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EUROPE, WAKE UP! –  LET CUBA BREATHE IL TOUR EUROPEO ARRIVA IN ITALIA: DA MILANO A ROMA

A admin
3 de julio, 2026

Dopo settimane di tappe attraverso l’Europa, il camper della campagna internazionale Let Cuba Breathe entra in Italia. Dal 4 al 10 luglio cinque città, cinque serate pubbliche, fino alla tappa finale nella Capitale

03.07.2027 – Il tour Europe, Wake Up! tocca l’Italia nel momento più caldo: mentre la crisi umanitaria a Cuba continua ad aggravarsi e il Parlamento Europeo ha appena votato sulla risoluzione che riguarda l’isola, il camper brandizzato di Let Cuba Breathe percorre la penisola da nord a sud per portare nelle piazze italiane una notizia che troppo spesso non trova spazio.

Un mese attraverso l’Europa – Partita un mese fa, la campagna in camper ha attraversato nove paesi e dodici città –  Torino, Bruxelles, Parigi, Amsterdam, Berlino, Varsavia, Praga, Strasburgo, Béziers, Marsiglia, Barcellona, Berna –  percorrendo oltre 10.000 chilometri, organizzando 13 eventi pubblici e costruendo una rete di 25 associazioni coinvolte da un capo all’altro del continente. Una presenza capillare nel cuore dell’Europa, da ovest a est e da nord a sud, che ora arriva in Italia per la sua fase conclusiva.

Ora il tour entra in Italia – Le tappe italiane si aprono in Umbria il 4 e 5 luglio, tra Assisi e Perugia, dove l’Umbria Jazz –  uno degli eventi culturali più seguiti d’Italia – ospiterà la campagna. La scelta non è casuale: la musica è uno dei linguaggi con cui Cuba ha saputo parlare al mondo, e l’Umbria è una terra con una lunga tradizione di solidarietà internazionale. Il 6 luglio il camper raggiungerà Milano, capitale economica del paese e crocevia di imprese e relazioni commerciali internazionali: una delle piazze più significative per affrontare il tema delle sanzioni extraterritoriali e della sovranità europea, dal momento che le misure decise da Washington colpiscono direttamente anche le aziende italiane che operano con Cuba. Il 7 luglio è la volta di Pisa, tappa universitaria e civica in una città con una forte tradizione di impegno internazionale, e l’8 luglio Bologna, storicamente tra le città italiane più vicine alla causa cubana. La chiusura, il 10 luglio a Roma, è un atto insieme simbolico e politico per denunciare alle istituzioni il risultato di un’aggressione deliberata.

Cosa sta accadendo a Cuba –  Dal 3 gennaio 2026, a seguito del raid militare statunitense su Caracas che ha portato alla cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro –  operazione condotta senza autorizzazione del Congresso USA e in violazione del diritto internazionale –  Cuba è stata privata delle forniture di petrolio venezuelano che coprivano oltre la metà del suo fabbisogno energetico. Il 13 maggio le centrali hanno esaurito il combustibile. Undici milioni di persone subiscono blackout fino a venti ore al giorno. Gli ospedali operano a servizi minimi, le dialisi sono compromesse, l’acqua corrente è interrotta, le ambulanze sono ferme. Il 1° maggio un ordine esecutivo della Casa Bianca ha esteso le sanzioni anche alle imprese che operano con Cuba, pretendendo di decidere con chi le aziende possono commerciare.

“Diecimila chilometri attraverso nove paesi europei non sono solo un dato geografico: sono la misura di quanto sia urgente quello che sta accadendo a Cuba. L’Europa ha votato per trentatré anni consecutivi all’ONU contro l’embargo americano, ha adottato specifiche leggi per proteggere le proprie imprese dal bloqueo degli Usa, ha firmato un accordo di cooperazione con L’Avana. Eppure oggi, mentre Cuba è al buio e undici milioni di persone vivono senza acqua, senza medicine e senza cibo garantito, l’Europa tace – proprio nel momento in cui la sua voce conterebbe di più. Noi siamo qui per ricordare che il silenzio è anche una scelta politica. E che l’Europa che chiude gli occhi su Cuba chiude gli occhi su sé stessa – sulla propria sovranità, sui propri valori, sulla propria storia. Chiudiamo a Roma perché vogliamo che arrivi un messaggio preciso alle istituzioni: questa non è una crisi umanitaria, è il risultato di un’aggressione deliberata, e chi ha gli strumenti per fermarla ha il dovere di usarli.” – Michele Curto, portavoce di Let Cuba Breathe.

Il tour è promosso da Let Cuba Breathe, campagna internazionale di informazione e solidarietà guidata da AICEC (Agenzia di Interscambio Culturale ed Economico con Cuba), che nei mesi scorsi ha già organizzato due Convoy europei verso l’isola e ha annunciato la partenza del terzo per agosto 2026. Al fianco di AICEC, il movimento internazionale Convoy to Cuba e l’ICAP (Istituto Cubano di Amicizia tra i Popoli), che garantisce alle serate la partecipazione diretta –  in presenza o in collegamento –  di voci cubane.

Le tappe italiane sono anche l’occasione per aderire al terzo Convoy to Cuba, convoglio internazionale di solidarietà previsto per agosto 2026 –  gemello della Flotilla per Gaza –  con opzioni di partecipazione di una o due settimane per portare aiuti materiali e presenza solidale. Le iscrizioni sono aperte su letcubabreathe.org. Mentre è attiva anche la campagna cubana firmoporcuba.com, dove è possibile firmare la petizione internazionale a sostegno di Cuba.

Ufficio stampa Let Cuba BreatheSilvia Bellucci Mob. +39 3461561637

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