1896, dopo tre anni di lavoro segnati anche dalla lite con Leoncavallo, autore dei famosi Pagliacci, che stava mettendo in musica lo stesso soggetto. Un interesse autentico perché anche autobiografico: Puccini condensò il meglio della propria vena melodica, dell’abilità di orchestratore e dell’infallibile senso del teatro, ispirato dai ricordi dei duri anni di studio milanesi, quando condivise sogni e speranze ma anche delusioni e disagi col compagno di stanza Mascagni, altro futuro compositore di successo. Il successo dell’opera di Puccini oscurò quella del collega e, dalla prima torinese, La Bohème proseguì il suo cammino sui palcoscenici nel mondo, conquistando anche il cinema. In Arena è l’undicesimo titolo più rappresentato di sempre, per 80 volte dal 1938 con interpreti quali Di Stefano, Tebaldi, Lugo, Scotto, Bastianini, Stella, Aragall, Pavarotti, Gasdia, Vinco, La Scola, Cedolins, Alvarez, Grigolo e molti altri.
Grandi cantanti già applauditi in Arena aggiungono un nuovo personaggio al loro storico nel Festival: Eleonora Buratto sarà Mimì per le prime due rappresentazioni, in alternanza con Carolina Lpez Moreno al suo debutto areniano; Yusif Eyvazov sarà per la prima volta Rodolfo per tre serate (gli succederà René Barbera il 25 luglio). La compagnia di amici nella soffitta bohemienne sarà composta per tutte le recite da Mihai Damian (il pittore Marcello), Alexander Roslavets (il filosofo Colline, esordiente in Arena) e Jan Antem (Il musicista Schaunard). Due soprani si alterneranno come Musetta per due serate ciascuna: Francesca Pia Vitale (3, 11 luglio) e, al debutto in Anfiteatro, Enkeleda Kamani (17, 25 luglio). Nei ruoli di fianco, Nicolò Ceriani, Gianfranco Montresor, Carlo Bosi, Matteo Macchioni, Nicolò Rigano e Maurizio Pantò. In scena centinaia tra mimi e comparse, parte del Ballo areniano coordinato da Gaetano Petrosino, il Coro di Fondazione Arena istruito da Roberto Gabbiani e le giovani voci bianche di A.Li.Ve. preparate da Paolo Facincani. Debutto anche per Francesco Lanzillotta, più volte applaudito al Filarmonico alla guida dell’Orchestra di Fondazione Arena, qui alla sua prima produzione in Anfiteatro.
Dopo la prima di venerdì 3 luglio, La Bohème replica sabato 11, venerdì 17 e sabato 25 luglio alle 21.15. Biglietti disponibili sul sito www.arena.it, sui canali social e nelle Biglietterie dell’Arena di Verona, e nel circuito Vivaticket.
La vicenda. A Parigi, quattro giovani di belle speranze e scarsissimi mezzi condividono una grande amicizia e una piccola soffitta: Rodolfo scrive per vivere, Marcello dipinge, Schaunard insegna musica, Colline fa il filosofo. Alla Vigilia di Natale riescono a gabbare il padrone di casa, evitando di pagare l’affitto, e vanno a divertirsi nel Quartier Latino. Rodolfo si attarda e riceve la visita di Mimì, giovane condomina povera e bella, in cerca d’aiuto per riaccendere la luce: è subito amore. In piazza gli amici brindano: a loro si è unita Mimì e si unirà pure Musetta, ex di Marcello, non senza prima averlo fatto ingelosire pubblicamente ancora una volta, mentre sfila festosa la parata militare. Pochi mesi dopo, le prime crisi: Rodolfo, scappato di casa, confida a Marcello di voler lasciare Mimì solo per garantirle un futuro migliore; la ragazza è infatti malata di tubercolosi e gli stenti in cui vivono ne aggravano le condizioni. Mimì però l’ha seguito e ha origliato tutto: amandosi ancora, i due rimandano il momento dell’addio. Qualche tempo dopo, entrambe le coppie scoppieranno ma i destini dei quattro amici, di Musetta e di Mimì si incroceranno ancora una volta.
