Serena conduce operaclassica eco italiano
Ufficio stampa 01/07/2026
IN ARENA AIDA, NABUCCO, LA BOHÈME E LA TRAVIATA DAL 2 AL 5 LUGLIO
Quattro opere diverse in quattro serate: grandi artisti si aggiungono al cast delle verdiane Aida, Nabucco e La Traviata, ad incorniciare la prima de La Bohème venerdì
AIDA ed. Poda – giovedì 2 luglio ore 21.15
LA BOHÈME – venerdì 3 luglio PRIMA ore 21.15
NABUCCO – sabato 4 luglio ore 21.15
LA TRAVIATA – domenica 5 luglio ore 21.15
Dal 2 al 5 luglio in Arena tornaAida, debuttaLa Bohème, quindiNabucco eLa Traviata. Le stelle dell’opera si alternano per quattro serate consecutive del 103° Opera Festival.
Aida, giovedì 2 luglio. È Aida, l’opera regina dell’Arena, ad aprire il primo fine settimana di luglio del Festival 2026. Per la visione del regista Stefano Poda, la produzione è detta‘di cristallo’: trasparenze inedite e giochi di luce sottolineano le linee originali dell’Arena di Verona. In scena gran parte del cast applaudito alla prima: Maria José Siri come Aida, la principessa etiope ridotta in schiavitù alla corte dei faraoni, divisa tra l’amore per il condottiero egizio Radames, e l’amore per la propria terra e storia, simboleggiata dal padre Amonasro, interpretato dal baritono Amartuvshin Enkhbat. Rivale di Aida è la principessa Amneris, in cui torna Alisa Kolosova. Si confermano il gran sacerdote Ramfis di Simon Lim, il Re egizio di Abramo Rosalen, il Messaggero di Carlo Bosi e la sacerdotessa di Francesca Maionchi, mentre fa il suo debutto stagionale, nei panni di Radames, il tenore statunitense Gregory Kunde, premio Lugo 2024 per una lunga carriera internazionale comprendente oltre novanta ruoli dal belcanto alla contemporaneità. L’Orchestra di Fondazione Arena e il Coro preparato da Roberto Gabbiani sono diretti da Daniel Oren, mentre in scena, con centinaia tra mimi, comparse e Ballo coordinato da Gaetano Bouy Petrosino, l’Anfiteatro diventa parte attiva della storia, luogo del rito collettivo, elemento essenziale del viaggio ‘dantesco’ compiuto dall’umanità attraverso amore, gelosia, guerra, preghiera. Il tutto unendo l’iconografia dell’Antico Egitto, presente anche nei costumi sontuosi e dettagliati tra alta moda e arte contemporanea. Solo altre tre repliche: 10, 19, 24 luglio.
La Bohème, venerdì 3 luglio. Un titolo amatissimo, eppure raro in Anfiteatro, torna all’Arena di Verona a 130 anni dalla sua prima assoluta: La Bohème di Puccini racconta complicità, divertimento, amori che nascono, amicizie che restano e forse la musica più ispirata e toccante di Puccini. Un’opera ‘perfetta’ in cui convivono sentimento, umorismo ed energia, alcune delle melodie più belle e celebri di sempre. Per la prima di quattro rappresentazioni, regista è Alfonso Signorini, nel rispetto del libretto di Illica e Giacosa, con scene dell’esperto Juan Guillermo Nova e luci di Paolo Panizza. Il set, fedele all’epoca, è costruito con materiali trasparenti per mostrare al pubblico diversi piani d’azione. I costumi rimandano alla Francia tra il 1860 e il 1890. Grandi cantanti già applauditi in Arena aggiungono un nuovo personaggio al loro storico nel Festival: Eleonora Buratto sarà Mimì e Yusif Eyvazov per la prima volta il poeta Rodolfo. La compagnia di amici nella soffitta bohemienne comprende Mihai Damian (il pittore Marcello), Alexander Roslavets (il filosofo Colline, al debutto) e Jan Antem (Il musicista Schaunard). La volubile Musetta è Francesca Pia Vitale e, nei ruoli di fianco, Nicolò Ceriani, Gianfranco Montresor, Carlo Bosi, Matteo Macchioni, Nicolò Rigano e Maurizio Pantò. In scena centinaia tra mimi e comparse, parte del Ballo areniano, il Coro di Fondazione Arena istruito da Roberto Gabbiani e le voci bianche di A.Li.Ve. preparate da Paolo Facincani. Debutto in Anfiteatro anche per il direttore Francesco Lanzillotta, già applaudito alla guida dell’Orchestra di Fondazione Arena.
