Serena conduce operaclassica eco italiano
comunicato stampa
Ravello Festival 2026:
Weekend inaugurale a Villa Rufolo con la mostra di opere di William Kentridge, e i concerti di Daniele Gatti e di Giovanni Sollima
La 74ª edizione della storica manifestazione della Fondazione Ravello sostenuta dalla Regione Campania si apre con un concerto dell’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino e poi con quello del Pomo d’Oro che presenta in anteprima il progetto Wild Love dedicato a Francesco Zappa e Frank Zappa
Ravello (Salerno), da venerdì 3 a domenica 5 luglio 2026
Foto artisti primo weekend
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Cartella stampa completa
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Cartella stampa mostra Kentridge
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Si apre nel giardino fiorito di Villa Rufolo e nel segno del dialogo tra musica, arti visive e paesaggio, la 74ª edizione del Ravello Festival, la storica manifestazione organizzata dalla Fondazione Ravello – guidata dal presidente Alessio Vlad, con la direzione generale di Maurizio Pietrantonio e la direzione artistica di Lucio Gregoretti – e realizzata grazie al sostegno della Regione Campania, del Ministero della Cultura, di un nuovo gruppo di sponsor come NLG, Veolia, De Luca Industria Cartaria, Coop Sole e Caffè Barbera, cui si aggiungono come partner della promozione del festival Rolex e Gioielleria Galdi. Confermato inoltre il supporto di Dielle Impianti & Restauri per la realizzazione del palcoscenico sul Belvedere e l’ospitalità offerta dagli hotel Caruso, Palazzo Avino, Villa Cimbrone, Villa Fraulo, Parsifal, Palazzo Confalone, Tipografo di Amalfi oltre a Malafronte e alle Cantine Marisa Cuomo.
Da venerdì 3 a domenica 5 luglio Villa Rufolo torna a quindi a essere il luogo in cui l’ascolto incontra uno dei panorami più celebri del mondo, tra i giardini, le sale storiche e il Belvedere a strapiombo sul mare. Un avvio che riassume alcune delle linee guida del Festival 2026: la memoria wagneriana del luogo, i più noti protagonisti della scena musicale internazionale, il dialogo tra antico e contemporaneo, la relazione sempre più stretta tra suono e arti visive.
Il weekend inaugurale prende avvio venerdì 3 luglio con la mostra di opere di William Kentridge, realizzata dalla Fondazione Ravello in collaborazione con la Galleria Lia Rumma. Il vernissage, in programma alle ore 18.30 a Villa Rufolo, sarà preceduto alle ore 17, a Palazzo Avino, da un incontro con Bartolomeo Pietromarchi. L’esposizione resterà aperta sino al 5 settembre. Artista tra i più riconosciuti della scena contemporanea internazionale, Kentridge ha costruito la propria ricerca sul rapporto tra disegno, suono, parola, musica, opera e teatro. In tutta la sua opera il segno non è mai soltanto immagine fissa, ma azione, ritmo, traccia in movimento, apparizione e cancellazione. Disegni, video, installazioni, sculture e lavori legati alla dimensione scenica e musicale compongono un percorso che attraversa le sale della Villa e il giardino progettato da Francis Nevile Reid nel XIX secolo, in un dialogo continuo con l’architettura e il paesaggio aperto. Tra le opere esposte, Preparing the Flute, video-proiezione su un modello in miniatura di un teatrino, connessa alla celebre rilettura del Flauto magico di Mozart firmata da Kentridge, introduce uno dei nuclei centrali della mostra: il teatro come spazio mentale, visivo e politico. La dimensione teatrale ritorna in Theatre Drawing I (La Fenice Theatre), dove il disegno si lega all’architettura della scena e alla memoria del luogo. Seguono lavori come Sibyl, Fugitive Words, Mayakovsky Diorama, Medicine Chest e sculture dalle silhouette antropomorfe come Paper Procession, collocate anche negli spazi esterni, dove il segno diventa presenza fisica e corpo nello spazio.