IL FESTIVAL 2026. Il Festival riporta in scena alcuni dei titoli più amati dal grande pubblico nella stagione più lunga della storia areniana. Oltre alla nuova Traviata, due diversi allestimenti di Aida, le più recenti produzioni di Nabuccoe La Bohème, quindi Turandota 100 anni dalla prima assoluta. Sei le serate-evento in singola data: l’atteso appuntamento di Roberto Bolle and friends coprodotto con ARTEDANZAsrl il 21 luglio, il balletto tornerà anche al Teatro Romano con l’acclamata produzione di Zorba il greco, nella coreografia originale di Lorca Massine il 25 e 26 agosto. Ritorna il grande organico sinfonico-corale dispiegato dai Carmina Burana di Orff al centro dell’Arena il 13 agosto con un nuovo eccezionale cast, che schiera Erin Morley, Mihai Damian e il contraltista Carlo Vistoli al suo esordio areniano, diretto dal Maestro James Conlon, anch’egli per la prima volta in Anfiteatro. Infine, il nuovo concerto immersivo Paganini Paradise debuttain prima assoluta il 18 agosto e si aggiunge alle Quattro stagioni in Viva Vivaldi, con l’Orchestra di Fondazione Arena e spettacolari proiezioni tridimensionali firmate da Balich Wonder Studio il 19 agosto.
L’Arena di Verona Opera Festival 2026 conta sul sostegno di numerosi sponsor, in primis il Main Partner UniCredit, che vanta una trentennale longevità di collaborazione, i Premium Partner Calzedonia e Pastificio Rana, e ancora Volkswagen Group Italia, DB Bahn, Forno Bonomi, Genny, RTL 102.5, Müller, che sostiene i progetti di accessibilità dedicati alle persone con disabilità. Magis si conferma Green Energy Partner del Festival e Generali è Education Partner. Tra gli official partner marchi storici quali Veronafiere, Air Dolomiti, A4 Holding, SABA Italia, SDG Group, Sartori di Verona, Palazzo Maffei e Mantova Village. Così come Manpower Group, Ferroli e il Consorzio di Tutela dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP. New entries del 2026 Nardi outdoor tra gli official partner e il Major Partner Vivaticket. Oltre a imprese, privati, ordini professionali che compongono la schiera della Membership 67 Colonne per l’Arena di Verona, fondata da Gianluca Rana dell’omonimo pastificio e da Sandro Veronesi, patron del Gruppo Oniverse.
Biglietterie
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LA BOHÈME di Giacomo Puccini
Opera in quattro quadri. Libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica
3, 11, 17, 25 luglio ore 21.15
Direttore Francesco Lanzillotta
Regia Alfonso Signorini
Scene Juan Guillermo Nova
Mimì Eleonora Buratto 3, 11/7
Carolina López Moreno 17, 25/7
Musetta Francesca Pia Vitale 3, 11/7
Enkeleda Kamani 17, 25/7
Rodolfo Yusif Eyvazov 3, 11, 17/7
René Barbera 25/7
Marcello Mihai Damian
Colline Alexander Roslavets
Schaunard Jan Antem
Benoit Nicolò Ceriani
Alcindoro Gianfranco Montresor
Parpignol Carlo Bosi 3, 11/7
Matteo Macchioni 17, 25/7
Sergente dei doganieri Nicolò Rigano
Un doganiere Maurizio Pantò
Coro di Voci Bianche A.Li.Ve.