Nabucco, sabato 4 luglio. Dopo gli applausi della prima, torna in scena Nabucco, dramma verdiano biblico, romantico e corale per eccellenza, divenuto colonna sonora del Risorgimento italiano. In scena lo spettacolo curato in ogni aspetto dal visionario Stefano Poda, che rappresenta il dualismo in cui è divisa l’umanità, la quale è però destinata alla riconciliazione. Un concetto potente visibile in Arena con grandi simboli, duelli di massa coreografati, materiali innovativi e chilometri di led. Protagonista il baritono Amartuvshin Enkhbat, nei panni del temibile re babilonese. Le sue due figlie sono interpretate rispettivamente da Maria Josè Siri nella virtuosistica parte di Abigaille e da Annalisa Stroppa in quella della dolce ma coraggiosa Fenena. Zaccaria, guida spirituale del popolo ebraico, ha voce e corpo di Simon Lim, mentre Ismaele è Galeano Salas. Completano il cast Nicolò Ceriani, Riccardo Rados ed Elisabetta Zizzo nei panni del Gran Sacerdote di Belo, del fedele Abdallo e di Anna. Il giovane maestro Michele Spotti, forte del debutto di successo nel titolo, torna alla guida dell’Orchestra areniana. Fondamentale l’apporto del Coro di Fondazione Arena lungo tutta l’opera, preparato da Roberto Gabbiani.
La Traviata, domenica 5 luglio. La Traviata chiude questo primo fine settimana di luglio del 103° Opera Festival. Il nuovo allestimento del capolavoro di Verdi torna domenica verso il suo quinto sold-out. Una produzione firmata dal regista Paul Curran, con scene di Juan Guillermo Nova, costumi di Stefano Ciammitti, luci di Fabio Barettin e coreografia di Kyle Lang. Per la prima volta l’Arena collabora con il Moulin Rouge di Parigi: in scena sono raffigurati i suoi simboli, il celebre mulino rosso e il leggendario elefante di stucco visibile nello storico locale nei primi anni del ‘900. La storia di Violetta è infatti collocata nel culmine della Belle époque, tra sontuose feste, colori, danze, cabaret e follies, accentuando il contrasto tra l’eccesso della sfera pubblica e l’intimismo della vicenda privata. Violetta, famosa e ambita, si innamora del più sprovveduto Alfredo, ma il giudizio della società – rappresentata dal di lui padre Giorgio Germont – li dividerà. Protagonista dell’inaugurazione stagionale, torna come Violetta il soprano Martina Russomanno. Accanto a lei, esordio stagionale per Francesco Meli come Alfredo, e per Youngjun Park nei panni di Giorgio. Con loro in scena apprezzati artisti come Jan Antem, Mariano Buccino, Carlo Bosi, Nicolò Ceriani, Clarissa Leonardi, Francesca Maionchi. Michele Spotti dirige l’Orchestra di Fondazione Arena, il Coro istruito da Roberto Gabbiani, il Ballo coordinato da Gaetano Bouy Petrosino, mimi e Tecnici, impegnati a movimentare le colossali scenografie.
IL FESTIVAL 2026. Il 103° Festival porta in scena alcuni dei titoli più amati dal grande pubblico nella stagione più lunga della storia areniana. Oltre alla nuova Traviata, due diversi allestimenti di Aida, le più recenti produzioni di Nabuccoe La Bohème, quindi Turandota 100 anni dalla prima assoluta. Sei le serate-evento in singola data: Roberto Bolle and friends coprodotto con ARTEDANZAsrl il 21 luglio, il balletto al Teatro Romano con Zorba il greco il 25 e 26 agosto. Ritorna il grande organico sinfonico-corale dei Carmina Burana di Orff il 13 agosto mentre il nuovo concerto immersivo Paganini Paradisedebuttain prima assoluta il 18 agosto aggiungendosi alle Quattro stagioni in Viva Vivaldi, con l’Orchestra di Fondazione Arena e spettacolari proiezioni tridimensionali firmate da Balich Wonder Studio il 19 agosto.