Sabato 4 luglio (ore 20), sul Belvedere di Villa Rufolo, il concerto inaugurale (già sold out) sarà affidato all’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino diretta da Daniele Gatti, tra i più autorevoli direttori italiani sulla scena internazionale, attualmente direttore principale della Staatskapelle Dresden e direttore musicale della Fondazione toscana. Il programma accosta il Siegfried-Idyll di Richard Wagner alla Sinfonia n. 3 in mi bemolle maggiore op. 55 “Eroica” di Ludwig van Beethoven. Due pagine legate da un’idea di eroismo musicale che attraversa l’Ottocento: da un lato l’intimità del dono privato, nato nella casa di Tribschen come omaggio a Cosima Wagner; dall’altro la grande architettura beethoveniana che ridefinisce la forma sinfonica e il rapporto tra musica, storia, crisi e rinascita. Prima del concerto, alle ore 18.30 a Villa Rufolo, Carla Moreni terrà l’introduzione all’ascolto.
Domenica 5 luglio (ore 20), sempre sul Belvedere, il Festival propone Wild Love, progetto che riunisce Il Pomo d’Oro, il violoncellista Giovanni Sollima e il contrabbassista Vanni Moretto. Il programma mette in relazione genealogie impreviste e cortocircuiti musicali: Francesco Zappa, violoncellista e compositore milanese del Settecento, Frank Zappa, figura emblematica della musica del secondo Novecento, lo stesso Sollima e Vanni Moretto diventano i punti di un atlante sonoro in cui musica antica, rock, scrittura contemporanea, ironia e invenzione strumentale si osservano senza gerarchie. In programma pagine di Giovanni Sollima, Francesco Zappa, Frank Zappa e Vanni Moretto, in un gioco di specchi che supera le consuete definizioni di contaminazione e invita ad ascoltare la storia della musica come materia viva, disponibile a nuovi innesti. Il violoncello, strumento di Francesco Zappa e di Giovanni Sollima, diventa il filo conduttore tra tradizione, sperimentazione, energia ritmica e libertà performativa. L’introduzione all’ascolto sarà affidata a Giovanni Gavazzeni, alle ore 18.30 a Villa Rufolo.
«Il programma del Ravello Festival 2026 – sottolinea il presidente Alessio Vlad – conferma la direzione intrapresa: un Festival attento alla qualità artistica, al dialogo tra epoche e linguaggi diversi e al legame con Villa Rufolo e il suo paesaggio. Continuiamo a lavorare perché il Belvedere di Villa Rufolo sia il palcoscenico estivo dove si esibiscono le migliori orchestre e i migliori interpreti internazionali, senza dimenticare le realtà musicali del territorio. Il Festival è parte di un progetto più ampio che tiene insieme musica, paesaggio e comunità, e che guarda con sempre maggiore attenzione anche al pubblico internazionale e alla relazione con il sistema dell’accoglienza locale».
«Il programma del Ravello Festival 2026 – afferma il direttore artistico Lucio Gregoretti – si costruisce come un percorso unitario, in cui i singoli concerti dialogano tra loro. Il riferimento a Wagner resta un elemento identitario, ma si inserisce in un disegno più ampio che attraversa il repertorio sinfonico e il teatro musicale. L’obiettivo è offrire un’esperienza di ascolto consapevole, in cui il pubblico possa cogliere relazioni e continuità tra epoche e linguaggi diversi, dal Barocco ai nostri giorni».