Maestro del Coro Paolo Facincani
Orchestra, Coro, Ballo e Tecnici
di Fondazione Arena di Verona
Maestro del Coro Roberto Gabbiani
Coordinatore del Ballo Gaetano Bouy Petrosino
Direttore Allestimenti scenici Michele Olcese
103° Arena di Verona Opera Festival 2026 dal 5 giugno al 12 settembre
Campioni del Mondo Italia loves Unesco
5 giugno ore 21.15
La Traviata di Giuseppe Verdi
NUOVA PRODUZIONE- Regia di Paul Curran
12, 13 giugno ore 21.30 20, 27 giugno ore 21.15
5, 9, 16, 31 luglio ore 21.15
6, 22, 29 agosto ore 21.00
5, 12 settembre ore 21.00
Aida di Giuseppe Verdi
produzione del 100° Festival Regia e scene Stefano Poda
19, 25 giugno ore 21.15
2, 10, 19, 24 luglio ore 21.15
Nabucco di Giuseppe Verdi
Regia e scene Stefano Poda
26 giugno ore 21.15
4, 12, 18, 23 luglio ore 21.15
1, 8, 20, 28 agosto ore 21.00
9 settembre ore 21.00
La Bohème di Giacomo Puccini
Regia Alfonso Signorini | Scene Juan Guillermo Nova
3, 11, 17, 25 luglio ore 21.15
Roberto Bolle and Friends
in coproduzione con artedanzasrl
21 luglio ore 21.30
Aida di Giuseppe Verdi
Regia e scene Franco Zeffirelli
30 luglio ore 21.15
9, 15, 23, 30 agosto ore 21.00
4, 10 settembre ore 21.00
Turandot di Giacomo Puccini
Regia e scene Franco Zeffirelli
7, 14, 21, 27 agosto ore 21.00
3, 11 settembre ore 21.00
Carmina Burana di Carl Orff
13 agosto ore 21.3
Paganini Paradise
PRIMA ASS0LUTA In coproduzione con Balich Wonder Studio
18 agosto ore 21.30
Viva Vivaldi The Four Seasons Immersive Concert
In coproduzione con Balich Wonder Studio
19 agosto ore 21.30
Zorba il greco di Mikis Theodorakis
BALLETTO AL TEATRO ROMANO 25, 26 agosto ore 21.30
La Bohème
Note di regia
Nella Bohème di Giacomo Puccini ci sono pagine oscure, che nel corso del tempo non hanno mai trovato luce se non nella fantasia di chi ascolta o di chi assiste allo svolgimento del dramma.
Chi è Mimi? Che vita conduce questa misteriosa ragazza poco più che ventenne che vive a pochi metri da Rodolfo e che appare all’improvviso nella sua vita? Spesso idealizzata dagli afflati romantici di un’epoca, che si nutriva di figurine di carta e di fiori profumati, Mimì, almeno nella drammaturgia dell’opera, si trova alle strette nei panni della creatura angelicata: si perde dietro i tramonti di primavera, sfoglia boccioli di rosa e sospira, come lei stessa ammette, ma non esita a autoinvitarsi, unica donna, nella allegra brigata dei Quattro Moschettieri, come Rodolfo e i suoi inseparabili amici venivano chiamati al Quartiere Latino, e a promettere al suo nuovo amore con aria civettuola convegni amorosi al loro ritorno. A pochi mesi dalla sua fine, proprio all’inizio del quarto Atto, apprendiamo che Mimì ha lasciato Rodolfo. Non frequenta più le fredde mansarde di Parigi, ma si divide tra carrozze e velluti, in compagnia di un ricco ‘viscontino’. Colpo di scena. L’amore romantico, che si riscatterà solo alla fine dell’opera con la prematura scomparsa della sua protagonista, conosce gli alti e bassi di tutti i comuni mortali, in un realismo, drammaturgico e musicale che di certo affascinava Puccini.
Per queste, e per altre ragioni che si scopriranno nel corso della messa in scena, abbiamo immaginato un impianto scenico del tutto trasparente, che consentisse a più azioni, anche a quelle tradizionalmente nascoste, il loro svolgimento. Gli occhi dello spettatore potranno spostarsi dalla mansarda di Rodolfo e dei suoi amici a quella di Mimi, sorpresa nelle sue scene di vita quotidiana e impegnata a organizzare il suo ben meditato gioco di seduzione, che non può certo ridursi alla fiammella di una candela. Così nel secondo atto, mentre da Café Momus si festeggia la Vigilia di Natale, una Musetta accompagnata dal suo sponsor, chiamiamolo così, Alcindoro, fa shopping in una corsetteria del centro, scegliendo la mise più adatta per sfilare davanti agli occhi innamorati del suo Marcello. Una cornice moderna, trasparente, complice una altrettanto trasparente pedana che riveste l’intero palcoscenico, in cui vive il mondo di metà Ottocento, ricostruito, dai costumi ai singoli dettagli, in modo scrupoloso, direi quasi maniacale, quasi a rappresentare un vero e proprio tableau vivant. Un tableau che non conosce e non può conoscere stagioni.
(dal Numero unico 101° Arena di Verona Opera Festival 2024)
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