L’Arena di Verona Opera Festival 2026 conta sul sostegno di numerosi sponsor, in primis il Main Partner UniCredit, che vanta una trentennale longevità di collaborazione, i Premium Partner Calzedonia e Pastificio Rana, e ancora Volkswagen Group Italia, DB Bahn, Forno Bonomi, Genny, RTL 102.5, Müller, che sostiene i progetti di accessibilità dedicati alle persone con disabilità. Magis si conferma Green Energy Partner del Festival e Generali è Education Partner. Tra gli official partner marchi storici quali Veronafiere, Air Dolomiti, A4 Holding, SABA Italia, SDG Group, Sartori di Verona, Palazzo Maffei e Mantova Village. Così come Manpower Group, Ferroli e il Consorzio di Tutela dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP. New entries del 2026 Nardi outdoor tra gli official partner e il Major Partner Vivaticket. Oltre a imprese, privati, ordini professionali che compongono la schiera della Membership 67 Colonne per l’Arena di Verona, fondata da Gianluca Rana dell’omonimo pastificio e da Sandro Veronesi, patron del Gruppo Oniverse.
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103° Arena di Verona Opera Festival 2026 dal 5 giugno al 12 settembre
Campioni del Mondo Italia loves Unesco
5 giugno ore 21.15
La Traviata di Giuseppe Verdi
NUOVA PRODUZIONE- Regia di Paul Curran
12, 13 giugno ore 21.30 20, 27 giugno ore 21.15
5, 9, 16, 31 luglio ore 21.15
6, 22, 29 agosto ore 21.00
5, 12 settembre ore 21.00
Aida di Giuseppe Verdi
produzione del 100° Festival Regia e scene Stefano Poda
19, 25 giugno ore 21.15
2, 10, 19, 24 luglio ore 21.15
Nabucco di Giuseppe Verdi
Regia e scene Stefano Poda
26 giugno ore 21.15
4, 12, 18, 23 luglio ore 21.15
1, 8, 20, 28 agosto ore 21.00
9 settembre ore 21.00
La Bohème di Giacomo Puccini
Regia Alfonso Signorini | Scene Juan Guillermo Nova
3, 11, 17, 25 luglio ore 21.15
Roberto Bolle and Friends
in coproduzione con artedanzasrl
21 luglio ore 21.30
Aida di Giuseppe Verdi
Regia e scene Franco Zeffirelli
30 luglio ore 21.15
9, 15, 23, 30 agosto ore 21.00
4, 10 settembre ore 21.00
Turandot di Giacomo Puccini
Regia e scene Franco Zeffirelli
7, 14, 21, 27 agosto ore 21.00
3, 11 settembre ore 21.00
Carmina Burana di Carl Orff
13 agosto ore 21.3
Paganini Paradise
PRIMA ASS0LUTA In coproduzione con Balich Wonder Studio
18 agosto ore 21.30
Viva Vivaldi The Four Seasons Immersive Concert
In coproduzione con Balich Wonder Studio
19 agosto ore 21.30
Zorba il greco di Mikis Theodorakis
BALLETTO AL TEATRO ROMANO 25, 26 agosto ore 21.30
foto

Qui sopra, Aida: l’antico Egitto è riletto in modo originale nell’allestimento ‘di cristallo’ firmato da Stefano Poda (atto I).
Più in basso, il finale II de La Bohème porta i colori di Parigi in Arena. Quindi, il Coro protagonista di Nabucco nella visionaria produzione di Stefano Poda. In fondo, Martina Russomanno è Violetta nel brindisi della nuova Traviata per la regia di Paul Curran, con scene di Juan Guillermo Nova e costumi di Stefano Ciammitti.
Per tutte le foto, © EnneviFoto/Fondazione Arena



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