Ancora una volta a Villa Rufolo la musica: incontra il mare, la luce, i giardini che circondano del Belvedere. Qui l’eccellenza della vista e quella dell’ascolto si equivalgono, trasformando ogni concerto in un’esperienza “in tutti i sensi”. Da questa idea nasce il nuovo modello di partnership del Ravello Festival 2026: alleanze narrative anziché semplici sponsorizzazioni, in cui ogni azienda interpreta un valore coerente con la propria identità. La Fondazione Ravello ha scelto infatti di affidare alcuni dei temi identitari del Festival a partner capaci di interpretarli con la propria storia. L’orizzonte infinito del Mediterraneo diventa così il tema di “Endless Partner”, affidato a NLG, compagnia di navigazione che da sempre costruisce connessioni tra luoghi e persone attraverso il mare. La tutela del paesaggio e delle risorse naturali trova espressione in un “Earth Legacy Partner”, dedicato alla sostenibilità e scelto da Veolia, che accompagnerà anche uno dei concerti dell’edizione 2026. La memoria e la trasmissione del sapere sono invece al centro del “Legends Partner”: un ruolo che richiama il dialogo tra la grande tradizione musicale custodita dal Festival e quella cartaria amalfitana, rappresentata da De Luca Industria Cartaria. Infine il Mediterraneo delle comunità, della terra e dell’accoglienza trova la propria rappresentazione in “Mediterranean Supplier”, interpretato da Coop Sole. Un vero progetto innovativo che trasforma la partnership in partecipazione culturale e valoriale.
Prosegue quindi la collaborazione con Dielle Impianti & Restauri per la realizzazione del palcoscenico sul Belvedere, con Malafronte che “veste” il personale di sala e i servizi di accoglienza garantiti dagli hotel Caruso, Palazzo Avino, Villa Cimbrone, Villa Fraulo, Parsifal, Palazzo Confalone, Tipografo di Amalfi oltre alle Cantine Marisa Cuomo.
Dopo il weekend inaugurale, il Festival proseguirà con un mese di luglio particolarmente ricco. Venerdì 10 luglio piazza Duomo diventerà spazio scenico per Fresco di Luca Francesconi, composizione per cinque orchestre nello spazio affidata a complessi bandistici campani, con il coordinamento scenico di Manuel Renga e la direzione musicale dello stesso Francesconi. Sabato 11 luglio il programma sarà dedicato al mito di Orfeo: alle ore 18, nella Chiesa di San Giovanni del Toro, I Fiati della Sinfonica di Milano eseguiranno Risonanze d’Orfeo di Francesconi; alle ore 20, sul Belvedere, Jordi Savall dirigerà L’Orfeo di Claudio Monteverdi, in forma di concerto, con Le Concert des Nations e La Capella Reial de Catalunya. Domenica 12 luglio l’Orchestra dell’Opera Nazionale di Bucarest, diretta da Daniel Jinga con Alexandru Tomescu al violino, sarà protagonista di un concerto nell’ambito dell’Anno culturale Romania-Italia 2026. Venerdì 17 luglio tornerà il grande repertorio romantico con l’Ensemble Pygmalion diretto da Raphaël Pichon e il baritono Stéphane Degout in un programma che intreccia Schubert e Brahms; domenica 19 luglio il pianista Jan Lisiecki proporrà World (of) Dance, viaggio pianistico attraverso l’idea di danza come forma, memoria e carattere nazionale. Ancora a luglio, venerdì 24 l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai diretta da Emmanuel Tjeknavorian eseguirà pagine da Spartacus e Gayaneh di Chačaturjan e i Quadri di un’esposizione di Musorgskij nella celebre orchestrazione di Ravel. Mercoledì 29 luglio la Sala dei Cavalieri ospiterà Piccinni e Gluck, una corona per due, testo teatrale di Valerio Cappelli con Sergio Rubini, Francesca Pia Vitale e Luca Gorla. Venerdì 31 luglio, infine, uno degli appuntamenti più attesi: il ritorno a Ravello di Kent Nagano con Dresdner Festspielorchester e Concerto Köln per il prologo e il primo atto della Götterdämmerung di Wagner, in forma di concerto, nell’ambito del progetto The Wagner Cycles dei Dresdner Musikfestspiele. SI prosegue poi in agosto con il jazz, il concerto all’Alba e un nuovo gruppo di concerti che culminerà con la chiusura il 5 settembre con Simon Rattle sul podio.
Il programma completo con tutti i dettagli è su www.ravellofestival.com
Progetto Ravello 2026 CUP F29I26000210001 a valere sui fondi dell’Accordo per la coesione della Regione Campania DGR 641 del 18/09/2025
Informazioni di biglietteria
I biglietti per tutti gli appuntamenti sono in vendita sul sito www.ravellofestival.com
Il Boxoffice di Piazza Duomo a Ravello sarà aperto a partire dal 1° luglio 2026, dal martedì alla domenica, dalle ore 10 alle ore 14 (chiuso il lunedì); nei giorni dei concerti, dalle ore 10 alle ore 14 e poi dalle ore 17 fino all’orario di inizio degli stessi. tel: +39 089 858422 / boxoffice@ravellofestival.com
Prezzi dei biglietti (non rimborsabili)
4-5-11-12-17-24-31 luglio, 26-29-30 agosto, 5 settembre: 60 euro
19 luglio, 6-7-8 agosto: 40 euro
29 luglio (non numerato): 20 euro
27 agosto (non numerato) 20 euro / 30 euro per entrambi i concerti
Under 26
Sono previsti biglietti (escluso il Concerto all’alba) al costo di €20 acquistabili esclusivamente in loco fino ad esaurimento dei posti disponibili (sarà necessario esibire un documento di identità all’ingresso). I biglietti sono nominativi e non cedibili.
www.ravellofestival.com
Il programma potrebbe subire variazioni.
Fondazione Ravello – Ufficio stampa e Comunicazione
Nicola Mansi
Responsabile Ufficio Stampa e Comunicazione
n.mansi@fondazioneravello.it
+39 340 9002415
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Floriana Tessitore
Consulente per la comunicazione e l’informazione
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Ravello, 2 luglio 2026 (f.t.)
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foto




comunicato stampa
Ravello Festival 2026
Una mostra di opere William Kentridge a Villa Rufolo in collaborazione con la Galleria Lia Rumma
Villa Rufolo, Ravello, 3 luglio – 5 settembre 2026
A questo link il press kit con le immagini autorizzate
La Fondazione Ravello, in collaborazione con la Galleria Lia Rumma, presenta una mostra di opere di William Kentridge – artista per il quale musica, teatro e immagine sono parti di un unico processo creativo – che si inaugura il 3 luglio 2026 a Villa Rufolo e va avanti sino al 5 settembre nell’ambito della 74ª edizione del Ravello Festival. Il vernissage, in programma venerdì 3 luglio alle ore 18.30, sarà preceduto alle ore 17, a Palazzo Avino, da un incontro con Bartolomeo Pietromarchi.
Uno degli aspetti più profondi e costitutivi della ricerca di William Kentridge è il rapporto tra disegno, suono, parola, musica, opera e teatro. In tutta la sua ricerca, il segno non è mai soltanto immagine fissa, ma azione, ritmo, traccia in movimento, apparizione e cancellazione. Il disegno nasce, scompare, ritorna, si trasforma in sequenza, in voce, in partitura visiva.
Disegni, video, installazioni, sculture e lavori legati alla dimensione scenica e musicale dell’artista compongono un percorso che si sviluppa tra le sale della villa e il giardino progettato da Francis Nevile Reid nel XIX secolo, in un dialogo continuo tra spazio architettonico e paesaggio aperto.
All’interno di Villa Rufolo, Preparing the Flute (2005), video-proiezione su un modello in miniatura di un teatrino, connessa alla celebre rilettura del Flauto magico di Mozart, introduce uno dei nuclei centrali della mostra: il teatro come spazio mentale, visivo e politico. In quest’opera, il piccolo palcoscenico diventa luogo di proiezioni, figure e apparizioni, dove l’immaginario illuminista dell’opera mozartiana si confronta con la storia coloniale, la conoscenza, il potere e l’ambiguità della visione. L’opera – appartenente alla Collezione MAXXI di Roma – riproduce in scala ridotta l’interno di un teatro che rimanda alla scena della produzione di Kentridge a La Monnaie/De Munt Opera di Bruxelles, successivamente ripresa al Teatro San Carlo di Napoli nel 2006 e al Teatro alla Scala di Milano nel 2011. La dimensione teatrale ritorna in Theatre Drawing I (La Fenice Theatre, 2008), dove il disegno si lega all’architettura della scena e alla memoria del luogo. Il teatro non appare soltanto come spazio della rappresentazione, ma come dispositivo di stratificazione, in cui l’immagine prende corpo e la storia si manifesta attraverso sovrapposizioni, tracce e cancellazioni. Nell’opera video Sibyl (2020) legata al più ampio progetto Waiting for the Sibyl, Kentridge rilegge la figura della Sibilla come emblema dell’enigma, del destino e della fragilità del linguaggio. Le parole appaiono, si disperdono, si ricompongono, suggerendo una condizione in cui il significato resta sempre provvisorio, instabile, affidato al ritmo delle immagini, del suono e della musica. In Fugitive Words (2024) la parola diventa invece materia visiva e mentale: un vocabolario mobile, un archivio di pensieri, frammenti e appunti che attraversano il lavoro dell’artista come una partitura in continua trasformazione. Con Mayakovsky Diorama (2025) opera recente in cui la forma del diorama e l’illusione ottica del teatro d’ombre si intrecciano con la figura di Vladimir Mayakovsky e con l’eredità delle avanguardie storiche, immagine, testo, scena e movimento costruiscono ancora una volta un teatro della mente, sospeso tra poesia, politica, satira e memoria. In Medicine Chest (2001), – video animazione tripartita in fasce orizzontali sovrapposte proiettata sullo sportello di vetro di un armadietto da farmacia – l’artista affronta la stratificazione di significato della realtà, la difficoltà di costituire stabilmente un’identità e la contraddittorietà delle informazioni che riceviamo.
Il percorso espositivo prosegue anche negli spazi esterni, nei giardini e sulle terrazze di Villa Rufolo, dove sculture dalle silhouette antropomorfe come Paper Procession (2023) entrano in dialogo con l’architettura della villa e con il paesaggio circostante. In questi luoghi aperti, affacciati sul mare e sulla costa, le opere ampliano la dimensione scenica della mostra: il segno si fa presenza fisica, corpo nello spazio, figura in relazione con la luce, con la storia del luogo e con la profondità naturale del paesaggio di Ravello.
Ravello, città da sempre legata alla grande cultura europea e alla memoria di Richard Wagner, accoglie un artista per il quale musica, teatro e immagine sono parti di un unico processo creativo. In questo contesto, la mostra si inserisce nella storia del Festival come riflessione sul rapporto tra visione e ascolto, tra gesto e voce, tra segno e tempo.
La mostra sarà accompagnata da un catalogo, pubblicato per questa occasione, con un’introduzione del Presidente del Festival Alessio Vlad e un testo critico su William Kentridge di Bartolomeo Pietromarchi. Il volume approfondisce il rapporto tra disegno, musica, teatro, parola e spazio scenico che attraversa l’intera ricerca dell’artista.
Si ringraziano:
Collezione MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo
Collezione Gemma De Angelis Testa
Fondazione Luigi Rovati, Milano
e tutti i prestatori che desiderano rimanere anonimi
William Kentridge
Il rapporto di William Kentridge con l’opera e il teatro attraversa da decenni la sua ricerca. L’artista ha firmato importanti regie e progetti scenici per capolavori del repertorio musicale, tra cui The Magic Flute di Mozart, The Nose di Šostakovič e Lulu e Wozzeck di Alban Berg, presentati in teatri e istituzioni internazionali come il Metropolitan Opera di New York, La Scala di Milano, l’English National Opera di Londra, l’Opéra de Lyon, la Dutch National Opera di Amsterdam, la Sydney Opera House e il Festival di Salisburgo. Nato nel 1955 a Johannesburg, in Sudafrica, dove vive e lavora, William Kentridge è uno degli artisti contemporanei più riconosciuti a livello internazionale. La sua opera comprende disegni, film d’animazione, installazioni, sculture, opere grafiche, performance, progetti teatrali e regie d’opera. Al centro della sua pratica vi è il disegno, inteso come processo di trasformazione, cancellazione, memoria e montaggio. La sua ricerca intreccia storia, politica, letteratura, filosofia, musica e teatro, mantenendo sempre aperto uno spazio di ambiguità, dubbio e contraddizione.
Ravello Festival
Fondato nel 1953, il Ravello Festival a Villa Rufolo è uno dei festival di musica classica più prestigiosi d’Europa nato nel ricordo della visita nel 1880 di Richard Wagner che, nella natura lussureggiante della Villa, trovò il giardino incantato di Klingsor del suo ultimo capolavoro Parsifal. Questo scenario magico che ha per sfondo uno dei panorami più belli del mondo, nell’aria i sentori del mare e dei limoni della costiera amalfitana, accoglierà anche nell’estate 2026 direttori e solisti eccellenti – tra cui Daniele Gatti, Jordi Savall, Kent Nagano, John Eliot Gardiner, Simon Rattle, Giovanni Sollima, Jan Lisiecki, Jean-Efflam Bavouzet, Isabelle Faust – insieme a compagini come l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, il Concert des Nations, l’Ensemble Pygmalion, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, la Gustav Mahler Jugendorchester e The Constellation Choir and Orchestra, senza tralasciare alcune star del jazz come Rick Margitza e collaborazioni con le istituzioni musicali campane, per offrire al pubblico un’esperienza unica. Dal 4 luglio al 5 settembre, 22 appuntamenti organizzati dalla Fondazione Ravello – guidata dal presidente Alessio Vlad con la direzione generale di Maurizio Pietrantonio e la direzione artistica di Lucio Gregoretti – realizzati grazie al sostegno della Regione Campania. nel tempo si ripete il legame tra suono, visione e paesaggio che risuona con forza nel lavoro di Kentridge. È in questo contesto che la mostra di opere di William Kentridge trova la sua collocazione più naturale: un’opera d’arte in cui visione e ascolto, gesto e voce, segno e tempo sono inscindibili. www.ravellofestival.com
Villa Rufolo
Piazza Duomo 1, Ravello
ore 9.00-20.00 (ultimo ingresso alle ore 19.30)
Nei giorni dei concerti del Ravello Festival l’orario di chiusura di Villa Rufolo è soggetto a variazioni.
Per ogni utile informazione contattare il numero +39 089 857621 oppure scrivere a segreteria@villarufolo.it oppure a prenotazioni@villarufolo.it
Biglietti
€ 8,00 ordinario
€ 7,00 per gruppi a partire da 15 persone
€ 6,00 per over 65 e bambini dai 5 ai 12 anni
I biglietti si acquistano solo in loco. Non è richiesta prenotazione.
www.ravellofestival.com
tel. 089 858422
Il programma potrebbe subire variazioni.
Progetto Ravello 2026 CUP F29I26000210001 a valere sui fondi dell’Accordo per la coesione della Regione Campania DGR 641 del 18/09/2025
Fondazione Ravello – Ufficio stampa e Comunicazione
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Galleria Lia Rumma
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Ravello, 27 giugno 2026
Press release
Ravello Festival 2026
A William Kentridge exhibition at Villa Rufolo in collaboration with Galleria Lia Rumma
Villa Rufolo, Ravello, 3 July – 5 September 2026
The Ravello Foundation, in collaboration with Galleria Lia Rumma, presents an exhibition of works by William Kentridge – an artist for whom music, theatre and image form part of a single creative process – opening on 3 July 2026 at Villa Rufolo and remaining on view until 5 September as part of the 74th edition of the Ravello Festival.
The opening reception, scheduled for Friday 3 July at 6.30 pm, will be preceded at 5.00 pm by a conversation with Bartolomeo Pietromarchi at Palazzo Avino.
One of the most profound and defining aspects of William Kentridge’s artistic practice is the relationship between drawing, sound, language, music, opera and theatre. Throughout his work, the mark is never merely a fixed image but rather action, rhythm, a trace in motion, appearance and erasure. Drawing emerges, disappears, returns and transforms itself into sequence, voice and visual score.
Drawings, videos, installations, sculptures and works connected to the artist’s theatrical and musical practice form an exhibition route unfolding through the rooms of the villa and the garden designed by Francis Nevile Reid in the nineteenth century, establishing a continuous dialogue between architectural space and the open landscape.
Inside Villa Rufolo, Preparing the Flute (2005), a video projection onto a miniature theatre model connected to William Kentridge’s celebrated reinterpretation of Mozart’s The Magic Flute, introduces one of the exhibition’s central themes: theatre as a mental, visual and political space. In this work, the miniature stage becomes a place of projections, figures and apparitions, where the Enlightenment imagination of Mozart’s opera engages with colonial history, knowledge, power and the ambiguity of vision. The work – part of the MAXXI Collection in Rome –reproduces, on a reduced scale, the interior of a theatre inspired by the stage set created by Kentridge for his production of The Magic Flute at La Monnaie / De Munt Opera in Brussels, later revived at Teatro di San Carlo in Naples in 2006 and at Teatro alla Scala in Milan in 2011. The theatrical dimension reappears in Theatre Drawing I (La Fenice Theatre) (2008), where drawing becomes intertwined with stage architecture and the memory of place. Here, theatre is not merely a space of representation, but a device of stratification, in which the image takes shape and history reveals itself through layers, traces and erasures. In the video work Sibyl (2020), connected to the broader project Waiting for the Sibyl, Kentridge reinterprets the Sibyl as an emblem of enigma, destiny and the fragility of language. Words appear, disperse and reassemble, suggesting a condition in which meaning remains provisional and unstable, entrusted to the rhythm of images, sound and music. In Fugitive Words (2024), language becomes both visual and mental matter: a mobile vocabulary, an archive of thoughts, fragments and notes that runs through the artist’s work like a constantly evolving score. With Mayakovsky Diorama (2025), a recent work in which the form of the diorama and the optical illusion of shadow theatre intersect with the figure of Vladimir Mayakovsky and the legacy of the historical avant-gardes, image, text, stage and movement once again construct a theatre of the mind, suspended between poetry, politics, satire and memory. In Medicine Chest (2001)—a tripartite animated video projected onto the glass door of a medicine cabinet—the artist addresses the layered meanings of reality, the difficulty of establishing a stable identity and the contradictory nature of the information we receive. The exhibition extends into the outdoor spaces, gardens and terraces of Villa Rufolo, where bronze sculptures with anthropomorphic silhouettes, such as Paper Procession (2023), enter into dialogue with the architecture of the villa and the surrounding landscape. In these open spaces overlooking the sea and coastline, the works expand the theatrical dimension of the exhibition: the mark becomes physical presence, a body in space, a figure in relation to light, to the history of the site and to the natural depth of Ravello’s landscape.
Ravello, a town long associated with European culture and the legacy of Richard Wagner, welcomes an artist for whom music, theatre and image are inseparable elements of a single creative process. Within this context, the exhibition becomes part of the Festival’s history as a reflection on the relationship between vision and listening, gesture and voice, sign and time.
The exhibition is accompanied by a catalogue published for the occasion, featuring an introduction by Festival President Alessio Vlad and an essay on William Kentridge by Bartolomeo Pietromarchi. The volume explores the relationship between drawing, music, theatre, language and stage space that permeates the artist’s entire body of work.
WILLIAM KENTRIDGE
William Kentridge’s relationship with opera and theatre has been a central aspect of his artistic practice for decades. He has created acclaimed stage productions and theatrical projects for masterpieces of the musical repertoire, including Mozart’s The Magic Flute, Shostakovich’s The Nose, and Alban Berg’s Lulu and Wozzeck, presented by leading institutions such as the Metropolitan Opera in New York, Teatro alla Scala in Milan, English National Opera in London, Opéra de Lyon, Dutch National Opera in Amsterdam, the Sydney Opera House and the Salzburg Festival.
Born in Johannesburg, South Africa, in 1955, where he continues to live and work, William Kentridge is one of the most internationally recognised contemporary artists. His work encompasses drawings, animated films, installations, sculptures, prints, performances, theatrical projects and opera productions. At the centre of his practice lies drawing, understood as a process of transformation, erasure, memory and montage. His research weaves together history, politics, literature, philosophy, music and theatre, always preserving a space for ambiguity, doubt and contradiction.
RAVELLO FESTIVAL
Founded in 1953, the Ravello Festival at Villa Rufolo is one of Europe’s most prestigious classical music festivals. It was inspired by Richard Wagner’s visit in 1880, when he discovered in the villa’s luxuriant gardens the enchanted garden of Klingsor from his final masterpiece, Parsifal. This magical setting, overlooking one of the most beautiful panoramas in the world and infused with the scents of the sea and Amalfi Coast lemons, will once again welcome outstanding conductors and soloists in summer 2026, including Daniele Gatti, Jordi Savall, Kent Nagano, Sir John Eliot Gardiner, Sir Simon Rattle, Giovanni Sollima, Jan Lisiecki, Jean-Efflam Bavouzet and Isabelle Faust. They will be joined by ensembles such as the Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, Le Concert des Nations, Ensemble Pygmalion, the RAI National Symphony Orchestra, the Gustav Mahler Jugendorchester and The Constellation Choir and Orchestra, alongside leading jazz artists including Rick Margitza and collaborations with musical institutions from across Campania, offering audiences a unique artistic experience. From 4 July to 5 September, the Festival presents 22 events organised by the Ravello Foundation, chaired by Alessio Vlad, with Maurizio Pietrantonio as General Director and Lucio Gregoretti as Artistic Director, and made possible through the support of the Campania Region. The enduring relationship between sound, vision and landscape that resonates throughout Kentridge’s work finds a particularly natural expression in Ravello. It is within this context that the exhibition finds its ideal setting: a work of art in which vision and listening, gesture and voice, sign and time are inseparable.
Villa Rufolo
Piazza Duomo 1, Ravello
Opening hours: 9.00 am – 8.00 pm (last admission 7.30 pm)
On concert days during the Ravello Festival, Villa Rufolo closing times may vary.
For further information: Tel. +39 089 857621
segreteria@villarufolo.it
prenotazioni@villarufolo.it
Tickets
Full price: €8
Groups (15 people or more): €7
Over 65s and children aged 5–12: €6
Tickets are available exclusively on site.
No reservation is required.
www.ravellofestival.com
boxoffice@ravellofestival.com
Tel. +39 089 858422
Programme subject to change.
Ravello 2026 Project CUP F29I26000210001 Funded through the Campania Region Cohesion Agreement Regional Government Resolution No. 641 of 18 September 2025
Ravello Foundation
Press And Communication Office
Nicola Mansi
Head of Press and Communications
n.mansi@fondazioneravello.it
+39 340 9002415
+39 089 858360
Floriana Tessitore
Communications and Media Consultant
floriana.tessitore@fastwebnet.it
+39 338 7339981
Galleria Lia Rumma
Silvia Macchetto
Communications and Press Consultant
silviamacchetto.com
+39 338 3429581
Ravello, 18 June 2026
foto





